cronaca
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Concessionaria Ufficiale
Mercedes-Benz
TORRI DI QUARTESOLO0444/250710BASSANO DEL GRAPPA0424/886000
BOLZANO VICENTINO0444/351290
THIENE0445/380020ARZIGNANO0444/450011LONIGO0444/436271
Mercedes vi riservasolo piacevoli sorprese.
Classe A
con Light-Lease da
€
89*
al mese.
*L’esempio è riferito a una Classe A 140 ESP Classic Clima (Short Version). Prezzo chiavi in mano
18.520,00 IVA compresa (esclusa IPT):anticipo
8.948,68 o eventuale permuta e 35 rate mensili di
89 e possibilità di riscatto di
7.037,60. Spese d’istruttoria
102 T.A.N. 2,22%e T.A.E.G. 2,69%. Consumo (l/100 Km.): urbano 10,60 - extraurbano 6,30. Emissioni di CO2: 186 g/Km.
Classe C
con Light-Lease da
€
119*
al mese.
*L’esempio si riferisce alla nuova versione C 200 CDI Classic, prezzo chiavi in mano
30.030 (esclusa IPT). Anticipo
13.608,39 o even-tuale permuta e 35 rate mensili da
119 e possibilità di riscatto
13.513,50. Spese d’istruttoria
218,40. T.A.N. 2,69% e T.A.E.G. 3,26%.Consumo (l/100 Km.): urbano 8,3 - extraurbano 4,5. Emissioni di CO2: 156 g/Km.
Classe E
con Light-Lease da
€
189*
al mese.
*L’esempio è riferito a una Classe E 220 CDI Classic. Prezzo chiavi in mano
39.700,00 IVA compresa (esclusa IPT): anticipo
14.744,18 oeventuale permuta e 35 rate mensili di
189 e possibilità di riscatto di
20.644,00. Spese d’istruttoria
218,40 T.A.N. 3,28% e T.A.E.G. 3,68%.Consumo (l/100 Km.): urbano 9,1 - extraurbano 5,3. Emissioni di CO2: 177 g/Km.
Iniziative valide fino al 31 marzo 2004.Salvo approvazione della DaimlerChrysler Servizi Finanziari S.p.A.
Targhe eterne
Fallito l’esperimento targhe alterne, si torna a respirare (veleno) come sempre.Al palo le idee per combattere lo smog, crescono solo le contravvenzioni
“Manca il coraggio di cambiare”
Enrico Rossi, 63 anni, è stato comandante della Polizia Municipale di Vicenza dal 1990 al 1997. Chiamato a guidare il presti- gioso corpo di Bologna, si è fatto apprezzare da due amministrazioni:quella di centrosinistra di Vitali e la prima, storica, di centrodestra di Guazzaloca.Nel 2000 ha rifiutato la riconferma e ha scelto di andare in pensione.È tornato a vivere a Vicenza, dov’è un attento osservatore della realtà,non senza quegli spunti polemici che lo hanno sempre caratterizza- to. Con lui una chiacchierata sulla situazione attuale: la querelle vigili- amministrazione, il problema viabi- lità, l’inquinamento, lo sviluppo sostenibile della città.
Comandante Rossi, permette unpaio di domande?
“La prima la faccio io. Lo sa qualedovrebbe essere l’obiettivo dei vigi-li urbani?”
Tolleranza zero, comandanteRossi?
“Sbagliato. Contravvenzioni zero.”
Qualcosa non quadra.L’amministrazione ha messo inbilancio un bel po’ di euro dai ver-bali del 2004. Anzi, parecchi in piùrispetto all’anno precedente. C’èda rimboccarsi le maniche.
“Filosofia sbagliata. I vigili nonpossono ragionare con questa logi-ca. Al contrario: il nostro obiettivodovrebbe essere quello di svolgereun servizio preventivo affinché, undomani, non ci sia nemmeno un’in-frazione.”
Perdoni comandante, ma il bilan-cio parla chiaro: dai vigili ci aspet-tiamo migliaia di euro.
Dovessimo dare l’impressione dispingere gli agenti a fare contrav-venzioni avremmo grossi problemie non solo d’immagine.”
D’altra parte il Comune ragionasecondo proiezioni precise. E iltrend dice chiaramente che lemulte aumentano anno dopo anno.
