cronaca3
In migliaia contro Berlusconi“Ma che forza noi pensionati”
In pullman e in treno gli “over 60” vicentini si mobilitano per difendere le pensioni contro le strategie del Governo“Ormai siamo noi il vero collante del sindacato” E per farsi pubblicità, la politica conquista anche le pagine della terza età
Hanno unito i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil:su tutto possono litigare, ma sui temi caripensionati l’unione è massima. Masoprattutto, sono ormai così importanti,anche numericamente, che per conquistar-li si fa di tutto e di più. Come hannoappunto fatto i tre sindacati confederaliche, per portarli alla grande manifestazio-ne di Roma domani, hanno comperatouna pagina nello speciale Terza età delGiornale di Vicenza. Segno dei tempi: lad-dove una volta c’erano solo reclame diapparecchi acustici, oggi arriva la politica.“Siamo tanti, siamo importanti - diceSandro Lanzarin - pensionato che domani -“pioggia o vento che sia” a Roma ci sarà.Finalmente cominciano ad accorgersi dinoi. Anche perchè, rispetto ai nostri figli enipoti, siamo molto più idealisti. Stranoma vero, tocca a noi lottare per un’Italiamigliore per i nostri nipoti”.Non a caso, da Vicenza partiranno pull-man organizzati proprio per loro, i pensio-nati. “Noi ne abbiamo raccolti quasi unadecina” dicono in Cgil. “Noi solo qualcunodi meno” aggiungono in Cisl. E la Uil è aruota.Partiranno nel corso della notte (chissà secanteranno Azzurro, coi tempi che corronoo Bandiera Rossa) e si sentiranno, questoè certo, molto più giovani dei loro figli.“Ormai siamo in maggioranza, all’internodelle sigle sindacali - spiega GiorgioLombardo, trent’anni nel settore pubblico -Io la prendo in allegria, ma per la maggiorparte siamo persone che non ce la fannopiù. Traditi dalle riforme del Governo, conla vita che costa cara e le spese sanitariein aumento, non chiediamo una previden-za da nababbi ma solo il minimo indispen-sabile per una vita dignitosa.”Marina Trentin, segretaria della federazio-ne pensionati Cisl di Vicenza, ci illustra ilpiano della manifestazione. “Se l’annoscorso abbiamo protestato soprattutto peri tagli del trattamento sociosanitario, il 3aprile saremo a Roma anche per l’inflazio-ne reale, sfuggita a qualsiasi controllodelle istituzioni.” Da una parte l’aumentodelle spese sanitarie, dall’altra la diminu-zione del potere di acquisto. È per questoche il nostro obiettivo è portare 500 milapersone a manifestare.”Noi della Spi-Cgil Vicenza saremo 350-400– incalza Gino Ferraresso – e tengo a spe-cificare persone e non pensionati perchési tratta di problemi di tutti. Anche se èvero che all’interno dei sindacati noi pen-sionati siamo sempre di più. Allo Spi sonoiscritte 26650 persone, quasi il 60% deltotale Cgil”.Un altro tema scottante sono le spese pergli anziani non autosufficienti. Mario DallaValle, dei pensionati Uil, gira il coltellonella piaga: “Chiederemo anche l’istituzio-ne di un fondo per questo problema: l’al-lungamento della vita comporta un mag-gior numero di invalidi. Si tratta di unaspesa enorme per le famiglie sia nel casodi ricovero in casa di riposo, sia nel casodi assistenza in casa attraverso badanti.”Dello stesso parere è Marina Trentin:“Negli scorsi mesi abbiamo organizzatopresidi contro il bilancio regionale. IlGoverno non sembra capire che l’aumentodei ticket ospedalieri e la diminuzione deicontributi per le case di riposo non creanosolo problemi agli anziani. Diminuendol’autosufficienza dei pensionati si intaccaanche il potere d’acquisto delle famiglie.”Dunque, gli anziani più agguerriti dei lavo-ratori nel difendere i loro diritti. “Forse per-ché hanno avuto altre esperienze – consi-dera Trentin – Gli avvenimenti degli anni‘40, la guerra e il dopoguerra, il boomeconomico e il desiderio di offrire una vitamigliore ai figli.” I ‘vecchi’, insomma, siscoprono più idealisti dei giovani. E diven-tano anche un collante per le parti sociali.“A questa manifestazione partecipanotutte e tre le sigle sindacali in modo com-patto. Non ci saranno solo pensionati maanche tanti lavoratori preoccupati per illoro futuro”.Tra i pensionati famosi del vicentino ancheMario Rigoni Stern. Che però - fanno sape-re in segreteria - non parteciperà allamanifestazione. “Troppi acciacchi - spiega- ma virtualmente sono lì con voi”.
i.t.
