A. M
ONTANARI
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Presenza ebraica a Rimini
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I. «L’
HERETICO NON ENTRI IN FIERA
».
Società, economia e questione ebraica a Rimini nei secoli XVII e XVIII.Documenti inediti
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1. La questione ebraica a Rimini tra 1600 e 1700 ripropone aspettispecifici già presenti in età precedente: l’alternanza di acute tensionie di condizioni favorevoli.Il 10 giugno 1432 Galeotto Roberto Malatesti ha ottenuto da papa Eugenio IV un «breve» che imponeva agli ebrei riminesi il «segno»di distinzione obbligatorio. Il «segno» era stato introdotto
nel 1215 dalIV concilio lateranense sotto Innocenzo III: una rotella di stoffa gialla da portare cucita sulla parte sinistra del petto. Due assalti ai loro banchi avvengono nel 1429 e nel 1503.Finita la dominazione malatestiana nel 1509, agli ebrei nel1510 è concessa l’autorizzazione a «facere bancum imprestitorum»,cioè di svolgere legalmente attività finanziaria.Nel 1515 succede l’episodio che meglio riassume i caratteridella questione ebraica a Rimini. Il 13 aprile 1515 il Consigliogenerale della città prende atto che a Rimini gli ebrei sono visti «utinimicos», ed approva all’unanimità tre provvedimenti:1. chiedere licenza al papa di bandirli;2. far loro pagare le spese per i soldati a piedi ed a cavallo«qui condotti, e trattenuti per guardia de gli Ebrei»medesimi;3. stabilire «che nell’avvenire volendo detti Ebreicontinuare l’habitatione in questa Città, portassero ilcapello, o la beretta gialla».Gli ordini del segno distintivo restano disattesi se nel 1519,dietro istanza di frate Orso dei Minori di San Francesco, essi sonoripetuti, in obbedienza anche ai decreti del 1215.Gli ebrei richiedono di non essere costretti alla berretta od alla benda gialle, ma di poter recare semplicemente un segnale sulmantello: la «rotella» di cui s’è detto. La città ricorre al papa, «da cui fucommandato, o che quelli partissero da Rimini, overo obbedissero alla Città» stessa.2. I soldati usati nel 1515 «per guardia de gli Ebrei», sono forse partedei 600 armati già impiegati nel 1510 per volere del papa, a causa di
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Questo testo, letto a Rimini il 28 ottobre 2007 al convegno della Società degli Studi Romagnoli,è una sintesi della comunicazione preparata per gli atti dello stesso convegno che presentosuccessivamente in questo stesso fascicolo (vedere cap. V, pag. 25).
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