• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
Il
Dipartimento della Protezione Civile
, è l'organonazionale che si occupa della previsione, prevenzione e gestione degli eventi straordinari. Dal1992,con Legge 225 è posto direttamente sotto laPresidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto un singoloMinistero(prima del 1992 ilMinistero dell'Interno), non sarebbe sufficientemente competente in materia visti inumerosi settori dei quali il Dipartimento si occupa.Col termine
Protezione Civile
s'intendono tutte le strutture e le attivimesse in campodalloStato per tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. Lalegge che disciplina il "Sistema Nazionale della Protezione Civile" è, appunto, la L.225/92.Il servizio si occupa quindi delle problematiche legate alla previsione e prevenzione dei rischiche insistono sul territorio e di far fronte alle eventuali emergenze per limitare le conseguenzenegative che qualsiasi disastro naturale o causato dall'uomo, può avere sulla comunità. Trattandosi di un "sistema", è evidente che la Protezione Civile italiana si serve, sia in tempo dipace che in emergenza, di tutte le forze già esistenti, nonché di una grosso numero divolontari.
Storia
Con la legge n. 473 del1925 il soccorso alle popolazioni colpite da eventi calamitosi viene delegato alMinistero dei Lavori Pubblici, ed al suo braccio operativo rappresentato dalGenio  Civile, con il concorso delle strutture sanitarie. Negli anni1950, 1962e 1967vengono infruttuosamente presentati progetti di legge specifici. La prima vera svolta si ha nel1970:  infatti vede la luce la legge n. 996 dal titololo "
Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità
". Si hanno, così, per la prima volta, disposizioni di caratteregenerale che prevedono un'articolata organizzazione di protezione civile; ancora però non siparla di previsione e prevenzione.Rovinosi terremoti avevano colpito e devastato nel1976ilFriulie nel1980vaste zone dellaCampaniae dellaBasilicata.In tali occasioni il governo per far fronte all'emergenza nominò un
,Giuseppe Zamberletti, come previsto dalla legge n. 996citata poco prima. Zamberletti viene considerato come il padre fondatore dell'attuale sistemadella Protezione Civile italiana. Con ildecreto leggen. 57 del27 febbraio 1982(convertito nella legge n. 187 dello stesso anno) Zamberletti viene nominato a capo del nuovo
, che nella sua attività si avvarrà del Dipartimento dellaProtezione Civile, istituito conDPCMdel22 giugno 1982. Con la Legge n. 225 del 24 febbraio 1992, dopo ventidue anni dalla Legge del 1970, nasce il "
Servizio Nazionale della Protezione Civile
", con la cui istituzione la struttura di Protezione Civiledel paese subisce una profonda riorganizzazione, realizzando molte delle prefigurazioni diZamberletti e dei suoi tecnici.
 
Con la RiformaBassanini del D. Lgs. n. 300/1999, viene prevista l'istituzione dell'Agenzia per la  Protezione Civile, che non vedrà mai la luce, e sarà formalmente abolita nel 2001, confermandoi pieni poteri al Dipartimento.Il ciclo si chiude con la riforma del titolo V della Costituzione (L. Costituzionale 3/2001), che hainserito la Protezione Civile fra le materie a legislazione concorrente.
Compiti
Si pensa spesso che la Protezione Civile si limiti ad intervenire in caso di disastri e calamità perportare soccorso. Non è così, infatti la gran parte delle attività è destinata alle attività diprevisione e prevenzione. La Legge 225/92 prevede espressamente che le competenze dellaProtezione Civile si articolino in maniera complessa non solo nella semplice "gestione del post-emergenza", ma in una serie integrata di attività che coprono tutte le fasi del "prima e deldopo", secondo i quattro versanti della Previsione - Prevenzione - Soccorso - Ripristino.
 
UnCanadair CL-415del servizio anti incendio
Gli studi, le ricerche, la formazione rivolta agli addetti del sistema (professionisti e volontari),l'attività di informazione rivolta alla popolazione, la pianificazione della risposta all'emergenzae le attività esercitative costituiscono la gran parte del lavoro della Protezione Civile.Comunque il nucleo centrale dell'attività di Protezione Civile rimane tradizionalmente costituitodalla "gestione dell'emergenza", e cioè dai cosiddetti compiti di assistenza e soccorso dellepopolazioni colpite da calamità, anche se queste attività "eclatanti" e di alta visibilità sono solola punta dell'iceberg del lavoro di Protezione Civile.Quando un Ente Locale chiede e ottiene dal Governo la dichiarazione dello stato di emergenza(ovvero, si riscontra una situazione in cui le capacità di risposta dell'Ente Locale non sono ingrado di far fronte ai problemi che si sono presentati, e quindi bisogna ricorrere alle risorseproprie dell'ordinamento territoriale superiore), chi gestisce i fondi per l'emergenza può agire inderoga alle normative comunitarie e alla legge italiana in materia d'appalto, oltre ad avere lapossibilidi emettere ordinanze straordinarie (sempre rispettando i principi generalidell'ordinamento giuridico). Per cause di forza maggiore (l'urgenza dell'intervento) vienesospesa la procedura di aggiudicazione delle opere pubbliche mediantegara d'appaltoche hatempistiche lunghe. Chi gestisce i fondi può affidare i lavori a ditte scelta sua discrezione.
 
Queste facoltà si possono però esercitare solo nel caso delle cosiddette "Emergenze di Tipo C",le più gravi (il Tipo A si riferisce alle emergenze locali, gestibili su scala comunale; quelle di Tipo B alle emergenze che richiedono una risposta e risorse su scala provinciale o regionale;quelle di Tipo C alle emergenze di rilievo nazionale, per estensione e/o gravità).La dichiarazione dello stato d'emergenza comporta solitamente anche lo stanziamento di fondispeciali da parte del Governo che, fra gli altri soggetti, vengono gestiti in gran parte dallaProtezione Civile.
Struttura
Mezzo della Protezione Civile
Nella maggioranza dei Paesi europei, la protezione civile è un compito assegnato ad una solaistituzione o a poche strutture pubbliche. In Italia, invece, è coinvolta in questa funzione tuttal'organizzazione dello Stato, centrale e periferica, l'intero sistema degli enti locali, ed anche lasocietà civile partecipa a pieno titolo al Servizio Nazionale della Protezione Civile, attraverso leorganizzazioni di volontariato. Questo permette di garantire un livello di coordinamentocentrale unito ad una forte flessibilioperativa sul territorio, oltre a permettere uncoinvolgimento esplicito degli enti locali che già gestiscono il territorio anche "in tempo dipace". La forte enfasi sul volontariato (formato, qualificato e inquadrato) permette inoltre diridirigere nel comparto della protezione civile, in caso di necessità, molte risorse professionali eumane della società civile. A livello qualitativo, negli ultimi anni si è registrata una sempremaggiore crescita e standardizzazione dei livelli addestrativi e delle tipologie diequipaggiamento di lavoro in dotazione ai gruppi di volontari; a livello quantitativo, in Italia sistimano in circa 300.000 i volontari operativi di PC, suddivisi ed organizzati in circa 2.500gruppi distribuiti su tutto il territorio nazionale. L'organizzazione è quindi, nel suo complesso,orientata su principi di decentralizzazione territoriale e funzionamento "sistemico", fattori chene aumentano la flessibilità operativa, la fluida scalabilità degli interventi e l'adattabilità aidiversi scenari possibili.
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...