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Tariffa Associazioni senza fini di lucro (ex tab. C) Poste Italiane SpA - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (convertito in legge n. 46 27/02/2004) art. 1 comma 2 DCB Forlì - Autoriz. Trib. Forlì n. 25 del 3.9.96 - Dir. resp.: MARIO GUIDAZZI - V.Dir.: GIORGIO MAMBELLI - Segreteriae Amministrazione: Cesena, Corso Mazzini, 46 - tel./fax: 610956. Abbonamento annuo euro - Abbonamento euro 16,00, sostenitori euro 30,00 - Stampa: Il Papiro , Cesena - Composizione: «Società Editrice «Il Ponte Vecchio», Cesena. – «Il Popolano» viene distribuito in abbonamentopostale e pertanto i dati relativi a nominativi e indirizzi dei lettori sono stati inseriti nelle nostre liste di spedizione. Ogni lettore, a norma dell’art. 13, legge 675/96, potrà avere accesso ai propri dati in ogni momento, chiedere la modifica o la cancellazione oppure opporsi gratuitamente alloro utilizzo scrivendo a: PRI Corso Mazzini 46 - Cesena
Anno CIX - n. 1 – marzo 2009
ASCOLTAREIL PAESE
Chiuso in litografiail 18 marzo 2009
Sembra una banalità, ma lacapacità d’ascolto è la base por-tante per la predisposizione diuna politica amministrativa chedia risposta ai problemi dellacollettività.Noi questa attenzione nei con-fronti della gente non l’abbia-mo mai attenuata, noi repub-blicani grazie a questo atteg-giamento abbiamo mantenutoil radicamento in Romagna.E credo la gente sappia che irepubblicani romagnoli hannovissuto intensamente la storiainfluenzando in modo positivoil governo della città.Ed è oggi, in un momento cosìgrave e complesso, che le quali-tà migliori dei repubblicani sievidenziano, tanto che è il PRIil partito del rilancio dell’eco-nomia, sensibile com’è al futu-ro delle giovani generazioni.Da ciò la scelta del candidatosindaco che è giovane, capace,positivo.Luigi Di Placido è il repub-blicano di oggi, in sintonia conla cultura e la tradizione piùviva del repubblicanesimo ro-magnolo.Non è un pollo allevato inbatteria, non è figlio di un ap-parato, non è di quelli che fan-no politica per professione.La sua spinta ideale è deter-minata dai valori mazzinianiche impongono di impegnarsiper il bene comune.Proprio per questo si batteper eliminare quel sistema dipotere che gli ex democristianie gli ex comunisti hanno co-struito in tutti questi anni, incui non ci sono cittadini, masolo sudditi.Non solo, ma questo compor-ta la costituzione di un appara-to burocratico che soffoca ognienergia imprenditoriale, oltreche una serie di società che ven-gono affidate a persone che ri-spondono solo al potere costi-tuito. A cosa servono infatti levarie società che sono nate inquesti anni?Forse che ACER serve a chicerca una casa?Che Hera fornisce agli utenticiò che è diritto chiedere?Che la nuovissima societàVALORE CESENA crea unanuova ricchezza o nuovi debi-ti?L’elenco potrebbe continua-re.È evidente un fatto: il PRI è ilvero cambiamento.Tutti gli altri sono copie malriuscite.
di Mario Guidazzi 
a pag. 2, intervista a Luigi Di Placido
PER TUTTI COLORO CHEVOLESSERO CONTATTARCI,LA SEDE DELLACONSOCIAZIONE DELPARTITO REPUBBLICANO È INCORSO MAZZINI 46 – CESENA.I NOSTRI RECAPITI SONO(TELEFONO E FAX)0547 – 610956IL NOSTRO SITOwww.pricesena.comINDIRIZZO DI POSTAELETTRONICA
:info@pricesena.com
La segreteria sarà a tuadisposizione per qualsiasi necessità.
