Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more ➡
Download
Standard view
Full view
of .
Add note
Save to My Library
Sync to mobile
Look up keyword
Like this
9Activity
×
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Cuito Cuanavale Per Risk Maggio 2009

Cuito Cuanavale Per Risk Maggio 2009

Ratings: (0)|Views: 1,565|Likes:
Published by Virgilio_Ilari
The Battle of Cuito Cuanavale (1987-1988). A controversial victory of Cuban regime. By Virgilio Ilari (in Italian)
The Battle of Cuito Cuanavale (1987-1988). A controversial victory of Cuban regime. By Virgilio Ilari (in Italian)

More info:

Categories:Types, Research
Published by: Virgilio_Ilari on Apr 19, 2009
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See More
See less

05/12/2013

pdf

text

original

 
Per Risk maggio 2009
Cuito Cuanavale,la Guadalajara di Fidel Castro
di Virgilio IlariL’intenzione dell’amministrazione Bush era di basare sulla spondameridionale del Mediterraneo il nuovo Africa Command(USAFRICOM), istituito il 1° ottobre 2007 e attivato un anno dopo aStoccarda. A seguito però del rifiuto opposto per ora da tutti i paesinordafricani, si è ventilato di trasferirlo a Napoli, già sede delle ForzeMeridionali della NATO nonché storica base delle spedizioni italianed’Oltremare e dell’Afrika Korps. La creazione del sesto dei “combatantunified commands” regionali americani è solo uno dei molteplici segnalidel crescente rilievo strategico del continente africano, ma ha ancheofferto nuove armi alla polemica antimperialista, ora flebile in Europama non nel resto del mondo, inclusi gli stessi Stati Uniti. Infatti è stato proprio un professore della Johns Hopkins University di Washington arivalutare il ruolo dell’internazionalismo comunista nelle guerre diliberazione africane e nella sconfitta dell’apartheid, in un saggio del2002 (
Conflicting missions: Havana, Washington and Africa, 1959-1976 
,
 
University of North Carolina Press) che è divenuto un punto diriferimento per la storia strategico-militare dell’Africa sub sahariana e haricevuto il premio Robert Farrell della Society for the Historians of American Foreign Relations (la disciplina accademica in cui èincardinato l’autore).Di origini italiane (nato a Venezia nel 1944 da un “ufficiale di marina”meridionale che raccontava poi al figlio di essersi rallegrato dellaresistenza sovietica sul Don nel dicembre 1941), formatosi a Ginevra,Pietro Gleijeses è per certi versi una simpatica icona del Sessantotto:studioso dell’imperialismo americano in America Centrale e nei Caraibi,insignito nel novembre 2003 della medaglia cubana dell’Amicizia, hasposato una scultrice giapponese assai nota a Cuba, anche se meno dellasorella Yoko Ono (la vedova di John Lennon, dei Beatles). Inoltre la tesicentrale del suo libro, basato su solide ricerche negli archivi americani ecubani, è il ruolo autonomo e trainante svolto da Fidel Castro neldecidere l’intervento in Angola invasa dai mercenari e dai reazionarisostenuti dagli Stati Uniti, dalla Cina, dalla Corea del Nord, dallo Zairedi Mobutu e dal Sudafrica. Riecheggiando l’enfasi di un famoso articoloche nel 1976 Gabriel Garcia Marquez dedicò all’“Operacion Carlota”(così denominata dalla ferocissima schiava negra che aveva capeggiatola rivolta cubana del 1843), Gleijeses dimostra che l’iniziativa di Fidel
 
Castro fu all’inizio sconfessata dall’URSS, il cui impegno seguì solo duemesi più tardi, quando i volontari cubani avevano già invertito ilrapporto di forze e salvato i comunisti angolani.La guerra civile tra il MPLA marxista di Agostinho Neto (1922-79) e poi di José Eduardo Dos Santos e l’UNITA di Jonas Sawimbi (1934-2002) durò fino al 2002 con un bilancio di mezzo milione di morti.Altrettanti furono però i volontari, tra militari e cooperanti civili, che siavvicendarono nella Mision Internacionalista de cubanos in Angola(MICA) dal 1975 al 1991, con due picchi di 36.000 e 50.000 militari nel1976 e 1988. Per questo gli Stati Uniti e il Sudafrica dovettero negoziarecon Cuba la pace in Angola e il futuro della Namibia, decisinell’Accordo tripartito di New York del 22 dicembre 1988. E’ peròinnegabile che l’accordo quadro era già stato raggiunto il 1° giugno nelvertice di Mosca tra Reagan e Gorbaciov e che fu l’Unione Sovietica adassumere la leadership diplomatica e militare dell’internazionalismocomunista in Africa e a dirigere l’impiego delle truppe cubane. SecondoDouglas Rivero, uno storico della distensione, quasi un terzo delleforniture militari sovietiche a Cuba (400 milioni di dollari su 1.500) erain realtà destinato per procura all’Angola, segno che l’URSS preferivaintervenire in Africa piuttosto che in America Latina. L’URSS però nonesiste più: e se la sinistra internazionalista coltiva ancora la “DDR  Nostalgia”, ha decretato un’ingrata
damnatio memoriae
nei confrontidella patria sovietica, ergendosi contro Putin e gli altri veri o presuntiepigoni, e a favore delle rivoluzioni rosa o arancione nell’ex-“Imperointerno” di Mosca. Del resto anche durante la guerra fredda la sinistrarespingeva con sdegno l’ossessione reazionaria di vedere ovunque lozampino sovietico, considerandola un tentativo di screditare le lotte diliberazione e di legittimare la repressione.Il regime cubano non ha mancato di sfruttare propagandisticamente latesi di Gleijeses: il 6 dicembre 2005, in occasione del 30° anniversariodella missione militare cubana in Angola, Fidel Castro sottolineò che fudecisiva per consolidare l’indipendenza dell’Angola e conseguire quelladella Namibia e contribuì in modo significativo alla liberazione delloZimbabwe e alla scomparsa dell’odioso regime dell’apartheid. Nel luglio2007, in occasione del ventennale dell’inizio della battaglia di CuitoCuanavale, l’ultima della guerra in Angola, Gleijeses l’ha commemoratacon un breve articolo, accreditando autorevolmente la tesi ufficiale chela considera la definitiva disfatta inflitta dalle forze cubane alle truppe diBotha, nella più grande battaglia combattuta in Africa dopo la secondaguerra mondiale e – secondo una fonte angolana - la “più grande maicombattuta al disotto dell’Equatore” (trascurando però Isandlwana eAdua, le due sconfitte del colonialismo britannico e italiano in Africa).
 
