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CITTÀ
Piano-casa: rischio abusi
Il progetto del governo per incentivare l’economia edilizia scatena dubbi
Non tutti gli urbinati potranno applicare le nuove regole: i vincoli di salvaguardia tutelano il centro storico
L’urbanista: “Proteggere il territorio”
P
iccole case cresco-no. È quanto dice ildisegno di legge delgoverno, il cosid-detto piano-casa.Possibilità di am-pliare le abitazioni private, oanche attività produttive, finoad un massimo del 20% del lo-ro volume attuale; di demolirlee ricostruirle lievitate del 30%,addirittura del 35% se si usanotecniche di bioedilizia o fontidi energia rinnovabili; sgravi fi-scali del 50% sull’imposta chesi deve al Comune per chi deci-derà di rimettere mano allapropria casa. Cambia inoltre laprocedura: basterà il sì del pro-gettista che sottoscrive la de-nuncia di inizio attività (Dia)per dare il via ai lavori. Questisono solo alcuni dei punti delpiano che dovrebbe servire adare una scossa alla ripresaeconomica.Ma come è attua-bile in una città come Urbino?Fino ad oggi erano due le stra-de da percorrere a seconda de-gli interventi da fare. Per am-pliamenti o richieste di costru-zione si doveva avere il Permes-so di costruzione. Per interven-ti di ristrutturazione, invece,bastava la denuncia di inizioattività (Dia) e se entro un me-se il Comune non avesseespresso contrarietà ai proget-ti, i lavori potevano partire. Orail ddl permette la Dia anche alavori di ampliamento e il con-trollo del Comune viene posti-cipato. Più responsabilitàquindi per il progettista che fa-rà anche una dichiarazionegiurata per certificare che i la-vori sono rispettosi della sussi-stenza delle condizioni stabili-te nel piano casa.La bozza di legge però nonspiega in quali casi e come sipotranno fare gli ampliamenti;per esempio nei centri storici.“Il 40% degli edifici del centrostorico di Urbino – spiega ildottor Costantino Bernardiniresponsabile del servizio Edili-zia del Comune – sono sottopo-sti a vincoli monumentali. Tut-to il centro storico e le zone li-mitrofe al centro hanno il vin-colo paesaggistico. Il centrostorico ha inoltre il vincolo ditutela indiretta e il vincolo ar-cheologico”. La Sovrintenden-za è preposta al controllo deivincoli monumentale, archeo-logico e di tutela indiretta; ilComune vige su quello paesag-gistico. Il dottor Bernardinispiega che ad Urbino potreb-bero essere interessate le areelimitrofe al centro, zone moltodelicate, in cui c’è il vincolopaesaggistico. Ad esempio lezone di fronte alla piana diS.Lucia e via Pellipario, dellastazione. E la vallata di Merca-tale.Sembra certo è che a bene-ficiare del progetto del governosarà chi ha case in campagna,villette o case unifamiliari.Per Alessandro Bolognini, pre-sidente del circolo urbinate diLega Ambiente, non ci sarannograndi costruzioni, ma casi diabusivismo e di liti tra vicini.“Di fronte al fallimento di que-sto modello economico – dice –si dovrebbero trovare nuoveforme di economie. Con mi-cro-investimenti si possonomigliorare strutture pubbli-che; risanare l’ambientale; in-centivare l’utilizzo di energierinnovabili; mettere in sicurez-za le strade e potenziare i mez-zi pubblici”. Ora è da vederequanto potere rimarrà di fattoai Comuni e alle Regioni perapplicare o meno il piano delgoverno dal momento che ilprimo articolo recita: “Le nor-me trovano applicazione sututto il territorio nazionale” edevono essere attuate imme-diatamente. Le Regioni po-tranno legiferare in seguito?
