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e dalla politica in generale e favorendola nascita di decine di comitati figli di unasordità al confronto peggiorata col pas-sare degli anni.La città va ascoltata, e chi, come noi,è sempre stato abituato a farlo, puògarantire il ritorno ad un clima di con-fronto dialettico dove non ci sia pauradelle proprie posizioni ma entusiasmonel contribuire alle scelte.Fuori dallelogiche di appartenenza e dai vecchischematismi, più cittadini e meno sud-diti.Un esempio su tutti: le nomine effet-tuate dal Comune devono cominciare arispettare logiche di competenza e pro-fessionalità, abbandonando la tesserapolitica come principale criterio di scelta.
Meno burocrazia
Un rinnovato rapporto tra cittadino eistituzione parte dalla macchina buro-cratica comunale: essa necessita di unattento esame per verificarne inefficien-ze, sprechi, possibilità di razionalizza-zione e ottimizzazione nell’ottica di azionidi customer satisfaction sempre più cer-tificate.
Più ricchezza
L’attuale crisi economica e finanziariacomincia a far sentire le sue conse-guenze anche sul nostro territorio, no-nostante il medesimo abbia maggiorianticorpi a disposizione per combatterla.Questo significa che occorre porregrande attenzione allo strumento dellaconcertazione tra attori pubblici e priva-ti, con lo scopo di ridurre al minimol’impatto negativo sui cittadini; il futuroSindaco dovrà agire con decisione af-finché si operi un vero e proprio gioco disquadra che salvaguardi gli standardsdi qualità della vita e favorisca le condi-zioni per una decisa ripresa.La nostra ferma convinzione, infatti, èche compito principale della futura Am-ministrazione sia quello di creare le con-dizioni affinché il nostro territorio accre-sca la propria ricchezza in termini eco-nomici e sociali.Alla luce del federalismo fiscale chetra qualche anno regolerà i flussi dirisorse disponibili per gli enti locali, eli-minando così il principio della spesastorica, risulta evidente che quanto piùun territorio produrrà ricchezza, quantopiù saranno le risorse che le Ammini-strazioni del medesimo territorio avran-no a disposizione.A maggior ragione in momenti di crisioccorre adoperarsi in questo senso, cre-ando un ambiente ideale per lo sviluppodell’impresa in ogni sua forma.Ecco perché più ricchezza: perchépiù ricchezza significherà sempre piùmaggiore risposta alle crescenti doman-de dei cittadini, soprattutto con riguardoalla sfera del sociale.
Una carta dei bisogni per il sociale
La condizione sociale, nel nostro Co-mune, è divenuta più problematica.Necessita un welfare più adeguato erinnovato.Occorre innanzitutto dare vitaalla “CARTA DEI BISOGNI”: con preci-sione di criteri il Comune deve definirela mappa dei bisogni più diffusi cheattraversano la nostra società per para-metrare ad essi le forme e le risorse delproprio interventoLe nuove e più estese problematichesociali richiedono forti innovazioni nellepolitiche sociali.Volontariato e Comune devono istitu-ire un momento stabile, continuativo, dimonitoraggio della situazione sociale,una regia vera per la definizione e co-struzione del nuovo welfare comunale.Maggiori risorse per la tutela sociale,grazie ai dividendi incassati dal Comu-ne attraverso le Società partecipate,massima attenzione alle famiglie e unmaggior impegno per gli anziani.
