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Cos’altro potrebbe tur-bare il sonno ai vicentinipreoccupati per lo statodi salute della Sanità,oltre ai tagli sulle spesecorrenti, la riduzione diinvestimenti, lepolemiche infinite traprimari e direttore gen-erale? Ad esempio, lapresenza in città di uncacciatore notturno diambulanze che con lasua auto si incolla dietroalle sirene e, con speri-colate manovre, tentapoi di bloccarle lungo lastrada.Stiamo parlando delmisterioso pilota di unacoupé rossa che inqueste notti d’inizio pri-mavera (l’ultima lunedìscorso) si appostadavanti al ProntoSoccorso del SanBortolo. Motore acceso,mano sinistra salda-mente sul volante,destra sul cambiopronta ad ingranare laprima, appena l’ambu-lanza esce con i lampeg-gianti accesi, parte lacaccia. E così che un’us-cita di servizio sitrasforma in una sfidaall’ultimo pistone, ten-tando di seminare il cac-ciatore che insegue, affi-anca, precede l’ambu-lanza frenando eaccellerando all’im-provviso per cercare dibloccare i poveri sani-tari del 118. A raccon-tare il bizzarro episodiosono gli stessi operatoridel servizio, preoccupatidalla sfida lanciata dalfantasioso emulo delfilm Duel. “Gli autistidell’ambulanza fanno ditutto per seminarlo eper far perdere le pro-prie tracce. Ma unavolta rientrati in sedel’uomo è di nuovo lì,appostato nell’ombra –questa volta a piedi – adattenderli. Il singolarepersonaggio si è avvici-nato ma appenal’autista gli ha rivolto laporola chiedendo chifosse, ha girato i tacchidandosela a gambe”raccontano al ProntoSoccorso. “Ancora nonsiamo riusciti a scoprireesattamente chi sia. Maabbiamo allertato laQuestura, che ci hatranquillizzato: pare sitratti di una personaben nota ai servizipsichiatrici, convintoche le ambulanze sianonavicelle aliene e chel’ospedale faccia da cop-ertura ad una basemarziana. Insomma,nulla di cui preoccuparsiveramente”. Sirasserenino dunque ivicentini, il “cacciatore”non è certo il più gravedei problemi che assil-lano la sanità.
Inchiesta. Primari cacciati, tagli milionari: ecco cosa succede
Rossi ci prova con la velina
Il presidente di Aim “sgrida” il Giornale di Vicenza ma viene sbugiardato
Ha appena promesso un grande accordo conl’Agsm di Verona, ma sarebbe bene che comin-ciasse col mettere d’accordo se stesso.Giuseppe Rossi, presidente di Aim, è riuscito alitigare con se stesso, con il Giornale diVicenza, con Silvio Fortuna e con il suo partito,Alleanza Nazionale. Contemporaneamente.Tutto nasce da un pezzo scritto dai consiglieridi centrosinistra Ubaldo Alifuoco e MarinoQuaresimin e pubblicato dal Giornale diVicenza. I due, che hanno spulciato nei bilancidi Aim, evidenziano i loro dubbi per una situa-zione non proprio rosea.Al pezzo segue una reazione - a dir poco scom-posta - di Giuseppe Rossi, che dopo aver lettole osservazioni di Alifuoco e Quaresimin avreb-be preso carta e penna e scritto una letterasdegnata non già alla redazione, a Quaresimino ad Alifuoco ma all’amministratore delegatodel Giornale di Vicenza, Alessandro Zelgher,lamentando una presunta informazione scorret-ta e puntando l’indice sul direttore, GiulioAntonacci.Colpe che Antonacci si scrolla facilmente didosso: a controbattere la tesi del centrosinistrasulla questione Aim, il suo giornale ha datospazio nella stessa pagina all’assessore albilancio del Comune Carla Ancora (forzista), aun comunicato delle municipalizzate e a unalunga intervista allo stesso presidente Rossi(che tra parentesi, con un ardito paragone,aveva confrontato Aim e Parmalat).A far infuriare tutti però non sono solo gli ingiu-stificati lamenti di Rossi ma anche e soprattut-to l’indebita pressione sul dirigentedell’Athesis, la società editrice del giornale.Pare che Rossi sia diventato “rosso” (il che ètutto dire per uno di Alleanza Nazionale) quandogli stessi esponenti del suo partito gli hannofatto notare di essersi mosso come un elefantenella cristalleria. Al che, il coraggioso presiden-te delle Aim avrebbe sbugiardato se stessoscaricando la colpa sul suo consigliere (e, asuo dire, vero autore-ispiratore della lettera),Silvio Fortuna.Sparare su Fortuna è facile e ingeneroso: l’im-prenditore vicentino (amministratore delegatodell’ArcLinea di Caldogno) sta passando unmomentaccio: non solo per la situazione in Aimma anche per essersi schierato controMontezemolo e Calearo in Confindustria. Scelteche oggi gli fanno traballare poltrone e carrierapolitica.In questo senso, l’imbarazzante lettera inviataall’amministratore delegato dell’Athesis sareb-be dunque l’ennesimo affondo di Fortuna neiconfronti di Massimo Calearo, presidentedell’Assindustria vicentina (azionista di riferi-mento del Giornale di Vicenza).In ogni caso, lo scivolone ha provocato più diqualche nervosismo anche ai piani alti di An.Una tirata d’orecchio per i protagonisti - assicu-rano i ben informati - è assicurata.
