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il
Ducato
Periodico dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino
   D   i  s   t  r   i   b  u  z   i  o  n  e  g  r  a   t  u   i   t  a   S  p  e   d   i  z   i  o  n  e   i  n  a .  p .   4   5   %   a  r   t .   2  c  o  m  m  a   2   0   /   b   l  e  g  g  e   6   6   2   /   9   6  -   F   i   l   i  a   l  e   d   i   U  r   b   i  n  o
Costano trentuno milioni di eu-ro l’ex consorzio e il parcheggiodi Santa Lucia. Per quest’ultimaè previsto un investimento divenuno milioni: otto verrannodal comune. L’amministrazioneaccenderà un mutuo alla finedei lavori, sostenuto dagli incas-si delle soste a pagamento gesti-te da Urbino Servizi.
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Ventuno milioni per Santa Lucia
Grandi opere
L’ateneo di Urbino, come gli altriin Italia, appoggia le linee guidadel ministro Gelmini: autono-mia, responsabilità, governanceforte, meritocrazia. Studenti eprofessori denunciano vecchiproblemi ancora irrisolti: il 3+2non ho favorito la mobilità in Eu-ropa. Le considerazioni del pro-rettore alla didattica.
a pagina 11
Parla Maggioni:“ 3 + 2falso problema”
Università
 Al teatro Sanzio la Commedia diCandido, l’ultimo lavoro del trioMassini-Fantoni-Piccolo. Dal li-bro di Voltaire, una parabola iro-nica ambientata nel ‘700. So-prattutto, un inno al libero pen-siero di grande attualità. Autori eartisti spiegano perché.
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Così Candido,così attuale
Spettacoli
Raffaello per battere la crisi
 Prenotazioni già a quota 18 mila, ma gli albergatori sono preoccupati
Ultimi preparativi a Palazzo Ducale. La mostra inaugurata il 3 aprile
L’EDITORIALE
L'
angelo comparso nei mani-festi affissi sui muri diUrbino qualche giornoprima che si aprisse la mostra aPalazzo Ducale assomiglia molto aRaffaello quando adolescente, a 17anni, si formava qui in città.In verità un giovane dal viso dolce edai capelli biondi si era visto a lezio-ne nell'aula sospesa di sociologiaopera di De Carlo e al tramonto, inpiazza della Repubblica, insiemecon altri studenti. E girava voce checi fosse stato anche un dibattitoaffollatissimo con Ilvo Diamanti daltitolo "La democrazia della cultura"nella stessa aula, ma senza manife-sti, solo con il passa parola.Raccontavano che quel ragazzoaveva preso la parola e aveva affasci-nato tutti: diceva che stava perriaprire una bottega di pittura aUrbino, come alla fine delQuattrocento. Che il governo dellacittà doveva cambiare, che da quisarebbe partito qualcosa di impor-tante per l'intero Paese. Aveva anchescoperto nei bilanci molti fondi perla ricerca. Mostrava a tutti un dizio-nario singolare, di 48 pagine, da farstampare per integrare meglio gliimmigrati. Le parole erano illustratecon disegni colorati ed era diviso incapitoli: il corpo umano, la sanità, lacasa, gli alimenti. Diceva di averlopreso alla Provincia di Grosseto, unabuona idea da realizzare subitoanche a Urbino.Per tutto il mese di aprile lo spirito diRaffaello aveva risvegliato la cittàsonnecchiosa. Le strade eranopiene, non si trovava una stanzanegli alberghi, tanto che il conventodi Santa Caterina aveva incomincia-to a dare ospitalità alle donne, puressendo di clausura. Si erano aperteanche tre o quattro bottegucce arti-giane. Giapponesi e cinesi in quanti-tà e, nonostante la crisi, molti ameri-cani. Qualcuno chiedeva di affittarecasa per tutta l'estate e rimanere.La cosa più strana avvenne nei gior-ni precedenti il 6 e il 7 giugno, giornodelle elezioni per il sindaco. Suimanifesti di Raffaello qualcunoaveva scritto con un pennello rosso"Vota!". Da tutte le 19 sezioni eletto-rali, e anche da quella ospedaliera,era venuto fuori un risultato clamo-roso: l'ex sindaco Franco Corbucci eil suo rivale Alfredo Bonelli eranostati superati da un nome aggiuntosulle schede, a matita: "Raffaello". Ipresidenti di seggio si erano riuniti eavevano rinviato la questione allaCorte d'Appello che in futuro deci-derà sulla singolare questione. E'possibile eleggere a sindaco un gio-vane nato nel 1483, sia pure aUrbino?Il 21 maggio il nuovo rettore era statoeletto con un programma entusia-smante basato sulla ricerca, finan-ziato in parte dagli stessi studenti eda alcune fondazioni.Il ritorno di Raffaello aveva trasfor-mato Urbino in quel che deve esse-re. La mostra è stata visitata da oltrecentomila persone. Senza contare i15.500 urbinati che l'hanno vistagratis anche con i bambini per unagiusta richiesta della sovrintendenteLorenza Mochi Onori e per una sag-gia decisione degli organizzatori. E il12 luglio è stata prorogata fino atutto settembre.Grazie Raffaello.
