per l’aria intendendo a ipotetico bersaglio, o teologico,o infernico, supernamente infimo, su quello conver-gendo la nostra natura magra e diffusa, come capovol-to ventaglio di rette si monoaccentra in grafico pro-spettico.Si noti come questa vocazione discenditiva si es-sempla nel nostro corpo, fusiforme verso i piedi, comesi addice a ordigni di scavo, quali sono le talpe dei tal-loni, con che a noi medesimi scaviamo la tomba inamica argilla; a trivella ci attorcigliamo dall’ombelicoin giù, con quel breve e autonomo cavicchio del mem- bro e, oltre, l’alluce da trifola tenta la terra terragnacui inabita il tartufo del diavolo, e vi apre unghiata diabisso.Dalla guglia, dalla garguglia della tua testa d’osso,amico, mia comproprietaria di genitali, mio complicein distillazione d’orina, fratello in escremento; e tu an-che, preventivo cui faticosamente mi adeguo, modellodi teschio, mio niente scricchiolante ed ottuso, mioconaborto, conversevole litopedio; dalla infima cimasporgiti, abbandonati al tuo precipizio. Sii fedele allatua discesa, homo. Amico.
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