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UROPA
, 1859 – 2004
Il 17 settembre 1859 arriva Garibaldi che arringa la folla «contro ipreti». Pio IX il 20 giugno ha scomunicato gli insorti mossisi inRomagna, da cui tra gennaio e marzo sono partiti per il Piemonte 2.448volontari. In aprile è stato arrestato il medico Alessandro Nicolini,vicepresidente della filo-sabauda Società nazionale. Liberato, il 16agosto ha parlato ad un’«adunanza» politica nel palazzo Martinelli invia Serpieri, pieno di settecenteschi ricordi antipapalini: vi è morto nel1798 il poeta Aurelio De’ Giorgi Bertòla, con fama di libertino nella vitae di filofrancese in politica. All’«adunanza» hanno partecipato i«principali che si sono scritti contro il governo papale al fine di fareDeputazioni» che girassero «pei rioni della città a persuadere i cittadinia concorrere alla votazione pei Deputati» di un’assemblea regionale,indetta per il 28 agosto. Dalle urne sono usciti come rappresentanti deiquattro borghi il dottor Enrico Bilancioni, l’ingegner Pietro Fabbri, ilconte Vincenzo Salvoni ed il dottor Achille Serpieri. «I votanti sono statisui 900, alquanto più del numero degli inscritti». (L. Tonini,
Cronacariminese,
pp. 92-93) Il 25 settembre per «la formazione del Municipioper mezzo di schede portanti 57 nomi, la metà dei quali possidenti»,non si ottiene il numero legale minimo previsto in 840 votanti su 2.500aventi diritto. Ai seggi vanno soltanto in 373, e si deve ripeterel’operazione il giorno successivo quando si raggiunge il
quorum
. Il 2ottobre nei palazzi pubblici sono innalzati gli stemmi di casa Savoia. Ilvescovo rifiuta di celebrare un
Te Deum
di ringraziamento per la finedel dominio temporale (
ibid
, p. 95).L’11 e 12 marzo 1860 si vota per l’«annessione alla monarchiacostituzionale di Re Vittorio Emanuele II» o per il «regno separato». Dauna settimana «i borghesi han messo al cappello un nastro tricolore».La vittoria del partito favorevole all’annessione (con 4.800 sì) eraprevista: delle poche schede stampate per il «regno separato»,soltanto due ne finiscono nelle urne. Hanno votato anche «tutti ibraccianti che lavorano alle fortificazioni, cui hanno passato la giornatadi 24 bajocchi». Il 25 marzo 1860 alle prime elezioni politichepartecipano soltanto 258 dei 575 iscritti, appartenenti ad un vastocollegio elettorale che comprende Rimini ed altri dieci Comuni, daVerucchio a Morciano e Cattolica. (
Ibid
., pp. 100-101). I volontari dellostesso territorio alla guerra del 1859 sono stati circa il doppio degliaventi diritto al voto.
La cometa e il treno
L’apparizione di una cometa nell’estate del 1860, racconta Carlo Tonini(1835-1907) nel
Compendio della Storia di Rimini
(1896, p. 594), fapresagire fatti funesti. Il 1861 porta la strada ferrata. Il viaggioinaugurale da Bologna ad Ancona è compiuto il 10 novembre daVittorio Emanuele II che sosta nella nostra stazione sul mezzogiorno,per uno spuntino tra «le autorità in gala, e le armi in parata». «Granconcorso di gente, donne, popolo, ma pochissimi evviva». (L. Tonini,
Cronaca
., p. 111)
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