Antonio Montanari,
Novello Malatesti
, pagina 3/19
Mantova al riminese Carlo, preannunciandogli la fine della signoria di Brescia (che avverrà il 24 febbraio 1421). Il papa riparte il 25 ottobre, diretto a Mantova assieme allo stessoPandolfo III.Carlo è accompagnato dalla moglie Elisabetta Gonzaga, donna colta e coraggiosa, ben conosciuta da Martino V. Il 12 luglio1416 Braccio di Montone ha catturato Galeazzo (1385-1452)figlio del signore di Pesaro e lo stesso Carlo di Rimini. Perottenere la loro liberazione (avvenuta nella primavera del1417), Elisabetta si è appellata ai padri conciliari. Ed è stata aiutata a pagare il riscatto dal nipote Gian Francesco Gonzaga,figlio di Margherita Malatesti (+1399) sorella di Carlo di Rimini,e marito di Paola Malatesti sorella di Galeazzo di Pesaro.Elisabetta dopo il 1421 ha cura dell’educazione di Sigismondo eNovello, lasciati a Rimini dal padre Pandolfo III che fa base a Fano e diventa capitano generale della Chiesa (1422) e diFirenze (1423), prima di morire a 57 anni il 4 ottobre 1427,durante un pellegrinaggio a piedi da Rimini a Loreto. Invocava un po’ di salute, dopo le fresche nozze (12 giugno) con una fanciulla, Margherita Anna dei conti Guidi di Poppi. DefuntoCarlo di Rimini (14.9.1429), il ruolo di Elisabetta nella vita diSigismondo e Novello diventa ancor più fondamentale. Carlo nel1428 li ha fatti legittimare da Martino V, assieme al lorofratellastro Galeotto Roberto (1411-1432, nato da Allegra deiMori). Nello stesso 1428 Galeotto ha sposato Margherita d’Este,figlia di Nicolò III signore di Ferrara. Il 19 dicembre 1429scompare Malatesta I di Pesaro.Elisabetta Gonzaga riversa su Galeotto Roberto, Sigismondo eNovello i frutti di una formazione intellettuale e politica distampo umanistico, maturata nella famiglia d’origine e presso la corte riminese.Sa che la vita non è frutto del caso, ma dell’operare individuale,secondo il pensiero di Leonardo Bruni: il perfezionamento dellepersone avviene «ex civili societate», sotto la guida della filosofia.Nella parte che tratta della politica e del bene comune, la filosofia «è quasi uguale nei filosofi pagani e nei nostri», scriverà Bruni a papa Eugenio IV. Bruni nel 1409 era giunto pressoCarlo Malatesti, quale segretario pontificio per incontrare papa Gregorio ospite del signore di Rimini. Nel
De studiis et litteris
(1422-25), Bruni progetta l’incontro fra la tradizione cristiana e la filosofia greco-romana, offrendo un modello per la linea seguìta da Sigismondo nell’ideare il suo tempio [
1
]. Nel 1436Bruni dedica la propria
Vita
dell’Alighieri a Battista diMontefeltro, moglie di Galeazzo di Pesaro.
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