Chi volesse comunicarecon il nostrocandidato sindacopuò farlo attraversoscrivi@luigidiplacido.it
CON I REPUBBLICANIPER LA CESENA DI DOMANI
di Luigi Di Placido
Stiamo affrontando questa campa-gna elettorale con l’entusiasmo e l’im-pegno di chi sa di avere qualcosa diimportante da dire alla città.Le nostre posizioni di questi ultimianni, le nostre battaglie per una cittàpiù aperta, la nostra grande esperienzaamministrativa, sono lì a testimoniareche siamo un punto di riferimento per lacittà e intendiamo rimanerlo.Nessuno creda che abdicheremo daquesto protagonismo che le nostre ideeci consegnano.E proprio le nostre idee sono il moto-re della nostra visione strategica dellacittà, che si differenzia dalle altre per-chè punta a creare le condizioni peruno scenario di medio-lungo termine.Insieme, infatti, alle scelte da adotta-re nel lungo periodo, ci sono decisionida prendere oggi per il futuro, tali chepossano prefigurare una Cesena di do-mani più ricca, più solidale, più efficien-te.Scelte infrastrutturali (Via Emilia, lot-to zero, collegamento con il porto diRavenna, E55), di sviluppo economico(il polo logistico, le aree di sviluppo, ilcommercio, la vocazione turistica), or-ganizzative (una macchina burocraticapiù snella, un bilancio più razionale,una partecipazione più ampia alle scel-te), sociali (maggiore attenzione a tuttii tipi di disagio, un nuovo piano per lacasa): queste sono le coordinate dellanostra visione, coraggiosa perché lun-gimirante.Nelle prossime settimane presente-remo ufficialmente il nostro program-ma, incentrato su 13 idee forti, capacidi guidare lo sviluppo e rafforzare lacoesione del nostro territorio.Di seguito qualche spunto che daesse mutua.
Più ascolto e più confronto
L’assunto principale è la necessità dicoinvolgere maggiormente la città neigrandi processi decisionali.Cesena è una città nella quale sidiscute poco e ci si confronta ancorameno. Le ultime Amministrazioni si sonodistinte per arroganza e autoreferen-zialità, evitando spesso il dialogo econtribuendo a quella distanza tra cit-tadino e “Palazzo” che oggi si percepi-sce chiaramente.La società cesenate non partecipa aldibattito politico; il mondo delle profes-sioni, della cultura, del lavoro si sonochiusi nel loro particolare, timorosi cheposizioni dissonanti possano far rischia-re ritorsioni.È anche una questione di libertà. Èindicativo di una situazione locale doveil dibattito politico e la dialettica politicasi sono attenuati ed impoveriti. Ha pre-so spazio una concezione delle Istitu-zioni intese come luogo da occupareanziché come strumento di governoper l’interesse generale.Gli stessi quartieri, spesso decantaticome esempi di partecipazione attivadel cittadino, sono invece più spessostati cinghia di trasmissione delle deci-sioni e delle posizioni di chi governava,generando ulteriore allontanamento delcittadino dai problemi del suo territorio
segue in terza
 
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LA SICUREZZA A CESENA
Due sono i temi al centro deldibattito politico: il pacchetto infra-strutture ed il piano casaAncora una volta si riscontra, conrincrescimento, che il PD sembraessere ritornato indietro nel tempo,al tempo in cui il PCI si definiva“forza di lotta e di governo”, eviden-te ossimoro perché i due terminisono inconciliabili.Ancora attendiamo di sapere sehanno scelto la strada giusta.Qualche dubbio nasce quando inoccasioni fondamentali quale ap-punto la discussione sui temi cen-trali quali quelli riguardanti infra-strutture e casa si risponde con unsecco “NO”.Noi repubblicani non accettiamoquesto metodo ed in tutta modestiaci permettiamo di suggerirne unoalternativo.Se si vogliono dimostrare capaci-tà di governo è bene entrare nel
 INFRASTRUTTURE E CASA
merito dei problemi.Infrastrutture: è indubbio che ilpaese sia in grave ritardo nel predi-sporre infrastrutture atte a sostene-re l’economia.È vero, la proposta del governoesclude la E45 ed il sistema viarioromagnolo, ma proprio per esserepragmatici e non demagogici, tuttele forze politiche dovrebbero nonsolo chiederne il reinserimento maevidenziare anche un impegno eco-nomico e politico delle realtà locali,dalla Regione alle Provincie, fino aiComuni.Solo in questo modo si ha la ca-pacità di dimostrare cultura di go-verno.Da troppi anni ascoltiamo robo-anti comunicati in cui si annunciache l’opera è in arrivo.La situazione della nostra econo-mia impone di passare dagli an-nunci ai fatti.La nuova Via Emilia è da farsi,subito!!Non si è voluto accettare l’idea difinanziarla con la vendita di azioniHERA, come proponeva il PRI, oggipurtroppo con il crollo del valore delcapitale azionario si potrebbe fareben poco. Si dica allora come!Se il piano CASA del governo nonpiace, si dica allora come elaborareun piano alternativo e come finan-ziarlo. Noi l’abbiamo proposto in unconvegno apposito, un piano casafinanziato in parte con vendita deglialloggi agli attuali occupanti e gra-zie alla disponibilità della Fonda-zione Cassa di Risparmio, che confinanziamenti mirati permetterebbedi mettere sul mercato alloggi acanone sociale.È questo il modo con il quale siaffrontano i problemi della colletti-vità.I “sordi” dovrebbero rispondere.
