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 ANTONIO MONTANARI
Il contino Garampi ed il chierico Gallialla «Libreria Gambalunga».Documenti inediti
 
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 Argomento di questa ricerca è l’attività svolta presso la Biblioteca Gambalunghiana di Rimini dal contino GiuseppeGarampi (futuro cardinale, diplomatico e storico), e dal chiericoStefano Galli (personaggio quasi sconosciuto). Essi furonogiovani aiutanti del conte Lodovico Bianchelli, direttore diquella Pubblica Libreria dal 1742 al ’48. Sull’opera alla Gambalunghiana di Garampi e Galli, nati rispettivamentenel 1725 e nel ’21 (
1
), presentiamo documenti inediti, legatianche alla vicenda personale del conte Bianchelli.Nel ’44 Galli viene incaricato da Bianchelli di aggiornare la Biblioteca con i più importanti titoli usciti nel corso dell’ultimomezzo secolo. Non sapendo come procurarsi un elenco che glifaciliti il compito, Galli si rivolge al dottor Giovanni Bianchi(Iano Planco, 1693-1775), medico scienziato e filosofo, allora insegnante di Anatomia umana all’Università di Siena (
2
). Galli,che è stato allievo alla scuola riminese di Planco(
3
), diventerà abate e poi minutante alla Segreteria di Stato a Roma. QuandoPlanco nel novembre ’45 ricostituisce a Rimini la celebre Accademia dei Lincei, nomina «Stephanus Gallus Ariminensis,probibliotecarius publicus, vir græce et latine doctus, scriba perpetuus», segretario perpetuo, mentre Giuseppe Garampi èsemplice accademico. (
4
) Il 3 dicembre dello stesso ’45, Gallitiene nell’Accademia planchiana una «dissertazione sopra l’utilità della lingua Greca», alla presenza di «molta gente» e dimons. Marcello Dall’Osso, vicario della città. (
5
) Dai
Recapiti 
(1) Cfr. Registro Battesimi N.
I
. 12 [1718-26], Arch. Vesc., Bibl. Sem. Vesc. Rimini, p. 252, alla data 10 agosto 1721. Stefano Galli era nato il giorno 7.(
2
) L’epistolario di Galli è conservato nell’omonima cartella del Fondo Gambetti, Lettere al dot-tor Giovanni Bianchi (FG-LGB), Biblioteca Gambalunghiana di Rimini (BGR). Gli epistolaridi Bianchelli, Fiacchi, Galli, Leprotti, Pasini, Santini, citati nel presente lavoro, ed apparte-nenti al FG-LGB, sono inediti. Non lo è quello di Muratori. Inedite sono invece le lettere(richiamate in seguito), di G. Bianchi indirizzate a Bianchelli, Fiacchi e Lami, che sitrovano nel suo Minutario, SC-MS. 969, BGR.(
3
) Bianchi aveva creato attorno a sé un circolo di studenti e studiosi, prima nella scuola privata che teneva nella propria abitazione («Una gratuita scuola, o per meglio dire una pubblica Università di ogni sorte di Studj»: cfr. G. Giovenardi, Orazion funerale in lode di mons.Giovanni Bianchi, Venezia 1777, p.
XXVII
), poi nell’Accademia dei Lincei.(
4
) Cfr. in Novelle Letterarie di Firenze,
 VI
, 1745, coll. 842-846. Qui leggiamo l’«AlbumLynceorum»: «Ianus Plancus, Restitutor perpetuus; Stephanus Gallus, Scriba perpetuus;Franciscus Marius Pasinius, Censor; Ioannes Paullus Iuvenardus, Censor; MatthiasIuvenardus, Ioannes Antonius Battarra, Comes Iosephus Garampius, Gregorius Barbettus,Laurentius Antonius Santinius, Ioannes Maria Cella». (Su Mattia Giovenardi, cfr. A.Montanari, Due maestri riminesi al Seminario di Bertinoro, «Studi Romagnoli» 1996, diprossima pubblicazione.)(
5
) La notizia è contenuta a c. 321v dei cosiddetti Viaggi 1740-1774 di G. Bianchi (SC-MS. 973,BGR), che più opportunamente si dovrebbero definire «Diari», perché presentano ancheinformazioni riminesi, come questa. Nel ms. 973 (c. 318v) leggiamo pure della 
 
