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2013 FARA L'Architettura Militare di Montecuccoli

2013 FARA L'Architettura Militare di Montecuccoli

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A Montecuccoli's unpublished Manuscript
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08/19/2013

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L’architettura militaredi Raimondo Montecuccoli
Da un inedito trattato agli
 Aforismi.
Incidenze su Guarino Guarini
 Amelio Fara
Montecuccoli traduttore di Freitag. Il tracciato con i secondi fianchi nel-la tradizione italiana e olandese.
Tra il 1639 e il 1642, prigioniero degli svedesi nel castello di Stettino
1
, Rai-mondo Montecuccoli (Modena 1609 - Linz 1680) studia nella biblioteca deiduchi di Pomerania l’architettura militare del trattatista di scuola olandeseAdam Freitag e ne traduce in italiano gran parte del testo dalla prima edi-zione francese edita a Leida presso gli Elzeviri nel 1635. Tuttavia, nel rela-tivo taccuino montecuccoliano
Della fortificazione
(Vienna, ÖsterreichischeStaatsarchiv-Kriegsarchiv, Nachlass Montecuccoli, d 1/13), Freitag (Fritachper i francesi, Fritacchio per Guarini), il cui nome sfugge purtroppo ancheal curatore della recente edizione critica
2
, mai viene citato.Puntuali le concordanze tra il taccuino viennese e il trattato di Freitag. Dalcapitolo III del libro primo di quel trattato, Montecuccoli desume il glossa-rio iniziale. Omette i termini relativi all’ortografia (poi recuperati nella trat-tazione dei profili) e indica il terrapieno con il termine “vallo” (dal latino
vallum
)
3
. Afferma, guardando al capitolo IV del Freitag («Et ceci est un axio-me, que tant plus une forteresse a de boulevarts, tant plus elle a de force»),«Quest’è un assioma che quanti più ballouardi ha una fortezza, tanto piùella è forte»
4
. Nel libro primo del taccuino montecuccoliano i capitoli
Per ri-trovar gli angoli necessari alla fortificazione - Per ritrovar le linee - Per fortificaruna linea - Del profilo dell’altezza e larghezza del vallo con le altre parti - Del fos-so - Della strada coperta - Delle case, porte, garitte, ponti - Come le figure regola-ri senza aritmetica, il che s’usa ne’ fortini di campagna, si possono fortificare conbuona proporzione - Del profilo de’ forti di campagna - Della guarnigione d’una fortezza
5
, corrispondono esattamente ai capitoli V-XVI, XIX-XX del libro pri-mo del trattato del teorico olandese. Il profilo del fosso secco
6
, nel disegnoschematico del modenese, è tratto dalla figura 59. Nel libro secondo i capi-toli
Della fortificazione irregolare e de’ travagli per di fuori - Per fortificar una li-nea lunga, sia essa diritta - De’ ravvelini - Delle mezze lune - Degli ovraggi a cor-na - Degli ovraggi a corona - Delle tanaglie - Delle traverse - Della fortificazionede’ luoghi d’acqua - Della fortificazione de’ luoghi alti
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rimandano puntualmen-te ai capitoli I-VIII, XIV-XV del libro secondo. Gli schemi delle opere con ilfronte di gola rivolto al corso d’acqua
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sono tratti dalle figure 98, 102-103.Nel libro terzo i capitoli
Come si deve piantar un campo - Delle trinciere che si fanno intorno al campo, e del loro profilo - De’ redutti quadrangolari, delle stelle ede’ lor profili - Di tutti i fortini con mezzi ballovardi e lor profilo - Delle batteriedi campagna e loro profili - Delle batterie nelle città, cavallieri e piatte corone
-
De’ gabbioni, corbelle e candelieri - De’fossi correntio approcci, e lor profilo - Dei con-tr’approcci -Della galleria - Delle mine - Delle contramine - Delle palissade - Del-la fortificazione interiore
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non possono che rinviare ai capitoli II, IV-VII, IX-XII, XIV-XVIII del terzo e ultimo libro. I disegni di Montecuccoli di fortini,telai per realizzare gallerie
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sono ancora tratti dalle figure 129-131, 160, 165di Freitag. Dunque, il taccuino viennese
Della fortificazione
è pedissequa tra-duzione del testo di Adam Freitag.Accanto ad altri autori, fra i quali Bar-le-Duc (certo Jean Errard de Bar-le-Duc), Ferretti (probabilmente Francesco Ferretti), Hendrik Hondius, il no-
L
ARCHITETTURAMILITAREDIRAIMONDOMONTECUCCOLI
33
 