“Ma i vigili non sono esattori. Lalogica dovrebbe essere diversa. Secon i soldi incassati dalle contrav-venzioni si riescono a coprire deibuchi tanto meglio. Ma non puòdiventare un’abitudine.”
Tanto più che poi vi lasciano soli.
“In che senso?”
La nostra impressione è che l’am-ministrazione abbia una posizioneequivoca. Pretende di difendere aspada tratta gli interessi degliautomobilisti, ma chiede ai vigili dimultare senza pietà.
“Il fatto si commenta da solo.”
La nostra impressione è che i vigi-li si siano un po’ stancati e non nepossano più di stare in mezzoall’incudine.
“L’impressione è quella. D’altraparte è molto più facile gratificarela maggioranza delle persone cheuna percentuale minima. E la mac-china la adoperiamo tutti. Qui poisiamo abituati ad accompagnare ilbambino a scuola in auto anche sedista trecento metri. E pretendiamodi parcheggiare a mezzo metro dalbanco.”
Ma perché è così difficile fare unsalto di qualità nella viabilità diVicenza?
“Fare una pista ciclabile sembrafacile. Ma poi bisogna risolvere pro-blemi enormi per garantire la sicu-rezza di tutti, a partire dalle bicistesse. Basta pensare agli incroci”
Le piacciono le rotatorie?
“Di certo creano meno inquina-mento rispetto a un semaforo. Suquesto non ho dubbi. Ma Vicenza èuna città difficile: quando venniassunto in Polizia Municipale, nel1966, la prima cosa che mi chieseil comandante Danchielli fu uno stu-dio sulla circolazione tra i dueestremi della città. Questo per direche il problema è sempre esistito.”
Per cominciare a cambiare lecose ci vorrebbe molto coraggio.
“Penso a quando chiudemmo altraffico Corso Palladio. Fu una bat-taglia, con grandissime opposizio-ni. Ma oggi nessuno tornerebbeindietro”.
Lei è stato in Emilia Romagna.Percorsi ciclabili, abbattimentodell’inquinamento, spazi verde,mezzi pubblici efficienti…
“C’è una sensibilità maggiore. Mahanno anche avuto più fortuna.Avevano strade concepite in modopiù lungimirante negli anni passati:noi abbiamo perso fior di occasioniogni volta che ne abbiamo avuto lapossibilità. Ferrara ha privilegiatocirconvallazioni e tangenziali, noino. Ma attenzione: non hannoun’industria sviluppata come noi.Nel bene e nel male, è questo chefa la differenza”.
Un consiglio all’amministrazioneper il migliorare la viabilità.
“Impossibile. È un problema trop-po complesso perché possa risol-verlo un’amministrazione, pur contutta la sua buona volontà. Deveessere affrontato dall’alto.L’impressione è che nessunovoglia farsene carico. ”
Torniamo ai suoi ex uomini.Costretti a fare fatturato, da oggianche di notte.
“Abbiamo una città a misura d’uo-mo, che non dovrebbe avere biso-gno di servizio notturno. D’altraparte c’è un esigenza percepita disicurezza che chiede risposte.”
Percepita?
“Porto Bologna come esempio.Non vi rendete conto di quale para-diso sia Vicenza rispetto a Bolognae molte altre città italiane, dovebisogna fronteggiare gare notturnedi velocità con scommesse clande-stine, una criminalità che prende inostaggio interi quartieri e tanti altriproblemi che qui neanche ci imma-giniamo… Qui al massimo c’è l’in-cidente stradale.Eppure sono d’accordo con l’am-ministrazione quando vuole il servi-zio notturno. Ci sono molti servizinotturni - a cominciare proprio dal-l’incidente stradale - che la PoliziaMunicipale potrebbe svolgere libe-rando le forze dell’ordine per altricompiti.”
Ma I vigili non vogliono saperne.
“A Bologna lo stesso problema siera posto negli anni Novanta. Èstato risolto subito”
E com’è stato risolto?
Con la logica: più lavoro, più soldi.Il Siulp dice che I vigili non sonopreparati per il servizio notturno.
“Sono preparatissimi per tutto. Cisarà bisogno di corsi di specializ-zazione, ma la Polizia Municipalesa il fatto suo.
