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Google Impresa-nazione - Saggio Introduttivo - Google Story

Google Impresa-nazione - Saggio Introduttivo - Google Story

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Google non è solo un motore di ricerca. È uno
dei più straordinari fenomeni organizzativi
della storia. Una nuova forma di soggetto
economico e culturale, un’azienda che negozia con gli Stati di tutto il mondo parlando – a torto o a ragione – a nome dell’umanità intera. Essa stessa, ormai, è un’impresa-nazione.
Google non è solo un motore di ricerca. È uno
dei più straordinari fenomeni organizzativi
della storia. Una nuova forma di soggetto
economico e culturale, un’azienda che negozia con gli Stati di tutto il mondo parlando – a torto o a ragione – a nome dell’umanità intera. Essa stessa, ormai, è un’impresa-nazione.

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Categories:Types, Business/Law
Published by: CarloAlberto Carnevale Maffè on May 26, 2013
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Google,l’impresa-nazione
di
Carlo Alberto Carnevale-Maffè 
Google non è solo un motore di ricerca.È unodei più straordinari fenomeni organizzativi della storia.Una nuova forma di soggettoeconomico e culturale,un’azienda che negozia con gli Stati di tutto il mondo parlando – a torto o a ragione – a nome dell’umanità inte-ra.Essa stessa,ormai,è un’impresa-nazione.
1.Noi,cittadini di Google
Sei lettere colorate in campo bianco,una finestra aperta sul mondo.Con il suo stemma araldico appeso al portale d’ingresso oltre lemura fortificate della conoscenza e tra i merli guelfi della curiosità,Google – direbbe lo storico medievale Marc Bloch – è la nuova città.Facendo leva sulle economie di prossimità e sugli effetti di rete,offreun affrancamento dall’ignoranza e dall’autoconsumo informativo chedipendeva da pochi e concentrati sistemi di accesso alla conoscenza epropone un ordine alla dispersione dell’informazione umana.Creal’incentivo a coagularsi intorno a una sorprendente agorà:un luogodove trovare tutto e tutti,e da tutti essere trovati.Per coloro che cer-cano,Google dispensa visti d’ingresso per viaggi istantanei in luoghiappena prima remoti e sconosciuti,e subito dopo accessibili e quasifamiliari.E la chiave d’ingresso è tra le nostre mani,sulla punta dellenostre dita.Per chi vuol essere trovato,invece,l’indicizzazione nel motore diricerca di Google è attributo di cittadinanza.Per gli individui e perle organizzazioni,per le imprese e i loro prodotti,non essere visibi-li da Google è quasi equivalente all’essere apolidi.Se non è unascelta volontaria,ciò corrisponde alla perdita dei diritti di cittadi-nanza universale,a un ostracismo automatico nell’oblio dell’inac-cessibilità.Google è sintassi ed esperanto civico,forma verbale del-la relazione tra persone:l’affermazione «I will google you» detta aun nuovo conoscente è equivalente allo scambio di credenziali per-sonali o professionali,all’impegno a ritrovarsi e a non perdersi di vista nella nuova città che accomuna entrambi nella cittadinanzainformativa.
 
