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 ANTONIO MONTANARI
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ER SOLDI MA NON PER PASSIONE
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«Matrimonj disuguali» a Rimini (1763-92):tra egemonia nobiliare ed ascesa borghese
© by Antonio Montanari, Rimini (Italy)
L’immagine di Francesco Guardi è ripresa dal sito http://smac.provincia.venezia.it/ice96/setvene.html 
 
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 ATRIMONJ DISUGUALI
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Sotto la data del 22 ottobre 1792 il notaio riminese Lodovico Guerra scrive:«Per mezzo di comuni amici si è trattato il Matrimonio per verba de futuro tra ilNobil Uomo Signor Marchese Signor Giovanni Battista Carradori, e tra il SignorGiovanni Tintori, mediante la persona dell’onesta Zitella Signora Elisabetta di luifiglia colla promessa di Dote di scudi settecento moneta Romana». GiovanniBattista Carradori ed Elisabetta Tintori «promettono e si obbliganoscambievolmente di unirsi in Matrimonio giusta i riti di Santa Romana Chiesa, edel sacrosanto Concilio di Trento». Giovanni Tintori s’impegna a «sborsare detta somma allorché si effettuerà detto Matrimonio, qual il sullodato SignorMarchese Carradori promette, e si obbliga effettuare nel tempo a termine di unmese da oggi a decorrere»
(1)
. Il 10 novembre il marchese Carradori«manualmente, ed in contanti riceve» da Giovanni Tintori i settecento scudipattuiti
(2).
 Giovanni Tintori, chirurgo nativo di Urbino, è soprannominato «da  Verucchio, per esser ivi dimorato molto tempo»
(3)
. Giambattista CarradoriFregoso, patrizio imolese, è stato aggregato alla nobiltà di Rimini dietro sua istanza l’11 giugno 1763, con 33 voti favorevoli e 16 contrari
(4)
.Il 27 novembre 1792 i Consoli di Rimini propongono un quesito al CardinalLegato Niccolò Colonna di Stigliano, «relativo alla seguita contravenzione della Legge sopra i Matrimonj disuguali»: un Nobile ha sposato «una zitella di bassa estrazione, e maggiormente avvilita dall’esercizio di Cantastorie sopra un pub- blico teatro». La donna era senza dote cospicua o eredità, e le nozze sono quindiavvenute soltanto per «passione»
(5)
. Il Legato (il 5 dicembre) risponde ai Consoliche era d’uopo inviargli «senza alcuna reticenza» una dettagliata spiegazione,«nominando il Soggetto, che ha contravenuto, non meno che la Moglie dal me-desimo sposata, ed i rapporti che dimostrino la contravvenzione stessa»
(6)
. L’8dicembre i Consoli inoltrano al Legato questo «Pro-Memoria», dal quale risulta che l’incriminato è il personaggio di cui abbiamo appena letto nelle carte delnotaio Guerra:
 
«Il Signor Marchese Giambattista Carradori Fregoso ha sposato la zitella Elisabetta Tintori. La famiglia Carradori è una delle Nobili Famiglie Consolari Riminesi, edattualmente ritiene il luogo di Consigliere partecipante il Nobil Signor MarcheseFederigo Carradori Fregoso Fratello maggiore del suddetto Signor Giambattista 
(
1
) Cfr. nel vol. n. 4413 dell’Archivio di Stato di Rimini [ASR], cc. 4rv-5rv.
 
(
2
) Ibidem, cc. 5v-6rv. Giovanni Tintori abitava nella parrocchia di Sant’Innocenza.
 
(
3
) Cfr. M. A. Zanotti,
Genealogie 
, vol. II, SC-MS. 188, Biblioteca Gambalunghiana diRimini [BGR], cc. 147r-150r.
 
(
4
) La notizia è desunta da AP 876,
Atti del Consiglio Generale, 1760-1766 
, ASR.Nell’istanza Giambattista Carradori Fregoso spiega di aver risoluto di trattenersi a Rimini la maggior parte dell’anno «a cagione de’ suoi Affari». Il Consiglio lo aggrega (c.97r) a patto che rispetti questa promessa circa il soggiorno in città, e con la clausola che«quando per due, o tre anni Egli, o i di lui Eredi non abbiano adempiuto a tale condizione,debbono decadere dalla presente aggregazione».
 