di Mario Guidazzi 
La sicurezza dei cittadini è ele-mento essenziale del programmadel Partito repubblicano e del can-didato Sindaco Luigi Di Placido.L’attuale maggioranza di gover-no della città, delle cui politiche ilcandidato sindaco Paolo Lucchi siproclama orgoglioso continuatore,continua a dipingere Cesena comeil regno della tranquillità e del ben-godi. La sicurezza delle famiglie èconfinata ai margini dell’agenda del-l’Amministrazione Conti. Apparecome la Cenerentola, rispetto adaltre esigenze.Noi riteniamo che sia una sceltasbagliata e miope.Negli ultimi anni il numero deireati è cresciuto in maniera espo-nenziale. Molti cesenati sono statiinermi bersagli di scorribande dimalfattori armati di gas soporiferi egrimaldelli. Le loro case sono stateviolate e svaligiate. I colpevoli sonoquasi tutti liberi come l’aria, a go-dersi tanto illecitamente quanto be-atamente gli sforzi altrui.Ma la staffetta Conti-Lucchi larabbia dei depredati non la scorge:tutto va bene, Madama la marche-sa…La realtà non va nascosta: la dro-ga, soprattutto quella pesante, eroi-na e cocaina, trova, purtroppo, am-pio mercato nelle nostre strade. E,nonostante l’impegno diuturno elodevole delle Forze dell’ordine, lospaccio ed il consumo di tali sostan-ze risulta in continuo aumento.Di anno in anno il numero dellepersone che si rivolgono per pro-blemi legati all’uso di droga ai ser-vizi sociali (SERT) vede un tragicoincremento. E tra queste persone gliassuntori della più feroce tra le so-stanze proibite, la mortifera eroina,sono sempre di più.Ma il binomio Conti-Lucchi parenon vedere questi problemi, riem-piendo gli spazi elettorali di spotinneggianti alla città più vivibileche ci sia.Noi la vediamo in tutt’altro modo.Noi siamo e saremo vicini alleesigenze di coloro che, quotidiana-mente, si trovano ad affrontare sulcampo la criminalità, cioè alle For-ze dell’ordine. Esigenze troppo so-vente dimenticate e trattate comequestioni di secondo piano.
Figli di un Dio minore
Cesena, da questo punto di vista,vive un’immeritata situazione disubordinazione rispetto alla realtàforlivese, sede di Prefettura e Que-stura.La Provincia di Forlì-Cesena è datanto tempo bicipite. Ma per quantoriguarda le dotazioni ed il numerodelle Forze dell’ordine vi è una spro-porzione inaccettabile tra Cesena eForlì.Forlì può contare su un numeroenormemente più alto di risorsemateriali ed umane rispetto alla con-sorella cesenate. E ciò avviene no-nostante il carico di lavoro giudi-ziario ed i reati commessi territoriodi Cesena siano in numero conside-revolmente superiore.È necessario un tavolo perma-nente di valutazione delle necessitàin materia di sicurezza che, a livelloprovinciale, dislochi in maniera piùefficiente le risorse.Cesena non può seguitare ad es-sere figlia di un Dio minore.Il PRI è fermamente deciso a ri-lanciare e a dare ampio risalto allaquestione.Un’Amministrazione guidata daiRepubblicani si batterà per un im-mediato ampliamento degli organi-ci, oggi inaccettabilmente sottodi-mensionati.In questo senso, un altro impre-scindibile impegno per una fecondagestione del controllo del territorioè quello per l’apertura di un presi-dio permanente di Polizia a Cesena-tico. Il posto estivo oggi lì presenteper qualche mese all’anno risultainsufficiente. E, soprattutto, non puòe non deve più essere l’alibi per unadannosa emorragia, nei mesi piùcaldi, di personale di Polizia dalCommissariato di Cesena alla cittàmarittima; personale assolutamen-te necessario contro la criminalitàlocale che, approfittando del perio-do feriale, tutte le estati mette asegno i colpi più consistenti in dan-no degli ignari cittadini in vacanza.Tale considerazione non può nonestendersi anche al problema, sortodi recente, della possibile futurachiusura della Sede distaccata delTribunale.Cesena è una vivace realtà giudi-ziaria, sia dal punto di vista delcarico penale che di quello civile.Non possiamo permetterci di per-dere la trattazione delle cause sulnostro territorio: la giustizia deveessere vicino al cittadino ed il lega-me territoriale è di imprescindibilerilievo.Lo spostamento, poi, a Forlì, ditutta l’attività giudiziaria cesenatecomporterebbe un aggravio di costie di tempo che la giustizia, al mo-mento, non può sopportare.I Tribunali più veloci ed efficientisono quelli capillarmente gestiti econtrollati. Il trasferimento creereb-be solo più burocrazia e più lentez-za. Con danno per i diritti dei citta-dini.