La battaglia fu combattuta nella provincia di Cuando Cubango(compresa tra i due fiumi omonimi), incuneata tra lo Zambia ad Est e la Namibia a Sud (in particolare la striscia orientale di Caprivi che separal’Angola dal Botswana). Questo territorio, per ragioni etniche e sociali,era la roccaforte dell’UNITA, il movimento anticomunista appoggiatodalla CIA e dal Sudafrica, che aveva impiantato una capitale a Jamba,nell’estremo Sud a ridosso del confine con Zambia e striscia di Caprivi.Fin dal settembre 1980, con l’appoggio delle forze di difesa sudafricane(SADF), l’UNITA aveva occupato l’ex-base portoghese di Mavinga, 200km più a Nord-Ovest, riaprendo così i fuochi di guerriglia nelle provincesettentrionali di Moxico e Lunda al confine con lo Zaire. Secondo ilgenerale Huambo, capo dell’intelligence di Sawimbi, nel 1986 le forzeribelli (FALA) contavano 28.000 regolari (44 battaglioni) e 37.000guerriglieri, mentre i governativi (FAPLA) erano da 50 a 65.000,appoggiati da 58.000 stranieri: 37.000 cubani (12 reggimenti di fanteria,7 corazzati, 1 d’artiglieria e 2 brigate contraeree con aviazione eistruttori, comandati da Gustavo Freitas Ramirez), 2.500 sovietici(generale Konstantin Shaknovich?), 2.500 tedesco-orientali (generalevon Status?), 2.500 nord-coreani, 3.500 comunisti portoghesi(colonnello Leitao Fernandes?) e 10.000 esuli dai paesi confinanti (1.400katanghesi, 7.500 namibiani dello SWAPO e 1.200 sudafricanidell’ANC). Secondo il generale Rafael Del Pino, che aveva comandatole forze aeree cubane in Angola e nel maggio 1987 fuggì negli StatiUniti, i cubani avevano avuto in Angola 10.000 morti, feriti e dispersi e ben 56.000 disertori.Già nel 1985 i governativi avevano tentato invano di riprendereMavinga. Una seconda offensiva scattò l’11 luglio 1987, con l’evidenteintento politico di rafforzare la posizione di Luanda nel negoziato bilaterale con gli Stati Uniti cominciato il mese prima e di accrescerel’impatto della visita fatta in Europa dal presidente Dos Santos. Secondole SADF a dirigere l’operazione Saludando Octubre erano i sovietici e leforze consistevano in 18.000 uomini (14 brigate FAPLA e 2 cubane),con 150 carri T-54/55 e 250 veicoli blindati, appoggiati da caccia MiG-21/23 ed elicotteri Mi-8/24/25 operanti dalla base aerea arretrata diMenongue (300 km a Nord-Ovest di Mavinga e a 500 da Jamba, situataoltre il raggio operativo dei MiG).Il 4 agosto il presidente sudafricano Botha autorizzò un ennesimointervento militare in sostegno dell’UNITA. Comandata dal colonnelloDeon Ferreira (che dopo la caduta dell’apartheid divenne il primo capodi stato maggiore del nuovo esercito sudafricano), l’operazione Modular fu condotta da 3.000 uomini delle SADF (32° battaglione commandos,61° meccanizzato, 20° artiglieria) e delle SWATF (Namibia), con 3

Activity (9)

You've already reviewed this. Edit your review.
1 hundred reads
1 thousand reads
Luís Fonseca liked this
Franco Ariatti liked this
Orazio Di Mauro liked this
Orazio Di Mauro liked this
Virgilio_Ilari liked this
Orazio Di Mauro liked this
Virgilio_Ilari liked this

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->