Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
1Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
XVII BIRELLI Giovanbattista: ALCHIMIA NOVA oder die gulden Kunst (si tratta della traduzione in tedesco, edita nel 1654 a Francoforte, delle 'Opere - Tomo I', Fiorenza 1601)

XVII BIRELLI Giovanbattista: ALCHIMIA NOVA oder die gulden Kunst (si tratta della traduzione in tedesco, edita nel 1654 a Francoforte, delle 'Opere - Tomo I', Fiorenza 1601)

Ratings: (0)|Views: 32|Likes:
LE OPERE di Giovambattista Birelli. Tomo I.
Nel qual si tratta dell’Alchimia, suoi membri, utili, curiosi e dilettevoli.
Con la vita d’Ermete, con due tavole:
l’una de’ capitoli e l’altra delle cose notabili.
In Fiorenza appresso Giorgio Marescotti, 1601
4°. Pp. (306), 553, (15).

“A p. 551 grande incisione raffigurante Hermes Trismegistus.

Il volume si apre con una vivace dedica ‘Al Serenissimo Don Cosimo de’ Medici. Principe di Toscana’, amico e mecenate dell’autore, nativo forse di Firenze, forse di Siena (Ferguson). A quei tempi l’alchimia fioriva alla Corte medicea, sembra anzi che l’interesse per tali studi fosse sorto sin dall’età del Magnifico e di Marsilio Ficino.
Comincia così: ‘Fra tutti i più nobili, onorati, santi, ed utili desideri umani, dopo quello, onde si aspira all’eterna beatitudine, non ha dubbio esser’uno principalissimo, per il quale l’un huomo si rende pronto a giovar non pure all’altro huomo; ma, se fusse possibile, a tutto l’Mondo’.
Segue il proemio nel quale si parla in generale dell’Alchimia e sua tradizione presso i Pagani e presso i Cristiani, indi una ‘Tavola’ dei capitoli che si contengono nell’Opera.
Indi ha principio il primo tomo, ma è meglio subito notare che dopo questo primo tomo non ce ne furono altri, rimase questo solo a comprendere tutta l’opera. Una traduzione in tedesco uscì nel 1654 a Francoforte e nello stesso anno ce ne fu una in latino a Copenhagen.
Il primo capitolo del primo libro di questo primo tomo si intitola Alchimia che cosa sia. Ed ecco qui l’inizio:
‘Alchimia è un’arte, che, procedente da naturali principi, per virtù d’essi tutti i Metalli converte in verissimo Oro e Argento.
Per questa verissima definizione si comprende che la natura non ha da procedere ‘immediate’ con principi naturali dell’Alchimia, se non mediante l’artifizio; e per questo, che si dice cosa artificiale, si dimostra che a questo segreto si arriva per li primi principi naturali. Etc.’.
Nel primo libro si parla diffusamente di Alchimia, alternando la trattazione con xilografie grandi e piccole un po’ rudimentali ma molto significative: laboratori, fontane, forni, fornaci, alambicchi, storte e tanti utensili dell’armamentario alchimico.
Prima di chiudere l’Opera, con la tavola-indice delle materie trattate, ci sono due pagine che trattano brevemente la Vita d’Hermete Filosofo che qui si è ritenuto riportare integralmente: ’Hermete, che fiorì doppo a Mosè molt’anni, nativo delle parti d’Egitto, da que’ popoli, per esser Filosofo sapientissimo e Sacerdote religiosissimo, fu eletto per sommo Re: e così per queste tre prerogative fu dapoi soprannominato Trismegisto, che vale tre volte grandissimo.
‘Nella sua gioventù fece gran profitto nella Astrologia, e fu il primo che in Egitto n’havesse notizia, scrisse sopra alle Stelle, disse cose meravigliose, e perciò comandò agli Egizi, che nell’apparir del Sole facessero qualche solennità.
‘Fu perfetto speculatore di profondi ed occulti segreti della natura.
‘Scrisse vintiseimila cinquecento vinticinque volumi de Principii universali, di tutte le cose, di tutte le Scienze e materie ed alcuni nobili Dialoghi, che per lo pregio e alta dottrina loro si son conservati fino a’ nostri tempi, come il Pimandro e l’Asclepio, traslati dal Greco in tutte le più pregiate lingue. Scrisse un’opera de Verbo perfecto, tanto celebrato da Santo Austino, nella quale mostra ritrovarsi un solo Idio Fattore e Creatore dell’Universo, sommo bene, infinita Sapienza e perfetta giustizia.
‘Fu dunque tal secolo felicissimo possessor di sí nobil ingegno, che meritò esser chiamato da tutti senza contrasto tre volte massimo, che altro non ci vuol denotare (come si disse) se non che esso era grandissimo per lo Sacerdozio, per la Sapienza e per la Potenza Reale.
‘Questo risoluto appartirsi d’Egitto per andare pellegrinando in diverse parti del Mondo, per far maggior acquisto di sapere; essendosi in camino girò tutta la Terra, edificando in diversi luoghi fino al numero di
LE OPERE di Giovambattista Birelli. Tomo I.
Nel qual si tratta dell’Alchimia, suoi membri, utili, curiosi e dilettevoli.
Con la vita d’Ermete, con due tavole:
l’una de’ capitoli e l’altra delle cose notabili.
In Fiorenza appresso Giorgio Marescotti, 1601
4°. Pp. (306), 553, (15).