vicenzaabc
la città a chiare lettere
SETTIMANALEDIINFORMAZIONE, CULTURA, POLITICA, ASSOCIAZIONISMO, SPETTACOLO
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venerdì 2 aprile 2004, numero 3, anno III 
Editore: VicenzaAbc scarl, Corte dei Molini 7, 36100 Vicenza. Partita Iva 03017440243. Telefono 0444.305523. Fax 0444.314669. E mail: info@vicenzaabc.it. Spedizione in abbonamento postale 45% Comma 20/B, legge 662/96 - DCVicenzaR
 
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politica
Alta tensioneper l’Alta velocità
cronaca
Pensionati“Contro Silvioserviamo noi”
ritratti vicentini
Giorgio Casarail prof più amatodagli studenti vicentini
economia
Vicenza riscoprela campagna
dibattito
Il quarto poteredello smog
cultura
“Goffredo amico mio”Giulio Nascimbeniracconta Parise
San Bortolotra utopia e realtà
L’incubo notturnodelle ambulanze
Incontri ravvicinati del terzo tipo.Da qualche giorno i mezzi di emergenzadel San Bortolo sono tallonati da una coupé rossa che non c’è modo di seminare
di Andrea Tramarin*
Il San Bortolo moderno è statoideato da Igino Fanton, un ammi-nistratore illuminato che ha dato,prima di tutto, un ruolo all’ospeda-le. Fu durante gli anni settanta,infatti, che furono attivate tuttequelle specialità ancora assenti neipoli universitari vicini: la Chirurgiamaxillo faciale, l’Ematologia, laFisiatria e molte altre ancora.Il fatto di avere un ospedale dota-to, come si usa dire nell’odiernopolitichese, di “centri di eccellen-za” era, ed è evidentemente ancoraoggi, qualcosa che soddisfa la psi-cologia dei vicentini. Furono quelligli anni che il prof. Dini, uno deidecani ed ex-primario di questoospedale, definisce ancora come i“golden twenties”. Il San Bortolonon solo prese forma, ma assunseanche un ruolo ed un peso nelpanorama della sanità veneta. Ineffetti, la sfortuna storica di questacittà è quella di essere sempre oscu-rata dalle più blasonate città vicineche, nel caso della sanità, sonopure due poli universitari. D’altraparte, perché mai Vicenza nondovrebbe avere un ospedale dirango? Il San Bortolo, bene o male,è il punto di riferimento di un terri-torio vastissimo. E c’è in questacittà un umore, un vigore, un’inventiva, un sangue e dei muscoliche in certe metropoli non possononeppure sognarsi.La recente storia del san Bortolo èstata caratterizzata da alcuni leit-motiv che, tediosamente, sono statiribaditi per mesi nella stampa loca-le: il buco nel bilancio, la bocciatu-ra del piano industriale, il commis-sariamento. A mandare in rosso ilbilancio dell’ospedale sarebberostate diverse iniziative, tra le quali,l’acquisto di una attrezzatura d’a-vanguardia per il trattamento deitumori: il cyberknife, una tecnolo-gia unica in Europa. La bocciaturaha riguardato, e in un certo sensoumiliato, anche la città stessa ed ilsuo ruolo. Il peso di una città in unambito regionale, come quellosanitario, non è certo un aspettotrascurabile. Non si tratta infattidell’identità da campanile. E’ l’effi-cienza dei sistemi di allocazionedelle risorse della regione e lacopertura del territorio ad essereposta sotto la lente d’ingrandimen-to.Il San Bortolo ha recentemente vis-suto un inattesa rivoluzione: dauna politica di investimenti e dicrescita si è passati ad una politicadi austerità e di contenimento dellaspesa. Un passaggio dal mondodella fantasia a quello della realtà.L’entusiasmo e la voglia di fare chela precedente amministrazioneaveva creato sono ormai solo unricordo. Purtroppo, in queste cosebisogna essere più realisti del re euna cosa è certa: le regole attualidanno ragione a chi, nel bene e nelmale, tiene fede al mandato che gliè stato conferito. Chi investe insanità trova sempre popolarità econsenso. Chi risparmia, o cerca dirazionalizzare l’esistente, invece, siritrova ad interpretare un ruolooscuro ed impopolare. Alla doman-da sulla bontà dell’attuale e tra-scorsa amministrazione del SanBortolo non c’è quindi risposta.Sono le regole generali del sistemache vanno cambiate. Non esiste,infatti, un modo oggettivo per giu-dicare l’operato di un direttoregenerale e non c’è alcun equilibrio,a tutt’oggi, tra il potere sanitarioregionale e il potere sanitario loca-le. Un bilancio, poi, non è certo unparametro che, da solo, possabastare a definire come efficace lagestione di un ospedale.Paradossalmente, infatti, per man-tenere un bilancio in pareggio puòbastare, in teoria, un atteggiamentoimprontato alla totale indolenza edalla più completa passività.Bisognerebbe, quindi, ripensare almodello di valutazione degli ospe-dali rendendolo più trasparente edemocratico. Una pagella con votie materie, così sono valutati, adesempio, gli ospedali in Inghilterra.Se i direttori generali fossero giudi-cati sulla base della riduzione delleliste di attesa, sulla qualità del ser-vizio alberghiero, sull’igiene dell’o-spedale; se fossero resi espliciti ilnumero degli interventi chirurgicisaltati, la prevalenza delle infezioniospedaliere, la soddisfazione deglioperatori sanitari (anche i dati sul-l’assenteismo sarebbero sufficientia tal scopo); se al posto della spesasanitaria calcolata sul numero diabitanti ci fosse la misurazione delreale fabbisogno finanziario di unospedale; beh, allora si, si potrebbecominciare a ragionare e ciò chesembra utopia potrebbe essere,chissà, una realtà.