Sanità, più controllo
Decisamente nuovo e attivo deveessere il rapporto del Comune con lanostra Sanità. La salute delle persone èbene primario.Nella nostra struttura ospedaliera, datempo, si vive un clima di diffuso disa-gio. È affermazione di un coro di vocivasto, politicamente trasversale.Occorre maggiore valorizzazione deimedici e delle professionalità internealle strutture. Si deve ad essi il sostan-ziale merito di avere portato e mantenu-to ad alti livelli qualitativi la nostra sani-tà, si deve al loro spirito di servizio sefaragginosità e burocrazia non si riper-cuotono con tutta la loro dirompenza sulcittadino ammalato, e se il sistema cosìcome è preordinato non è imploso.Per i medici proponiamo la sbrurocra-tizzazione della loro attività così da po-ter recuperare tempo ed energie dadedicare all’attività clinica e di assisten-za. Essi vanno coinvolti in modo realenelle scelte di politica sanitaria.La gestione della nostra AUSL è laragione del clima di tensione internoalla nostra sanità. Essa si è contraddi-stinta per eccessiva politicizzazione.Fornire risposte adeguate alle richie-ste di salute, non è catalogabile nellecategorie destra-sinistra; la ricerca e lagestione delle risorse economiche perquesto fine non è e non può essere nédi destra né di sinistra. I beni primari nonhanno colore politico, sono e devonoessere neutri, perché riguardano l’Uo-mo in quanto tale.Riteniamo che l’Amministrazione del-la nostra sanità debba rispondere deipropri successi o dei propri fallimentialla città ed al territorio nel quale opera;non ad una entità politica.Occorre riformare il processo di no-mina dei Direttori Generali. Non devonosolo dipendere dalla Regione. Devonointeressare e coinvolgere anche le Isti-tuzioni che sono nell’ambito dell’AUSL.Nomina e revoca del Direttore Genera-le devono coinvolgere più soggetti isti-tuzionali e non uno solo.La politicizzazione che si è volutaevitare con i vecchi comitati di gestioneè ritornata con più veemenza, e conmeno equilibrio, con le attuali DirezioniGenerali.Il Sindaco, in questi anni, nella confe-renza territoriale dei sindaci non ha svol-to una rappresentanza istituzionale ditutta la nostra realtà territoriale, ma èstato uomo di partito.Per quanto riguarda il nostro Comu-ne, subito, a partire dai primi mesi dellanuova Amministrazione occorre forma-lizzare un “Comitato Territoriale per laSanità” che sia rappresentativo e mira-to al controllo dell’attività dell’AUSL ce-senate, che ne sia a supporto e che siastimolo degli interventi e delle soluzioniche occorrono per migliorare il funzio-namento, per risparmiare gli sprechi,per valorizzare le professionalità, peraccelerare tempi e risposte alle esigen-ze degli ammalati e delle persone.Questo “Comitato Territoriale” deveavvalersi di uno “sportello” comunale alquale i cittadini possono liberamenterivolgersi per porre ogni questione rela-tiva al funzionamento delle strutturesanitarie e deve avvalersi di un organotecnico – scientifico formato e indicatoda medici ospedalieri, medici di medici-na generale, liberi professionisti, Diret-tore Generale, Direttore Sanitario.
Più sicurezza
Affrontare il tema della sicurezza sem-pre scaricando il problema sul governonazionale di turno, è un allontanarsidalla sua soluzione, dimenticando cheè una esigenza sempre più sentita daicittadini, in preda ad un crescente sen-so di abbandono.Le statistiche sul nostro territorio cidicono che nell 2008 rispetto al 2007 c’èstato un aumento di fatti criminosidell’8,4%. Questa evidenza è innegabi-le.E questo è un dato di fatto, così comeè un dato di fatto che Cesena sia diven-tata uno snodo dello spaccio di sostan-ze stupefacenti, che Cesena abbia vis-suto in conseguenza di questo eventitragici, che Cesena comincia a vivereepisodi di violenza sconosciuti solo finoa poco tempo fa.Non basta ragionare sul rafforzamen-to della Polizia Municipale, il problemava affrontato in maniera più organica.Se la politica cesenate vuole dare unaiuto alla sicurezza sul suo territoriodeve cominciare a dire, con la voce unpo’ più alta di quanto non abbia fatto finoad oggi, che c’è una sempre più eviden-te necessità di riequilibrio tra le forze dipolizia presenti sul territorio forlivese esu quello cesenate, che non si invocaquasi mai e che sempre più invecediventa necessario.Va sfruttato lo spirito civico di cittadiniche intendano dare il proprio contributoal controllo del territorio, e va sviluppatoun progetto di telecamere collegate inrete che permettano ad una centraleoperativa comune delle forze dell’ordi-ne di tenere monitorata gran parte dellacittà.Il presidio nei quartieri va potenziato,sottraendo, se necessario, personalealle mansioni amministrative.Il servizio di antinfortunistica dellaPolizia Municipale va reso operativonell’arco di tutte le 24 ore della giornata,per evitare che altre pattuglie in serviziodebbano accollarsi questo compito, im-poverendo la presenza sul territorio.
