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2013 BRECCIA The Antietam's cigars. Casuality from an historical perspective

2013 BRECCIA The Antietam's cigars. Casuality from an historical perspective

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Published by Virgilio_Ilari
Raimondo Luraghi and the case of the Lost Order 191
Raimondo Luraghi and the case of the Lost Order 191

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05/03/2013

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1
 
I sigari diAntietam
 Lo strano caso dello
Special Order 191
:un maestro di fronte all’imponderabile
di Gastone Breccia© Società Italiana di Storia Militare
 
2
I sigari di Antietam
 Lo strano caso dello
Special Order 191
:un maestro di fronte all’imponderabile
di Gastone Breccia
Non ricordo esattamente il giorno, ma era senza dubbio l’inverno del1977, anno della mia quinta ginnasio. Lezione di greco. Sul banco unlibro di versioni; sotto il banco una cartina della Virginia e del NorthCarolina con segni di matita: l’armata confederata del generale R. E.Lee, schierata a difesa della capitale Richmond, rischiava di essereaggirata da occidente. L’infaticabile cavalleria di Jeb Stuart avevaappena segnalato movimenti di truppe unioniste lungo il fiume NorthAnna, molto più in profondità di quanto previsto e temuto: dal quartiergenerale vennero diramati in tutta fretta gli ordini necessari a farmuovere verso sud-ovest il corpo di manovra del generale A.P. Hill, neltentativo di sventare la minaccia, quando accadde l’imprevedibile.«Breccia, Giovannini. Come abbiamo tradotto l’ultima riga?»Vuoto. Davanti agli occhi parole greche che non riescono aformare una frase di senso compiuto.«Datemi
immediatamente
quel foglietto!»La professoressa tornò verso la cattedra dispiegando davanti a sé ilnostro dispaccio. Stava per leggerlo alla classe, immagino, convinta dimostrare a tutti la vacuità dei suoi due alunni distratti, ma rimaseperplessa. Poi scosse la testa e accartocciò tra le mani la mezza pagina diquaderno, senza dire nulla.Lo smarrimento dell’ordine operativo non ebbe altre conseguenze. Senon ricordo male, infatti, quello stesso pomeriggio il generale A.P. Hillriuscì comunque a portare le sue brigate verso il North Anna,contrastando efficacemente la manovra unionista; il
wargame
proseguìsenza altri incidenti mentre l’inverno romano si addolciva. Il grossovolume rilegato in verde continuò ad abitare nelle ombre sotto il nostrobanco, letto, riletto e annotato in cerca di ispirazione, fino alla primaverao alla vittoria…Ho un debito di gratitudine incolmabile verso Raimondo Luraghi, e hoil solo rammarico di averlo ringraziato timidamente, a mezze parole, ilgiorno in cui mi presentai a lui per fargli autografare una copia di
 Marinai del Sud 
, al termine di una conferenza alla LUISS di Roma.
 
3Grazie alle sue pagine ho imparato ad amare la storia militare, a studiarlae
 pensarla
come qualcosa di vivo e appassionante, non soltanto come unoggetto di analisi scientifica di grande fascino e complessità. Senza la
Storia della guerracivile americana
 non sarei mai statocapace di scrivere imiei saggi diargomento bellico;e non avreitrascorso tante oreappassionanti,rubateall’adolescenza, alottare con il miocompagno di bancoRoberto percambiare il destino di battaglie vinte e perdute.*
 
Il capolavoro di Raimondo Luraghi, pubblicato da Einaudi nel 1966 –ottantasettesimo e monumentale volume della «Biblioteca di culturastorica» – ha tra i principali motivi di fascino l’esemplare nitidezza dellaricostruzione strategica e tattica delle vicende del conflitto. Grazie aun’eccezionale conoscenza delle fonti documentarie e memorialistiche,infatti, Luraghi riesce a restituirci il grande disegno dei movimenti dellearmate e quello più minuto dei singoli reparti, il ritmo delle offensive,l’urgenza delle contromisure, la sempre difficile trasposizione dei pianiconcepiti dai generali e dagli stati maggiori a contatto con gli ostacolidell’ambiente naturale, tra le mille difficoltà e gli imprevisti tipici ditutte le guerre. Raimondo Luraghi domina la materia con la sicurezza delgrande ricercatore, svelandone i meccanismi nascosti: nelle sue pagine sipuò apprezzare lo svolgersi delle operazioni senza mai smarrirne il sensocomplessivo, anche perché nell’insieme la ragione sembra prevalere sulcaso, l’intelligenza e la volontà degli uomini sull’esasperante incostanzadel destino. Raimondo Luraghi certo non ignorava la celebre massima divon Moltke il Vecchio, secondo il quale «il miglior piano di battaglianon sopravvive al primo contatto con il nemico», ma ritenevaprobabilmente che il ruolo dello studioso fosse prima di tutto quello dicomprendere i disegni dei protagonisti e misurarne l’efficacia, quindinarrare la loro faticosa e sempre approssimativa realizzazione concreta.Proprio in questa consapevolezza di un duplice orizzonte della storiamilitare, probabilmente istintiva, si armonizzano a perfezione le due

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