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E-book: I disturbi dell’apprendimento
Il presente E-book è stato progettato e realizzato dalla dott.ssa Monica Delbue
Capitolo
 
Valutazione delle abilità cognitive 
 
Valutazione degli apprendimenti 
 
I disturbi del calcolo Valutazione delle abilità cognitive 
Solitamente, all’inizio del processo valutativo di un sospetto disturbo di apprendimento, è necessarioescludere l’ipotesi che vi sia un
ritardo cognitivo
, che potrebbe spiegare le difficoltà scolastiche: ciò siattua attraverso la somministrazione di un test standardizzato dell’efficienza cognitiva generale (Tressoldie Vio, 1996).A questo proposito, i test esistenti sono molti, e sono molto dissimili relativamente alla teoriadell’intelligenza che ne è alla base.Adesempio, alcuni test sono basati su una
teoria differenziale
, per cui le somiglianze tra i diversicompiti cognitivi sono calcolate tramite analisi fattoriale delle risposte dei soggetti, per individuareappunto una gamma di capacità standard (verbali, pratiche, ecc …) che consentano di delineare unasorta di “mappa” della mente (approccio strutturale).Tali capacità devono la loro efficienza all’influenza di un fattore
generale “g” 
. Altri test, al contrario, sonocostruiti in base ad una
teoria cognitiva
secondo la quale il livello intellettivo del soggetto è influenzatodalla velocità con cui vengono eseguiti i processi mentali dielaborazionedell’informazione (approcciofunzionale).L’intelligenza, pertanto, è il risultato dell’insieme delle componenti dielaborazione.I test più usati in sede valutativa, sono stati costruiti in base all’assioma che esista un fattore “g” checondiziona tutte le capacità cognitive (Tressoldi e Vio, 1996).Solitamente, il primo test che viene utilizzato quando bisogna fare una valutazione dell’intelligenza sonoleMatrici di Raven(PM47), con cui si valutano
 
le abilità analitiche che non dipendono da nozioni precedentemente apprese
 
le abilità visuo-spaziali
 
le abilità di ragionamento verbale nonché di ragionamento logicoTuttavia, qualora il clinico voglia approfondire le capacità intellettive del soggetto in modo più globale,valutando l’insieme delle sue attitudini, il test più indicato è laWISC-R(Wechsler, 1974; Norme Orsini,1993) (Tressoldi e Vio, 1996).Una valutazione completa si effettua analizzando il significato di eventuali anomalie nei punteggi ai test diintelligenza (adesempioin certi subtest o aree), in termini di efficienza delle funzioni mentali specifiche.
Lavoro a cura delle dott.ssa Monica del Bue
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: la Web Community italiana per studenti in Psicologia e Psicologi - http://www.opsonline.itCopyright© 2001–2008 E’ vietata la distribuzione e riproduzione anche parziale senza l’espressa autorizzazione dell’autore
 
 
Il
testing neuropsicologico
è un metodo di indagine accurato, ove il clinico somministra quelle proveche ritiene necessarie a delineare il quadro clinico in vista dell’implementazione del trattamento e dellastesura della diagnosi funzionale .Il processo di testing è un percorso che prende le mosse da ipotesi specifiche (e talora contrastanti) e cheha le seguenti finalità:
 
selezionare i test più validi a livello scientifico per saggiare le ipotesi
 
interpretare i risultati in modo non ambiguo
 
formulare spiegazioni fondate sul dato di realtà
 
prevedere i deficit specifici presumibilmente correlati al deficit principale (Stella et al., 2003).Tuttavia, spesso per motivi pratici non è possibile somministrare tutte le prove necessarie ad escluderetutte le ipotesi concorrenti relative al deficit funzionale del soggetto.Spesso, infatti, il clinico deve accettare un certo
margine di incertezza
relativamente alla diagnosi: nonè possibile sottoporre il paziente a sessioni diagnostiche interminabili, poiché egli ha diritto di sapere qualè il suo problema e cosa può fare per alleviarlo.Sarà in sede di trattamento, che si potranno ottenere convalide o smentite delle ipotesi formulate, e perquesto si consigliano cicli di trattamento, in modo da poter prevedere sessioni periodiche di
follow-up
, incui vengono risomministrate alcune prove usate alla prima valutazione, affiancate talvolta da altre pertestare la plausibilità di ipotesi alternative (Stella et al., 2003).Durante il processo diagnostico, infine, viene valutata l'efficienza delle funzioni neuropsicologiche di basecon deitipi di proveche si ritengono più adatti a testarle.
Valutazione degli apprendimenti 
La valutazione del profitto scolastico è uno degli argomenti portanti su cui si basano le diagnosi di DSA.In questa sede ci si occuperà soprattutto delle modalità di testing delle abilità di letto-scrittura ecomprensione, mentre l’area delle abilità aritmetiche sarà considerata in una sessione specifica del corso.In particolare può essere effettuata una:1.
 