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CRITICAD
ARTE
me di Freitag compare tra gli autori citati dal modenese all’inizio del coevo
Trattato della guerra
11
, conosciuto unicamente attraverso copie apocrife. Nelquale la parte iniziale reca l’elenco degli argomenti che Montecuccoli affer-ma contenuti in nove ‘pecorine’ (quaderni di appunti rilegati in carta peco-ra). I temi della fortificazione, di cui si tratterà, pertengono alla prima e se-conda pecorina, la tecnica dell’assedio alla terza.La cultura fortificatoria montecuccoliana, come quella di Freitag, contemplaun tracciato icnografico con i secondi fianchi, essendo le facce dei bastioni al-lineate a determinati punti interni della cortina secondo la tradizione inve-rata da Giuliano da Sangallo e codificata, tra Cinque e Seicento, da Buonaiu-to Lorini
12
. Nel trattato loriniano, successivo al tracciamento di Palmanova(1593)
13
, le distanze delimitanti i secondi fianchi sulla cortina, tra le estremitàdelle linee ficcanti e radenti, variavano in funzione del poligono regolare ri-spetto al quale si fortificava: 1/5della lunghezza della cortina per il penta-gono, 1/4 per l’esagono, 1/3 per l’eptagono, 1/2 per l’ottagono e poligonisuperiori. Il tracciamento del fronte veniva impostato sul poligono interno(rispetto al quale i bastioni aggettavano verso l’esterno), il cui lato venivasuddiviso in sei parti. Di queste le estreme dovevano avere una lunghezzapari alle semigole dei bastioni. Equivalente alla semigola, cioè a 1/6 del latodel poligono interno, anche il fianco dritto normale alla cortina.Da ingegnere progettista, Buonaiuto Lorini reputava il tracciato con i secon-di fianchi, che peraltro egli mai ritenne peculiarità esclusiva dell’architettu-ra militare italiana, la soluzione funzionale ottimale per assoggettare i sa-lienti del fronte bastionato al cosiddetto ‘tiro ficcante’. Il collegamento esclu-sivo quanto riduttivo del tracciato con i secondi fianchi alla scuola italiana,preconizzato, dopo Lorini, nel XVII secolo, si sarebbe definitivamente con-solidato nella semplicistica, antistorica classificazione dei tracciati per scuo-le nazionali teorizzata dagli ingegneri militari europei dell’Ottocento – daGaspard Noizet de Saint Paul ad Adolph von Zastrow a Celestino Sachero aMariano Borgatti – deputati a delineare una storia della fortificazione euro-pea. Al merito indubbio della trasmissione dettagliata di un sapere tecnico
1-2. Raimondo Montecuccoli,
Trattato A
, cc. 18r-v.
 
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L
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esclusivo, si affianca dunque negativamente una classificazione per scuolenazionali che il tracciato con i secondi fianchi individua quale peculiaritàprimariamente ed esclusivamente italiana. Ciò che di fatto conduce all’as-surda, implicita estraneazione dalla cultura architettonica italiana dei trac-ciati privi di secondi fianchi. Le cui facce allineate agli angoli di cortina con-notano, ad esempio, l’opera di Antonio da Sangallo il Giovane, il progettooriginario della magistrale di Milano e il buontalentiano fronte di terra diPortoferraio
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.Nell’urgenza di delineare la storia della fortificazione gli ingegneri militariottocenteschi, nel loro duplice ruolo di storici e di progettisti convinti dellasuperiorità funzionale del baluardo pentagonale rispetto al torrione roton-do, giunsero a ipotizzare un antistorico periodo di transizione o di transito,relegando in un limbo irrisolto alcuni tracciati di Francesco di Giorgio Mar-tini, Giuliano da Sangallo e Albrecht Dürer.Analogamente a Lorini, Freitag e Montecuccoli anche Guarino Guarini ap-pare comunque convinto della superiorità funzionale del tracciato con i se-condi fianchi
15
. Dai secondi fianchi, ovvero da punti interni della cortina, sipoteva infatti eseguire il tiro detto ficcante. I grandi fortificatori e architettidel secolo XVII dovevano essere anche consci del fatto che i secondi fianchideterminavano infine una maggiore profondità architettonica dell’alzato.La variazione della distanza dei secondi fianchi dagli angoli di cortina si ri-percuoteva, come nella linguistica strutturale la variante di un fonema, sultutto solidale icno-ortografico del fronte bastionato.Freitag, Montecuccoli e Guarini impostano poi il tracciamento del fronte bastionato non sul lato del poligono interiore come Lorini, bensì sul lato delpoligono esteriore come in genere gli olandesi. Il tracciamento con i secon-di fianchi rispetto al lato interiore si percepiva intrattatisti italiani del Sei-cento quali Vincenzo Scamozzi, Pietro Sardi, Pietro Antonio Barca, France-sco Tensini, Matteo Oddi, Pietro Paolo Floriani, Pietro Sardi, Giuseppe Bar-ca
16
. Ma per quest’ultimo, in cui si inverava l’influsso olandese, il traccia-mento doveva appoggiarsi al lato esteriore.

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