Copyright www.diariofinanziario.blogspot.com Davide Arsego Marzo 2009
Quarto numero
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anno 1 Pagina 1
AGENDA MACROECONOMICA
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IL MIO DIARIO FINANZIARIO
Dodicesima/tredicesima settimana, 2009
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16 marzo, 27 marzo
D
ATI MACROECONOMICI
AMERICANI
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MONDIALIDATI
NEGATIVI
In queste due settimane le notizie sono affluite da tutti gli angoli del mondo come un fiume in piena, e non per niente i mercatihanno reagito in una direzione ben definita ma che non si può definire per ora duratura.In Cina in queste settimane è uscito un dato particolarmente negativo: gli investimenti esteri in territorio cinese sono scesi del15%,indice che le economie extra - Cina stanno
“chiudendo i rubinetti”. Se, come nelle precedenti edizioni, il settore bancario
anche per una loro tendenza a diversificare all’estero i loro asset.
ribassista registrato dalla seconda guerra mondiale, che secondo l’establishment cinese, andrebbe a colpire specificamente la
sosta, mentre su base mensile si potrebbe già definire un tentativo di “rallentamento della caduta”, regist
rabile già da Ottobre2008. Anche il leading Economic index settimana scorsa ha raffreddato le speranze per una ripresa nel breve termine, indicando,sia per la Germania che
DATI
POSITIVI
In queste settimane gli eventi più importanti, che hanno risollevato il mercato, sono stati in sostanza due, e tutti provenienti da
oltre oceano. Il primo è stato la mossa, secondo molti analisti ancora “increduli” da parte della Fed di passare alle “manie
re
forti”. Infatti ha deciso
al fine di stimolare l’economia. Secondo molti è un rischio che si aggiunge al sistema America, ma oramai credo fosse inevita
bile.
L’altra notizia invece è arrivata direttamente dal Segretario Timothy Geithner, che ha annunciato
dai bilanci delle grandi banche americane, che prevederà inoltre l’entrata di capitale privato.
Poi sono arrivati altri dati, ma relativamente di minor rilievo.
Dati positivi sono arrivati particolarmente dall’inflazione.
Se damolti viene duramente imputata come la più importante preoccupazione che colpisce direttamente le tasche dei consumatori,grandi e piccoli economisti dimenticano che la ripresa dei prezzi, sempre da mantenere sotto controllo, è fondamentale per laripresa economica, che di risvolto porta ad una ripresa del mercato del lavoro. Indicazioni in questo senso stanno arrivando da
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