*infettivologoed economista sanitario
Stanno distruggendo
l’ospedale
Servizi a pagg. 4 e 5
 
La Vicenza del nuovo millen-nio: una city da 250 mila abi-tanti, la metropolitana. Unauniversità con 10 mila studenti,un nuovo teatro, un parco tec-nologico a Vicenza est. Ecco ildisegno per la Vicenza didomani voluto dall'ingegner
Giovanni Crocioni
, uno degliurbanisti più conosciuti nelPaese, il quale fra mille squillidi tromba aveva preparato dueanni fa una bozza di nuovopiano regolatore che avrebberegalato a Vicenza il salto diqualità atteso da cinquant'anni.Ma che fine ha fatto Crocioni?Ufficialmente la sua bozza è inattesa di un’ulteriore valutazio-ne del consiglio, ma si vociferaormai da un anno che l'insigneprofessore universitario non siamai stato gradito alla direttricedel Territorio
LorellaBressanello.
Sembra che lavisione dell'urbanistica diCrocioni, una visione di largorespiro, si sia dimostrataappunto di respiro eccessiva-mente ampio rispetto a quelloche aleggia da almeno trent'an-ni sugli uffici tecnici cittadini.Tant'è che da mesi di Crocioninon parla più nessuno. Se sidomanda dove sia a qualcheesponente della giunta, la cosaprovoca una orticaria.
m.m
Alta velocità e Aim sono stati i grandi temi dell'agen-da settimanale della politica vicentina. Ma è il proget-to del supertreno che, in questi giorni, registra lenovità più importanti.
Alta velocità: sindacicontro locomotori
Il
Tar del Lazio
la settimana scorsa è statochiaro. Entro una ventina di giorni si saprà se sullaapplicazione della legge obiettivo allaVerona-Vicenza-Padova esistono profili diincostituzionalità. In soldoni si saprà se sulpercorso occidentale della tratta veneta dell'altacapacità si potrà far valere la procedura sprintscelta dal Gruppo Fs o se i rilievi mossi dallaconferenza permanente dei sindaci dell'area bericaverranno presi in considerazione proprio dallamagistratura amministrativa, che potrebbe chiederel'intervento dell'Alta Corte.Questa decisione potrebbe cambiare completamentelo scenario sulla Tav, che attualmente pende dallaparte del Gruppo Fs, il quale non ha mai gradito leresistenze incontrate nel Padovano, nel Vicentino enel Veronese. Resistenze che hanno impedito al gesto-re ferroviario di presentare un progetto che invece ègià pronto per il resto della tratta Milano Venezia.L'ipotesi però che
Tar e Corte costituzionale
surgeli-no il contenzioso mettendo a rischio la prosecuzionedella progettazione, ha fatto imbufalire il presidentedella commissione Territorio
Beppe Tapparello
(An),che come il suo compagno di partito
Claudio Cicero
(assessore ai trasporti) non condivide che i comunidella cintura berica (della Cdl, come dell'Ulivo)abbiano ricorso contro l'applicazione della leggeobiettivo al progetto voluto dalle Ferrovie delloStato.La questione è complessa. Sia Vicenza, sia i comunidell'hinterland hanno sposato un progetto alternativoche prevede la realizzazione di un tunnel sotto ilcapoluogo che si ricollega poi a Torri in direzionePadova e ad Altavilla in direzione Verona.Conferenza e capoluogo sostengono che l'opera (800milioni di euro in preventivo) è assai meno invasivasul piano sociale ed economico, perchè l'interramento- sostiene il consulente scientifico della conferenza
Erasmo Venosi
- eviterebbe sventramenti inimmagina-bili ed un uso quanto meno poco assennato dellerisorse del territorio locale. Cicero ed il consigliocomunale del capoluogo sono sempre stati su unaposizione simile, ma quando si è passati al ricorso alTar (a Roma pare che ci siano buone possibilità l’ap-plicazione della procedura sprint sia messa in unangolo), la maggioranza non ha gradito. Cicerosoprattutto teme che un affronto del genere possaindispettire il
ministro dei Trasporti Lunardi
, il qualepotrebbe essere meno propenso ad aprire icordoni della borsa per il progetto meno impattante eper dare l'ok a quello di Fs, che costa la metà.Il fatto è che Cicero non lo ha mai detto apertamente,ma teme che una volta bloccato l'intero progettoVicenza dovrà dire addio anche alla nuova stazione eai finanziamenti che rimarrebbero impigliati all'operaprincipale e che potrebbero essere adoperati per opereda realizzare in città.