E nell’impianto urbanistico di questa nuova città Google tracciaun impalpabile decumano massimo della conoscenza,diventandoStele di Rosetta nella Babele dei linguaggi e inconfessata promessa diuna Gerusalemme della sapienza universale.Di questa cittadinanza globale Google è,allo stesso tempo,semplicestrumento di accesso e simbolo monumentale.Come il fornice centraledell’Arco di Costantino o la Grande Porta di Kiev,come l’ogiva diingresso a un souk mediorientale o il sottoportico di accesso a un cam-piello veneziano.O meglio come le ante a cerniera da saloon nello Spa-ce Cafè in «Star Wars»,dove troveremo creature di ogni foggia e specie.Google stessa è animale meticcio,metà impresa privata e metànuova istituzione globale.In essa la cittadinanza diventa bene econo-mico,merce di scambio nel mercato dell’attenzione e dell’intenzione,dove l’ufficio anagrafe che registra le nostre scelte allo sportello d’in-gresso – si badi bene,gratuito – nel parco delle meraviglie informati- ve,alimenta,con quegli stessi dati,un proficuo commercio.Non certo Mangiafuoco nel Paese dei Balocchi,ma nemmenodisinteressato Virgilio sulla soglia di un paradiso del tutto gratis,Google è quindi una realtà complessa,che merita di essere compresanelle sue diverse sfaccettature.Come guida e completamento alla let-tura del libro di David Vise e Mark Malseed,che ne narrano le origi-ni,vedremo qui alcuni aspetti della sua più recente evoluzione:il modello
istituzionale 
:gli elementi di identità e appartenenza,le nuove libertà e le molte sfide ai poteri e alle proprietà;il modello
organizzativo
:il suo essere esperimento permanente adisposizione degli utenti,e il fare di ciò la propria filosofia stra-tegica;il modello
editoriale 
:la natura di nuovo media senza contenutipropri ma con tutti i contenuti del mondo,intermediario massi-mo dell’attenzione umana;il modello
economico
:impresa di successo con meccanismi inno- vativi di creazione e cattura del valore,caratterizzati da un altopotenziale di generazione di rendite monopolistiche.
2.Il modello istituzionale
Google,fondata come impresa con il canonico modello della start-upcaliforniana – lo racconta bene questo libro –,è diventata in pochi anni
VIII google, limpresa-nazione
 
anche un’istituzione pubblica.Un’infrastruttura globale,come l’elet-tricità,i telefoni,il trasporto aereo.Come tutte le istituzioni,tende a espandere il suo ruolo nel tempo.Anche la nascente Repubblica di Google,alla stregua di un modernoStato nazionale,ha vissuto la sua rapidissima espansione nel welfareper i propri cittadini-utenti,per i quali si è premurata di offrire unnumero sempre maggiore di servizi universali:mappe territoriali earchivi storici (Google Maps/Earth e Google Books),supporti per lasalute e l’educazione (Google Health e Google Scholar),servizipostali e di telecomunicazione (Google Mail e Google Talk/Messen-ger),sistemi di pagamento e perfino piattaforme di intrattenimentotelevisivo (Google Checkout e YouTube,acquisita nel 2007 per 1,65miliardi di dollari).La lista dei servizi è molto più lunga,e cresceogni giorno.In compenso la politica fiscale di Google verso i propricittadini-utenti è decisamente benevola:si basa semplicemente sullosfruttamento economico delle esternalità del comportamento umano.Lo vedremo più avanti,parlando del modello economico.Google è un’istituzione nata sul modello inglese,e quindi nonbasata su una costituzione predefinita,ma piuttosto sulla stratifica-zione di consuetudini via via consolidate.Tuttavia questa genesi acci-dentale nasconde una non dichiarata ambizione kantiana:diventareRepubblica Universale.Ma non ancora tramite l’enfasi istituzionaledi un atto fondativo,di una dichiarazione ufficiale in forma costitu-zionale.Bensì attraverso la volontaria e progressiva adozione dei suoi valori e delle sue prassi da parte dei cittadini-utenti.Google Maps eGoogle Earth sono la sintassi universale dello spazio,la cartografia diun impero senza imperatore,che sottrae le mappe e la vista dal cieloal controllo dei potenti e degli eserciti,e le mette a disposizione delpopolo.Molti Stati hanno subito controvoglia la violazione di unasovranità visiva sul proprio territorio,poi ulteriormente sfidata conGoogle StreetView,servizio che offre una visione interattiva a livellostradale di moltissime città del mondo.Google Books è la BibliotecaUniversale di Alessandria resa realtà,sbeffeggiando gli sforzi decen-nali dei governi nazionali che con profusione di fondi pubblici etrionfo di burocrazia,non sono finora riusciti a rendere accessibile informato digitale i propri archivi storici.E molti di questi stessi gover-ni hanno opposto resistenza alle proposte di Google di digitalizzare,indicizzare e rendere disponibile gratuitamente e a tutti,a propriocarico e senza aggravio di costi per i contribuenti,l’intero patrimoniodocumentale degli archivi.Non è stato facile per questi Stati giustifi-
google, limpresa-nazione I

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