il
Ducato
Periodico dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino
D i s t r i b u z i o n e g r a t u i t a S p e d i z i o n e i n a . p . 4 5 % a r t . 2 c o m m a 2 0 / b l e g g e 6 6 2 / 9 6 - F i l i a l e d i U r b i n o
Tanta paura, ma nessun danno
Rispetto all’Aquila esiste tuttavia un rischio sismico inferiore. “Controllare gli edifici antichi”
La tragedia dell’Abruzzo e la scossa del 5 aprile creano angoscia e apprensione
Angoscia e paura dopo la trage-dia in Abruzzo, ma nessundanno. A Urbino il pericolo diterremoti è minore cheall’Aquila. Non tutti gli edifici,però, sono antisismici. La mag-gior parte delle scuole è statacostruita prima dell’entrata invigore delle norme specifiche.Imprevedibili poi gli effetti nelcentro storico. Nella peggioredelle ipotesi 5000 cittadinidovrebbero abbandonare leloro abitazioni.“Siamo pronti a reagire in rap-porto alle nostre forze”.L’assessore alla Protezione civi-le Lino Mechelli conferma chein caso di terremoto ci sonomezzi e piani di intervento.Sempre in primo piano la pre-venzione. A breve la distribu-zione di un opuscolo che spie-ga come comportarsi in caso dicalamità.
alle pagine 2 e 3
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affaello torna protagonista nella città in cui è nato e dove ha imparato l'arte della pittura. IlDucato dedica otto pagine all'avvenimento, offre qualche consiglio al visitatore,lo aiuta a valu-tare la rassegna allestita a Palazzo ducale, a conoscere la vita del pittore e a non trascurare - anchenelle poche re del turismo mordi e fuggi - gli altri gioielli racchiusi nella capitale del Montefeltro edel Rinascimento.
nell’inserto
Innamorati di Raffaello
Quindicinale - 10 aprile 2009 - Anno 18 - Numero 7“Ducato on line”: www.uniurb.it/giornalismo
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affaello era appena tornato a Urbinoquando sono incominciate ad arrivare lenotizie dall’Aquila. Qui l’amore, con ilviso dell’angelo che è capace, da solo, di ren-dere tutti e tutto più vivi. Lì la morte, con il visodi chi gli è caduta addosso la casa, la sua città.Urbino e l’Aquila, lontane e vicine, una accan-to all’altra oggi fanno riflettere. E’ come stare inpiedi ai piedi del letto di una persona cara chese n’è andata. Stiamo eretti, ben dritti: espri-miamo un forte dolore, ma senza volerlo affer-miamo che siamo vivi.Con Raffaello in città, le nostre antiche costru-zioni risplendono. Le sale di palazzo Ducale siproiettano fuori, sulla via delle mura. Da lì,infatti, la chiesa di san Bernardino si vede dav-vero, nell’identica grandezza che ha dipintasullo sfondo nella “Madonna con bambino”.Questa non è una metafora sul rapporto tracultura e vita reale, ma è una concreta messain campo del passato e del presente. Ognuno,urbinate o viaggiatore, la tocca di personadalla panchina che guarda sulle Cesane. Da lìsi capisce meglio perché sia così importante ilritorno di Raffaello: un valore che entra diret-tamente nei bilanci.Ma l’Aquila fa pensare e mette tutto in dubbio. Anche Urbino è una antica città, anche noiabbiamo le case vecchie. Sono sicure’? Qualisono i rischi, che cosa dicono le carte sismi-che? Ci sono aree rosse, di vero pericolo? E senon sono rosse c’è qualcosa che bisognaugualmente fare? Come è tutelata la città? Lescuole dove vanno i nostri bambini comesono messe? E quel che “Il Ducato” ha cercatodi accertare.Le strutture pubbliche sono le prime a crolla-re. E’ solo una sensazione oppure è l’amaraverità di un Paese cialtrone laddove potere edanaro camminano insieme? Nel terremoto, il31 ottobre 2002, a San Giuliano di Puglia crol-lò la scuola elementare uccidendo 27 bambinie la loro maestra. All’Aquila la casa dello stu-dente, e addirittura l’ospedale è inagibile.In Giappone e in California, quando c’è unsisma, non muore nessuno, se non per infarto.In quei paesi hanno messo molti saperi eanche tanto danaro perché le rotture dellaterra più gravi lascino in piedi le case.Ci sono zone dell’Italia dove si sa con certezzache terremoti verranno e si sa anche con qualeforza distruttrice. Pensiamo alla Calabria e aMessina dove nel 1908 sono morte 100 milapersone. E’ chiedere troppo anteporre le vitedelle persone al ponte sullo Stretto?Una città civile, come Urbino è, fa le sue scel-te.
direzione.ilducato@uniurb.it
La crisi ha colpito in ma-niera differente i privati e leaziende di Urbino. I cittadi-ni non hanno quasi risenti-to del periodo nero di eco-nomia e finanza in quantoforti risparmiatori e pocoinclini a rischiosi investi-menti. Le aziende invece, ledifficoltà le hanno e chie-dono aiuto alle banche che,però, non possono conce-dere credito a chi è potesn-zialmente insolvente. Èuna questione di fiducia.
a pagina 4
Le banche:serve fiducia
Crisi economica
Si è conclusa la stagione di prosa alteatro Sanzio. Il bilancio è tutto in po-sitivo: cresce il numero degli abbona-ti rispetto all’anno precedente. Spet-tacoli di qualità, registi affermati egrandi attori hanno determinato ilsuccesso della rassegna.
a pagina 5
Teatro Sanzio: buono il bilancio
Spettacoli
Con le votazioni del 25 e 26 marzo glistudenti hanno eletto per la primavolta il Comitato pari opportunità. Letre rappresentanti spiegano che a tut-ti gli studenti - uomini, donne, stra-nieri o disabili - va data la possibilitàdi avere gli stessi punti di partenza.
a pagina 6
Pari opportunità per tutti gli studenti
Università
Sul tetto d’Europa con la squadra divolley che allena dal 2007. Dopo laCoppa Italia, un’altra grande vittoriaper Lorenzo Micelli e le campionessedella Foppapedretti Bergamo. “Unagrande soddisfazione ma ora scudet-to”. L’allenatore di Urbino si racconta.
a pagina 7
Champions League per Lorenzo Micelli
Sport
L’EDITORIALE
I molti dubbidel dopo-terremoto
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