Denunce, segnalazionie sicurezza commerciale
Le prime difficoltà per il cittadinoche vuole denunciare un reato par-tono proprio dalla presentazionedell’esposto all’Autorità di P.S.Le lunghe, estenuanti attese pri-ma di essere ricevuti ed una farragi-nosa verbalizzazione delle istanzepunitive spesso spingono i cittadiniad evitare di segnalare crimini edilleciti.È necessario creare anche a Cese-na un nucleo ricezione denunce spe-cializzato, con suddivisione di in-carichi e oneri tra le varie forze diPolizia, al servizio del cittadino, perevitare i consueti ‘rimpalli’ tra gliUffici (che per motivi di carenza dipersonale spesso inviano ad altra‘forza’ la persona in procinto disporgere denuncia…) e per riusciread attendere al gravoso compito diinvestigazione spettante alle Forzedell’ordine; e ciò ancor più in segui-to all’introduzione della normativapenale sul Giudice di Pace, che af-fida il lavoro di indagine diretta-mente agli operatori di P.G.I repubblicani, per tutelare anchela sicurezza del credito, specialmen-te in questo movimentato periododi crisi economica, propongonol’istituzione, a livello infracomuna-le (ma non solo), di un centro infor-mazioni, anche telematico, su istan-za assolutamente volontaria (per ilrispetto della normativa in materiadi
 privacy
), per la sicurezza dei com-merci che veda protagoniste azien-de e clientela.L’organizzazione del centro datipotrebbe essere costruito sulla fal-sariga di un sistema di feedback,presentante cioè una doppia valuta-zione di serietà, affidabilità e pro-fessionalità del contraente.Tale banca dati potrebbe contri-buire alla costruzione di uno stru-mento di valutazione obiettiva perl’opinione pubblica, cioè per l’uten-te consumatore, al fine di assicurare – in un momento di difficoltà per icommerci – il pubblico, infonden-do nuova fiducia nella sicurezzadelle transazioni.
Poliziotto di quartieree Polizia Municipale
Il poliziotto di quartiere, con lasua semplice presenza e con la co-noscenza, via via, delle piccole re-altà cittadine, contribuisce senz’al-tro alla creazione di un effetto de-terrente per la criminalità.Tale qualificato rapporto conl’ambito territoriale fornisce, difat-ti, la migliore rappresentazione diuna situazione specifica e contribu-isce alla raccolta di informazioniutili per la pianificazione degli in-terventi di polizia.I quartieri non sono solo il centrostorico. Tutte le periferie devonoessere fornite di una copertura (ma-gari anche solo in alcune ore dellagiornata) di polizia di quartiere com-patibilmente con le risorse presenti.È auspicabile comunque un po-tenziamento generale del controllodel territorio nelle ore della notte.A questo scopo, il PRI proponeun’intensificazione del lavoro diur-no e notturno della Polizia Munici-pale, creando anche sedi periferi-che di tale presidio.Esistono poi due necessari impe-gni da prendere con i cittadiniIl primo concerne la lotta alla clan-destinità.È ovvio che tale lotta può esserecondotta efficacemente soltanto conil contributo, economico e giuridi-co, del livello statuale.La mancanza di organizzazione edi risorse economiche (soprattuttoper la gestione del ‘dopo’ arresto edecreto di espulsione) hanno co-stantemente vanificato gli sforzidegli operatori del settore.Ma la lotta alla clandestinità varipresa con decisione e deve riguar-dare soprattutto gli ambiti più sen-sibili: dai luoghi di lavoro (per scon-figgere definitivamente il lavoronero), ai luoghi di ritrovo di moltiimmigrati (moschee ed altro) ai luo-ghi di cura: nessun clandestino deverimanere sul nostro territorio.È un impegno per la sicurezza. Edè un dovere nei confronti degli im-migrati onesti e lavoratori. Ed è unagaranzia di legalità per tutti i cese-nati.Il secondo, non meno importante,concerne la sicurezza sul lavoro.Le leggi già ci sono. Vanno soloapplicate ed i controlli intensificati.È necessario, a tal fine, anche unasensibilizzazione a livello di cate-gorie e sindacati con un potenzia-mento del personale addetto al con-trollo.Meglio prevenire che curare.
