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I MORTI NON VANNO VIA
Un giorno - forse era un pomeriggio torridod'estate - non sapevo cosa fare e, per caso, mitrovai tra le mani un dizionario della linguaitaliana. Lo sfogliai senza alcun interesse, vedevosolo accavallarsi ad ogni foglio le parole in nerettocorrispondenti ai vocaboli della lingua italiana.Penso, ad un certo punto, mentrecontinuavo a sfogliare, d'essermi addormentato incompagnia del dondolìo della poltrona di vimini.
Ma forse stavo solo in dormiveglia.
Aprii gli occhi giusto per un attimo quandocambiai posizione sulla sedia, e il libro tra le manimi si aprì. E lessi, quasi senza accorgermene, laseguente definizione:–
Avarizia: smodata cupidigia di denaro e di averi, ed eccessiva tenacità nel conservarli.
–
Poi, richiusi gli occhi.Un bambino correva lungo la stradina fitta difichidindia sotto piante di quercia. Al di là delmuretto che delimitava la stradina cespugli edortiche erano nati sotto alberi di carrube, e più giùancora, la roccia che scendeva sino al mare, latirrenica roccia su cui esili agavi s'innalzavano.Il suono dell'estate era la cicala nascostaforse tra i rami del centenario pino e il cinguettiodi passeri irrequieti.
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