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MEDITARE

MEDITARE

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QUANDO PERCEPISCI DIRETTAMENTE C'E' ASSENZA DI PENSIEROTU "SAI" QUANDO SEI VIVO,NON "PENSI" CHE SEI VIVO******************************************************************************************************K.: L’assoluta rassegnazione a capire se stessi, a mai potersi conoscere, è quiete assoluta. Dove nonesiste più alcun desiderio di conoscere se stessi, c’è la vera conoscenza di se stessi. Significa chenon potrò mai sfuggirmi e che non potrò mai afferrarmi perché sono quello che è, e questo èinfinito, non-nato, immortale. Per questo niente di quello che avviene nel tempo è indispensabile.Per essere ciò che sono, non servono sforzi - qualunque sforzo per esserlo è controproducente.*************************************************************************************************La noia è l'eco in noi del tempo che si lacera... larivelazione del vuoto, l'esaurirsi di quel delirio che sostiene - o inventa - lavita...************************************************************************************************E' estremamente importante capire che, per quanto cerchiamo di trasformarci, non ci riusciremomai. Quando l'intelletto si accorge di non avere mezzi a propria disposizione per trasformare sestesso, paradossalmente l'Opera ha inizio. Vedere l'impossibilità della trasformazione è l'inizio delvedere. Vedere che sono una massa di idee confuse, di emozioni e di istinti, che non ho i mezzi percambiare e che non posso realmente cambiare è il primo passo verso un mutamento della coscienza.Dobbiamo accettare questo fatto perchè non possiamo farci nulla. Nel momento in cui io,l'osservatore, ho preso coscienza delle mie limitazioni, si estingue ogni movimento e c'è silenzio equiete. Se osservo la mia vita e le mie attività durante la giornata, noto un fatto curioso, che misento impotente di fronte alle varie forze inconsce della mia psiche e alle pressioni sociali. Vorreifare qualcosa, ma mi sento impotente, non riesco a farlo. Nel momento in cui vedo la miaimpotenza, c'è l'abbandono. Sono arrabbiato, esco a passeggiare e prometto a me stesso di nonarrabbiarmi più; ma la prossima volta ricado nello stesso errore. Più decisioni prendo di nonarrabbiarmi, più mi arrabbio ad ogni occasione. Cosa posso fare? La sola cosa è arrendermi a questaimpotenza, ciò che chiamo abbandono. Vedo la mia impotenza a liberarmi dall'ira: ho provato ognimodo, metodo e sistema. Le promesse, la respirazione profonda, la preghiera, non funzionano.Nulla funziona. Allora semplicemente giungo a questo stato di abbandono e di capitolazione. Cosasuccede alla mia mente quando mi sento totalmente impotente? Se ci accorgiamo di camminare suuna strada sbagliata e non sappiamo qual'è la strada giusta, perchè ogni strada è risultata sbagliata,cosa facciamo? Dobbiamo per forza darci per vinti e desistere da ogni tentativo, sedercitranquillamente perchè non possiamo farci nulla. Quando sediamo tranquillamente, in noi c'è pace,l'ira è scomparsa. L'abbandono giunge spontaneo nell'istante in cui vediamo la nostra impotenza. Inquesto silenzio siamo in comunione con l'energia suprema: Dio, amore, bellezza, verità, ocomunque vogliamo chiamarla. E' l'azione di questa energia in cui veniamo trasfigurati, atrasformare la nostra mente, non lo sforzo, le decisioni, la volontà o le promesse." (R.P. KAUSHIK"Alchimia Organica")

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