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Premessa[D
ALLE
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ITRATTAZIONI
2,
43]Frattanto Roma fu messa a ferro e fuoco con l’invasione dei Goti che militavano sotto il re Alarico;l’occupazione causò un’enorme sciagura. Gli adoratori dei molti falsi dèi, che con un appellativo in usochiamiamo pagani tentarono di attribuire il disastro alla religione cristiana e cominciarono a insultare il Dio verocon maggiore acrimonia e insolenza del solito. Per questo motivo io, ardendo dello zelo della casa di Dio
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, hostabilito di scrivere i libri de
La città di Dio
contro questi insulti perché sono errori. L’opera mi tenne occupatoper molti anni. Si frapponevano altri impegni che non era opportuno rimandare e che esigevano da me unasoluzione immediata. Finalmente questa grande opera,
La città di Dio
, fu condotta a termine in ventidue libri. Iprimi cinque confutano coloro i quali vogliono la vicenda umana così prospera da ritenere necessario il culto deimolti dèi che i pagani erano soliti adorare. Sostengono quindi che avvengano in grande numero queste sciagure inseguito alla proibizione del culto politeistico. Gli altri cinque contengono la confutazione di coloro i qualiammettono che le sciagure non sono mai mancate e non mancheranno mai agli uomini e che esse, ora grandi orapiccole, variano secondo i luoghi, i tempi e le persone. Sostengono tuttavia che il politeismo e relative pratichesacrali sono utili per la vita che verrà dopo la morte. Con questi dieci libri dunque sono respinte queste dueinfondate opinioni contrarie alla religione cristiana. Qualcuno poteva ribattere che noi avevamo confutato glierrori degli altri senza affermare le nostre verità. Questo è l’assunto della seconda parte dell’opera che comprendedodici libri. Tuttavia all’occasione anche nei primi dieci affermiamo le nostre verità e negli altri dodiciconfutiamo gli errori contrari. Dei dodici libri che seguono dunque i primi quattro contengono l’origine delle duecittà, una di Dio e l’altra del mondo; gli altri quattro, il loro svolgimento o sviluppo; i quattro successivi, che sonoanche gli ultimi, il fine proprio. Sebbene tutti i ventidue libri riguardino l’una e l’altra città, hanno tuttaviaderivato il titolo dalla migliore. Perciò è stata preferita l’intestazione
La città di Dio
. Nel decimo libro non dovevaesser considerato un miracolo il fatto che in un sacrificio che Abramo offrì, una fiamma venuta dal cielo trascorsetra le vittime divise a metà
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, perché gli fu mostrato in una visione. Nel libro decimosettimo si afferma di Samueleche
non era dei figli di Aronne
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. Era preferibile dire: Non era figlio di un sacerdote. Infatti era piuttosto costumegarantito dalla legge che i figli dei sacerdoti succedessero ai sacerdoti defunti; tra i figli di Aronne si trovaappunto il padre di Samuele, ma non fu sacerdote. Né si deve considerare tra i figli, nel senso che discendesse daAronne, ma nel senso che tutti gli appartenenti al popolo ebraico son detti figli di Israele. L’opera comincia così:
Gloriosissimam civitatem Dei
.
Lettera 212/A.
Scritta nel 426.
Agostino invia a Firmo i XXII ll. de
La città di Dio
con un riassunto generale e uno particolarea ciascun libro, indicandogli a chi darli a copiare
.
A
GOSTINO INVIA CRISTIANI SALUTI A
F
IRMO
,
SIGNORE EGREGIO E DEGNO D
’
ONORE OLTRE CHE VENERABILE FIGLIO
Come ti avevo promesso, ti ho inviato i libri su
La città di Dio
, che mi avevi chiesti con immensa premura,dopo che li ho riletti; cosa questa che ho fatto sì con l’aiuto di Dio, ma dietro le preghiere di Cipriano, tuo fratellogermano e figlio mio, così insistenti come io avrei desiderato mi fossero rivolte. Sono ventidue quaderni ch’èdifficile ridurre in un solo volume; se poi vuoi farne due volumi, devi dividerli in modo che uno contenga diecilibri e l’altro dodici. Eccone il motivo: nei primi dieci sono confutati gli errori dei pagani, nei restanti invece èdimostrata e difesa la nostra religione, quantunque ciò sia stato fatto anche nei primi dieci, dov’è parso piùopportuno, e l’altra cosa sia stata fatta anche in questi ultimi. Se invece preferisci farne non solo due ma piùvolumi, allora è opportuno che tu ne faccia cinque volumi, di cui il primo contenga i primi cinque libri nei quali sidiscute contro coloro i quali sostengono che, alla felicità della vita presente, giova il culto non proprio degli dèima dei demoni; il secondo volume contenga i seguenti altri cinque libri i quali confutano coloro che credonodebbano adorarsi, mediante riti sacri e sacrifici, numerosissimi dèi di tal genere o di qualunque altro genere, ingrazia della vita che verrà dopo la morte. Allora i seguenti altri tre volumi dovranno contenere ciascuno quattrodei libri seguenti. Da noi infatti, la medesima parte è stata distribuita in modo che quattro libri mostrasserol’origine della
Città di Dio
e altrettanti il suo progresso, o come abbiamo preferito chiamarlo, sviluppo, mentre iquattro ultimi mostrano i suoi debiti fini. Se poi, come sei stato diligente a procurarti questi libri, lo sarai anche aleggerli, comprenderai, per la tua esperienza personale, anziché per la mia assicurazione, quanto aiuto potrannoarrecare. Ti prego di degnarti volentieri di dare, a coloro che li chiedono per copiarli, i libri di quest’opera su
Lacittà di Dio
, che i nostri fratelli di costì a Cartagine ancora non hanno. A ogni modo non li darai a molti, ma solo auno o al massimo a due; questi poi li daranno a tutti quanti gli altri. Inoltre, il modo con cui darli, non solo aifedeli cristiani tuoi amici che desiderano istruirsi, ma anche a quanti siano legati a qualche superstizione, dallaquale potrà sembrare che possano essere liberati per mezzo di questa nostra fatica in virtù della grazia di Dio,veditelo da te stesso. Io farò in modo – se Dio lo vorrà – di scriverti spesso per chiederti a quale punto sei giuntonel leggerli. Istruito come sei, non ignori quanto giovi una lettura ripetuta per comprendere quel che si legge. In
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