 
 
1. Velocità e correttezza di lettura
 Per valutazione delle abilità di lettura si intende innanzi tutto la considerazione dei parametri di
correttezza
(numero e qualità degli errori), e
velocità
, i quali devono rientrare entro certi valori perpoter essere considerati anomali (< - 2 d.s.).Leggere, durante un test standardizzato, significa leggere a voce alta diversi tipi di materiali:
brani,parole e non parole
(parole inesistenti).Di solito, la velocità di lettura di un brano, è più elevata rispetto alla lettura di una lista di parole –per glieffetti di facilitazione contestuale che un testo offre-, mentre una maggior lentezza si rileva quando alsoggetto è richiesto di leggere una lista di non parole, la misura più pura per valutare l’efficienza deiprocessi di transcodifica.
Lavoro a cura delle dott.ssa Monica del Bue
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I brani sono
prove standardizzate
, cioè testi che un gran numero di bambini di una certa etàcronologica e frequentanti una certa classe, ha dimostrato di leggere con un livello omogeneo di velocitàe commettendo un numero standard di errori.Di solito, le prove testuali contengono norme che riguardano le capacità di lettura all’inizio e alla fine diogni anno scolastico, a cui, per alcune classi, si aggiunge una prova intermedia.Unesempiodi prova molto usata per valutare i parametri di velocità e correttezza sono le
Prove MTVelocità e Correttezza
(Cornoldi e Colpo e Gruppo MT, 1985).Per quanto riguarda la lettura di parole si usa la
prova 4
della Batteria di Sartori, Job e Tressoldi (1995),in cui gli items sono differenziati in base ai parametri di frequenza d’uso (alta/bassa) e valore diimmagine (alto/basso) delle parole. Le parole sono ordinate in base alla difficoltà in 4 colonne.Relativamente alla lettura di non parole, la stessa batteria contiene una prova, la
Prova 5
, adatta pervalutare questa capacità.Per il
calcolo dei punteggi in velocità
(che si tratti del brano, parole e non parole) si procede in questomodo:
 
si prende il tempo che il bambino impiega a leggere ciascuna colonna, dandogli la consegna dileggere il più velocemente e meglio che può. Il bambino viene fermato al termine della lettura diogni colonna, e le colonne successive vengono coperte perché non le legga prima del tempo
 
si sommano i tempi in secondi, per calcolare il tempo totale di lettura nella prova
 
si applica la seguente formula:
numero di sillabe della prova 
 ________________________ = sill/sec
tempo in secondi 
 
 
si vanno a trovare i valori normativi per quella classe (ed eventualmente se esistono valori iningresso, intermedi, in uscita, si controlla il valore corrispondente al momento dell’anno in cui siè). I valori vanno fino alla 3° media inferiore, perché le ricerche hanno dimostrato che le abilità dilettura raggiungono il loro apice a quell’età (corrisponde all’8° classe nel manuale del test). Ivalori normativi sono riportati con la media e la deviazione standard
 
ottenuti quei valori si applica la seguente formula, per calcolare il punteggio Z nella prova:
punteggio ottenuto (sill/sec) – media per quel gruppo di età 
  _____________________________________________
deviazione standard 
 
 
a questo punto, si può valutare quanto si discosta il punteggio dalla media. Se la procedura non èchiara, visualizza l’ esempio.Il calcolo della velocità del bambino in compiti di lettura, può essere utile per valutarne i progressi inrisposta all’intervento (Merini, 1991).Una considerazione importante, quando si valuta la prestazione di questi bambini alla lettura del brano, èche spesso vi è un
limite di tempo
, che sovente essi oltrepassano: interrompere il bambino non èbuona regola, soprattutto quando appare motivato, tuttavia accade più spesso che i bambini stessidesiderino fermarsi, perché il compito è troppo gravoso per loro.Per valutare in modo oggettivo la prestazione in lettura, occorre tener presenti non solo i valori normativi
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