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SULLA VIA DI DAMASCOL’inizio di una vita nuova
 Note introduttive alla mostra
La mostra vuole proporre la figura di S. Paolo, di cui ricorre quest’anno (proclamato dal Sommo Pontefice BenedettoXVI
anno giubilare paolino
) il duemillesimo dalla nascita.La mostra si compone di
2 sezioni
:-la prima è sostanzialmente storica e racconta la vita di Paolo e i suoi viaggi dopo l’incontro con il Signore ela sua conversione-la seconda vuole farci entrare nel cuore di Paolo, quale nuova coscienza di sè l’incontro con Cristo hagenerato in luiLa splendida
documentazione iconografica
che potrete ammirare è sia di carattere storico-archeologico che artistico.La prima, spesso inedita, proviene dall’archivio fotografico dello
Studium Biblicum Franciscanum
di Gerusalemme evuole dirci che la storia di Paolo è una storia reale, segnata da date e da luoghi, a sottolineare che la fede cristiana sifonda sulla memoria di persone e avvenimenti storici attraverso i quali Dio si è reso presente e incontrabile.La seconda raccoglie ritratti di Paolo eseguiti da artisti noti o ignoti, ma che hanno espresso quell’aspetto di Paolo chemaggiormente li ha colpiti.L’immagine è essa stessa comunicazione ed è evidente che le immagini riportate nella mostra non hanno valore solodecorativo, ma sono parte essenziale, costitutiva della mostra stessa. E’ impossibile, per limiti di tempo, soffermarsi suognuna di esse, ma lungo il percorso mi permetterò di attirare l’attenzione su qualcuna in particolare.
Prima sezione
Vita e viaggi di Paolo (attraverso gli 
Atti degli Apostoli
 )
Paolo, o con il suo nome ebraico Saulo, nasce a Tarso nell’anno 8 d. C. Tarso è una città della Cilicia, la zona sud-orientale dell’attuale Turchia, fiorente dal punto di vista economico e culturale (nel I sec era un centro di studi a livellodi Atene e di Alessandria). Dai tempi di Augusto godeva di ampi privilegi, tra cui lo status di città romana. Saulo,quindi, è cittadino romano per nascita (e vedremo come ciò avrà una notevole importanza nella sua vicenda personale).Saulo, appartenente alla tribù di Beniamino, aveva ricevuto una buona formazione nelle scuole ellenistiche della suacittà natale (nelle lettere dimostra di conoscere la letteratura greca, la filosofia e la retorica). Era anche un buon Giudeo,della corrente farisaica, la più rigorosa, ed era un profondo conoscitore della Legge e delle Scritture, essendo statoallievo a Gerusalemme di Gamaliele, uno dei maestri allora più stimati.Paolo entra in scena negli Atti degli Apostoli in occasione del
martirio di Stefano
. Nell’anno 36, Stefano viene arrestato e condotto di fronte al Sinedrio, invidioso del successo degli Apostoli, conl’accusa di aver parlato contro il Tempio e contro la Legge, colpa passibile di condanna a morte per lapidazione.Secondo l’uso ebraico, la lapidazione avveniva fuori dalla città. I primi a colpire il condannato dovevano essere i duetestimoni dell’accusa : uno doveva farlo cadere a terra da un punto sopraelevato, l’altro scagliare il primo sasso. Solo sel’accusato non era ancora morto, tutti gli altri cominciavano a scagliare pietre.Il giovane Saulo è presente alla lapidazione e raccoglie i mantelli degli uccisori di Stefano : è come se ricevesse la loroeredità. Rievocando questo momento, Paolo afferma di aver anche dato il suo voto per mettere a morte i Cristiani.Il martirio di Stefano è in accordo con la legge giudaica, ma non con quella romana, che non permetteva alle autoritàlocali l’esecuzione di condanne a morte . Ciò spinse l’imperatore Tiberio a destituire Caifa e a richiamare a RomaPilato.Ma la condanna di Stefano segna l’inizio della persecuzione contro la comunità cristiana di Gerusalemme da parte deiGiudei e la dispersione dei discepoli (salvo gli Apostoli) per la Giudea, la Samaria e fuori dalla Palestina (a Cipro,Antiochia, Damasco, etc). Proprio per questa diaspora, la persecuzione si estende anche al di fuori dei confini dellaPalestina.Saulo si dimostra uno dei più accaniti avversari dei Cristiani. Con l’autorizzazione del Sinedrio, si dirige a
