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IVANHOE
Walter ScottPREFAZIONE DELL' AUTORE
Aggiustata la cavezza, sistemato il carro,Già fatti i saluti... ma duro è partirePriorL'autore dei
 Romanzi di Waverley
ha goduto finora di una popolaritàsempre maggiore e, nel suo specifico settore letterario, potrebbe esseredefinito l'
enfant gâté 
del successo. Era chiaro tuttavia che la frequenzadelle pubblicazioni avrebbe finito con lo stancare il favore del pubblico, ameno che non escogitasse un qualche mezzo per dare un'apparenza dinovità alle opere successive. I costumi scozzesi, il dialetto scozzese, ipersonaggi scozzesi, essendo quelli con cui l'autore aveva maggiorefamiliarità hanno costituito la base a cui finora ha fatto ricorso per dar vitaalle sue storie. Era tuttavia ovvio che questo tipo di interessi finisse colgenerare un senso di monotonia e di ripetitività, se usati a esclusione ditutti gli altri: così che il lettore, con tutta probabilità, avrebbe finito col farproprie le parole di Edwin nel racconto di Parnell:... «Cambia l'incantesimo», grida,«E vediamo se dà buona prova;La capriola l'hanno già vista».Nulla può essere più dannoso per il buon nome di chi professa le artiliberali che accettare di passare per un manierista, se può evitarlo, o diessere considerato capace di successo soltanto in uno stile particolare elimitato. In genere, pubblico è portato a pensare che chi l'ha soddisfatto inun dato genere letterario è incapace, proprio per il talento dimostrato, diavventurarsi in altri campi. Gli effetti di questa avversione da parte delpubblico verso gli artefici del suo divertimento quando essi cercano diampliare il loro campo d'azione li si può vedere nelle stroncature che la
 
critica volgare di solito fa contro attori o artisti che tentano di variare lecaratteristiche delle loro fatiche e ampliare così i confini della loro arte.Qualcosa di giusto in questo modo di pensare c'è, come sempreaccade per tutto quello che è opinione comune. Può spesso avvenire sulpalcoscenico che un attore dotato in altissimo grado delle qualità esteriorinecessarie per riuscire nella commedia, non abbia il diritto di aspirareall'eccellenza tragica. Così pure in pittura o in letteratura, un artista o unpoeta possono padroneggiare solo determinate forme di pensiero e dimezzi espressivi che li limitano a una sola tematica. Ma molto piùfacilmente quelle stesse capacità che portano un uomo alla popolarità in uncerto campo, gli otterranno il successo in un altro, e questo avvieneparticolarmente in letteratura, più ancora che nella recitazione o nellapittura, perché chi si avventura in quel campo non è ostacolato nei suoitentativi da fattezze particolari o dalla conformazione della persona, adattea una determinata parte o da alcuna abitudine automatica nell'usare ilpennello, limitata a una specifica categoria di soggetti.Indipendentemente dal fatto che questo ragionamento sia più o menogiusto, l'autore avvertiva che, limitandosi a soggetti esclusivamentescozzesi, non solo avrebbe messo a dura prova l'indulgenza dei suoi lettori,ma avrebbe anche notevolmente limitato la sua possibilità di divertirli. Inun paese molto raffinato, dove tanta genialità viene ogni mese utilizzataper procurare divertimento al pubblico, un argomento nuovo quale quelloin cui egli aveva avuto la fortuna di imbattersi, è come l'incontaminatasorgente del deserto: «L'uomo benedice le stelle considerandole un dono».Ma quando uomini e cavalli, armenti, cammelli e dromedari hannotrasformato la sorgente in fango, essa diventa ripugnante a coloro che perprimi vi bevvero avidamente; e colui che ebbe il merito di scoprirla, sevuole mantenere la sua reputazione nella tribù, deve mostrare il suo talentoscoprendo nuove sorgenti incontaminate.Se l'autore che si trova limitato a una data tematica, cerca dirinvigorire la sua fama sforzandosi di aggiungere nuove attrattive a temidello stesso tipo di quelli da lui precedentemente affrontati con successo,ci sono tutte le ragioni perché, a un certo punto, debba fallire. Se laminiera non è esaurita, la forza e la capacità del minatore sono destinateinevitabilmente a esaurirsi. Se l'autore imita minuziosamente gli scheminarrativi che già ha portato al successo, è destinato a «stupirsi che nonpiacciano più». Se si sforza di vedere gli stessi oggetti da un altro punto divista, ben presto si rende conto che ciò che era chiaro, grazioso e naturale
 
si è esaurito; e per ottenere l'indispensabile fascino della novità, è costrettoa ricorrere alla caricatura e, per non ripetersi, deve divenire stravagante.Forse non è necessario elencare tante ragioni per spiegare perchél'autore dei «romanzi scozzesi», come allora erano chiamati, sentisse ildesiderio di misurarsi su un soggetto esclusivamente inglese. Era anchesua intenzione rendere l'esperimento il più completo possibile presentandoquesto lavoro al pubblico come la fatica di un nuovo aspirante al suofavore, affinché nessun preconcetto, favorevole o contrario, potesseinfluire su di esso in quanto opera nuova dell'autore di
Waverley
. Maquesto progetto fu poi abbandonato per motivi che saranno menzionati inseguito.Il periodo scelto per la narrazione è il regno di Riccardo I, non soloperché ricco di personaggi i cui nomi, da soli, attraggono sicuramentel'interesse generale, ma anche perché mette a confronto i Sassoni,coltivatori della terra, e i Normanni, ancora al potere come conquistatori,riluttanti a mescolarsi con i vinti o a riconoscersi come appartenenti allostesso ceppo. L'idea di questo confronto fu tratta dall'ingegnosa esfortunata tragedia di Logan,
 Runnamede
, in cui, all'incirca nello stessoperiodo storico, l'autore ha visto i baroni sassoni e normanni opposti gliuni agli altri sui lati della scena. Egli non ricorda che c'erano motivi dicontrasto fra le due razze in fatto di costumi e di sentimenti, e la storia hasubito delle ovvie forzature presentando i Sassoni ancora esistenti comeuna razza di nobili, marziale e di grande ingegno.Essi tuttavia sopravvissero come popolo, e alcune antiche famigliesassoni possedevano ricchezze e potere, sebbene fossero eccezioni alleumili condizioni della loro razza. È sembrato all'autore che l'esistenza delledue razze nello stesso paese, quella vinta caratterizzata da modi schietti,semplici e comuni e da uno spirito di libertà, tramandatole dalle sueantiche istituzioni e leggi, quella vincitrice, con le sue ambizioni di gloriamilitare, di avventure individuali e di tutto ciò che potesse distinguerlacome il «fiore della Cavalleria», avrebbe potuto, se collegata ad altripersonaggi della stessa epoca e dello stesso paese, interessare il lettore alconfronto, a condizione che l'autore non fallisse nel suo compito.Ciò nondimeno, poiché la Scozia negli ultimi tempi è servita comescenario del cosiddetto «romanzo storico», la lettera introduttiva del signorLaurence Templeton è divenuta in un certo senso necessaria. A essa sirimanda il lettore come a un'introduzione che esprime gli intenti dell'autoree le sue idee nell'intraprendere questo genere di opera letteraria, con la
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