ROSSA CON CAPPOTTINA GIALLA
Prospettive future per una azienda di lusso alle prese col la crsi
Alzi la mano chi non ricorda quel film in cui due compariscalmanati ne passano di tutti i colori per riavere da un tizioprepotente e megalomane la loro
carriola
distrutta durante unamissione punitivi ai danni di alcuni lavoratori ambulati.La volevano come era prima: rossa con cappottina gialla!Se il discorso resta sulla gamma dei colori anche la fiat-ferrariavrebbe accontentato i compari con la possibilità di una vastascelta senza tante scazzottate. Addirittura, se proprio avesserovoluto, gli sarebbe stato proposto famoso e controverso
rossoschumacher
!Oggi, però, le sfide che si prospettano per la nostra azienda sonomolto più impegnative. Il crollo mondiale dell’economia haravvivato il dibattito sulle alternative di crescita praticabili pernon finire risucchiati dal mostro creato dagli speculatori. Oggi, siparla di ecologia, di sviluppo eco-compatibile, di energia pulitada sostituire al petrolio. Anche gli USA, ormai ne sono convinti,tanto che il presidente Obama concede aiuti alle caseautomobilistiche solo a certe condizioni. La condizione di fondoè cambiare il modo di concepire il trasporto e il consumo dienergia. Le campagnemediatiche che sisusseguono sonomartellanti, incisive edefficaci. Bisogna che ilmondo cambi, si dice.Cambiare il mondosignifica quindicambiare il modo dipensare della gente.Ciò che andava bene inpassato sarà sbagliatoper le prossime generazioni, ciò che prima si intendeva peroriginalità cambierà presto i suoi riferimenti di fondo. Se è veroche ci saranno sempre dei
pazzi
che acquisteranno auto come laferrari e pur vero che bisogna sapere quali auto si voglionovendere tenuto conto delle trasformazioni sociali in corso.Quali auto venderà la fiat-ferrari? Due o tre mila pezzi da museoforniti delle caratteristiche attuali, seguendo una via conosciuta econsolidata per accontentare i nostalgici, o la sfida fondamentaleda intraprendere al più presto sarà uscire dalle logiche dellaprogettazione attuale per fare uno sforzo di ricerca di totaleinnovazione?Le decisioni da prendere sono urgenti perché il mondo stacambiando in fretta. Se esso cambia e l’azienda non ha idee incantiere i primi a pagare saranno i lavoratori occupati in questaazienda. Se la direzione aziendale e la fiat decideranno diridimensionare la presenza sul mercato della ferrari perl’incapacità di sapere coniugare la progettazione di lusso allarivoluzione verde sarà un’occasione persa per il nostro paeseaccompagnata dal disfacimento delle attuali politichedell’occupazione in azienda. Occupazione che diventa già unargomento preoccupante se teniamo presente la commessamaserati in calo spaventoso. Non sappiamo quali saranno i canonidel bello tra un po’ di anni, ma possiamo intuire cosa si intenderàper tecnologia del trasporto, qualità del prodotto e risparmioenergetico. Sarà probabilmente questa la carriola, il “rosso concappottina gialla” che sarà chiesto alla fiat-ferrari. Non un pezzoda museo per pochi nostalgici del 12 cilindri.
Piano anticrisi: salvare l’occupazione
A parte le voci, il fatto certo è che fiat-ferrari dopo il2007 e parte del 2008 in crescita con fornitura maseratisi accorge che la speculazione è terminata, che lamaserati è solo un peso che dovrà sopportarequalcuno. Naturalmente lo sopporteranno i lavoratoridella ferrari e soprattutto i reparti che hanno dovutosubire turni aggiuntivi e saturazioni al limite per farearricchire la fiat. Ora ci chiedono, attraverso larichiesta ai sindacati, (i quali hanno indetto delleassemblee per decidere tutti insieme), di rallentare laproduzione utilizzando (per ora) i nostri
PAR: 2 perPasqua, 1 giorno per il 4 di Maggio e 1 per il 1° diGiugno
. A
ltrimenti la cassa integrazione! Cassaintegrazione in questo caso vorrebbe significare acasa circa 100 precari presenti tra aree granturismo e ges
. Votandi in assemblea abbiamoaccettato il ricatto che consente di salvare almenocento lavoratori . Il prossimo passaggio, che arriveràpresto, non sarà indolore e probabilmente richiederà ilmassimo impegno di tutti i dipendenti della fiat-ferrariper salvare l’occupazione. La festa è finita.
Qualità: non prendere la fonderia ad esempio
Cosa succede, secondo voi una volta che viene estesol’obbligo di certificare la qualità sulle fusione del telaio?Innanzi tutto accade che diventa impossibile confrontarsicon l’azienda sul tema qualità applicato ad una certamansione, e di conseguenza diventa impossibilequalunque riconoscimento professionale. Inoltre, unavolta imposta la certificazione ai dipendenti, cosa accadese una fusione risulta non conforme al controllo? Qualevia prende la fusione? Non è possibile saperlo. Ilconduttore non è autorizzato a marchiare le fusioni, itecnologi ti invitano ad utilizzare il loro marchio percertificare comunque la qualità, aspettando la rettificadelle maschere per il controllo, forse origine deiproblemi. Forse! Intanto si certificano le fusioni nonconformi in attesa della rettifica, e se non si certificanoprobabilmente passano comunque. Una curiosità: lemaschere da rettificare sono difettose da sempre, cioè daquando viene prodotto il telaio della F430. L’azienda lovede solo oggi che la vettura è arrivata a fine produzione!Che senso ha tutto questo? In che modo si è gestita laqualità del prodotto in questi anni? Probabilmenteattraverso le rettifiche e le certificazioni, la burocraziaaziendale lavora perché oltre agli operai nessuno sisporchi le mani e la reputazione.
Verniciatura: pasticcio sugli orari
Appena il giorno dopo le assemblee per approvarePAR aggiuntivi e conferma precari arriva losgambetto dei preposti della verniciatura.Essi, senza alcun confronto con i sindacati, hannocomunicato ai lavoratori dell’area una nuovaturnazione a partire dal 6 Aprile. Una provocazioneirresponsabile che mette in difficoltà il dialogo tradirezione aziendale ed RSU. L’iniziativa è poi statasmentita dai stessi capi-team, i quali hannocomunicato ai lavoratori la sospensione dei nuoviorari. Per capire chi autorizza i preposti dellaverniciatura a creare confusione e a scavalcare gliaccordi sindacali approvati in assemblea, la RSU harichiesto in incontro all’azienda.
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