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DISTURBI DA TIC
D.ssa Laura Veneroni,psicologa
lauraveneroni@yahoo.it 
Cosa sono
I tic sono movimenti, gesti o espressioni improvvisi, rapidi, ripetitivi, aritmici estereotipati. Tipicamente riproducono alcuni aspetti del comportamento abituale. Sonopercepiti come irresistibili, ma possono essere repressi per periodi variabili di tempo. Tutte le forme di tic possono essere esacerbate dallo stress e attenuarsi durante attivitàche richiedono concentrazione (per esempio leggere o cucire) e spariscono in generedurante il sonno.Compaiono per lo più verso i 6-7 anni.I tic sono preceduti da un sentimento di tensione che è momentaneamente sospesoattraverso la scarica rappresentata dall’esecuzione del tic stesso. Spesso segue unsentimento di vergogna e di colpa, non di rado rinforzato dall’ambiente circostante.
Classificazione
Sia i tic motori che vocali possono essere classificati come semplici o complessi, anche seil confine non è ben definito.- I
tic motori semplici
più comuni includono ammiccamenti, torsioni del collo, alzatedi spalle, smorfie del viso e colpi di tosse.- I
tic vocali semplici
comprendono invece attività come il raschiarsi la gola, grugnire,tirare su col naso, sbuffare e abbaiare.- I
tic motori complessi
si manifestano con comportamenti intenzionali comeespressioni facciali, gesti degli arti o della testa. Comprendono movimenti mimici oazioni come il riassettarsi, saltare, toccare, pestare i piedi e odorare un oggetto. In casiestremi questi movimenti possono essere osceni (copoprassia) o autolesivi.- I
tic vocali complessi
sono costituiti dalla ripetizione di parole o di frasi fuori dalcontesto, la coprolalia (utilizzo di parole socialmente inaccettabili, spesso oscene), lapalilalia (ripetizione dei propri suoni o delle proprie parole) e l’ecoalia (ripetizione delsuono, parola o frase uditi per ultimi). Altri tic complessi includono l’ecocinesi(imitazione dei movimenti altrui).L’evoluzione dei comportamenti ticcosi nel tempo permette di distinguere :
 
I
tic transitori
, che includono tic motori o vocali che perdurano almeno 4settimane ma non più di 12 mesi consecutivi [DSM IV, 1994]. L’insorgenza tipicaè fra 3 e 10 anni e spariscono spontaneamente. Sono i più frequenti.
 
I
tic cronici
, condizione che può essere osservata sia in bambini sia in adulti, conun esordio prima dei 18 anni. I tic si manifestano molte volte al giorno, per unadurata superiore ad un anno, senza un periodo di tre mesi consecutivi liberi dalsintomo. Sono presenti tic motori
o
tic vocali,
ma non 
entrambi. Questacaratteristica permette la diagnosi differenziale con il
Disturbo di Tourette
, in
 
cui sono presenti contemporaneamente sia tic motori sia tic vocali [DSM IV,1994] .In passato è stata descritta la maggiore frequenza dei tic in soggetti con disturbi delcomportamento (capricciosità, irrequietezza, fobie, “figli unici”).
Epidemiologia
 La patologia ticcosa presenta una elevata frequenza. Si ritiene che la prevalenza dei ticnell’ambito della popolazione generale vari dal 4% al 19% nel periodo delle scuoleelementari, mentre la prevalenza della Sindrome di Tourette varia dallo 0.5% al 3.8%(Dooley, 2006). I comportamenti da tic sono più diffusi tra i maschi rispetto allefemmine.
Diagnosi differenziale
Occorre distinguere i tic da altri movimenti anormali che non possiedono né il carattereimprovviso né l’aspetto stereotipato; movimenti coreici, gesti di scongiuro di alcuneforme ossessive gravi (strisciare i piedi sul terreno, toccare ripetutamente un oggetto),stereotipie psicotiche (gesti spesso caratterizzati da bizzarria); movimenti anormali chepossono accompagnare alcune malattie neurologiche. La differenziazione tra questecondizione e i disturbi da tic è di solito compiuta su basi cliniche e sulle modalità dipresentazione e di evoluzione del disturbo. Alcune caratteristiche tipiche dei tic, come ilfatto di essere improvvisi, scanditi parossisticamente e sopprimibili, raramente sonoassociate in assenza di un vero disturbo da tic.Non esistono test diagnostici di conferma della diagnosi di Disturbo da Tic (Cassano,2002). Un’anamnesi accurata, una valutazione della storia familiare, l’osservazione el’esame neurologico del bambino sono di solito sufficienti per porre la diagnosidescrittiva di Disturbo da Tic.
Il significato
Il significato del tic non è univoco. All’inizio il tic può essere una semplice condotta motoria reattiva ad una situazioned’ansia momentanea (separazione, malattia…) che mostra la facilità di alcuni bambini dipassare nella sfera motoria gli affetti, i conflitti e le tensioni psichiche. L’associazione conl’instabilità del comportamento è infatti frequente. La persistenza del comportamentoticcoso però può rappresentare una possibile modalità di espressione di successiviconflitti e può assumere significati successivi fino a perdere il suo/suoi significato(i)iniziale(i), per diventare un modo d’essere profondamente ancorato nel corpo. Per alcunisoggetti il tic può essere considerato una via di scarico privilegiata delle tensioni.E’ frequente l’associazione tra tic e tratti ossessivi soprattutto in soggetti che sicontrollano molto e che reprimono drasticamente ogni manifestazione aggressiva. Il tic èritenuto in questi casi, secondo la tradizione psicodinamica, avere sia una valenzadirettamente aggressiva, attraverso una grossolana simbolizzazione, sia autopunitiva, peril rivolgimento dell’aggressività sul sè.E’ raro che il bambino parli spontaneamente del suo sintomo, arrivando spesso anegarlo. Di frequente un aspetto sottomesso e passivo si accompagna in realtà a
 