Ma Cicero non vuoleperdere il treno
Ma a che cosa servirà realmente il supertreno?Inizialmente si doveva trattare di una linea che avreb-be garantito sulle direttrici principali (Napoli-Roma,Torino Trieste in primis) collegamenti ancor più rapi-di degli attuali Eurostar.Insomma treni che si voleva assomigliassero un po'nelle prestazioni ai Tgv francesi e agli Ice tedeschi.Poi però il super treno Tav (treno alta velocità) èdiventato un sogno troppo costoso, sicché dal cilin-dro di Fs è uscita la Tac (treno alta capacità). Untreno che possa garantire medie un po' più elevate,un alto flusso di passeggeri e merci. Ma quali sono ledifferenze allora tra risistemare l’attuale linea ecostruirne una nuova se non c'èbisogno di grosse punte di veloci-tà?"Non vorrei mai - sottolineaVenosi - che alla fine della fiera ilgioco sia semplice. Le proiezionisugli aumenti dei viaggiatori edelle merci presentate per il pros-simo decennio dallo stessoGruppo Fs a lavori conclusi parladi piccole cifre percentuali (2%per i passeggeri; 0,6% per lemerci, Ndr) perchè spendere tantoallora? Non vorrei mai che lavera utilità dell’alta capactà sia ilgigantesco volume di affari e diappalti generato con soldi pubbli-ci al 100% e controllato dalmanagement del Gruppo Fs".Diversa invece la questione dellaalleanza di Aim con la veroneseAgsm. L'ipotesi di accordo è stataprospettata dal presidente dellaspa berica Giuseppe Rossi, chenon ha però voluto entrare neidettagli. Il sindaco EnricoHüllweck ha accolto molto positi-vamente la proposta; lo stessogiudizio proviene da VicenzaCapoluogo che plaude alla pro-spettiva.Sulla testa del sindaco peròincombe ancora la bruttafigura rimediata tre anni fa quan-do in pompa magna il governato-re veneto
Gianfranco Galan
, lostesso Hüllweck e gli allora sindaci di Padova eVerona annunciarono una santa alleanza delle tre piùimportanti multiutility venete. Alleanza che poi si èsfarinata nei mesi a seguire. Il patto in via di defini-zione quindi è in attesa anche dell'ok politico dellagiunta scaligera, che ora esprime un sindaco di cen-trosinistra.
Marco Milioni
sette giorni di politica
Alta Velocità: Cicero va di corsama i sindaci fermano il treno
Tapparello e Cicero contro gli amministratori dell’Area Berica che hanno ricorso contro la procedura velocizzata per il Tav:la paura è quella di indispettire il ministro dei Trasporti Lunardi e soprattutto di perdere i finanziamenti legati alla grande opera
Intanto l’Aim tiene banco: l’alleanza con Verona, presentata qualche giorno fa, resta ancora un mistero
Il golden boy azzurro che gioca anche per gli avversari
Golden boy della politicavicentina o ragazzetto obbliga-to ancora ad ascoltare i consi- gli (politici si intende) di papà? Uomo chiave della svol-ta forzista in città o capo diuna fronda finita male? Sonoqueste le domande che esconodai muri e dai corridoi di palazzo Trissino quando si parla di
 Marco Zocca
.Trentasei anni, figlio diAlberto, uno dei Dc in voga ai primi degli anni Novanta,Marco aveva messo sotto scac-co il sindaco
 Enrico Hüllweck
durante la scorsa estate gui-dando la fronda interna al  gruppo azzurro con l'aiuto di
 Fiorenza Dal Zotto
.Manovrando con abilità,Zocca era riuscito a farsinominare a capo della presi-denza della commissione terri-torio facendo uno sgarbo al  primo cittadino e ad An, iquali per la poltronissima ave-vano designato il più mansue-to
 Beppe Tapparello
 , propriodi Alleanza Nazionale.
Operazione vendettao voglia di pulizia?
I sostenitori di Zocca pensanoche fosse la mossa giusta perfare un po' di repulisti all'ur-banistica, per dare il via ad una nuova fase di trasparenza.I detrattori pensano invece sisia trattato di una vendetta adanno del sindaco, reo, secon-do lo stesso Zocca, di nonavergli assegnato una sedia in giunta pari al peso dell'attualeconsigliere, il quale seccato per la "misera" proposta di unreferato al decentramentodopo le elezioni di giugnoavrebbe sbattuto la porta infaccia all'esecutivo.Il giochino però si è rotto inmano a Zocca quando, pressa-to da una parte dei consiglieri,è stato obbligato a mollare la presidenza a favore diTapparello.
Quando Marcofece tremare Hüllweck
E ancora una volta i giudizi sisono divisi: mancanza diappoggi politici forniti da papà; poco stomaco per gioca-re duro quando il gioco si faduro, la ragione dei maldicen-ti. Fiducia nel partito, volontàdi dialogo con gli alleati, è latesi cara agli amici. Ma c'èstata un'altra occasione in cuiMarco ha avuto in mano il bottone per “spegnere”Hüllweck.