 Damasco
per arrestare e condurre in catene a Gerusalemme i fedeli cristiani che qui vivono. Ma sulla via di Damasco Saulo hal’incontro reale, folgorante con il corpo risorto, glorioso di Cristo : da questo momento, l’annuncio di Cristo al popoloebreo e ai pagani sarà la sua preoccupazione di ogni istante, la sola ragione di vita : Cristo diventa Presenza daannunciare a tutto il mondo. “Ultimo fra tutti, è apparso anche a me come a un aborto “ (1^ Cor) : Cristo irrompe nellavita di Saulo con violenza, senza preavviso, e lo sradica dalla vita di prima come un feto che viene strappato a forza dalgrembo materno. Più tardi, dovrà spesso ingoiare l’accusa di essere un “illegittimo”, un cristiano “nato prematuramente”. Paolo ribalta la questione : la diversità rispetto agli altri Apostoli (egli si considera a tutti gli effettiun Apostolo, perchè Cristo si è mostrato a lui risorto) è sì il suo dolore, ma anche la sua gioia, in quanto rappresenta a sestesso e al mondo il segno che la Grazia di Cristo è dono assoluto : Paolo è l’Apostolo della Grazia (Charis), parola cheesprime al meglio il suo modo di intendere l’evento di Cristo. Nella lettera ai Galati dirà “Vivo, non più io, ma in me
 
Cristo” . Questa è la posizione delle parole del testo greco come Paolo le ha dettate. Ne risulta più evidente lacontrapposizione radicale tra l’
io
e
Cristo
: Paolo non intende affatto dire che la sua personalità sia stata annullata, mache al centro ora si leva la presenza regale di Cristo, morto e risorto per lui.La storia successiva è nota. Saulo, acciecato, viene condotto a Damasco, dove, dopo 3 giorni, Anania, inviato dalSignore, gli impone le mani e gli fa riacquistare la vista. Saulo viene battezzato e subito si mette a “predicare Gesù nellesinagoghe, proclamando : Questi è il Figlio di Dio”. I Giudei complottano per ucciderlo, ma i suoi discepoli, calandolodalle mura della città in una cesta, lo fanno rocambolescamente fuggire da Damasco a
Gerusalemme
. La comunità diGerusalemme, però, nutre qualche perplessità nei confronti del convertito : è solo con la mediazione di Barnaba chePaolo è accolto e inizia il suo apostolato missionario.Ma gli Ebrei di lingua greca della diaspora reagiscono duramente e cercano di ucciderlo, per cui Saulo è costretto arifugiarsi nella sua città natale,
Tarso
.Intanto, ad Antiochia sull’Oronte (l’attuale Antakia turca), l’annunzio di Cristo ha uno straordinario successo. La chiesamadre di Gerusalemme vi invia Barnaba per una autorevole verifica. Barnaba decide di affidare a Saulo il compito dicontinuare l’opera di annunzio cristiano in questa città, quindi si reca a Tarso per cercare Saulo e condurlo ad
 Antiochia
. Qui, per la prima volta, appare il termine “Cristiani” per designare i fedeli della nuova religione, ormaidistinta dal Giudaismo.Da Antiochia, su incarico ufficiale di questa comunità e su ispirazione dello Spirito Santo (“Riservate per me Saulo eBarnaba per l’opera alla quale li ho chiamati”) parte il
primo viaggio
missionario di Saulo, nell’anno 44. Saulo èaccompagnato da Barnaba. La prima meta è l’isola di Cipro. A
 Pafo
