• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
25
1«QUI PUOI FArE MILIONI, E I TUOICONCOrrENTI SONO DEGLI IDIOTI»
Ea il pomeiggio dell’8 giugno 1995 quando fnalmenteaivò la teleonata.«Sono Dana Bown, ufcio di Gaydon Cate. Palo conToby Young?»«Ehm, sì.»«Un attimo, pe avoe.»Pausa.«Toby? Sono Gaydon. Ti andebbe di venie a lavoaequi pe un mese?»Eccola, l’occasione che stavo aspettando. Fin dalla seadel gala di Vanity Fai quindici mesi pima, avevo assidua-mente coteggiato il diettoe della ivista. Avevo scitto tepezzi pe lui fnoa, e ogni volta che lo incontavo in unadelle sue egolai puntate a Londa acevo del mio megliope ingaziamelo. Il atto che mi stesse oendo solo unmese di lavoo ea una questione puamente accademica.Ea un mese di pova, e a patto che non acessi casino,avebbe potato a un lavoo a tempo pieno. Mi sentivo co-me Boot, l’eoe di
 L’inviato speciale
di Evelyn Waugh, quan-do viene convocato dal quotidiano The Beast
.
Pe me Vanity Fai
 
non ea una qualsiasi ivista patinatanewyokese. Ea un legame con la Manhattan degli annid’oo, l’epoca della Tavola rotonda dell’Algonquin. Nella
 
26
sua pima incanazione, dal 1914 al 1936,
 
Vanity Fai anno-veava ta i suoi collaboatoi Doothy Pake, EdmundWilson, robet Benchley, D.H. Lawence, T.S. Eliot, Colet-te, Cocteau, Heman J. Mankiewicz... l’elenco è infnito.Pesino Houdini aveva scitto pe Vanity Fai. La ivista eastata iesumata nel 1983 da S.I. Newhouse J., il milionaiopopietaio di Condé Nast, e dal 1984 al 1992 ea statadietta da Tina Bown, in pecedenza alla guida del Tatle.Tina aveva tent’anni quando u chiamata da Si, come lochiamano, e in seguito diventò diettice del New Yoke, lanomina più pestigiosa del gionalismo peiodico ameica-no. Sotto la guida di Tina, Vanity Fai
 
ea diventata la bibbiamensile del jet set, un’eclettica combinazione di asti hol-lywoodiani, alta società e conaca nea che Tina defniva “ilmix”. Non ea popiamente la ivista letteaia intellettualedi un tempo, ma estava di gan lunga più aascinante diqualunque concoente bitannico.Conobbi Gaydon nel 1993 nel coso di un panzo alSunday Times a Londa, cica un anno dopo che aveva so-stituito Tina. All’epoca avevo ventinove anni e avevo giàlavoato pe una vaiegata gamma di pubblicazioni inglesi,dalla Liteay review a Hello!, ma non avevo mai inconta-to un diettoe come lui. Con il suo abito consunto cone-zionato a Savile row e la camicia lisa acquistata a JemynSteet, pe non palae del suo eccentico taglio di capelli,aveva un’aia un po’ tasandata, più da Spectato che da i-vista patinata. Quando palava, peò, paeva un gionalistadi Chicago vecchio stampo, con battute ulminanti che sem-bavano pese in pestito dal flm
Prima Pagina
.Pe esempio, dopo qualche bicchiee di vino gli poposipe Vanity Fai un sevizio otogafco sulla “Londa lette-aia”, con itatti in pimissimo piano dei più illusti autoibitannici nei loo pub peeiti. L’idea ea quella di illusta-e il legame ta l’alcol e la vita letteaia londinese.
 
2
«Schezi?» ispose lui. «Sembeebbe un manuale diodontoiatia.»L’impessione che dava ea quella di un uomo che si eadato un gan da ae pe coltivae una paticolae immagi-ne – quella di un esponente dell’alta boghesia un po’bohémien, con aspiazioni letteaie – ma ea ben elice dismentila nell’attimo stesso in cui apiva bocca. Avevo lasensazione che con il suo usso di battute povocatoie,punteggiate da impecazioni, volesse ati capie che eadalla tua pate, anche se sembava un membo dell’esta-blishment.Speavo che osse veo.Tutti i gionalisti di Londa che conosco hanno antasti-cato, pima o poi, di lavoae pe una ivista di New Yok.ricevee la atidica chiamata di Tina Bown o di GaydonCate è l’equivalente del telegamma che Heman J.Mankiewicz mandò a Ben Hecht da Hollywood nel 1925:
Che ne diesti di tecento dollai alla settimana pe lavoae pela Paamount Pictues? Tutte le spese pagate. I tecento sononoccioline. Qui puoi ae milioni, e i tuoi concoenti sono degliidioti. Non ati suggie l’occasione.
Nel mio caso, la chiamata aivò popio al momentogiusto. Esattamente due settimane pima avevo peso ladecisione di chiudee The Moden review, la ivista cheavevo dietto negli ultimi quatto anni, senza die nientealla compopietaia Julie Buchill. All’epoca Julie ea po-babilmente la gionalista più nota in Gan Betagna, e avevala ama di pesona estemamente vendicativa. Mettesi con-to di lei non ea stata una buona idea. «Toby non ha piùutuo qui» tuonò al Times quando lo scopì. «Dovà lascia-e il paese, come tutti quelli che si mettono conto di me.» Julie e io avevamo litigato quando lei aveva abbandonato il
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...