E quando “controllò”Berlusconi
A fine anno quando si è vota-ta la maxi delibera sul Cotorossi e sul nuovo tribuna-le, un affare per qualche centi-naia di milioni di euro (un piano molto gradito anche al  premier
Silvio Berlusconi,
finoa poche settimane fa proprie-tario dell'area) Zocca control-lava un pugno di voti con iquali, assieme alla minoranzaavrebbe potuto far saltarecontinuamente il numero lega-le, mandando all'aria unaccordo che doveva esserevotato entro il 31 dicembre.Gli anti Zocca sostengono sitrattasse del solito bluff perottenere qualcosa, magari la promessa di un posto di pre- gio in giunta. Altri non dubi-tano della volontà del goldenboy (di professione commer-cialista) di dare una ventata dinovità al partito, dal quale però sembra siano arrivateminacce di espulsione qualorafosse saltato per aria il proget-to gradito al gran capo in per-sona.
m.m
Identikit del potere.
Marco Zocca ha tenuto lungamente in scacco la sua maggioranza e perfino l’accordo che piace a Berlusconi
ACQUEMOSSE INLAGUNALABIRINTI DIPALAZZO
Crocioni? Metteteci una croce sopra
Era stato voluto da Hüllweck ma ora del progetto dell’ingegnere non c’è più traccia
È cominciata la corsa per accaparrarsi un po’ di voti degli ita-liani che vivono all’estero da quando, finalmente, potrannovotare a partire dalle prossime politiche del 2006.In Veneto sono due i partiti che si sono mossi per primi eche, una volta individuata nell’America Latina la riserva elet-torale da sfruttare, si sono accuratamente spartiti le minieredi voti.La Lega Nord punta al Brasile dove moltissimi sono i venetiemigrati mentre Alleanza Nazionale si è specializzatanell’Argentina anche questa una buona piazza dove i cittadi-ni con doppio passaporto sono tantissimi.Due partiti e due strategie diverse. La Lega Nord ha scelto ladiscrezione, il basso profilo, ed ha affidato al Presidente delConsiglio regionale Enrico Cavaliere il ruolo di apripista.Spesso e volentieri il numero uno dell’assemblea legislativaveneta prende il volo verso Rio Grande Do Sul che è un po’la sua base operativa. I primi viaggi avevano qualche motiva-zione ufficiale come l’inaugurazione di un leone di San Marcoin pietra donato dal Consiglio veneto alla cittàdi Rio Grande; in seguito le missioni si sono fatte semprepiù “top secret”.Alleanza Nazionale ha, invece, scelto una via più visibile conl’assessore Raffaele Zanon, a cui Galan ha affidato la dele-ga ai flussi migratori, che fa la spola tra Venezia e BuenosAires forte anche del suo incarico di consulente del ministroper gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia. Ma per Zanon sonopresto cominciati i guai.Ci si è accorti, innanzitutto, che gli aiuti del Veneto agli argen-tini travolti dalla crisi economica (soprattutto vestiti usati emedicine non omologate per il Sudamerica) non vanno bene.E così Zanon ha recentemente annunciato il “contrordine”: ladestinazione dei fondi veneti per l’Argentina (1,5 milioni dieuro) cambierà e sarà indirizzata verso attrezzature ospeda-liere e polizze assicurative per coprire le spese sociosanita-rie di chi non può permetterselo. Unico particolare: Zanon“dimentica” di dire che questa nuova destinazione dei fondiè già stata illustrata proprio a Buenos Aires dal suo ideatoree cioè il collega di Giunta assessore alle Politiche socialiAntonio De Poli (Udc).L’agitarsi di Zanon nei pressi delle pampas argentine non èpassato inosservato anche per altri motivi. L’assessore di Anviene, infatti, accusato dal Comitato delle Associazioni deiVeneti Argentina (Cava) di lavorare per creare una strutturaparallela e alternativa di stretta osservanza An con un obiet-tivo che non è difficile immaginare :sostenere alle elezioni leliste “Tricolore Italiani nel Mondo”. Allarmato da tanto attivi-smo dei suoi assessori il Presidente Galan ha deciso di occu-parsene personalmente e, infatti, la scorsa settimana hafatto un salto a Buenos Aires (con giornalisti al seguito) percalmare le acque, mettere un po’ d’ordine e incoraggiare ipoveri veneto-argentini che non ci capiscono più niente.Forza Argentina, anzi, no, Forza Italia.
A caccia di voti nella pampa
Dalla Regione.