vengono interpellati dal proconsole Sergio Paolo,“desideroso di ascoltare la parola di Dio. Il proconsole, colpito dalla dottrina del Signore, credette”, malgrado i tentatividi dissuasione di un falso profeta, Bariesus, che viene acciecato da Saulo. A Pafo Saulo cambierà il suo nome in Paolo.Salpati da Pafo, arrivano a
 Perge
in Panfilia, quindi ad
 Antiochia di Pisidia
. In queste città, Paolo si rivolge sempre, nelgiorno di Sabato, ai fratelli giudei nella sinagoga. Costoro, però, lo scacciano sistematicamente. Paolo e Barnaba proseguono per 
 Iconio
e per le città della Licaonia
 Derbe
e
 Listra,
dove Paolo guarisce un paralitico, provocandol’entusiasmo della folla che, ritenendoli dei, vuole offrire dei sacrifici in loro onore. Quindi arrivano ad
 Antalia,
dove siimbarcano per riguadagnare
 Antiochia
di Siria.Già il primo viaggio ci suggerisce alcune considerazioni
-
 Nella sua predicazione, Paolo accosta sistematicamente i Giudei nelle sinagoghe locali, attento a valorizzarela cultura ebraica . Ad Antiochia di Pisidia, per esempio, dove Paolo tiene il suo discorso più lungo riportatonegli Atti, fa un discorso fondato sul compimento delle Scritture : dopo un excursus della storia ebraica daiPatriarchi fino a Davide, richiamando le promesse dei profeti circa un Messia Salvatore, arriva alla morte diGesù e alla sua resurrezione, concludendo con la giustificazione che può venire solo dalla fede in Gesù e nondalla Legge.
-
Paolo preferisce predicare l’annuncio cristiano nei centri urbani per vari motivi. Ovviamente il sistema viariomarittimo e terrestre era stato sviluppato da Roma per raggiungere gli agglomerati urbani. In secondo luogo,la città, rispetto alla campagna, favoriva la predicazione di Paolo poichè disponeva di una maggiore unitàlinguistica (la koinè greca). Inoltre, le sinagoghe, dove Paolo proclamava abitualmente il Vangelo, eranosituate di preferenza nelle città più popolate. Infine, la comunità cristiana cittadina esercitava una forterradiazione missionaria sulle aree extraurbane.
-
Tutti i viaggi di Paolo partono da Antiochia. Questa città rappresenta il cuore della vita missionaria dellaChiesa delle origini, ancor più di Gerusalemme, poichè è una Chiesa “ricca di profeti e di maestri”, dotata diun atteggiamento di particolare apertura verso il mondo non giudaico.
-
Fin dall’inizio, la missione di Paolo è a prezzo di sacrificio, sofferenze, persecuzioni : deve fare i conti conl’ostilità dei Giudei. Al contrario, almeno sotto Tiberio e Claudio, godrà, se non dell’appoggio, almeno dellaneutralità dell’autorità romana. Nel 35, addirittura Tiberio chiederà che il Senato romano, competente inmateria di riconoscimenti religiosi, proclami il cristianesimo “religio licita”, ritenendolo non pericoloso per l’impero. Il Senato non accolse la proposta semplicemente per questioni procedurali ; ciononostante, ilcristianesimo fu benevolmente tollerato fino al 62, quando Nerone, sobillato dalla giudeizzante Poppea eallontanato Seneca, scatenerà una feroce persecuzione contro i Cristiani.Si apre intanto un acceso dibattito sulla necessità che i pagani si facciano circoncidere, cioè assumano il segno diappartenenza al popolo di Israele, per essere salvi in Cristo, come sostengono i fedeli cristiani di osservanza farisaica ;oppure che basti la fede, come sostengono Paolo e Barnaba. La questione si dirime a
Gerusalemme
, con il pienoaccordo degli Apostoli che decidono di richiedere ai pagani la sola osservanza delle norme di purità rituale. Nel 50 inizia il
2^ viaggio
