Comœdia
, che era un quotidiano, fu il primo anno dedicato unicamente agli spettacoli, soprattuttoteatrali. Ma dal 1908 apparvero rubriche letterarie, poi artistiche, che occuperanno uno spazio sempremaggiore. La cronaca letteraria era fatta dallo stesso Pawlowski, quella artistica da Arsène Alexandre, prestoseguito, dal 1909, da Andrè Warnod.Pur essendo
Comœdia
un giornale popolare, Pawlowski seppe conferirgli una qualità eccezionale. Il
tono era, per l’epoca, singolarmente
aperto a tutte le audacie. Un giorno Pawlowski prendeva le difese del
nudo a teatro. Un altro giorno raccomandava agli artisti l’u
tilizzo di tutti quei mezzi che le scoperte tecniche
potevano mettere a loro disposizione: fotografia, riproduzione meccanica… E questo non gli mancava, ogni
volta, di procurargli reazioni indignate da parte dei lettori. Arsène Alexandre, dal canto suo, attaccava conforza quelle glorie gonfiate che erano Henner e Ziem. Al contrario, senza prenderli troppo sul serio, ma conattenzione, si parlava dei Futuristi e dei Cubisti, di Roussel e delle sue
Impressioni d’Africa
. La veste
tipografica e l’impaginazione
erano infine di una modernità che anticipava di quindici anni il suo tempo.Presto i maggiori esponenti delle lettere e delle arti divennero collaboratori. Il giovane Cocteau vi fece i suoi primi passi. E così questo giornale conobbe rapidamente un successo straordinario: nel 1910-1912, almomento del
Voyage au pays de la quatrième dimension
, la sua tiratura quotidiana era di 28.000 copie. Cifrastupefacente se si pensa che negli stessi anni, un quotidiano generalista come
Le Figaro
ne tirava 37.000.Ancora oggi gli storici considerano
Comœdia
come una delle fonti più complete della storia culturalefrancese del periodo precedente la Grande Guerra.Il cronista Andrè Warnod lascerà nelle sue memorie un ritratto preciso di
Comœdia
e del suo direttore:
“
Comœdia
[…] era ben inteso un giornale teatrale, ma tutte le ar
ti avevano il loro spazio, perfino nelle loro
forme più ermetiche. Gaston de Pawlowski non sottovalutava i suoi lettori […].
Concedeva facilmente varie
colonne alle nuove teorie sulla pittura o sulla poesia […].“
Gaston de Pawlowski era un uomo che sfuggiva a ogni senso comune. Aveva una corporatura
gigantesca, come il suo spirito e la sua intelligenza. Aveva l’aspetto di un e
roe di Rabelais. Era fuori dal suo
tempo, sia nel suo modo di essere che di pensare. Era un uomo “
non come gli altri
” […]
. Aveva un profondo
senso dell’
umorismo
e dell’ironia, ma –
come aveva fatto anche Rabelais
–
se ne serviva come pretesto per esprimere le idee più sovversive, al riparo da ogni censura
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”
.
È in Comœdia, dal 1908, che apparvero in prima pagina e a firma del suo direttore, degli articoli che
anticipavano il
Voyage au pays de la quatrième dimension
, e di cui alcuni sarebbero stati persino riportati
direttamente nel romanzo. L’8 novembre 1908, appare Lo strano viaggio (
L’etrange voyage
). Il 22novembre, sotto un titolo più generale che sembra annunciare un romanzo a puntate, Racconti Futuri (
Conte Futurs)
, è la volta di Un visionario (
Un visionnaire
), che sarà poi il capitolo XX del libro. Il 13 dicembre,sotto un altro titolo ancora,
Récits des temps surhumains
, appare L’amore morto (
L’amour mort
), cheformerà il capitolo XXI.
In seguito, per tutto l’anno 1911 e al principio del 1912, Pawlow
ski pubblicherà una serie di trentaarticoli sotto il titolo di
Aristote à Paris
, nei quali egli immaginerà un dialogo con il filosofo, pretesto per alcune considerazioni morali, filosofiche e matematiche dove è messa in causa la logica aristotelica. Siritrova qui il presagio delle riflessioni che alimenteranno le pagine del futuro
Voyage au pays de laquatrième dimension
.Immediatamente dopo questa fantasia filosofico - letteraria appariranno in effetti, su
Comœdia
, i principali episodi del libro:
L’astr
azione spaziale (
Abstraction d’espace
–
capitolo V), Il viaggio istantaneo(
Le voyage istantané
–
capitolo VI), Il disgusto dell’immortalità (
Le dégoû
t de l’immortalité
–
capitolo
XXVIII)…
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Sin dalla sua uscita, alla fine del 1912, il libro incontrerà un grande successo. Esaurito in poco tempo,sarà più volte ristampato. Questo non deve stupire, sia per la notorietà di Pawlowski negli ambienti letterari
dell’epoca –
non fosse altro che per la sua posizione di prestigio alla direzione di
Comœdia
. Ma anche inragione del successo enorme che riscuotevano allora le speculazioni sulla quarta dimensione.
Un’
edizione definitiva del
Voyage au pays de la quatrième dimension
, apparirà nel 1923, illustrataabbastanza mediocremente da Leonard Sarluis, pittore tardo-simbolista, la cui immaginazione plastica non
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André Warnod,
Fils de Montmartre, Souvenirs
, Paris, 1955, pp.96-9. Per maggiori dettagli sulla vita e le attività diGaston de Pawlowski, si consulti il cenno che gli dedica Pierre Versins nella sua
Encyclopédie de l’Utopie et de la
Science-Fiction
, Losanna, 1972, pp.658-659.
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Si ritrovano questi capitoli nei seguenti numeri di
Comœdia
: 1666,1673, 1694, 1701, 1708, 1731, 1745, 1770, 1777,1798, 1805.