si è esaurito; e per ottenere l'indispensabile fascino della novità, è costrettoa ricorrere alla caricatura e, per non ripetersi, deve divenire stravagante.Forse non è necessario elencare tante ragioni per spiegare perchél'autore dei «romanzi scozzesi», come allora erano chiamati, sentisse ildesiderio di misurarsi su un soggetto esclusivamente inglese. Era anchesua intenzione rendere l'esperimento il più completo possibile presentandoquesto lavoro al pubblico come la fatica di un nuovo aspirante al suofavore, affinché nessun preconcetto, favorevole o contrario, potesseinfluire su di esso in quanto opera nuova dell'autore di
Waverley
. Maquesto progetto fu poi abbandonato per motivi che saranno menzionati inseguito.Il periodo scelto per la narrazione è il regno di Riccardo I, non soloperché ricco di personaggi i cui nomi, da soli, attraggono sicuramentel'interesse generale, ma anche perché mette a confronto i Sassoni,coltivatori della terra, e i Normanni, ancora al potere come conquistatori,riluttanti a mescolarsi con i vinti o a riconoscersi come appartenenti allostesso ceppo. L'idea di questo confronto fu tratta dall'ingegnosa esfortunata tragedia di Logan,
Runnamede
, in cui, all'incirca nello stessoperiodo storico, l'autore ha visto i baroni sassoni e normanni opposti gliuni agli altri sui lati della scena. Egli non ricorda che c'erano motivi dicontrasto fra le due razze in fatto di costumi e di sentimenti, e la storia hasubito delle ovvie forzature presentando i Sassoni ancora esistenti comeuna razza di nobili, marziale e di grande ingegno.Essi tuttavia sopravvissero come popolo, e alcune antiche famigliesassoni possedevano ricchezze e potere, sebbene fossero eccezioni alleumili condizioni della loro razza. È sembrato all'autore che l'esistenza delledue razze nello stesso paese, quella vinta caratterizzata da modi schietti,semplici e comuni e da uno spirito di libertà, tramandatole dalle sueantiche istituzioni e leggi, quella vincitrice, con le sue ambizioni di gloriamilitare, di avventure individuali e di tutto ciò che potesse distinguerlacome il «fiore della Cavalleria», avrebbe potuto, se collegata ad altripersonaggi della stessa epoca e dello stesso paese, interessare il lettore alconfronto, a condizione che l'autore non fallisse nel suo compito.Ciò nondimeno, poiché la Scozia negli ultimi tempi è servita comescenario del cosiddetto «romanzo storico», la lettera introduttiva del signorLaurence Templeton è divenuta in un certo senso necessaria. A essa sirimanda il lettore come a un'introduzione che esprime gli intenti dell'autoree le sue idee nell'intraprendere questo genere di opera letteraria, con la
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