Il voto degli emigrati divide i partiti: la Lega in Brasile, An in Argentina
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Treno ad alta velocità ancorafermo. Per la gioia di migliaia divicentini preoccupati dai danniambientali e dalle spese folliattorno al progetto
 
cronaca3
In migliaia contro Berlusconi“Ma che forza noi pensionati”
In pullman e in treno gli “over 60” vicentini si mobilitano per difendere le pensioni contro le strategie del Governo“Ormai siamo noi il vero collante del sindacato” E per farsi pubblicità, la politica conquista anche le pagine della terza età
Hanno unito i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil:su tutto possono litigare, ma sui temi caripensionati l’unione è massima. Masoprattutto, sono ormai così importanti,anche numericamente, che per conquistar-li si fa di tutto e di più. Come hannoappunto fatto i tre sindacati confederaliche, per portarli alla grande manifestazio-ne di Roma domani, hanno comperatouna pagina nello speciale Terza età delGiornale di Vicenza. Segno dei tempi: lad-dove una volta c’erano solo reclame diapparecchi acustici, oggi arriva la politica.“Siamo tanti, siamo importanti - diceSandro Lanzarin - pensionato che domani -“pioggia o vento che sia” a Roma ci sarà.Finalmente cominciano ad accorgersi dinoi. Anche perchè, rispetto ai nostri figli enipoti, siamo molto più idealisti. Stranoma vero, tocca a noi lottare per un’Italiamigliore per i nostri nipoti”.Non a caso, da Vicenza partiranno pull-man organizzati proprio per loro, i pensio-nati. “Noi ne abbiamo raccolti quasi unadecina” dicono in Cgil. “Noi solo qualcunodi meno” aggiungono in Cisl. E la Uil è aruota.Partiranno nel corso della notte (chissà secanteranno Azzurro, coi tempi che corronoo Bandiera Rossa) e si sentiranno, questoè certo, molto più giovani dei loro figli.“Ormai siamo in maggioranza, all’internodelle sigle sindacali - spiega GiorgioLombardo, trent’anni nel settore pubblico -Io la prendo in allegria, ma per la maggiorparte siamo persone che non ce la fannopiù. Traditi dalle riforme del Governo, conla vita che costa cara e le spese sanitariein aumento, non chiediamo una previden-za da nababbi ma solo il minimo indispen-sabile per una vita dignitosa.”Marina Trentin, segretaria della federazio-ne pensionati Cisl di Vicenza, ci illustra ilpiano della manifestazione. “Se l’annoscorso abbiamo protestato soprattutto peri tagli del trattamento sociosanitario, il 3aprile saremo a Roma anche per l’inflazio-ne reale, sfuggita a qualsiasi controllodelle istituzioni.” Da una parte l’aumentodelle spese sanitarie, dall’altra la diminu-zione del potere di acquisto. È per questoche il nostro obiettivo è portare 500 milapersone a manifestare.”Noi della Spi-Cgil Vicenza saremo 350-400– incalza Gino Ferraresso – e tengo a spe-cificare persone e non pensionati perchési tratta di problemi di tutti. Anche se èvero che all’interno dei sindacati noi pen-sionati siamo sempre di più. Allo Spi sonoiscritte 26650 persone, quasi il 60% deltotale Cgil”.Un altro tema scottante sono le spese pergli anziani non autosufficienti. Mario DallaValle, dei pensionati Uil, gira il coltellonella piaga: “Chiederemo anche l’istituzio-ne di un fondo per questo problema: l’al-lungamento della vita comporta un mag-gior numero di invalidi. Si tratta di unaspesa enorme per le famiglie sia nel casodi ricovero in casa di riposo, sia nel casodi assistenza in casa attraverso badanti.”Dello stesso parere è Marina Trentin:“Negli scorsi mesi abbiamo organizzatopresidi contro il bilancio regionale. IlGoverno non sembra capire che l’aumentodei ticket ospedalieri e la diminuzione deicontributi per le case di riposo non creanosolo problemi agli anziani. Diminuendol’autosufficienza dei pensionati si intaccaanche il potere d’acquisto delle famiglie.”Dunque, gli anziani più agguerriti dei lavo-ratori nel difendere i loro diritti. “Forse per-ché hanno avuto altre esperienze – consi-dera Trentin – Gli avvenimenti degli anni‘40, la guerra e il dopoguerra, il boomeconomico e il desiderio di offrire una vitamigliore ai figli.” I ‘vecchi’, insomma, siscoprono più idealisti dei giovani. E diven-tano anche un collante per le parti sociali.“A questa manifestazione partecipanotutte e tre le sigle sindacali in modo com-patto. Non ci saranno solo pensionati maanche tanti lavoratori preoccupati per illoro futuro”.Tra i pensionati famosi del vicentino ancheMario Rigoni Stern. Che però - fanno sape-re in segreteria - non parteciperà allamanifestazione. “Troppi acciacchi - spiega- ma virtualmente sono lì con voi”.
i.t.
Domani la grande manifestazione a Roma.