Meno tasse,un bilancio più razionale
Un nostro obiettivo dichiarato saràquello di abbassare gli attuali livelli ditassazione diretta e indiretta.Riteniamo non sia un tabù valutarel’ipotesi di una diminuzione dell’addi-zionale IRPEF, perlomeno fino ad uncerto livello di reddito, compensando leminori entrate con economie che rite-niamo possibili.Abbiamo due parole d’ordine, svilup-po e contenimento/razionalizzazionedelle spese.Una spesa corrente in aumento parial doppio dell’inflazione non è un para-metro che potrà essere retto per il futu-ro.Tale trend potrebbe essere fronteg-giato solo con l’accensione di nuoviprestiti, e non ve ne sono le condizioni.Occorre mettere mano ad un siste-matico e certosino esame di tutte le vocidi bilancio, individuando i rivoli nei qualisi disperdono risorse sia umane chefinanziarie.Va inoltre potenziato il principio delleesternalizzazioni, nel rispetto di quellasussidiarietà orizzontale che, oltre acoinvolgere maggiormente il privato neiprocessi gestionali, deve poter garanti-re migliori servizi a minor costo.Cesena è dipinta come una città dal-l’alto tasso, sia qualitativo che quantita-tivo, di servizi alla persona.Tra questi, meritano grande attenzio-ne quelli cosiddetti a domanda indivi-duale, che cioè soddisfano una esigen-za non legata a bisogni primari.La percentuale di copertura è passa-ta dal 59,88 del 2004 al 53,58 dell’annoin corso: 4 milioni circa di euro di disa-vanzo sono una perdita che il Comunedi Cesena non può e non deve piùpermettersi.Un altro ormai annoso tema di discus-sione è quello sul futuro della presenzadel Comune di Cesena nelle Societàche esso partecipa, con particolare rife-rimento a HERA: non è più possibiletrascinare oltre una situazione che staprovocando disagi economici e gestio-nali, con i Comuni proprietari che subi-scono le decisioni del management sen-za tenere conto delle esigenze del ter-ritorio.Rispondere alle difficoltà contingenticon le alienazioni è una soluzione dolo-rosa, ancorchè a volte necessaria.Dal momento che è alto il rischiodell’impossibilità di curare il patrimoniocome bisognerebbe, e stante l’inutilizzodi parte di esso, le alienazioni possonoessere un valido strumento di entrate.Ad esse va però accompagnata unasempre maggiore sensibilità sui temidella valorizzazione del patrimonio pub-blico: l’alienazione non deve infatti di-venire l’unico strumento di gestione,dovendosi dare vita a iniziative che per-mettano di aumentare gli introiti deri-vanti da concessioni già in essere, comedi crearne di nuovi con una politica piùattenta al rapporto con il privato e allaappetibilità delle proposte.La recente creazione della cosiddettaSocietà del Patrimonio, “Valore Città”,ci lascia perplessi in quanto rischia didivenire niente più che una possibilità didebiti fuori bilancio, con l’Amministra-zione che vende immobili e intanto in-cassa cifre che qualcuno dovrà pensa-re a recuperare con aste che spessovanno deserte.Proponiamo su queste tematiche unmaggiore coinvolgimento del ConsiglioComunale, il quale, con le regole attua-li, opera esclusivamente una funzionedi acquisizione dati già consolidati, enon escludiamo, a seguito di un attentomonitoraggio dell’attività della Societàper il Patrimonio, la possibilità che lagestione di tali importanti iniziative pos-sa ritornare in capo agli uffici prepostidell’Amministrazione
Sviluppare il sistema economico