direzione.ilducato@uniurb.it 
Un angeloè sceso a Urbino
La mostra sta per aprire i bat-tenti. Tutti sperano che dal 3aprile, giorno dell’inaugurazio-ne, Urbino si popoli di turisti. A Palazzo Ducale stanno arrivan-do i 37 quadri di Raffaello,mentre piazza Duca Federico èstata rimessa a nuovo. Le opereprovenienti da alcuni dei piùprestigiosi musei del mondosaranno esposte nella Sala delTrono e nell'appartamentodella Duchessa. La mostrarimarrà aperta sino al 12 luglio.Gli investimenti sono statiingenti. Tre milioni di euro soloper la mostra, altri seicentomi-la per la piazza. L’impegno eco-nomico è sostenuto da entilocali, ministero della Culturae Fondazione Cassa di rispar-mio di Pesaro. Ma i commer-cianti e gli albergatori temonoil pericolo del turismo “mordi efuggi”. Secondo la società diservizi Civita le prenotazionisono comunque già arrivate aquota 18.000.Le aspettative sono elevate: sitratta dell'occasione per dareuna scossa all’economia locale.I commercianti sperano nelforte flusso turistico per rinvi-gorire le proprie casse, che dianno in anno sono sempremeno rimpinguate dagli stu-denti.I ristoratori proporrannopiatti rinascimentali e menùspeciali: cinhiale con pere cottee polenta.
alle pagine 8 e 9 
A
ttività commerciali sull’orlo della chiusura, negozi vuoti. Negli ultimi mesi hanno abbassato leserrande in quindici. Gli affitti del centro sono cari, gli studenti sono meno invogliati a fareacquisti. Sono solo due degli elementi che condizionano la crisi del commercio a Urbino. Le asso-ciazioni degli esercenti chiedono maggiore collaborazione fra il Comune e gli operatori economi-ci. L’assessore Demeli si rivolge ai proprietari: “Andate incontro ai negozianti”.
a pagina 5 
Intanto aumentano i negozi chiusi
Sulla scia del convegno dellascorsa settimana organizzatodall’Istituto per la formazione algiornalismo e dall’Università diUrbino,
Il Ducato
continua il di-battito sull’indipendenza deimedia. Le intervise al giurista Valerio Onida, allo storico Nico-la Tranfaglia e uno sguardo alledifferemti soluzioni europee perla tutela dell’autonomia giorna-listica
alle pagine 14 e 15 
Valerio Onida:“La stampache peggiora”
Informazione libera
Quindicinale - 27 marzo 2009 - Anno 18 - Numero 6“Ducato on line”: www.uniurb.it/giornalismo
 
il
Ducato
2
L
e nuove porte di Urbi-no valgono trentunomilioni di euro. È il co-sto dei lavori previstinell’area dell’ex con-sorzio insieme al nuo-vo parcheggio sotterraneo di S.Lucia. Per la prima delle dueopere l’investimento sarà di die-ci milioni di euro e tutto di tascadella ditta Torelli-Dottori, che harilevato l’area dal Comune perdue milioni e mezzo di euro. Laseconda è perfino un’opera im-pressionante. Qualcuno sostie-ne eccessiva. Il parcheggio di S.Lucia costerà ventuno milioni dieuro, di cui dodici milioni di sol-di pubblici e il resto, di nuovo, ar-riverà dalla Torelli-Dottori, chefarà partire a maggio i cantieriveri e propri.Per ora, passando da via Di Vitto-rio, che coincide con il piano piùbasso della struttura di S. Lucia,dove ci saranno le rampe d’in-gresso e d’uscita del parcheggio,si vedono sulla rupe pochi ope-rai e una gru di sessantacinquemetri. Ma per il 2011, data previ-sta per la consegna dei lavori, ildorso della collina sarà un giar-dino pensile. La grande opera,nascosta sotto, si articolerà sunove livelli: i cinque più in bassoriservati ai 544 parcheggi e i 2500mq degli ultimi quattro per uffi-ci e attività commerciali. Ci saràun punto di ristoro e tutto saràcollegato con scale mobili eascensori. Fino all’ultimo livello,all’altezza di viale Gramsci e del-la porta di S.Lucia, da cui si potràaccedere al centro storico per ilpercorso più “dolce” di via Bra-mante. Il parcheggio di S.Luciadiventerà inoltre un nodo discambio per tutti gli autobusnon turistici, con l’obiettivo diraccogliere soprattutto il trafficolocale. Rimarrà solo Borgo Mer-catale come punto di accoglien-za per i turisti, ma perderà circaottanta parcheggi.Maggioranza e opposizione,con l’eccezione di RifondazioneComunista, hanno già votato afavore dell’impianto di S.Lucia.Ma la questione del denaro pub-blico non è stata risolta. Dei do-dici milioni complessivi, tre mi-lioni arriveranno in