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e proclamo il trionfo della Vergine solare
per bocca del satanismo femminile”
(Maria de Naglowska)
Maria de Naglowska nacque sotto il segno del Leone il 15 Agosto 1883 in Russia, a SanPietroburgo, figlia del governatore della provincia di Khazan. Rimasta orfana ancorabambina, ebbe una salute fragile, per quanto accompagnata ad un carattere tenace eda un’intelligenza acuta.
Dopo essere stata mantenuta agli studi da parenti aristocratici, mentre ascoltava unconcerto, si invaghì di un orchestrale, un violinista ebreo di idee sioniste. A causadell’ostilità della sua famiglia per quella relazione scandalosa, Maria de Naglowska ed ilsuo compagno abbandonarono al Russia, trasferendosi dapprima a Berlino e poi inSvizzera.Si stabilì a Ginevra, dove si sposò e mise al mondo tre figli, conducendo una vita quasiagiata grazie alle opportunità di lavoro che trovò presso la folta comunità russa. Benpresto cominciarono però le difficoltà a causa dei contrasti fra quella comunità e leidee del marito, che volle far circoncidere il primogenito e iscrivere gli altri due, unmaschio e una femmina, alla sinagoga. Anche in seguito a ciò, la famiglia venne aperdere i sussidi della comunità russa e Maria si recò più volte inutilmente nel suopaese natale per cercare di ottenere la sua parte di eredità e il riconoscimento delmatrimonio.
Da buon sionista, il marito abbandonò moglie e figli per recarsi in Palestina, dove glivenne offerta la direzione del locale conservatorio di musica, che diresse perquarant’anni, fino alla morte. Maria se la dovette sbrigare da sola, lei e i tre figli, mavenne reintegrata nella comunità russa, non senza che i figli venissero prontamenteribattezzati cristiani ortodossi. Non ottenne più, comunque, alcun sussidio.
A causa dell’esternazione delle sue idee, libertarie ed in contrasto con quelle deibenpensanti dell’epoca, fu arrestata dalle autorità svizzere. Espulsa da Ginevradovette ritirarsi a Berna e poi a Bale, finchè fu costretta ad abbandonare laconfederazione, obbligandosi a mettere i propri figli in un istituto, tranne ilprimogenito che era partito per la Palestina.
Trasferitasi in Italia, a Roma, nel 1920, all’età di 37 anni, trovò lavoro comegiornalista e insegnante, riuscendo a farsi poi raggiungere dai figli. Il tenore di vitaera però dei più precari. Il secondogenito partì anch’esso per la Palestina; Mariarimase sola con la figlia Marie, divenuta infermiera.
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