giulietta_t@hotmail.com
Attivo su tutto il territorio il servizio per la raccolta dell’umido
Ora anche l’organico fa la differenza
A
desso è possibile differenziare tutti irifiuti, anche quelli organici. L’a-zienda Marche Multiservizi ha con-segnato l’occorrente ad ogni cittadino delterritorio urbinate: cestino e sacchetti dicartone. Basta aggiungere un pizzico disenso civico, e anche gli scarti alimentaripossono trasformarsi, da rifiuto, in risor-sa. Perché la frazione organica - o “umido”che dir si voglia - se viene abbandonata indiscarica produce liquidi e gas che posso-no inquinare l’ambiente contaminandole falde acquifere e producendo effettoserra. Se invece arriva all’impianto dicompostaggio della discarica di Ca’ Lucio,lo scarto organico diventa “compost”: fer-tilizzante di alta qualità. «Una risorsaideale per un territorio come il nostro, nelquale l’agricoltura biologica è molto im-portante», spiega Alessandro Bolognini,presidente del circolo di Legambiente.Quindi con il compost si può creare un ci-clo virtuoso, gli scarti della cucina diventa-no il nutrimento per i prodotti della terra:è come se tornassero sulle nostre tavole.In più, il compost dell’impianto di Ca’ Lu-cio viene fornito gratuitamente, e tuttipossono richiederlo. Questo servizio è giàattivo da circa un anno, grazie alla raccol-ta dell’umido di Pesaro, Fano e di altre cit-tà fuori provincia. Finalmente anche i cit-tadini di Urbino possono dare il loro con-tributo. Dice Salvatore Liberto, coordina-tore del gruppo di CittadinanzAttiva: «Cisi aspettava che contestualmente allaconsegna nelle case di cestino e sacchetti,Marche Multiservizi provvedesse a mette-re i bidoni sulle strade. Invece in alcuni ca-si i cittadini hanno atteso anche una setti-mana. Allora ci lamentiamo un po’, ma de-vo dire che con l’azienda di prima le coseandavano molto peggio». La consegna deicestini nel territorio urbinate è iniziata ascaglioni, zona per zona, dopo l’ultima as-semblea di quartiere sul tema della raccoltadifferenziata. E ha seguito il percorso delleassemblee, partendo dalla frazione di TorreSan Tommaso e finendo con il centro di Ur-bino. Da venerdì 20 il territorio è interamen-te coperto dal servizio, mense universitariecomprese. Salvatore Liberto dice che «i com-portamenti dei cittadini non sono semprepositivi. Ho notato che nei bidoni dell’or-ganico capita di trovarci anche altro». Al dilà delle grandi questioni ambientali, co-me quella dei trasporti e dell’energia, e dellavoro delle istituzioni - più o meno effi-ciente - è importante l’impegno individua-le, se vogliamo davvero arrivare a uno svi-luppo di tipo sostenibile. Sono utilissimi an-che piccoli gesti, come buttare gli scarti or-ganici in un solo sacchetto, separandoli dacarta, vetro e plastica, e poi gettare il sac-chetto nel bidone marrone. Ci vuole poco,solo un pizzico di senso civico.
daniele.ferro@libero.it
GIULIA TORBIDONIDANIELE FERRO
La raccolta dei rifiuti organiciIl sig. Behzad Bahrebar,intervistato nello scorsonumero del Ducato, preci-sa di non essere un mem-bro dell’Organizzazione deiMujahidin del PopoloIraniano ma un semplicesimpatizzante.
PRECISAZIONE
“N
on si deve cementi-ficare ulteriormen-te questo territo-rio”. Così si esprime Fausto Pu-gnaloni, professore ordinariodi Composizione architettoni-ca e urbanistica presso il Dar-dus (Dipartimento architettu-ra rilievo disegno urbanisticastoria) della facoltà di Inge-gneria dell’Università Politec-nica delle Marche di Ancona.
Si può definire buona l’urba-nistica in Italia?
I risultati delle applicazionidelle leggi dell’urbanistica nelterritorio italiano dimostranoche la buona urbanistica non èstata fatta. Sono state tentatedelle strade per gestire il pro-blema. Oggi stiamo cambian-do la legge per produrre unprogetto di architettura perl’urbanistica piuttosto che fareurbanistica secondo la logicadello zoning, cioè del disegna-re aree destinate a qualcosa.Quindi si sta andando verso unnuovo processo progettualeperché il precedente ha provo-cato una disfatta del territorio.
Perché è successo?
È mancata la coscienza dellaconservazione del territorio.Non si è concepito il territoriocome una risorsa economicache doveva essere salvaguar-dato e sul quale si poteva inve-stire. In più non c’è stata quali-tà: l’espansione delle città è av-venuta con la creazione diquartieri molto spesso degra-dati.
Il piano casa prevede amplia-menti, demolizioni e ricostru-zioni. Pensa che si vada versouna buona urbanistica?
La cementificazione occupaoggi l’equivalente della super-ficie di tre regioni italiane. Sia-mo tra i paesi europei che han-no costruito di più e con glistandard più alti di qualità abi-tativa: aggiungere altri metricubi di costruito va contro ognilogica. Un altro problema sonoi materiali. La maggior partedelle abitazioni sono in ce-mento; materiale che ha creatocomplicazioni in città rivolte almare tanto che si sta pensandodi sostituirlo. Invece si deve in-tervenire con una coscienzaeco-compatibile e premiarla: illegno e i materiali meno dan-nosi, ponendo attenzione allageografia e alla qualità del ter-ritorio. Il patrimonio storicomonumentale deve essere in-toccabile.
Quanto può aiutare la ricerca?
Moltissimo, ma questa è unamentalità non consolidata.L’apporto della ricerca, che èquella che fa l’università e nonil privato, dovrebbe essere instretto contatto con il mondodella produzione e quindi aiu-tare la gestione del territorio.Un esempio? Noi abbiamo deiprogetti di edilizia low-cost, abasso costo. Abbiamo fatto deibrevetti e li usiamo nei paesidove c’è cooperazione, soprat-tutto in Asia. I materiali poveriderivano da prodotti locali. Adesempio la lolla di riso, che è ilguscio del riso, non viene but-tata via, ma è utilizzata nei ma-teriali composti che servono afare pezzi di pannelli e pavi-menti. Questo questo è eco-compatibile.
(g.t.)
“Intervenire con una coscienzaeco-compatibile: Universitàe ricerca si stanno muovendo”
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