virtù dellalegge Tognoli e uno da finanzia-menti europei girati dalla Regio-ne. Il Comune pagherà otto mi-lioni di euro, accendendo unmutuo dalla data della fine deilavori, che verrà ripagato attra-verso i soldi ricavati dalle soste apagamento della città (compre-si quelli di S.Lucia), tutti gestitida Urbino Servizi, società sotto ilcontrollo dell’amministrazio-ne. Se il sindaco Franco Corbuc-ci si dice “soddisfatto per la na-scita di opere fondamentali”,l’opposizione risponde che“non c’è copertura certa nel pia-no finanziario del Comune”. Ri-fondazione Comunista è in dis-accordo con la realizzazionedell’opera perché “si ipotecheràper anni il futuro della città soloper S.Lucia”. Giorgio Ubaldi -presidente di Urbino Servizi cheavrà in gestione i parcheggi del-la struttura – è convinto dellabontà dell’operazione: “Serviràa chiudere il centro storico e i cit-tadini potranno acquistare unbox auto. Per quanto riguarda icosti, abbiamo testato un «pia-no sosta» sul 2007 per mettere al-la prova la nostra capacità di so-stenere la rata annuale del mu-tuo, e siamo rientrati nelle previ-sioni. Quando dovremo effetti-vamente pagare utilizzeremoanche gli introiti del parcheggiodi S.Lucia e questo ci lascia tran-quilli”. Anche se l’amministra-zione ha già avviato trattativecon le banche, le condizioni delmutuo e gli interessi non po-tranno essere noti che al termi-ne dei lavori.L’ex consorzio avrà 4000 mq dispazi commerciali. I singoliesercizi non potranno esseresuperiori ai 250 mq. “Siamomolto contenti delle due strut-ture – dice il segretario dellaConfcommercio di UrbinoEgidio Cecchini – perché si ri-vitalizzano piccola e mediaimprenditoria”. A S.Lucia in-vece è previsto un limite mas-simo per i negozi di 900 mq.
lorenzoallegrni@libero.it 
Il parcheggiodi S.Lucia.In alto adestral’area delcantiereSopra comesarà con igiardini e adestra lasezione
LORENZO ALLEGRINI
Le “nuove porte”costano 31 milioni
Il rilancio passa per Lavagine e S.Lucia
Soldi pubblici per 12 milioni di euro. Un mutuo per il Comune 
 
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CITTÀ
Piano-casa: rischio abusi
Il progetto del governo per incentivare l’economia edilizia scatena dubbi
Non tutti gli urbinati potranno applicare le nuove regole: i vincoli di salvaguardia tutelano il centro storico 
L’urbanista: “Proteggere il territorio”
P
iccole case cresco-no. È quanto dice ildisegno di legge delgoverno, il cosid-detto piano-casa.Possibilità di am-pliare le abitazioni private, oanche attività produttive, finoad un massimo del 20% del lo-ro volume attuale; di demolirlee ricostruirle lievitate del 30%,addirittura del 35% se si usanotecniche di bioedilizia o fontidi energia rinnovabili; sgravi fi-scali del 50% sull’imposta chesi deve al Comune per chi deci-derà di rimettere mano allapropria casa. Cambia inoltre laprocedura: basterà il sì del pro-gettista che sottoscrive la de-nuncia di inizio attività (Dia)per dare il via ai lavori. Questisono solo alcuni dei punti delpiano che dovrebbe servire adare una scossa alla ripresaeconomica.Ma come è attua-bile in una città come Urbino?Fino ad oggi erano due le stra-de da percorrere a seconda de-gli interventi da fare. Per am-pliamenti o richieste di costru-zione si doveva avere il Permes-so di costruzione. Per interven-ti di ristrutturazione, invece,bastava la denuncia di inizioattività (Dia) e se entro un me-se il Comune non avesseespresso contrarietà ai proget-ti, i lavori potevano partire. Orail ddl permette la Dia anche alavori di ampliamento e il con-trollo del Comune viene posti-cipato. Più responsabilitàquindi per il progettista che fa-rà anche una dichiarazionegiurata per certificare che i la-vori sono rispettosi della sussi-stenza delle condizioni stabili-te nel piano casa.La bozza di legge però nonspiega in quali casi e come sipotranno fare gli ampliamenti;per esempio nei centri storici.