condotte oppositive. Nei disegni possono emergere tratti di perfezionismo e rigore; i ticpossono comparire all’improvviso interrompendo questo grafismo controllato.In altri casi il tic è interpretato come una manifestazioni di conversione isterica,soprattutto in bambini più grandi o in adolescenti, quando spesso i tic sono successivi adincidenti o ad interventi chirurgici. In questo caso il tic permette di scaricare la tensionerepressa, e il significato simbolico del tic sarà diverso per ogni bambino (Marcelli, 1999). Ad un livello più arcaico il tic può verificarsi in bambini con organizzazioni psicotichedella personalità, in cui la scarica pulsionale avviene in un corpo il cui vissuto è cosìframmentato da dover sempre essere controllato e mantenuto sotto tensione.
Patogenesi
Da sempre i tic sono stati considerati un processo che si pone a cavaliere tra mente ecorpo, e come tale è oggetto di studio sia di neurologi, che di psichiatri e psicologi.La dimensione psicologica è sottolineata dalle difficoltà comportamentalifrequentemente associate ai tic e dalla loro espressione temporale – spesso conseguentead un evento stressante (dal significato non necessariamente negativo) – ma sononumerosi gli studi che considerano un substrato genetico e neuro-anatomico.Sembra infatti che alcuni fattori genetici siano coinvolti nella trasmissione della vulnerabilità del disturbo, suggerendo una dominanza autosomica a penetrazione variabile. Il gene sembrerebbe collegato ad alcune forme di Disturbo dell’Attenzione /Iperattività e di Disturbo Ossessivo-Compulsivo.Come substrato neuroanatomico, in particolare viene indicato il ruolo di fattori organiciextrapiramidali e il coinvolgimento del “sistema adattivo” a mediazione dopaminergica,che modula le reazioni individuali emotive come risposta all’ambiente.
 Approccio terapeutico
Nella maggior parte dei casi la risoluzione del disturbo è spontanea e non richiede alcunintervento farmacologico.La letteratura medica riporta come il trattamento farmacologico sia da riservare alleforme croniche ed invalidanti, oltre che alla Sindrome di Tourette. Tuttavia unintervento specifico può essere utile non tanto quando i tic sono “gravi”, ma quando losviluppo del bambino è minacciato in uno dei suoi ambiti. Sebbene nella attività clinicasiano usati diversi tipi di farmaci, i più efficaci sono risultati gli antagonisti relativamenteselettivi dei recettori D2, aloperidolo e pimozide, con risposte favorevoli intorno al 70%[Shapiro et al., 1989]. La dose efficace è assai variabile da un caso all’altro. A livello della famiglia è necessario trattare l’ansia che si può presentare in seguito allacomparsa dei tic. E’ utile consigliare di non occuparsi dei tic, non reprimerli nésopravvalutarli.Il comportamento dei genitori alle prime manifestazioni del tic può essere determinanterispetto all’evoluzione. Rimproveri insistenti e proibizioni accrescono l’ansia e l’angosciae la legano in modo diretto alle scariche motorie.Il trattamento dei pazienti può essere così differenziato:
-
 
terapia psicomotoria o rilassamento
si utilizzano soprattutto con bambini piùgrandi, quando predominano sintomi come un comportamento motorio
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