Protagonisti di primo piano gli anziani, che si scoprono più idealisti dei loro nipotini 
Solo una dozzina a scuola da Cicero
“I vicentini stanno imparando e poi le rotatorie arredano: vederete come saranno belle”  E intato c’è chi, ispirandosi alle sue creazioni, ha inventato un nuovo movimento artistico
Il professor Cicero in cattedra affa-scina solo una dozzina di vicentini.Sarà il tema un po’ abusato (le rota-torie), sarà l’ora (20,30 di lunedì 29marzo, Oratorio dei Proti) ma la pub-blicizzata relazione dell’assessorenon ha riscosso grandi entusiasmi.Eppure, in difesa dell’impegno diCicero, bisogna ammettere che dilezioni di guida i nostri concittadinine avrebbero bisogno.I vicentini infatti non ci hanno ancoracapito granché: preferiscono stare alcentro e quando possibile, come nelcaso del rondò davanti alla stazione,tagliare il cordolo come i piloti diFormula 1. Lo hanno testimoniato ifilmati presentati dall'assessore, incollaborazione con gli istruttori bericidelle Autoscuole Seat Italia.Telecamere fisse sono state siste-mate per un'ora in ognuna delle pri-cipali rotatorie cittadine con risultatitragicomici: automobilisti che conti-nuano a dare la precedenza adestra, altri che si muovono in conti-nuazione da una corsia all'altra,quasi sempre senza usare la frec-cia, altri ancora che non trovano ilcoraggio di immettersi nel circolo.E' la prova che i vicentini sono nega-ti per le rotatorie o che le rotatoriesono negate per i vicentini?“I vicentini stanno ancora imparan-do” risponde ottimista Cicero a unaplatea invero un po’ dubbiosa. Qui inCircoscrizione 1 l’assessore ha fis-sato il primo di una serie di incontri(ma chissà se avrà voglia di farnealtri) per spiegare l’uso e i vantaggidelle rotatorie ai cittadini. Nel dubbioperò, l’assessore la butta anche sullato estetico. “Le rotatorie poi, arre-dano. Vero è che per adesso, aparte quella di Ponte degli Angeli,sono ancora brutte e spoglie. Mapresto verranno abbellite e i bidonimobili bianchi e rossi lasceranno ilposto a strutture fisse”.Però non ditelo a pedoni e ciclisti:loro, clamorosamente assenti oforse intimoriti nel corso dell’incon-tro, le rotatorie non riescono adamarle. Seccati di dover allungare iloro percorsi per raggiungere i pas-saggi a loro dedicati (leggi “strisce”),terrorizzati da auto che arrivano datutte le parti, faticheranno ad accor-gersi della meravigliosa oasi verdeche si fa rimirare all’interno. Se nonaltro, vista la difficoltà a raggiunger-la, non c’è rischio che qualcuno ciporti il cane a fare i bisognini.Per il resto, l’assessore si è limitatoa un’esposizione lineare e tecnicadelle sue creature. “Le rotatorie conprecedenza ad anello, così si chia-mano tecnicamente quelle che sonoentrate in uso a Vicenza, sono cono-sciuta anche con il nome di “allafrancese”, ma in realtà le hannoinventate gli inglesi”. Entrambi leapprezzano perchè permettonoall'automobilista indeciso e birichinodi continuare a girare intorno indi-sturbato, forte della precedenza chetutti gli altri devono dargli sempre ecomunque.Dopo un paio d’ore di incontro,assieme ai dodici bravi dellaCircoscrizione Uno, ce ne torniamo acasa con gli stessi dubbi di prima.Per fortuna abbiamo in tasca il volu-metto sulle rotatorie pubblicato dalComune di Vicenza: “Quando ilpedone vuole attraversare la strada,deve posizionarsi davanti alle stri-scie pedonali e cercare il contattovisivo con il veicolo che sta soprag-giungendo, non lasciando così dub-bio sulle sue intenzioni”.Roba da brivido.
Enrico Soli
L’assessore spiega le rotatorie in Circoscrizione 1: poco pubblico, tanti dubbi
E a Settecà tiene bancoil problema del passaggio a livello:promesso da tempo ma ancora irrealizzato
Fa discutere a San Pio X il pro-getto che vede l’imminente rea-lizzazione di una pista ciclabile.Tutti si schierano a favore dellasicurezza dei ciclisti, ma sonole condizioni ad essere fonte dimalumori. Il Consigliere diCircoscrizione Antonio Lora fapresente che la decisione éstata presa nel 2001, duranteun’assemblea. Ad essa eranopresenti quaranta persone, ilcui parere é stato ritenuto daCicero indicativo del volere diun quartiere di 12.000 abitan-ti. Il progetto (già in fase diattuazione) prevede una restri-zione di carreggiata oltre allacreazione di un dosso per ladiminuzione della velocità inVia Calvi. Peccato che la cosa,così com’é, non funzioni. Gliautobus, di passaggio in queltratto, non riescono a passarecontemporaneamente nei duesensi. In secondo luogo, nes-suno può guidare a filo marcia-piede. Ma, cosa più grave,all’uscita dagli stop si écostretti ad invadere la carreg-giata opposta. E’ pur vero chela circoscrizione aveva delibera-to su quel tratto di pista, maoltre ai problemi già elencati,Cicero – sottolinea Lora – hadeciso di prolungare il progettofino in via Giorgione. Dallo stu-dio eseguito, è questo uno deitratti con meno incidenti dellazona. Vi sono altre strade, inve-ce, che sono molto meno sicu-re. E’ stata fatta richiesta di unsemaforo “intelligente” in viadalla Scola. Nessuno lo ha maivisto. “Ora la nostra strategia équella di ottenere un dibattitoper evidenziare tali punti critici.Se ciò non dovesse portare anulla, siamo pronti ad indireuna manifestazione in loco e,eventualmente, a recarci inConsiglio Comunale.”