di Paolo. Paolo, accompagnato da Sila e Luca si dirige verso il mondo greco. Fa sosta inalcune città già visitate nel precedente viaggio (Iconio, Antiochia di Pisidia, Derbe e Listra, dove incontra Timoteo, chediverrà il suo più stretto collaboratore). Attraversate la Frigia, la Galazia, la Misia, regioni dell’altopiano anatolico,arriva a
Troade
, dove un tempo sorgeva Troia. Qui gli appare in visione un Macedone che lo supplica di annunciare ilVangelo in terra greca. Si imbarca e si dirige a
Filippi 
, capitale della Macedonia. Come di consueto, il sabato si mette a predicare in un luogo frequentato da sole donne convertite, tra cui Lidia, che lo invita a trattenersi a lungo in città. AFilippi sorgono contrasti con i padroni di una falsa profetessa (o pitonessa). Paolo smaschera le loro trame volte ad
 
ottenere lauti guadagni ; ma costoro sobillano la folla e costringono le autorità romane ad intervenire. Paolo e Silavengono bastonati e rinchiusi in carcere. Ma durante la notte un terremoto li libera prodigiosamente : è un segno della protezione divina, per cui anche il carceriere con la sua famiglia si converte.Dopo essere passati da
Tessalonica
ed esserne fuggiti per il solito ostracismo della comunità ebrea, arriva ad
 Atene
.Qui Paolo è invitato ad esporre la sua fede pubblicamente all’Areopago. Il discorso che Paolo rivolge agli Ateniesi èraffinatissimo. Parte dalla sincera ricerca di Dio testimoniata dal mondo greco (che si rivolge addirittura al “Dio ignoto”a cui gli abitanti della città avevano dedicato un altare) per proclamare il legame profondo tra creatore e creatura ( e finqui il terreno è comune con la cultura greca). Ma ecco la svolta : i Greci sono nell’ignoranza del vero Dio, che si èrivelato in Gesù Cristo con il segno decisivo della Resurrezione. Su questo punto, però, si consuma il dissidio conl’uditorio greco. Di fronte alla derisione dei membri dell’Areopago (“su questo di sentiremo un’altra volta”) l’Apostolodeve terminare il suo discorso, che tuttavia non rimane del tutto senza frutto, dal momento che tra i convertiti c’è ancheun importante membro dell’Areopago stesso, tale Dionigi. E’ comunque un insuccesso e d’ora in poi Paolo riterràinutile portare l’annuncio basandosi sull’abilità oratoria o su discorsi filosofici.Il discorso di Atene suggerisce alcune riflessioni.
-
L’intervento di Paolo all’Areopago è l’unico esempio nel Nuovo Testamento di un discorso ai pagani. E’noto che nei confronti dei gentili il giudizio di fondo del Giudaismo era assolutamente negativo (da Isaia, ades., erano bollati come “un nulla”). Rivolgendosi a loro, Paolo attua una enorme operazione culturale :supera i recinti del sacro, della razza, della cultura, tutte barriere ormai definitivamente abbattute in Cristo,non temendo di incontrare la diversità altrui, andando anzi a cercare gli “altri” là dove essi sono e vivono. Non con la pretesa di strapparli alla loro cultura, ma adottando punti di vista della cultura altrui che possano preparare alla accettazione del Vangelo.-L’Areopago può valere come metafora di tutte le possibili occasioni e di tutti i possibili luoghi di confrontotra il Vangelo e la cultura.Da Atene Paolo si dirige a
Corinto
, città cosmopolita e dal commercio fiorente, posta in favorevole posizione tra mar Egeo ed Adriatico. Qui si trattiene 1 anno e mezzo (51 – 52), condividendo casa e lavoro (era fabbricante di tende) conAquila e Priscilla, una coppia di Ebrei convertiti e costretti all’esilio da Roma in seguito all’editto antigiudaico diClaudio.Come al solito, Paolo svolge la sua attività missionaria il Sabato nella sinagoga. Ma di nuovo i Giudei lo accusano diillegalità di fronte al proconsole Gallione, fratello di Seneca, che ritiene comunque l’accusa infondata, anzi fa scacciaregli accusatori dal tribunale.Da Corinto, attraverso