E poi sono convinto che il servizionotturno rappresenta un salto diqualità e di immagine. Certo non sipuò pretendere questo sforzo incambio di niente.”
Le piacerebbe riprendere ilcomando oggi?
“Non scherziamo. Dall’Aglio è bra-vissimo, oltre che un amico. Uncomandante che sa fare anche ilmanager, come vogliono I tempi. Ioper me tornerei a Bologna: quandoGuazzaloca mi chiese di restare,dissi di no perché avevo 61 annicompiuti e 40 di servizio. Mi sem-bravano un’eternità. Ma adessoche ne ho 63 mi mangio un po’ lemani: sento che potrei ancora direla mia.”
Matteo Rinaldi
L’ex comandante dei vigili Enrico Rossi analizza la situazione: ma com’è difficile Vicenza
Le misure antismog, da gennaioad oggi, hanno portato nellecasse dell’amministrazione comu-nale la ragguardevole somma di
72 mila euro.
Tolte le spese di organizzazione(posizionamento e aggiornamentodella cartellonistica stradale infor-mativa riguardo le targhe alterne)che ammontano a circa
12 milaeuro
, il guadagno netto rimanecomunque considerevole.Dal primo gennaio 2004 ad oggisono stati
1308 gli automobilisticolti in fallo e multati a seguitodelle misure antismog
.Il totale e’ la somma di tre adden-di: mancanza del bollino blu, nonrispetto dell’ ordinanza sostitutiva1127 (le targhe alterne) e violazio-ne dell’articolo 80, che obbligaalla revisione periodica del veico-lo.Conseguente “condanna” al paga-mento di
68,25 euro nel casodelle targhe alterne
, 137 euro eritiro della carta di circolazione nelcaso di violazione dell’articolo 80.Altalenante la curva disegnata dalparziale settimanale dei verbalidelle targhe alterne: raggiunge lavetta di
100 contravvenzioni l’ot-to gennaio
, giorno dell’entrata invigore dell’ordinanza, scende a
41il 6 febbraio
, risale a
139 il 12febbraio.
Viceversa, in costante aumentosono le contravvenzioni tradiziona-li: l’ufficio contravvenzioni delComando ha elaborato
nel 1999un totale di 44.040 infrazioni alCodice della Strada
, aiRegolamenti Comunali ed allealtre varie disposizioni normative.
46.803 l’anno successivo
,
49.740 nel 2001
e, incredibileexploit, ben
61.541 nel 2002
. Untrend in costante ascesa. Ma ilComune ha già messo in bilancioche nel 2004 vuole molto di più.
Anna Manente
Quandola multariempiele casse
Il blocchetto dei vigiliai raggi X
Vicenza dà l’addio alle targhealterne e si prepara a tornare allanormalità: migliaia di auto nellestrade, polveri sottili sempre piùconcentrate, salute sempre più arischio. L’amministrazione ha deciso che lelimitazioni del traffico non servo-no. “Hanno creato moltissimi di-sagi e portato a risultati scarsi onulli” ha detto Valerio Sorrentino,vicesindaco e assessore all’ecologia.Quello che Sorrentino non spiega èil motivo del fallimento. Non puòfarlo perché dovrebbe chiamare incausa se stesso e la sua ammini-strazione. Come si evince chiara-mente dai servizi di questa pagina,le targhe alterne hanno dato scarsirisultati principalmente perché il governo della città non solo non ciha mai creduto (comprensibile) maha remato contro il provvedimento. Nel frattempo, altrove, si agisce. AVerona, dove la situazione dell’ariaè malata come da noi, gli scarsirisultati delle targhe alterne nonsono state solo un pretesto per alza-re le mani. Al contrario, Verona ha già messo in atto misure antismog,a cominciare dallo speciale lavag- gio delle strade che elimina le pol-veri depositate sul terreno, per arri-vare all’uso di furgoni elettrici cheforniscono di merci i commerciantidel centro città. Così, invece dicento furgoni mezzi vuoti e inqui-nanti, ne circolano meno dellametà, pieni e a emissioni zero. Restiamo in attesa che ancheVicenza, bocciate le targhe alterne,faccia al più presto scelte che altrihanno già sperimentato con succes-so.
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Anche Enrico Rossi, critico sualcune
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