di Luca Ferrini 
 
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e dalla politica in generale e favorendola nascita di decine di comitati figli di unasordità al confronto peggiorata col pas-sare degli anni.La città va ascoltata, e chi, come noi,è sempre stato abituato a farlo, puògarantire il ritorno ad un clima di con-fronto dialettico dove non ci sia pauradelle proprie posizioni ma entusiasmonel contribuire alle scelte.Fuori dallelogiche di appartenenza e dai vecchischematismi, più cittadini e meno sud-diti.Un esempio su tutti: le nomine effet-tuate dal Comune devono cominciare arispettare logiche di competenza e pro-fessionalità, abbandonando la tesserapolitica come principale criterio di scelta.
Meno burocrazia
Un rinnovato rapporto tra cittadino eistituzione parte dalla macchina buro-cratica comunale: essa necessita di unattento esame per verificarne inefficien-ze, sprechi, possibilità di razionalizza-zione e ottimizzazione nell’ottica di azionidi customer satisfaction sempre più cer-tificate.
Più ricchezza
L’attuale crisi economica e finanziariacomincia a far sentire le sue conse-guenze anche sul nostro territorio, no-nostante il medesimo abbia maggiorianticorpi a disposizione per combatterla.Questo significa che occorre porregrande attenzione allo strumento dellaconcertazione tra attori pubblici e priva-ti, con lo scopo di ridurre al minimol’impatto negativo sui cittadini; il futuroSindaco dovrà agire con decisione af-finché si operi un vero e proprio gioco disquadra che salvaguardi gli standardsdi qualità della vita e favorisca le condi-zioni per una decisa ripresa.La nostra ferma convinzione, infatti, èche compito principale della futura Am-ministrazione sia quello di creare le con-dizioni affinché il nostro territorio accre-sca la propria ricchezza in termini eco-nomici e sociali.Alla luce del federalismo fiscale chetra qualche anno regolerà i flussi dirisorse disponibili per gli enti locali, eli-minando così il principio della spesastorica, risulta evidente che quanto piùun territorio produrrà ricchezza, quantopiù saranno le risorse che le Ammini-strazioni del medesimo territorio avran-no a disposizione.A maggior ragione in momenti di crisioccorre adoperarsi in questo senso, cre-ando un ambiente ideale per lo sviluppodell’impresa in ogni sua forma.Ecco perché più ricchezza: perchépiù ricchezza significherà sempre piùmaggiore risposta alle crescenti doman-de dei cittadini, soprattutto con riguardoalla sfera del sociale.
Una carta dei bisogni per il sociale
La condizione sociale, nel nostro Co-mune, è divenuta più problematica.Necessita un welfare più adeguato erinnovato.Occorre innanzitutto dare vitaalla “CARTA DEI BISOGNI”: con preci-sione di criteri il Comune deve definirela mappa dei bisogni più diffusi cheattraversano la nostra società per para-metrare ad essi le forme e le risorse delproprio interventoLe nuove e più estese problematichesociali richiedono forti innovazioni nellepolitiche sociali.Volontariato e Comune devono istitu-ire un momento stabile, continuativo, dimonitoraggio della situazione sociale,una regia vera per la definizione e co-struzione del nuovo welfare comunale.Maggiori risorse per la tutela sociale,grazie ai dividendi incassati dal Comu-ne attraverso le Società partecipate,massima attenzione alle famiglie e unmaggior impegno per gli anziani.
