Domande di ricerca:L’ipotesi di fondo, che rafforza la nostra volontà di indagare questo aspetto, consiste nel fatto che iltrasferimento di conoscenze tra “vecchi” e “nuovi” utilizzatori sia spesso negativamentecontraddistinto dalla perdita di informazioni rilevanti. La parzialità di informazioni trasmessecreerebbe dei “buchi” conoscitivi e non permetterebbe ai “nuovi” utilizzatori di interfacciarsi alsistema con lo stesso bagaglio di strumenti e competenze di cui si sono serviti i “vecchi” utilizzatori(in quest’ottica privilegiati nella dimensione formativa).A tal proposito riteniamo importante trovare una risposta finalizzata a migliorare la pratica professionale: individuare gli strumenti più idonei a documentare questo passaggio di informazioni potrebbe essere una della vie percorribili per non incorrere nel rischio insito nel trasferimento dellecompetenze, ovvero la perdita di “tasselli conoscitivi” rilevanti. Particolare attenzione va prestata ai processi che coinvolgono la cosiddetta conoscenza tacita, la quale sappiamo caratterizzare gran parte del sapere organizzativo. Le problematiche in questo caso emergono sia nel momento in cuialcune informazioni vengono date per scontate e quindi non esplicitate in maniera chiara edettagliata, sia quando i detentori del sapere vengono a mancare (per l’effetto di pensionamenti,licenziamenti, cambi di professione, burn-out …) generando così considerevoli difficoltànell’approccio concreto e nell’uso quotidiano del sistema informativo.
APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO E SISTEMI INFORMATIVI: UNO SGUARDO ALLA LETTERATURA
Una volta determinato l’argomento di interesse da approfondire, abbiamo cercato degli spunti dallaletteratura esistente per focalizzare i concetti teorici alla base del trasferimento di conoscenze inun’organizzazione.Siamo partiti dalla nozione di
apprendimento organizzativo
e dalla difficoltà di individuare inmodo univoco il fenomeno empirico: sono le organizzazioni ad apprendere o sono gli individui chene fanno parte che apprendono?Il filone a cui ci siamo avvicinati non è quello del
learning organization
che vede l’apprendimentoorganizzativo come apprendimento dell’organizzazione, ma quello che considera l’apprendimentoorganizzativo come quello operato dagli individui nelle organizzazioni. Tale apprendimento puòessere trasferito nelle organizzazioni tramite l’istituzionalizzazione. L’apprendimento di cui si parlanon è solo l’attività cognitiva che produce immagini, rappresentazioni, attribuzioni causali,attivazioni: non è sensibile solo alle passioni umane ma anche al condizionamento sociale e3-Come gli utenti hanno appreso l’utilizzo del software SAP nellagestione economico-contabile?- Come avviene il passaggio di informazioni e di competenze ai“nuovi utilizzatori”?
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