Condizione essenziale anche per unamigliore qualità della vita è lo sviluppo el’ammodernamento del nostro sistemaeconomico.In questi anni, l’Amministrazione èstata poco attiva e propulsiva, sullepolitiche infrastrutturali, per il decollo diaree produttive, per incentivare l’inno-vazione e la ricerca, per dare serviziavanzati alle piccole e medie imprese.Il Comune deve dare forte impulsoallo sviluppo. Un nuovo patto per losviluppo deve essere promosso e l’Am-ministrazione deve avere in esso unruolo attivo, predisponendo soprattuttouna sua operatività efficiente, tempesti-va ed efficace.Con un nuovo slancio va inteso eintrapreso il rapporto con il privato.Un nuovo patto per lo sviluppo devesignificare anche più cultura di governo,più coinvolgimento delle forze econo-miche, imprenditoriali e sociali.Deve essere istituito un “vertice diregia” per lo sviluppo. Autorevole e rap-presentativo. Con i massimi dirigentidelle forze economiche e sociali, del-l’Università, della Fondazione CRC, deimaggiori istituti di credito locali, delComune.Per il nostro sistema di imprese èfondamentale il rapporto con l’Universi-tà.Insieme alle organizzazioni economi-che vanno sviluppate le politiche di for-mazione e rafforzate le strutture e icentri dedicati. Il capitale umano è larisorsa principale di un sistema econo-
CON I REPUBBLICANI PER LA CESENA DI DOMANI
segue dalla prima
mico moderno e per l’innovazione diprodotto, di processo e di organizzazio-ne. Al momento i cervelli si formano manon si fermano.Più servizi alle imprese. Raccordocon l’Università e la Ricerca. Trasferi-mento tecnologico. Innovazione e inter-nazionalizzazione sono i campi dellosviluppo delle attività di Centuria che ilComune deve volere.Centuria deve rafforzarsi ed estende-re alla diffusa imprenditorialità cesena-te il suo rapporto ed i suoi servizi.Cesena è snodo rilevante, infrastrut-turale ed economico fra Nord e Sud,con l’Europa. Inoltre la sua peculiaritàortofrutticola e agroalimentare fa diCesena uno snodo commerciale e logi-stico di straordinaria rilevanza fra paesidel Mediterraneo, africani e dell’Ameri-ca meridionale con L’Europa. Questoimplica dotazioni infrastrutturali e logi-stiche che necessitano e devono esse-re realizzate.In questo contesto il Comune deveaffrontare i problemi e la crisi che atta-nagliano il settore importante dell’auto-trasporto, rispetto al quale il Comune èmolto mancato negli ultimi anni.Subito devono essere realizzate learee per insediamenti produttivi oramaida immemorabile tempo previste, manon ancora decollate. Da più di quindicianni non sono operanti a Cesena areeper insediamenti produttivi.Questa prolungata carenza di areefrena lo sviluppo, gli investimenti e nuo-ve occasioni occupazionali, ed è provadi pessima organizzazione dell’Ammi-nistrazione comunale di questi anni.Il nostro sistema fieristico ha un puntodi eccellenza in Mac Frut e Trans Word.Va difeso e sviluppato.Vanno ricercati nuovi apporti privati eva riqualificata l’attuale struttura fieristi-ca.Occorre una strategia di sviluppo chevaluti l’integrazione con altre fiere re-gionali, per competere sul mercato.Il Comune deve poi promuovere edincentivare la nascita di nuova impren-ditorialità e di imprenditorialità giovanile.Il Comune deve coinvolgere i mag-giori istituti di credito locale e insiemedare vita ad un “fondo per la nuovaimpresa giovanile”. Le idee imprendito-riali proposte devono ricevere un ap-porto ed una valutazione consulenzialequalificata. L’idea imprenditoriale cheha possibilità di avvio e prospettive diradicarsi e svilupparsi deve essere sup-portata da un credito agevolato ade-guato, in parte a fondo perduto, conqualche anno di preammortamento econ rimborso del restante credito a untasso agevolato e congruo.L’Università stessa è fucina di poten-ziali nuovi e innovativi imprenditori.Ecco alcune delle nostre proposteche, insieme ad altre che illustreremopiù organicamente nelle prossime setti-mane, compongono le 13 idee per ilfuturo di Cesena di cui si parlava inpremessa.La coerenza dei nostri comportamen-ti e la chiara visione di prospettiva cheindichiamo meritano fiducia.Cesena ha ancora bisogno dei Re-pubblicani.
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