 Efeso
(dove lascia Aquila e Priscilla), raggiunge
Cesarea
e ritorna ad
 Antiochia
. Nel
3^ viaggio
segue parzialmente l’itinerario del secondo, visitando di nuovo le comunità della Galazia, Frigia eLicaonia. Nel 54 giunge ad
 Efeso
, capitale della provincia romana di Asia, uno dei centri culturali, commerciali ereligiosi più importanti del mondo greco-romano. Ad Efeso si ferma almeno 2 anni. Qui scrive la 1^ lettera ai Corinzi,quella ai Galati e forse anche quella ai Filippesi. Il suo metodo pastorale è sempre lo stesso : si rivolge ai Giudei nellasinagoga, con esiti antitetici di conversione e di rifiuto.Apre una vera e propria campagna contro la magia e l’idolatria, molto diffuse in città (i papiri con le formule magiche,anche se provenienti da altre città, venivano chiamati “scritti efesini” e gli argentieri del posto lucravano grandiguadagni fabbricando e vendendo statuette della dea Artemide). Dopo che alcuni suoi compagni, trascinati nel teatrodalla folla sobillata dagli argentieri che vedevano i loro guadagni sfumare, vengono a stento salvati per l’intervento diun alto funzionario cittadino, Paolo parte per la Grecia, toccando di nuovo Filippi, Tessalonica, Corinto e arriva a
 Mileto
. E’ qui che manda a chiamare gli anziani della chiesa di Efeso per salutarli per l’ultima volta, sapendo che “nonavrebbero più rivisto il suo volto”. E’ un discorso commovente e appassionato, che si trasforma nel suo testamento.Guarda al suo passato missionario, scandito da prove e difficoltà, ma anche dalla costanza e dalla fedeltà al Vangelo.Affida la comunità alla loro cura pastorale, richiamando l’importante dovere di “vigilare contro i lupi rapaci”. Concludecon un appello alla generosità e al distacco dai beni, poichè “vi è più gioia nel dare che nel ricevere”.Al termine dei 3 viaggi, possiamo dire che la missione di Paolo ha una sola radice : lo struggimento generato in luidall’amore con cui Cristo l’ha investito. Non può stare fermo, deve dirlo. Nel giro di pochi anni, fonda un numeroimpressionante di comunità. Spesso in viaggio, senza un piano rigidamente fissato, deve ingegnarsi a seconda dellecircostanze, leggendo in esse il segno di Dio , in obbedienza e unità con Pietro, Giacomo e Giovanni, ritenuti le colonnedella fede. Fino ad allora, nessun uomo aveva mai abbracciato le differenti culture in quel modo : abborda positivamente ogni uomo in cui si imbatte, condivide l’esperienza di chiunque incontra, prende ciò che c’è di buono,certo che “tutto in Cristo consiste”. E’ capace di creare una fittissima trama di rapporti, di amicizie, il cui conto si perdetra le righe delle sue lettere. Su tutti, i volti di Tito e di Timoteo. Commovente è leggere il capitolo finale della lettera aiRomani, che Paolo dedica pressochè esclusivamente a salutare, uno ad uno, gli appartenenti alla comunità di Roma.Via Cos, Rodi, Patara arriva a Tiro, quindi a
Cesarea.
Qui riceve il primo annuncio del suo martirio : un profeta di nomeAgabo, con un gesto simbolico, si lega mani e piedi con la cintura di Paolo, per indicare che Paolo “sarà legato così daiGiudei a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei pagani”. I compagni e i discepoli, preoccupati, lo pregano di nonrecarsi a Gerusalemme. Ma Paolo si dichiara pronto a morire per il nome del Signore e sale a
Gerusalemme
. Appenaviene riconosciuto nel Tempio, i Giudei, inferociti poichè un tempo era stato uno di loro, mentre ora andava insegnando
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