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autobiografici di Planco, apparsi nel ’51, apprendiamo cheallora Galli era mansionario della cattedrale di Rimini.Galli morì d’apoplessia in Assisi, dove si trovava per motividi salute, il 5 gennaio ’88, ospite di quel vescovo, il rimineseCarlo Zangari (
6
). Le
Notizie politiche 
di Roma (
7
) così loricordarono: «Lo zelo con cui per moltissimi anni ha egli sod-disfatto ai doveri del suo impiego, la pratica che aveva degli af-fari, il suo candore, e le morali sue qualità lascieranno sempre ilpiù vivo desiderio di un così degno soggetto». Uomo «di meritigrandi e singolari», lo chiama Giampaolo Giovenardi, primo biografo di Planco. (
8
) Secondo C. Tonini, Galli «era assai versato nelle cose della patria storia, ed esperto in paleografia».(
9
) Da una lettera inviata dallo stesso Galli a mons. Gio. Battista Rezzonico, maggiordomo del Sacro Palazzo Apostolico,sappiamo che ne fu cameriere segreto. (
10
)Il 4 agosto ’44, dunque, Galli comunica a Bianchi:
«Oggi otto giorni scrissi al Sig.r Francesco Pasini (
11
), che prima di
dissertazione sull’«origine delle Armi gentilizie delle famiglie», svolta ai Lincei planchianidal contino Garampi il 27 maggio 1746. (
6
) Carlo Tommaso Zangari fu creato vescovo di Assisi da Pio
 VI
nel 1780. Morì nel ’96. Un suoritratto si trova in BGR. Il 16 giugno 1780 da Roma ad Aurelio Bertòla scriveva GiovanniCristofano Amaduzzi: «Abbiamo qui mons.r Zangari nuovo Vescovo d’Assisi, il quale si èquesta mattina portato assai male nell’esame avanti al Papa. Io avrei desiderato, che la nostra santa Chiesa Riminese avesse dato qualche altro soggetto più degno all’ordineepiscopale». (Cfr. lettera 8.337, Fondo Piancastelli, Biblioteca Saffi di Forlì.)(
7
) Cfr. il n. 5 del 16 gennaio 1788, p. 39. La citazione, tolta da una Scheda Garampi (n. 357, SC-MS. 205, Uomini illustri, BGR), è riassunta da C. T
ONINI
, La Coltura letteraria e scientifica in Rimini, Rimini 1884, tomo II, p. 433. Dall’articolo cit. e da una lettera (riportata da L.Tonini in SC-MS. 1306, BGR, Indicazioni o Memorie di Scrittori, e d’Opere Riminesi, 1841,p. 54), scritta da mons. Zangari si apprende che Galli fu sepolto «alli Reformati». «Non ha fatto testamento», scrive mons. Zangari, «e solo al Frate Riformato, che lo ha assistito ha fatto scrivere alcune Memorie […] che non so che cosa contenghino, e si è eletta la sepoltura alli Reformati, ove è sepolto il povero Diotallevi». I «Reformati» sono i frati della più stretta osservanza della Regola francescana. Nati nel
XVI
sec. per iniziativa del beatoPaolo Trinci da Foligno, si dettero uno Statuto nel 1642 e furono poi fatti confluire da Leone
XIII
nell’unica famiglia dell’Ordo fratrum minorum. Dalla stessa lettera di mons.Zangari apprendiamo che un fratello di Galli viveva allora a Roma.(
8
) G. Giovenardi compose la cit. Orazion funerale per Bianchi. È qui che si ha notizia che «ilSignor Abate Stefano Galli» fu «Minutante di Segreteria di Stato» (p. 31).(
9
) Cfr. C. T
ONINI
, La Coltura, cit., II, p. 434.(
10
) La lettera (senza data) è conservata nel Fondo Gambetti, Miscellanea Manoscritta Rimi-nese, ad vocem.(
11
) L’abate Francesco Pasini (1720-73) diverrà vescovo di Todi (1760-73), ove ospiterà ededucherà il giovane Aurelio De’ Giorgi Bertòla. Pasini fu allievo di Planco a Rimini e a Siena (dove era accompagnato dal fratello Bartolomeo). Bertòla ne scrisse l’Elogio funebre sulleNovelle Letterarie fiorentine (1774, coll. 136-140), in chiave di polemica antiplanchiana,ricordando l’«infortunio, che egli [Pasini] ebbe di non rinvenir Precettori degni di lui» in pa-tria. Tale Elogio è anonimo, ma nell’esemplare delle Novelle conservato nella Biblioteca savignanese dei Filopatridi, si legge l’attribuzione a Bertòla, per mano dell’anticoproprietario, l’abate Gian Cristofano Amaduzzi. Il 22 novembre 1774, Bertòla scrive ad Amaduzzi: «Io son vissuto un lustro presso Monsignor Pasini; fin da quegli anni ch’erano i

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