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 Antonio Montanari
Novello Malatesti, scolaro a corte 
Educazione umanistica e suo progetto della Biblioteca Malatestiana di Cesena  
Con un’appendice sulla 
BIBLIOTECA MALATESTIANA DI SAN FRANCESCO A RIMINI
,la prima biblioteca pubblica d’Italia, che servì da modello ideale a 
Novello Malatesti
per la gloriosa istituzione cesenate
2009©
by Antonio Montanari, Rimini (Italy)
 
  Antonio Montanari,
Novello Malatesti 
, pagina 2/19
Brescia, ottobre 1418
. Verso il giorno 20 papa Martino V arriva da Milano presso Pandolfo III Malatesti signore della città. Rientra da Costanza dove il 22 aprile ha chiuso il concilioche ha posto fine allo scisma occidentale.Pandolfo ha due fanciulli: Domenico (che si farà chiamareMalatesta Novello) di sei mesi e mezzo, e Sigismondo Pandolfonato sedici mesi prima. La loro madre è una concubina, Antonia da Barignano. Martino V conosce bene i Malatesti.Sua nipote Vittoria Colonna nel 1416 ha sposato Carlo, figlio delsignore di Pesaro, Malatesta I. Li apprezza per quello che hannofatto prima e durante il concilio di Costanza. Ai cui lavori èintervenuto un altro Carlo Malatesti (1368-1429), signore diRimini e rettore vicario della Romagna dal 1385, di due anni più vecchio del fratello Pandolfo III (1370-1427) che governa pureFano.Carlo era procuratore speciale di Gregorio XII «ad sacramunionem perficendam». Fu mediatore sapiente e fermo ma pureaperto alle altrui ragioni. Pandolfo III aveva incontrato GregorioXII a Cesena nel febbraio 1409, prima di recarsi a Bologna assieme a Malatesta I (pronipote di Pandolfo I, nonno deiMalatesti riminesi), per far da paciere fra il riminese Carlo,governatore a Milano, ed il cardinale Baldassarre Cossa, futuroantipapa Giovanni XXIII. A Giovanni XXIII, Carlo e Pandolfo III hanno poi mosso guerra per volere di Gregorio XII, al fine di «reperire pacem et unionemSactae Matris Ecclesiae». Nel novembre 1413 Pandolfo III si èrecato a Cremona a rendere omaggio a Giovanni XXIII ed al red’Ungheria che aveva sottratto alla Serenissima alcuniimportanti territori. Trattative con lui erano state intavolate da Malatesta I. Al quale si era rivolto Giovanni XXIII per attiraredalla propria parte Carlo Malatesti. Il 4 luglio 1415 a Costanza Carlo ha letto la bolla di rinuncia di Gregorio XII (scritta a Rimini il 10 marzo), stando seduto al fianco dell’imperatoreSigismondo che presiedeva i lavori.L’amministratore
loco episcopi 
della diocesi di Brescia nel 1418è da cinque anni un altro Malatesti pesarese, l’arcidiaconoPandolfo, fratello di Carlo marito di Vittoria Colonna.L’arcidiacono è stato a Costanza nel 1415 e nel 1417 alconclave da cui l’otto novembre è uscito eletto Martino V. A Costanza c’era pure Manuele II imperatore d’Oriente, che nel1420 diventa suocero di Cleofe, sorella dell’arcidiacono. Cleofe,presente spesso da giovane alla corte di Rimini, muore nel 1433forse vittima consapevole di un omicidio provocato da fanatismo religioso. A Pandolfo III, papa Martino V non spiega le proprie foscheprevisioni sul suo vicariato. Le confida nella tappa successiva di
 
  Antonio Montanari,
Novello Malatesti 
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Mantova al riminese Carlo, preannunciandogli la fine della signoria di Brescia (che avverrà il 24 febbraio 1421). Il papa riparte il 25 ottobre, diretto a Mantova assieme allo stessoPandolfo III.Carlo è accompagnato dalla moglie Elisabetta Gonzaga, donna colta e coraggiosa, ben conosciuta da Martino V. Il 12 luglio1416 Braccio di Montone ha catturato Galeazzo (1385-1452)figlio del signore di Pesaro e lo stesso Carlo di Rimini. Perottenere la loro liberazione (avvenuta nella primavera del1417), Elisabetta si è appellata ai padri conciliari. Ed è stata aiutata a pagare il riscatto dal nipote Gian Francesco Gonzaga,figlio di Margherita Malatesti (+1399) sorella di Carlo di Rimini,e marito di Paola Malatesti sorella di Galeazzo di Pesaro.Elisabetta dopo il 1421 ha cura dell’educazione di Sigismondo eNovello, lasciati a Rimini dal padre Pandolfo III che fa base a Fano e diventa capitano generale della Chiesa (1422) e diFirenze (1423), prima di morire a 57 anni il 4 ottobre 1427,durante un pellegrinaggio a piedi da Rimini a Loreto. Invocava un po’ di salute, dopo le fresche nozze (12 giugno) con una fanciulla, Margherita Anna dei conti Guidi di Poppi. DefuntoCarlo di Rimini (14.9.1429), il ruolo di Elisabetta nella vita diSigismondo e Novello diventa ancor più fondamentale. Carlo nel1428 li ha fatti legittimare da Martino V, assieme al lorofratellastro Galeotto Roberto (1411-1432, nato da Allegra deiMori). Nello stesso 1428 Galeotto ha sposato Margherita d’Este,figlia di Nicolò III signore di Ferrara. Il 19 dicembre 1429scompare Malatesta I di Pesaro.Elisabetta Gonzaga riversa su Galeotto Roberto, Sigismondo eNovello i frutti di una formazione intellettuale e politica distampo umanistico, maturata nella famiglia d’origine e presso la corte riminese.Sa che la vita non è frutto del caso, ma dell’operare individuale,secondo il pensiero di Leonardo Bruni: il perfezionamento dellepersone avviene «ex civili societate», sotto la guida della filosofia.Nella parte che tratta della politica e del bene comune, la filosofia «è quasi uguale nei filosofi pagani e nei nostri», scriverà Bruni a papa Eugenio IV. Bruni nel 1409 era giunto pressoCarlo Malatesti, quale segretario pontificio per incontrare papa Gregorio ospite del signore di Rimini. Nel
De studiis et litteris 
 (1422-25), Bruni progetta l’incontro fra la tradizione cristiana e la filosofia greco-romana, offrendo un modello per la linea seguìta da Sigismondo nell’ideare il suo tempio [
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]. Nel 1436Bruni dedica la propria 
Vita 
dell’Alighieri a Battista diMontefeltro, moglie di Galeazzo di Pesaro.

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