2INTRODUZIONE
Nel frontespizio della prima edizione questo libro è chiamato
“Trattato scritto ad uso diquelli che ignorano la sapienza orientale e che desiderano riceverne l’influenza”,
ma il libro stesso comincia con la dichiarazione: “Queste sono regole scritte per tutti i discepoli”. Delledue questa seconda descrizione è certamente quella più accurata, come apparrà evidente dalla storia del libro stesso. Nella sua forma attuale questo piccolo libro fu dettato dal Maestro Hilarion per mezzo di M.C. (Mabel Collins), signora ben nota nei circoli teosofici, che fu ad untempo co-editrice del
Lucifer
con
M.me Blavatsky. Il Maestro Hilarìon l’aveva ricevuto dal suoMaestro, quel Grande Essere che fra i teosofi è talvolta chiamato “il Veneziano”; ma anchequesti è solo autore di una parte del libro che è passato per tre fasi che ora tenteremo didescrivere. Anche attualmente il libro è di piccola dimensione, ma nella prima forma in cui lo vediamo èancora più piccolo. Si tratta di un manoscritto di foglie di palma, incalcolabilmente antico,tanto antico che prima del tempo di Cristo gli uomini ne avevano già dimenticato la data e il nome dell’autore, e ritenevano che la sua origine si perdesse nell’antichità storica. Il manoscritto consta di dieci foglie e su ciascuna di esse sono scritte solo tre righe, poiché in unmanoscritto di foglie di palma i caratteri sono scritti nel senso della lunghezza e non dellalarghezza come sulle nostre pagine. Ogni riga è completa in sé, cioè consiste di un breveaforisma. Per distinguerle, queste trenta linee sono stampate nell’attuale edizione in carattere grande. La lingua in cui questi aforismi sono scritti è una forma arcaica di sanscrito. Il Maestro Veneziano tradusse questi aforismi dal sanscrito in greco per uso dei suoidiscepoli Alessandrini, uno dei quali era il Maestro Hilarìon nell’incarnazione in cui venneconosciuto col nome di Giamblico. Oltre a tradurre gli aforismi, il Maestro vi aggiunse alcune spiegazioni che è bene tenere unite alle sentenze originali. Per esempio, esaminando i primi treaforismi, si vede subito che il paragrafo 4 successivo, è un loro commento; quindi dovremmoleggere:1. “Uccidi l’ambizione, ma lavora come lavorano quelli che sono ambiziosi.2. “Uccidi il desiderio di vivere, ma rispetta la vita come quelli che la desiderano.3. “Uccidi il desiderio del benessere, ma sii felice come colui che vive per la felicità”. E di seguito ecco un altro esempio:13. Desidera il potere ardentemente. Ma il potere che il discepolo cercherà è quello che lo farà apparire come nulla agli occhi degli uomini.
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