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I campi della vergogna

I campi della vergogna

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Internazionale 1001 e Financial Times 23.5.13
Internazionale 1001 e Financial Times 23.5.13

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Internazionale1001|24 maggio 2013
Visti dagli altri
luzione”. Per gli avversari di Pizzarotti, in-vece, la luna di miele è già
nita. C’è ungruppo di cittadini convinti che il sindacodovrebbe esaminare con occhio più criticoil debito accumulato dai suoi predecessorie veri
care le operazioni
nanziarie e im-mobiliari più sospette: accusano Pizzarottidi ignorare le loro richieste e di essersi ri-
utato di riceverli. Tra loro c’è Carlo Giu-seppe Rossetti, di Audit, un comitato dicittadini che indaga sul debito pubblico delcomune.Secondo Rossetti, ogni tentativo di di-scutere con i consiglieri comunali è cadutonel vuoto: “La scarsa esperienza rischia difargli imboccare la strada sbagliata”, dice,o di impedirgli di assumere decisioni forticome s
dare le banche e i costruttori. Ros-setti e il suo gruppo si sentono traditi, per-ché durante la campagna elettorale l’M5saveva appoggiato la loro causa. “Poi sonostati eletti e hanno cambiato idea”, osserval’architetto Maria Pia Ranza, anche lei diAudit.
Lo psicologo
Malgrado tutte le sue promesse di maggiorepartecipazione dei cittadini, il Movimento 5 stelle non ha ancora onorato quella di de-volvere il 5 per cento del bilancio comunalea progetti decisi dalla cittadinanza. Le riu-nioni del consiglio comunale hanno susci-tato battute ironiche da parte di alcuni con-siglieri, perché a moderarle è stato chiama-to uno psicologo.In
ne c’è anche chi è deluso dal movi-mento perché non ha assunto posizioniavanzate in materia di diritti civili. “Nonhanno a
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rontato il tema delle unioni trapersone dello stesso sesso, come dovrebbeinvece fare qualsiasi amministrazione side
nisca progressista”, fa notare il libraioAntonello Saiz. “Prima hanno fatto campa-gna elettorale cavalcando slogan populisti,poi al dunque hanno fatto ben poco per af-frontare le esigenze reali delle persone”.Il sindaco Pizzarotti ha preso atto delleproteste, ma ha risposto di avere dei limitiimposti dal bilancio, dai regolamenti am-ministrativi e dalla situazione economicasfavorevole. “Potevamo abbassare le tasseo tagliare i servizi. Invece abbiamo scelto ilrealismo”, ribatte. Quanto all’inceneritore,era troppo avanti per essere fermato. Ora,però, Pizzarotti si è impegnato a monitorarele emissioni. “Noi continuiamo a non voler-lo”, spiega, “ma la decisione non è dipesasolo da noi”.
 
ma
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er arrivare a scuola Pamela Sal-kanovic prende il treno e l’auto-bus. Il suo viaggio attraverso laperiferia romana dura più di dueore. Pamela ha 15 anni e vuole cominciareuna nuova vita. “Voglio fare la parrucchie-ra e andarmene da qui”, dice.Ma Pamela è di etnia rom e quindi, an-che se è nata in Italia, non è italiana. Abitain quello che le autorità della capitale chia-mano un villaggio attrezzato modello, mache lei e gli altri 1.200 abitanti paragonanoa un campo di concentramento, con l’altomuro che lo circonda, le telecamere di sicu-rezza, lo squallore, la droga e la prostituzio-ne giovanile che caratterizza tutti i ghetti.La vita in questi campi, che Pamela hamostrato in un documentario che ha vintoun premio, attira sull’Italia le critiche delleorganizzazioni internazionali per la difesadei diritti umani.L’a
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ollato campo di via di Salone, con isuoi container, roulotte e baracche, è unodei tanti che il sindaco di centrodestraGianni Alemanno ha fatto costruire o am-pliare a partire da insediamenti già esi-stenti, oltre il raccordo anulare e lontanoda qualsiasi centro abitato.Nel vicino campo di Cesarina, le fami-glie rom provenienti dalla Bosnia e dallaRomania vivono su un terreno, a
ttato alcomune dalla chiesa cattolica, dove daqualche tempo mancano elettricità e acquacorrente. I giornalisti sono riusciti a entrar-ci per la prima volta il 15 maggio come ospi-ti di una delegazione parlamentare.Vincenzo Spadafora, garante nazionaledei diritti per l’infanzia e l’adolescenza, unente di controllo che può fare ben poco, hadichiarato: “È assurdo e vergognoso chenel 2013, in un paese che si proclama civile,migliaia di persone siano costrette a vivereai margini della società”.Da quando l’Unione europea sta facen-do pressione sull’Italia affinché rispettil’impegno di integrare quarantamila sen-zatetto rom – molti dei quali sono cittadiniitaliani – garantendogli casa, istruzione elavoro, il destino di questi campi è in forse.“L’Italia è l’unico paese europeo adavere una rete di ghetti organizzati dalleamministrazioni pubbliche che mirano aimpedire ai rom di entrare in contatto conil resto della popolazione”, a
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erma il Cen-tro europeo per i diritti dei rom.Lo scorso mese la corte di cassazioneha stabilito che lo stato d’emergenza, pro-clamato nel 2008 dal governo Berlusconi econfermato dal governo Monti era illegale.È stata proprio quella emergenza a costitu-ire la base legale dei campi e del controllodei loro abitanti in base all’etnia tramite lamisurazione dell’altezza, la raccolta di im-pronte digitali e foto di famiglia e la regi-strazione dei tatuaggi.
Criminalità locale
“Questa politica non può continuare”, diceNils Muiznieks, commissario per i dirittiumani del Consiglio d’Europa, accoglien-do con soddisfazione la sentenza. “Unapolitica disastrosa, costata molto denaro,che ha prodotto ulteriore emarginazione,oltre ad alimentare il razzismo”, aggiungeMuiznieks, che nel 2012 dopo aver visitatoi campi ha scritto un rapporto molto cri-tico.Carlo Stasolla, che dirige l’Associazio-ne 21 luglio – il gruppo contro la discrimi-nazione che ha organizzato le visite del 15maggio –, dice che il piano nomadi di Ro-ma è costato ai contribuenti 62 milioni dieuro, più di quanto si sarebbe speso asse-gnando a quelle famiglie una casa popola-re. I contratti stipulati con aziende di sicu-rezza private, fornitori e manager hannoanche favorito la corruzione e l’intrusionedella criminalità locale, dichiara Stasolla.
I campidella vergogna
Insediamenti senza luce néacqua corrente, controllo delleimpronte digitali. L’Unioneeuropea chiede all’Italia di nondiscriminare i rom
Guy Dinmore, Financial Times, Regno Unito

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