(
5
) Cfr. AP 545,
Lettere segrete della Magistratura, 1781-1801
, ASR.(
6
) La lettera del Legato, dalla quale sono state riprese tutte le notizie fin quiriportate, è nel cit. AP 545. Essa giunse a Rimini l’8 dicembre.
 
 
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congiunto in matrimonio colla Dama Signora Contessa Teresa Ricciardelli, ma senza prole. Premorendo il Signor Marchese Federigo senza successione, si fa luogo al Fratellominore Signor Marchese Giambattista di occupare il suo posto di Consigliere. All’incontro la nominata Elisabetta Tintori sposata dal Signor MarcheseGiambattista è figlia di un Chirurgo che vive in Rimino della sola sua professione. Essa intempo della scorsa Fiera di Sinigaglia si è impiegata in quel Teatro in qualità di seconda Donna Cantante sotto nome di Anna Corsini, e si era obbligata per apoca (
7
)
 
al Teatro diCremona nel Carnovale prossimo»
(
8).
 Nel quesito e nel successivo «Pro-Memoria» si fa riferimento ai «Capitolisopra i Matrimonj disuguali» approvati dal Legato il 25 agosto dello stesso ’92.La scala sociale in essi attestata, prevede il Ceto nobile e l’Ordine civico. UnNobile può sposare, oltre che ovviamente le donne sue pari grado, anche quelle«ignobili di civile condizione» (cioè appartenenti all’Ordine civico) o figlie di«qualcuno, che esercitasse Mercatura nobile», con scopo (ed attenuante) di«conseguire una cospicua dote»: il denaro rende puro il sangue che non lo è
(9)
.Secondo i Consoli di Rimini, il matrimonio del marchese Carradori con Elisabetta Tintori non rientra negli schemi dettati dai «Capitoli», evidentemente per la consistenza della dote: settecento scudi non la facevano apparire «cospicua». Chi viola i «Capitoli», rimane escluso dal Consiglio, fatto salvo il diritto dei suoi eredidi rientrarvi rispettando le norme in essi contenute.Il Legato, in calce al testo dei «Capitoli», ha inserito una clausola con la qualesi riserva «cognitio, declaratio, et executio» dei casi futuri di violazione dellenorme statutarie, togliendo quindi ogni possibilità d’intervento in materia sia alConsiglio civico sia alla Sacra Consulta romana 
(10)
. Questo particolare spiega ilsenso del quesito inoltrato da Rimini al Legato sul matrimonio Carradori-Tintori.Il caso suscitato attorno a tali nozze, per quanto risulta dagli attirintracciabili, resta irrisolto.
Maiora premunt 
in quei giorni del 1792 in cui da Parigi la bufera rivoluzionaria investe l’Europa: il 20 aprile la Francia ha dichiarato guerra all’Austria, riportando il successo di Valmy il 20 settembre; ilsuo re è dichiarato decaduto il 21 settembre; il giorno successivo inizia l’annoprimo della Repubblica. L’8 settembre il Vescovo di Rimini Vincenzo Ferretti ha firmato un’introduzione alle
Preghiere da recitarsi la mattina e la sera per implorare il Divino Ajuto nelle presenti calamità dalla Francia 
, subito pubblicatein tre edizioni. Nella stessa Diocesi di Rimini giungono numerosi
(11)
 
ecclesiastici in fuga dalla Francia, recando notizie di prima mano.Dal cronista Zanotti apprendiamo che il matrimonio incriminato, fra la 
(
7
) «Apoca», cioè contratto.(
8
) Sia la lettera dei Consoli sia il «Pro-Memoria» sono nel cit. AP 545. Il documento èfirmato dal Capo-console Niccolò Paci e dai Consoli Filippo Ricciardelli, DomenicoGarattoni e Giovanni Maria Pastoni.
 
(
9
) Per i «Civici» sono ammesse donne loro pari e quelle provenienti da famiglia conentrata propria, od esercenti mercatura non vile, arti liberali, ed artigianato non vile (inquest’ultimo caso per causa di dote).
 
(
10
) Il testo dei «Capitoli» (in AP 724,
Disposizioni statutarie 
, ASR), è in lingua italiana; quello del decreto di approvazione (con data, come si è detto, del 25 agosto1792), è in lingua latina. Su questa clausola, dovremo ritornare in seguito.
 
(
11
) Sono trentaquattro quelli rimasti in «Città» secondo il cit. Zanotti; cfr. il suo
Giornale di Rimino 
, tomo V, SC-MS. 312, BGR, pag. 221.

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