2Bilanci di Giustizia propone il suo metodo di lavoro sul tavolo di Intercampagne della Rete diLilliput: partire dal lavoro su se stessi per sapere, per fare e per saper fare la critica a questo sistemadi mercato che genera morte.Questo è il motivo profondo che ci ha convinti a riprendere a fare il bilancio mensile, ad onta ditutta la fatica che ci costa, all’atto pratico. Ci abbiamo messo molto tempo a decidere di rimetterciin cammino, dopo ripetuti tentativi falliti, perplessità su cosa mettere fra l’usuale e cosa nellospostato ed altri dettagli tecnici che alla fine costituiscono la nostra fatica mensile. Probabilmente lamolla finale è stata la necessità di dare una testimonianza alla giustizia.Sotto la pietra di paragone della giustizia cadono tutti i beni che Dio ci ha concesso attraverso lanostra capacità di possederli. Sono doni che spesso arrivano nelle nostre mani contaminatidall’egoismo, dall’avidità e dalla stupidità di chi li considera solo oggetti di commercio, di chi haperso il concetto di sacralità che dà ai beni il lavoro dell’uomo.A questo mondo noi vogliamo dire semplicemente: no.Gli strumenti di valutazione elaborati dai Nuovi Modelli di Sviluppo sono solo un primo passo,molto concreto. Altri concetti dovranno trovare sempre più spazio di riflessione. Il primo e piùimmediato traguardo che abbiamo scoperto è stato il concetto di “limite”, applicato a tutto: dallanostra abilità a spostarci ovunque alla incontrollabile necessità di comunicare tutto, anche ilsuperfluo, dall’occupazione alienante del nostro tempo da parte dei beni al bisogno di lavoraresenza sosta per sentirci vivi.In questa nostra riflessione è andata crescendo la rabbia di sentirci tutelati da modelli culturali chesono perdenti, distruttivi per il pianeta, egoisti verso i poveri e le generazioni future.Ghandi diceva che la rabbia, se ben incanalata, è la forza più potente dell’uomo. L’auspicio chefacciamo a noi stessi è che questa rabbia produca il primo cambiamento di giustizia dentro di noi,perché solo chi sperimenta sulla sua pelle può essere un testimone credibile.E a questo punto avremo fatto il primo passo per contaminarci l’un l’altro costituendo punti diresistenza e di disobbedienza civile al Sistema, saldandoci con tanti altri che, con specificità edesperienze diverse, lottano perché un mondo diverso sia possibile.
PARTE PRIMA: GLI ADERENTI a cura di Fausto Piazza
Gli aderenti alla Campagna
L’operazione Bilanci di Giustizia si caratterizza per essersi data degli strumenti che consentono dimonitorare i reali cambiamenti nei consumi della famiglia che aderisce.L’uso di tali strumenti permette alla famiglia di verificare il proprio comportamento e la raccolta el’analisi di tutte queste schede, consentono di offrire un segno collettivo che fa cogliere quali realicambiamenti economici e sociali avverrebbero se questo stile di consumi si allargasse a unasignificativa percentuale di popolazione.Le schede utilizzate dall’Operazione Bilanci sono tre:1.
la scheda mensile
che conduce la famiglia a rivedere sistematicamente tutti i propri consumi2.
la scheda stagionale
che conduce la famiglia a rivedere la modalità dei propri comportamenti invista del raggiungimento di una migliore qualità della vita3.
il rendiconto annuale
che permette alla famiglia di fare un bilanciodei comportamenti avutinell’anno trascorso e la conduce a porsi degli obiettivi per l’anno che si apre.
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