Sanità, più controllo
Decisamente nuovo e attivo deveessere il rapporto del Comune con lanostra Sanità. La salute delle persone èbene primario.Nella nostra struttura ospedaliera, datempo, si vive un clima di diffuso disa-gio. È affermazione di un coro di vocivasto, politicamente trasversale.Occorre maggiore valorizzazione deimedici e delle professionalità internealle strutture. Si deve ad essi il sostan-ziale merito di avere portato e mantenu-to ad alti livelli qualitativi la nostra sani-tà, si deve al loro spirito di servizio sefaragginosità e burocrazia non si riper-cuotono con tutta la loro dirompenza sulcittadino ammalato, e se il sistema cosìcome è preordinato non è imploso.Per i medici proponiamo la sbrurocra-tizzazione della loro attività così da po-ter recuperare tempo ed energie dadedicare all’attività clinica e di assisten-za. Essi vanno coinvolti in modo realenelle scelte di politica sanitaria.La gestione della nostra AUSL è laragione del clima di tensione internoalla nostra sanità. Essa si è contraddi-stinta per eccessiva politicizzazione.Fornire risposte adeguate alle richie-ste di salute, non è catalogabile nellecategorie destra-sinistra; la ricerca e lagestione delle risorse economiche perquesto fine non è e non può essere nédi destra né di sinistra. I beni primari nonhanno colore politico, sono e devonoessere neutri, perché riguardano l’Uo-mo in quanto tale.Riteniamo che l’Amministrazione del-la nostra sanità debba rispondere deipropri successi o dei propri fallimentialla città ed al territorio nel quale opera;non ad una entità politica.Occorre riformare il processo di no-mina dei Direttori Generali. Non devonosolo dipendere dalla Regione. Devonointeressare e coinvolgere anche le Isti-tuzioni che sono nell’ambito dell’AUSL.Nomina e revoca del Direttore Genera-le devono coinvolgere più soggetti isti-tuzionali e non uno solo.La politicizzazione che si è volutaevitare con i vecchi comitati di gestioneè ritornata con più veemenza, e conmeno equilibrio, con le attuali DirezioniGenerali.Il Sindaco, in questi anni, nella confe-renza territoriale dei sindaci non ha svol-to una rappresentanza istituzionale ditutta la nostra realtà territoriale, ma èstato uomo di partito.Per quanto riguarda il nostro Comu-ne, subito, a partire dai primi mesi dellanuova Amministrazione occorre forma-lizzare un “Comitato Territoriale per laSanità” che sia rappresentativo e mira-to al controllo dell’attività dell’AUSL ce-senate, che ne sia a supporto e che siastimolo degli interventi e delle soluzioniche occorrono per migliorare il funzio-namento, per risparmiare gli sprechi,per valorizzare le professionalità, peraccelerare tempi e risposte alle esigen-ze degli ammalati e delle persone.Questo “Comitato Territoriale” deveavvalersi di uno “sportello” comunale alquale i cittadini possono liberamenterivolgersi per porre ogni questione rela-tiva al funzionamento delle strutturesanitarie e deve avvalersi di un organotecnico – scientifico formato e indicatoda medici ospedalieri, medici di medici-na generale, liberi professionisti, Diret-tore Generale, Direttore Sanitario.
Più sicurezza
Affrontare il tema della sicurezza sem-pre scaricando il problema sul governonazionale di turno, è un allontanarsidalla sua soluzione, dimenticando cheè una esigenza sempre più sentita daicittadini, in preda ad un crescente sen-so di abbandono.Le statistiche sul nostro territorio cidicono che nell 2008 rispetto al 2007 c’èstato un aumento di fatti criminosidell’8,4%. Questa evidenza è innegabi-le.E questo è un dato di fatto, così comeè un dato di fatto che Cesena sia diven-tata uno snodo dello spaccio di sostan-ze stupefacenti, che Cesena abbia vis-suto in conseguenza di questo eventitragici, che Cesena comincia a vivereepisodi di violenza sconosciuti solo finoa poco tempo fa.Non basta ragionare sul rafforzamen-to della Polizia Municipale, il problemava affrontato in maniera più organica.Se la politica cesenate vuole dare unaiuto alla sicurezza sul suo territoriodeve cominciare a dire, con la voce unpo’ più alta di quanto non abbia fatto finoad oggi, che c’è una sempre più eviden-te necessità di riequilibrio tra le forze dipolizia presenti sul territorio forlivese esu quello cesenate, che non si invocaquasi mai e che sempre più invecediventa necessario.Va sfruttato lo spirito civico di cittadiniche intendano dare il proprio contributoal controllo del territorio, e va sviluppatoun progetto di telecamere collegate inrete che permettano ad una centraleoperativa comune delle forze dell’ordi-ne di tenere monitorata gran parte dellacittà.Il presidio nei quartieri va potenziato,sottraendo, se necessario, personalealle mansioni amministrative.Il servizio di antinfortunistica dellaPolizia Municipale va reso operativonell’arco di tutte le 24 ore della giornata,per evitare che altre pattuglie in serviziodebbano accollarsi questo compito, im-poverendo la presenza sul territorio.