Una passerellaper il Paradiso
Recarsi in Chiesa a Bertesinarichiede una grande fede. Tutticoloro che intendono farlo,infatti, sono costretti ad attra-versare i binari. Il quartiere étagliato in due dalla ferrovia e(per un accordo tra le FS e iComuni che prevede la costru-zione di sottopassaggi ove pos-sibile) il passaggio a livello éstato chiuso. Tuttavia non siintravede alcun lavoro per larealizzazione di un sottopas-saggio. Questo poiché pareche in quel tratto debba uscirel’Alta velocità. La propostaalternativa caldeggiata dai citta-dini e dal Consigliere Lora éuna passerella stile quartiereFerrovieri, anche se più sempli-ce e meno onerosa. La richie-sta é stata avanzata ad iniziodicembre. A tutt’oggi non visono riscontri. In alternativa éstata posta una bretella cheserve solamente quattro abita-zioni. Pressoché inutile quindi.C’é da sottolineare che si parladi un problema di prim’ordinedato che l’attraversamento hagià provocato un decesso.
Il sindaco fa ammenda
Hüllweck rispondeal nostro servizio:è vero, non ho tempoper parlare con la città
Giusto il tempo di uscire in edi-cola col numero scorso che ilsindaco Hüllweck è corso airipari. Vicenza Abc aveva appe-na pubblicato un pezzo (
“Unanno per parlare col sindaco”
)in cui si raccontava dell’odis-sea di molti vicentini che nonriuscivano a mettersi in contat-to col primo cittadino.Non solo: mostravamo il“lasciapassare del sindaco”,pezzo forte della prima campa-gna elettorale, con cuiHüllweck prometteva di acco-gliere a Palazzo Trissino chiun-que volesse conferire con lui.Giusto il tempo di arrivare inedicola, si diceva, cheHüllweck promette subito rime-di: chiama TvA e organizza unapuntata speciale di “Zoom”, ilsettimanale dedicato alComune.Martedì 30 marzo alle ore 19,in oltre venti minuti, il sindacoammette i suoi errori. Dopouna breve scheda di presenta-zione con strette di mano,abbracci e sorrisi tra il primocittadino e i passanti di CorsoPalladio, spiega il suo lascia-passare.
“All’epoca qualche aspetto di non conoscenza del problema l’avevo – 
commenta
Infatti non l’ho ripetuto nella seconda campagna elettorale,memore degli equivoci che aveva determinato. Le parole sono come pietre e qualche volta tutti noi le utilizziamo unpo’ così. Sul lasciapassare c’era scritta una frase precisa: ‘venite a trovarmi se avete pro- poste, consigli e critiche’. Per rispondere a queste esigenze c’è una squadra composta dal Sindaco e da tredici assesso- ri”.
Insomma, un bravo al sindaco.Stimolato dal nostro servizio,ha ammesso l’errore e colma-to una lacuna. Peccato chenella sostanza non cambinulla: Hüllweck ha fatto capireche non dedicherà qualchemezz’ora in più del suo tempoal contatto con i cittadini,come sarebbe stato logicoaspettarsi, ma invita calda-mente le persone a rivolgersiai suoi collaboratori. Se vibasta una stretta di mano,basta bazzicare per il Corso inpresenza di telecamere.
LOTTA SENZA QUARTIERE
Che le rotatorie ispirassero simpa-tie e antipatie, lo sapevamo. Che potessero ispirare arte è una novi-tà assoluta. Eppure sono propriole rotatorie di Cicero ad averspinto un gruppo di giovani artistia fondare il Rotatorismo, movi-mento tutto vicentino che canta,in stile futurista, il dominio dellamacchina sul pedone. Con unadifferenza fondamentale dai mae-stri: l’ironia.“A Vicenza, la linea più breve checongiunge due punti è un circolo – spiega Romeo Alfa, fondatoredel movimento – per questo can-tiamo con irriverenza futurista lerotatorie, la velocità febbrile, lamorte del codice della strada,l’audacia e la competizione. Permolti Vicenza è ancora una terradi ingorghi, una piccola Venezialampeggiante di semafori: nellacittà dei neopatentati vanno inve-ce moltiplicandosi i Nuvolari.Abbiamo in cantiere mostre,incontri, parate rotatoriste cheattraversino in lungo e in largo lacittà. Ma il nostro vero obiettivoresta liberare questo paese dallasua fetida cancrena di vigili,uomini in cappello, lavavetri eantiquari.
Movimento
la rotatoria è la nostra giostradel combattimento,è il portento della vitalitàfiammeggiantenel fulcro storico della città.Non è il destino l’arbitro d’essereo Nulla -divino!-questo lo crede il pedone,è l’oppio del ciclista cretino.E’ la potenza del motoreSpecchio del cuore,del furore impavido,che si fa giudicedel darwinismo automobilistico,boia dell’autista inferiore,spappolatore del pilota artistico.
Corteo
Banco di sardine cheAttende d'esser stipatoIn scatole arancio:Dai banchi alle greggi!Pensammo, nel vedervi sfilareDistratti davanti alla vostra fine.Non capite che sarà un servizioConcepito a rete ad avvinghiarviFino a farvi mancare l'aria?Dedicate i vostri eroismi ad opereBen più nobili. Affossate definitiva-menteIl vecchiume municipalizzato.Allora solamente sarete liberi!Liberi di raggiungerci doveLe correnti si fan vortici circolariE da sarde sarete squali.
e il rotatorismo divenne arte
Se quaranta persone fanno la maggioranza
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