“Il 40% degli edifici del centrostorico di Urbino – spiega ildottor Costantino Bernardiniresponsabile del servizio Edili-zia del Comune – sono sottopo-sti a vincoli monumentali. Tut-to il centro storico e le zone li-mitrofe al centro hanno il vin-colo paesaggistico. Il centrostorico ha inoltre il vincolo ditutela indiretta e il vincolo ar-cheologico”. La Sovrintenden-za è preposta al controllo deivincoli monumentale, archeo-logico e di tutela indiretta; ilComune vige su quello paesag-gistico. Il dottor Bernardinispiega che ad Urbino potreb-bero essere interessate le areelimitrofe al centro, zone moltodelicate, in cui c’è il vincolopaesaggistico. Ad esempio lezone di fronte alla piana diS.Lucia e via Pellipario, dellastazione. E la vallata di Merca-tale.Sembra certo è che a bene-ficiare del progetto del governosarà chi ha case in campagna,villette o case unifamiliari.Per Alessandro Bolognini, pre-sidente del circolo urbinate diLega Ambiente, non ci sarannograndi costruzioni, ma casi diabusivismo e di liti tra vicini.“Di fronte al fallimento di que-sto modello economico – dice –si dovrebbero trovare nuoveforme di economie. Con mi-cro-investimenti si possonomigliorare strutture pubbli-che; risanare l’ambientale; in-centivare l’utilizzo di energierinnovabili; mettere in sicurez-za le strade e potenziare i mez-zi pubblici”. Ora è da vederequanto potere rimarrà di fattoai Comuni e alle Regioni perapplicare o meno il piano delgoverno dal momento che ilprimo articolo recita: “Le nor-me trovano applicazione sututto il territorio nazionale” edevono essere attuate imme-diatamente. Le Regioni po-tranno legiferare in seguito?
 giulietta_t@hotmail.com
Attivo su tutto il territorio il servizio per la raccolta dell’umido
Ora anche l’organico fa la differenza
 A 
desso è possibile differenziare tutti irifiuti, anche quelli organici. L’a-zienda Marche Multiservizi ha con-segnato l’occorrente ad ogni cittadino delterritorio urbinate: cestino e sacchetti dicartone. Basta aggiungere un pizzico disenso civico, e anche gli scarti alimentaripossono trasformarsi, da rifiuto, in risor-sa. Perché la frazione organica - o “umido”che dir si voglia - se viene abbandonata indiscarica produce liquidi e gas che posso-no inquinare l’ambiente contaminandole falde acquifere e producendo effettoserra. Se invece arriva all’impianto dicompostaggio della discarica di Ca’ Lucio,lo scarto organico diventa “compost”: fer-tilizzante di alta qualità. «Una risorsaideale per un territorio come il nostro, nelquale l’agricoltura biologica è molto im-portante», spiega Alessandro Bolognini,presidente del circolo di Legambiente.Quindi con il compost si può creare un ci-clo virtuoso, gli scarti della cucina diventa-no il nutrimento per i prodotti della terra:è come se tornassero sulle nostre tavole.In più, il compost dell’impianto di Ca’ Lu-cio viene fornito gratuitamente, e tuttipossono richiederlo. Questo servizio è giàattivo da circa un anno, grazie alla raccol-ta dell’umido di Pesaro, Fano e di altre cit-tà fuori provincia. Finalmente anche i cit-tadini di Urbino possono dare il loro con-tributo. Dice Salvatore Liberto, coordina-tore del gruppo di CittadinanzAttiva: «Cisi aspettava che contestualmente allaconsegna nelle case di cestino e sacchetti,Marche Multiservizi provvedesse a mette-re i bidoni sulle strade. Invece in alcuni ca-si i cittadini hanno atteso anche una setti-mana. Allora ci lamentiamo un po’, ma de-vo dire che con l’azienda di prima le coseandavano molto peggio». La consegna deicestini nel territorio urbinate è iniziata ascaglioni, zona per zona, dopo l’ultima as-semblea di quartiere sul tema della raccoltadifferenziata. E ha seguito il percorso delleassemblee, partendo dalla frazione di TorreSan Tommaso e finendo con il centro di Ur-bino. Da venerdì 20 il territorio è interamen-te coperto dal servizio, mense universitariecomprese. Salvatore Liberto dice che «i com-portamenti dei cittadini non sono semprepositivi. Ho notato che nei bidoni dell’or-ganico capita di trovarci anche altro». Al dilà delle grandi questioni ambientali, co-me quella dei trasporti e dell’energia, e dellavoro delle istituzioni - più o meno effi-ciente - è importante l’impegno individua-le, se vogliamo davvero arrivare a uno svi-luppo di tipo sostenibile. Sono utilissimi an-che piccoli gesti, come buttare gli scarti or-ganici in un solo sacchetto, separandoli dacarta, vetro e plastica, e poi gettare il sac-chetto nel bidone marrone. Ci vuole poco,solo un pizzico di senso civico.
