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PRILE
2009
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N CAMMINO CONL
’E
VANGELIZZAZIONE
A colloquio con IgnazioYoussef IIIYounan, nuovo Patriarca della Chiesa Siro Cattolica
I
gnazio Youssef III Younan, nuovo Patriarca dei Sirid’Antiochia, di Gerusalemme e di tutto l’Oriente,all’indomani della sua elezione, saluta
Paulus
ricevendone gli auguri, condividendone emozioni,programmi e raccontandosi. Alle sue spalle, una vita trascorsasempre in viaggio. Siriano d’origine, dopo diversi anni diservizio prestato in Libano e 23 tra Stati Uniti e Canada, èstato ora richiamato a risiedere in Libano per essere proteso atutto il Medio Oriente e alla diaspora della sua Chiesa.
Una vita simile all’evangelizzazione itinerante di Paolo,la sua: come si colloca in questa geografia spirituale?
«Tutto questo mio viaggiare mi fa ricordare l’eredità che noiaramei – cioè di lingua aramaica – abbiamo raccolto dalnostro padre nella fede che era, appunto, un
arameo errante
.I miei stessi genitori non sono siri, ma turchi, originari diMardin. Sin da piccoli furono costretti a lasciare il loroPaese e a recarsi in Siria: scesero attraversando la lineaferroviaria dell’allora famoso espresso di Baghdad. Siamo
eterni erranti
, perché il nostro padre Abramo è statochiamato a mettersi in cammino dal Signore, come del restociascuno di noi. Seppur incapaci di comprendere il perchédi questo destino, san Paolo sapientemente ci ricorda che lanostra patria è nei Cieli: pertanto ci affidiamo nelle manidel Signore durante questo cammino».
Beatitudine, ci racconti le sue sensazioni dopo l’elezione.
«Non so quale sia il disegno divino su di me, so solo chenon sono degno, e seppure ora sia patriarca, so che
essere primo
vuol dire
essere servitore
. Ringrazio il Signore e ilSanto Sinodo per avermi eletto e per avermi dato questafiducia. La nostra Chiesa ha davvero bisogno di rinnovare lavera comunione fraterna e l’unità degli spiriti. Per questo hoscelto come programma
farmi tutto a tutti
».
Apre il suo mandato all’insegna di san Paolo, dunque.Come lo attuerà?
«Ho scelto questo versetto perché noi cristiani siamo ilcorpo mistico di Cristo, in cui tutte le parti hanno un ruoloche non può che essere esercitato se non in spirito di unità.È la cosa più urgente. Siamo una delle chiese più piccole,forse la più piccola e anche la più “dispersa”: non solo neinostri Paesi d’origine in Medio Oriente, ma anche nei Paesidella diaspora. Il più delle volte i rapporti tra noi e questecomunità si sono raffreddati, creando così una sorta didivisione
ab intra
che va sanata».
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