Università di Cagliari – Facoltà di GiurisprudenzaDispense di Informatica giuridicaA.A. 2008/2009 - II SemestreAUTORE: Massimo Farinahttp://www.massimofarina.it
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Riflessioni sul valore legale dell’e-mail a seguito a seguito della pronuncia dialcuni decreti ingiuntivi basati esclusivamente sulla produzione di una e-mail
(estratto da Rassegna di Diritto Civile n. 3/2005, E.S.I, pp. 615 – 629).
1. Aspetti problematici della vicenda
Di recente si sono susseguiti in Italia vari decreti ingiuntivi basatiesclusivamente sulla produzione di uno scambio di
e-mail
dalle quali pare potersidedurre un riconoscimento di debito.Secondo una “non tradizionale” lettura dell'art. 10 II comma del D.P.R.445/2000, il messaggio di posta elettronica può essere considerato “valida formascritta", liberamente valutabile dal giudice ai fini probatori
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.La scintilla è scoccata con la pubblicazione sul
web
del decreto ingiuntivo n.848/03 pronunciato dal Tribunale di Cuneo e, com’è facile immaginare, soprattuttoalla luce della vigente normativa sul valore legale del documento elettronico.Intorno ad un tale evento, si è sviluppato un acceso dibattito che ha visto comeprotagonisti i più autorevoli giuristi che da anni si occupano della materia
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.Seppure al provvedimento del tribunale di Cuneo è da riconoscere il merito diaver acceso la discussione, esso, come già anticipato, non rappresenta unaposizione isolata
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.Il dibattito, cui si è fatto cenno, vede schierati due contrapposti orientamenti.Da una parte coloro che aderiscono ad una lettura più sopra definita come “nontradizionale”, i quali sostengono che ID e password, per accedere al servizio diweb-mail, possono in qualche modo rappresentare una forma di autenticazioneinformatica e, quindi, costituire una “firma elettronica”.Sul versante opposto si schierano le Voci “più fedeli al dato normativo”, lequali considerano l’
e-mail
un documento informatico sprovvisto di qualsivoglia firmaelettronica e perciò equivalente ad una mera riproduzione meccanica (quale unasemplice fotocopia).Prima di esaminare le argomentazioni dei due opposti schieramenti, èopportuno chiarire alcuni punti. Innanzitutto,non si tratta di sentenze, comequalcuno, distrattamente, ha affermato ma di decreti ingiuntivi ovvero diprovvedimenti emessi dal giudice in procedimenti di natura sommaria basati suargomentazioni di parte. In secondo luogo, data la natura dei provvedimenti,caratterizzati dall’assenza di motivazione, non è dato sapere se il giudice ha
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Tale interpretazione è avvalorata dal CNIPA nelle “
Linee Guida per l’utilizzo della Firma Digitale
”, maggio 2004; indottrina si veda A. GRAZIOSI,
Il documento informatico e la sua efficacia probatoria nel processo civile
, in AA. VV.,
Commercio elettronico, documento informatico e firma digitale
; C. Rossello, G. Finocchiaro ed E. Tosi,
La nuovadisciplina a cura di
, Torino, 2003, 543; G. Finocchiaro,
Firma digitale e firme elettroniche
, Milano, 2003, 53 s.s.; G.Vangone,
Firme elettroniche, genus e species,
in Nuova giur. civ. comm., 2003, II, 351 e ss..
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La parificazione di un documento informatico alla “forma scritta” pone problemi innegabili e simili a quelli già notirelativi alla rilevanza formale e probatoria di altre forme documentali quali il
telefax
ed il telegramma o
telex;
su taliaspetti si veda G. Pascuzzi, “
Il diritto nell’era digitale
”, Bologna, 2002, p.79; G. Pascuzzi, “
Telex e telefax
”, in Digestociv., vol. XII, Torino, 1999.
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Da ultimo Tribunale di Mondovì, decreto ingiuntivo n. 375 del 7.6.2004; Tribunale di Venezia, decreto ingiuntivo n.704 del 26 marzo 2002; Tribunale di Bari, decreto ingiuntivo n.89 del 19 dicembre 2003.
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