daniele.ferro@libero.it 
GIULIA TORBIDONIDANIELE FERRO
La raccolta dei rifiuti organiciIl sig. Behzad Bahrebar,intervistato nello scorsonumero del Ducato, preci-sa di non essere un mem-bro dell’Organizzazione deiMujahidin del PopoloIraniano ma un semplicesimpatizzante.
PRECISAZIONE
“N
on si deve cementi-ficare ulteriormen-te questo territo-rio”. Così si esprime Fausto Pu-gnaloni, professore ordinariodi Composizione architettoni-ca e urbanistica presso il Dar-dus (Dipartimento architettu-ra rilievo disegno urbanisticastoria) della facoltà di Inge-gneria dell’Università Politec-nica delle Marche di Ancona.
Si può definire buona l’urba-nistica in Italia?
I risultati delle applicazionidelle leggi dell’urbanistica nelterritorio italiano dimostranoche la buona urbanistica non èstata fatta. Sono state tentatedelle strade per gestire il pro-blema. Oggi stiamo cambian-do la legge per produrre unprogetto di architettura perl’urbanistica piuttosto che fareurbanistica secondo la logicadello zoning, cioè del disegna-re aree destinate a qualcosa.Quindi si sta andando verso unnuovo processo progettualeperché il precedente ha provo-cato una disfatta del territorio.
Perché è successo?
È mancata la coscienza dellaconservazione del territorio.Non si è concepito il territoriocome una risorsa economicache doveva essere salvaguar-dato e sul quale si poteva inve-stire. In più non c’è stata quali-tà: l’espansione delle città è av-venuta con la creazione diquartieri molto spesso degra-dati.
Il piano casa prevede amplia-menti, demolizioni e ricostru-zioni. Pensa che si vada versouna buona urbanistica?
La cementificazione occupaoggi l’equivalente della super-ficie di tre regioni italiane. Sia-mo tra i paesi europei che han-no costruito di più e con glistandard più alti di qualità abi-tativa: aggiungere altri metricubi di costruito va contro ognilogica. Un altro problema sonoi materiali. La maggior partedelle abitazioni sono in ce-mento; materiale che ha creatocomplicazioni in città rivolte almare tanto che si sta pensandodi sostituirlo. Invece si deve in-tervenire con una coscienzaeco-compatibile e premiarla: illegno e i materiali meno dan-nosi, ponendo attenzione allageografia e alla qualità del ter-ritorio. Il patrimonio storicomonumentale deve essere in-toccabile.
Quanto può aiutare la ricerca?
Moltissimo, ma questa è unamentalità non consolidata.L’apporto della ricerca, che èquella che fa l’università e nonil privato, dovrebbe essere instretto contatto con il mondodella produzione e quindi aiu-tare la gestione del territorio.Un esempio? Noi abbiamo deiprogetti di edilizia low-cost, abasso costo. Abbiamo fatto deibrevetti e li usiamo nei paesidove c’è cooperazione, soprat-tutto in Asia. I materiali poveriderivano da prodotti locali. Adesempio la lolla di riso, che è ilguscio del riso, non viene but-tata via, ma è utilizzata nei ma-teriali composti che servono afare pezzi di pannelli e pavi-menti. Questo questo è eco-compatibile.
(g.t.)
“Intervenire con una coscienzaeco-compatibile: Universitàe ricerca si stanno muovendo”
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