Meno tasse,un bilancio più razionale
Un nostro obiettivo dichiarato saràquello di abbassare gli attuali livelli ditassazione diretta e indiretta.Riteniamo non sia un tabù valutarel’ipotesi di una diminuzione dell’addi-zionale IRPEF, perlomeno fino ad uncerto livello di reddito, compensando leminori entrate con economie che rite-niamo possibili.Abbiamo due parole d’ordine, svilup-po e contenimento/razionalizzazionedelle spese.Una spesa corrente in aumento parial doppio dell’inflazione non è un para-metro che potrà essere retto per il futu-ro.Tale trend potrebbe essere fronteg-giato solo con l’accensione di nuoviprestiti, e non ve ne sono le condizioni.Occorre mettere mano ad un siste-matico e certosino esame di tutte le vocidi bilancio, individuando i rivoli nei qualisi disperdono risorse sia umane chefinanziarie.Va inoltre potenziato il principio delleesternalizzazioni, nel rispetto di quellasussidiarietà orizzontale che, oltre acoinvolgere maggiormente il privato neiprocessi gestionali, deve poter garanti-re migliori servizi a minor costo.Cesena è dipinta come una città dal-l’alto tasso, sia qualitativo che quantita-tivo, di servizi alla persona.Tra questi, meritano grande attenzio-ne quelli cosiddetti a domanda indivi-duale, che cioè soddisfano una esigen-za non legata a bisogni primari.La percentuale di copertura è passa-ta dal 59,88 del 2004 al 53,58 dell’annoin corso: 4 milioni circa di euro di disa-vanzo sono una perdita che il Comunedi Cesena non può e non deve piùpermettersi.Un altro ormai annoso tema di discus-sione è quello sul futuro della presenzadel Comune di Cesena nelle Societàche esso partecipa, con particolare rife-rimento a HERA: non è più possibiletrascinare oltre una situazione che staprovocando disagi economici e gestio-nali, con i Comuni proprietari che subi-scono le decisioni del management sen-za tenere conto delle esigenze del ter-ritorio.Rispondere alle difficoltà contingenticon le alienazioni è una soluzione dolo-rosa, ancorchè a volte necessaria.Dal momento che è alto il rischiodell’impossibilità di curare il patrimoniocome bisognerebbe, e stante l’inutilizzodi parte di esso, le alienazioni possonoessere un valido strumento di entrate.Ad esse va però accompagnata unasempre maggiore sensibilità sui temidella valorizzazione del patrimonio pub-blico: l’alienazione non deve infatti di-venire l’unico strumento di gestione,dovendosi dare vita a iniziative che per-mettano di aumentare gli introiti deri-vanti da concessioni già in essere, comedi crearne di nuovi con una politica piùattenta al rapporto con il privato e allaappetibilità delle proposte.La recente creazione della cosiddettaSocietà del Patrimonio, “Valore Città”,ci lascia perplessi in quanto rischia didivenire niente più che una possibilità didebiti fuori bilancio, con l’Amministra-zione che vende immobili e intanto in-cassa cifre che qualcuno dovrà pensa-re a recuperare con aste che spessovanno deserte.Proponiamo su queste tematiche unmaggiore coinvolgimento del ConsiglioComunale, il quale, con le regole attua-li, opera esclusivamente una funzionedi acquisizione dati già consolidati, enon escludiamo, a seguito di un attentomonitoraggio dell’attività della Societàper il Patrimonio, la possibilità che lagestione di tali importanti iniziative pos-sa ritornare in capo agli uffici prepostidell’Amministrazione
Sviluppare il sistema economico