“A p. 551 grande incisione raffigurante Hermes Trismegistus.

Il volume si apre con una vivace dedica ‘Al Serenissimo Don Cosimo de’ Medici. Principe di Toscana’, amico e mecenate dell’autore, nativo forse di Firenze, forse di Siena (Ferguson). A quei tempi l’alchimia fioriva alla Corte medicea, sembra anzi che l’interesse per tali studi fosse sorto sin dall’età del Magnifico e di Marsilio Ficino.
Comincia così: ‘Fra tutti i più nobili, onorati, santi, ed utili desideri umani, dopo quello, onde si aspira all’eterna beatitudine, non ha dubbio esser’uno principalissimo, per il quale l’un huomo si rende pronto a giovar non pure all’altro huomo; ma, se fusse possibile, a tutto l’Mondo’.
Segue il proemio nel quale si parla in generale dell’Alchimia e sua tradizione presso i Pagani e presso i Cristiani, indi una ‘Tavola’ dei capitoli che si contengono nell’Opera.
Indi ha principio il primo tomo, ma è meglio subito notare che dopo questo primo tomo non ce ne furono altri, rimase questo solo a comprendere tutta l’opera. Una traduzione in tedesco uscì nel 1654 a Francoforte e nello stesso anno ce ne fu una in latino a Copenhagen.
Il primo capitolo del primo libro di questo primo tomo si intitola Alchimia che cosa sia. Ed ecco qui l’inizio:
‘Alchimia è un’arte, che, procedente da naturali principi, per virtù d’essi tutti i Metalli converte in verissimo Oro e Argento.
Per questa verissima definizione si comprende che la natura non ha da procedere ‘immediate’ con principi naturali dell’Alchimia, se non mediante l’artifizio; e per questo, che si dice cosa artificiale, si dimostra che a questo segreto si arriva per li primi principi naturali. Etc.’.
Nel primo libro si parla diffusamente di Alchimia, alternando la trattazione con xilografie grandi e piccole un po’ rudimentali ma molto significative: laboratori, fontane, forni, fornaci, alambicchi, storte e tanti utensili dell’armamentario alchimico.
Prima di chiudere l’Opera, con la tavola-indice delle materie trattate, ci sono due pagine che trattano brevemente la Vita d’Hermete Filosofo che qui si è ritenuto riportare integralmente: ’Hermete, che fiorì doppo a Mosè molt’anni, nativo delle parti d’Egitto, da que’ popoli, per esser Filosofo sapientissimo e Sacerdote religiosissimo, fu eletto per sommo Re: e così per queste tre prerogative fu dapoi soprannominato Trismegisto, che vale tre volte grandissimo.
‘Nella sua gioventù fece gran profitto nella Astrologia, e fu il primo che in Egitto n’havesse notizia, scrisse sopra alle Stelle, disse cose meravigliose, e perciò comandò agli Egizi, che nell’apparir del Sole facessero qualche solennità.
‘Fu perfetto speculatore di profondi ed occulti segreti della natura.
‘Scrisse vintiseimila cinquecento vinticinque volumi de Principii universali, di tutte le cose, di tutte le Scienze e materie ed alcuni nobili Dialoghi, che per lo pregio e alta dottrina loro si son conservati fino a’ nostri tempi, come il Pimandro e l’Asclepio, traslati dal Greco in tutte le più pregiate lingue. Scrisse un’opera de Verbo perfecto, tanto celebrato da Santo Austino, nella quale mostra ritrovarsi un solo Idio Fattore e Creatore dell’Universo, sommo bene, infinita Sapienza e perfetta giustizia.
‘Fu dunque tal secolo felicissimo possessor di sí nobil ingegno, che meritò esser chiamato da tutti senza contrasto tre volte massimo, che altro non ci vuol denotare (come si disse) se non che esso era grandissimo per lo Sacerdozio, per la Sapienza e per la Potenza Reale.
‘Questo risoluto appartirsi d’Egitto per andare pellegrinando in diverse parti del Mondo, per far maggior acquisto di sapere; essendosi in camino girò tutta la Terra, edificando in diversi luoghi fino al numero di

More info:

Published by: Acca Erma Settemonti on May 01, 2013
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

05/11/2013

pdf

text

original

 
li^^Ji'i^f
Igt
r*Ä
r*
^
fe
^
^
^
'
^
^
^^
^^
I*
r^
^S
^^
^
 
.h
^'3
-#
r
/<?
W
>
#
 
ALCHIMIA
M0y4,'
95o«aI!<rIr93((*imi(lif4m^iu.,
feiert
©efcfe^ff»
t>cn/3«t)iltcicrn/
sjij^cnfciniiköen/
@cfercHurn/:c
Pctram
V
ffcnbachiuin
Dir
<^^r$nf9
4Dtt>aiD
^f
(?al(Ct|
MtJiciimiugiv-Ktfurf.
.,.
*

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->