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PREMESSA -- LA RICERCA DEL BENESSERE
Mi piacerebbe discutere se all’economia non farebbe bene prendere in seria considerazione una“pluralità di pensiero”.Perché ritenere che questa disciplina debba avere come “proprio” solo l’ambito dei redditi e deiconsumi?Se l’oggetto anziché “i beni” fosse il “benessere”?Su questa ipotesi di ricerca Bilanci di Giustizia presenta anche quest’anno il suo Rapportocontenente i dati dei cambiamenti “economici” attuati da 143 famiglie che nel 2005 hanno inviatoalla segreteria i loro bilanci da analizzare.I cambiamenti documentati da queste famiglie sono stati effettuati diminuendo le spese e“spostando” i propri acquisti su beni ritenuti “più giusti”.In effetti stiamo procedendo da tredici anni nel tentativo di documentare con numeri di bilancio lacostruzione di un nuovo modello di riferimento. In questo modello il valore “giustizia” si interfacciacon il valore “benessere”.Le famiglie, circa un migliaio, che si riconoscono in Bilanci di Giustizia, stanno attuando deisignificativi cambiamenti nei loro consumi (viene documentato uno “spostamento” del 30% deiconsumi complessivi), ma questo non avrebbe il risultato di un miglioramento della loro “qualitàdella vita” se non alla luce di un nuovo modello di benessere svincolato dalla “costrizione aconsumare” che caratterizza l’economia del mondo occidentale.Dall’esigenza di avanzare nella consapevolezza del proprio quadro di riferimento è nato il temadell’Incontro Nazionale del 2006 “Bilanci di Giustizia, Bilanci di Saggezza”.Normalmente è un grande Pensatore, un Maestro di Spiritualità che offre ai discepoli il quadroteorico in cui vivere una nuova esperienza.Bilanci di Giustizia ha capovolto questa prassi. È una Rete di un migliaio di famiglie che da tredicianni sta rispondendo attivamente al senso di malessere provocato da un’economia tesa solo allacrescita dei consumi costruendo una modalità di approccio ai consumi che risponda alle vereesigenze di “benessere” e giustizia.
Questa ricerca è una ricerca collettiva perché si è data un metodo unitario e condiviso e strumentidi comunicazione che permettono scambio e conoscenza.Questo dodicesimo Rapporto aggiunge i suoi dati alla ormai lunga sequenza di sperimentazione.Sicuramente la continuità della documentazione dà attendibilità ai dati e, stante la stabilità delnumero dei nuclei partecipanti, segnala la capacità attrattiva dell’Operazione Bilanci in quanto il25% sono famiglie che partecipano alla sperimentazione per la prima volta.Ma come progredire nella definizione di un modello teorico entro il quale possano più chiaramentecollocarsi le motivazioni di chi è attratto ad aderire?Chi sta facendo il cammino Bilancista avverte che oltre ai cambiamenti di comportamento ènecessario avanzare in una maggior consapevolezza condivisa.Forse la lettura del susseguirsi dei dati dei vari anni può aiutarci a cogliere il senso della nostraricerca.Vale la pena ripensare ai dati riguardanti la “qualità della vita”.La rilevazione collega la pratica del Consumo Critico con: l’esercizio dell’Ospitalità, con lamaggiore libertà di gestire il nostro Tempo, e con l’autovalutazione del “benessere” che sipercepisceQuesti tre dati sono un notevole apporto alla definizione di “nuovi indicatori di benessere”.In un certo senso sono il segno politico più forte che proviene dalla Campagna.I Bilancisti quindi sanno che, inviando la loro documentazione, stanno contribuendo a dare unchiaro messaggio a chiunque si sta interrogando sul “senso dell’economia”Gianni Fazzini.
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