Condizione essenziale anche per unamigliore qualità della vita è lo sviluppo el’ammodernamento del nostro sistemaeconomico.In questi anni, l’Amministrazione èstata poco attiva e propulsiva, sullepolitiche infrastrutturali, per il decollo diaree produttive, per incentivare l’inno-vazione e la ricerca, per dare serviziavanzati alle piccole e medie imprese.Il Comune deve dare forte impulsoallo sviluppo. Un nuovo patto per losviluppo deve essere promosso e l’Am-ministrazione deve avere in esso unruolo attivo, predisponendo soprattuttouna sua operatività efficiente, tempesti-va ed efficace.Con un nuovo slancio va inteso eintrapreso il rapporto con il privato.Un nuovo patto per lo sviluppo devesignificare anche più cultura di governo,più coinvolgimento delle forze econo-miche, imprenditoriali e sociali.Deve essere istituito un “vertice diregia” per lo sviluppo. Autorevole e rap-presentativo. Con i massimi dirigentidelle forze economiche e sociali, del-l’Università, della Fondazione CRC, deimaggiori istituti di credito locali, delComune.Per il nostro sistema di imprese èfondamentale il rapporto con l’Universi-tà.Insieme alle organizzazioni economi-che vanno sviluppate le politiche di for-mazione e rafforzate le strutture e icentri dedicati. Il capitale umano è larisorsa principale di un sistema econo-
CON I REPUBBLICANI PER LA CESENA DI DOMANI
segue dalla prima
mico moderno e per l’innovazione diprodotto, di processo e di organizzazio-ne. Al momento i cervelli si formano manon si fermano.Più servizi alle imprese. Raccordocon l’Università e la Ricerca. Trasferi-mento tecnologico. Innovazione e inter-nazionalizzazione sono i campi dellosviluppo delle attività di Centuria che ilComune deve volere.Centuria deve rafforzarsi ed estende-re alla diffusa imprenditorialità cesena-te il suo rapporto ed i suoi servizi.Cesena è snodo rilevante, infrastrut-turale ed economico fra Nord e Sud,con l’Europa. Inoltre la sua peculiaritàortofrutticola e agroalimentare fa diCesena uno snodo commerciale e logi-stico di straordinaria rilevanza fra paesidel Mediterraneo, africani e dell’Ameri-ca meridionale con L’Europa. Questoimplica dotazioni infrastrutturali e logi-stiche che necessitano e devono esse-re realizzate.In questo contesto il Comune deveaffrontare i problemi e la crisi che atta-nagliano il settore importante dell’auto-trasporto, rispetto al quale il Comune èmolto mancato negli ultimi anni.Subito devono essere realizzate learee per insediamenti produttivi oramaida immemorabile tempo previste, manon ancora decollate. Da più di quindicianni non sono operanti a Cesena areeper insediamenti produttivi.Questa prolungata carenza di areefrena lo sviluppo, gli investimenti e nuo-ve occasioni occupazionali, ed è provadi pessima organizzazione dell’Ammi-nistrazione comunale di questi anni.Il nostro sistema fieristico ha un puntodi eccellenza in Mac Frut e Trans Word.Va difeso e sviluppato.Vanno ricercati nuovi apporti privati eva riqualificata l’attuale struttura fieristi-ca.Occorre una strategia di sviluppo chevaluti l’integrazione con altre fiere re-gionali, per competere sul mercato.Il Comune deve poi promuovere edincentivare la nascita di nuova impren-ditorialità e di imprenditorialità giovanile.Il Comune deve coinvolgere i mag-giori istituti di credito locale e insiemedare vita ad un “fondo per la nuovaimpresa giovanile”. Le idee imprendito-riali proposte devono ricevere un ap-porto ed una valutazione consulenzialequalificata. L’idea imprenditoriale cheha possibilità di avvio e prospettive diradicarsi e svilupparsi deve essere sup-portata da un credito agevolato ade-guato, in parte a fondo perduto, conqualche anno di preammortamento econ rimborso del restante credito a untasso agevolato e congruo.L’Università stessa è fucina di poten-ziali nuovi e innovativi imprenditori.Ecco alcune delle nostre proposteche, insieme ad altre che illustreremopiù organicamente nelle prossime setti-mane, compongono le 13 idee per ilfuturo di Cesena di cui si parlava inpremessa.La coerenza dei nostri comportamen-ti e la chiara visione di prospettiva cheindichiamo meritano fiducia.Cesena ha ancora bisogno dei Re-pubblicani.
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