Domani la grande manifestazione a Roma.
Protagonisti di primo piano gli anziani, che si scoprono più idealisti dei loro nipotini
Solo una dozzina a scuola da Cicero
“I vicentini stanno imparando e poi le rotatorie arredano: vederete come saranno belle” E intato c’è chi, ispirandosi alle sue creazioni, ha inventato un nuovo movimento artistico
Il professor Cicero in cattedra affa-scina solo una dozzina di vicentini.Sarà il tema un po’ abusato (le rota-torie), sarà l’ora (20,30 di lunedì 29marzo, Oratorio dei Proti) ma la pub-blicizzata relazione dell’assessorenon ha riscosso grandi entusiasmi.Eppure, in difesa dell’impegno diCicero, bisogna ammettere che dilezioni di guida i nostri concittadinine avrebbero bisogno.I vicentini infatti non ci hanno ancoracapito granché: preferiscono stare alcentro e quando possibile, come nelcaso del rondò davanti alla stazione,tagliare il cordolo come i piloti diFormula 1. Lo hanno testimoniato ifilmati presentati dall'assessore, incollaborazione con gli istruttori bericidelle Autoscuole Seat Italia.Telecamere fisse sono state siste-mate per un'ora in ognuna delle pri-cipali rotatorie cittadine con risultatitragicomici: automobilisti che conti-nuano a dare la precedenza adestra, altri che si muovono in conti-nuazione da una corsia all'altra,quasi sempre senza usare la frec-cia, altri ancora che non trovano ilcoraggio di immettersi nel circolo.E' la prova che i vicentini sono nega-ti per le rotatorie o che le rotatoriesono negate per i vicentini?“I vicentini stanno ancora imparan-do” risponde ottimista Cicero a unaplatea invero un po’ dubbiosa. Qui inCircoscrizione 1 l’assessore ha fis-sato il primo di una serie di incontri(ma chissà se avrà voglia di farnealtri) per spiegare l’uso e i vantaggidelle rotatorie ai cittadini. Nel dubbioperò, l’assessore la butta anche sullato estetico. “Le rotatorie poi, arre-dano. Vero è che per adesso, aparte quella di Ponte degli Angeli,sono ancora brutte e spoglie. Mapresto verranno abbellite e i bidonimobili bianchi e rossi lasceranno ilposto a strutture fisse”.Però non ditelo a pedoni e ciclisti:loro, clamorosamente assenti oforse intimoriti nel corso dell’incon-tro, le rotatorie non riescono adamarle. Seccati di dover allungare iloro percorsi per raggiungere i pas-saggi a loro dedicati (leggi “strisce”),terrorizzati da auto che arrivano datutte le parti, faticheranno ad accor-gersi della meravigliosa oasi verdeche si fa rimirare all’interno. Se nonaltro, vista la difficoltà a raggiunger-la, non c’è rischio che qualcuno ciporti il cane a fare i bisognini.Per il resto, l’assessore si è limitatoa un’esposizione lineare e tecnicadelle sue creature. “Le rotatorie conprecedenza ad anello, così si chia-mano tecnicamente quelle che sonoentrate in uso a Vicenza, sono cono-sciuta anche con il nome di “allafrancese”, ma in realtà le hannoinventate gli inglesi”. Entrambi leapprezzano perchè permettonoall'automobilista indeciso e birichinodi continuare a girare intorno indi-sturbato, forte della precedenza chetutti gli altri devono dargli sempre ecomunque.Dopo un paio d’ore di incontro,assieme ai dodici bravi dellaCircoscrizione Uno, ce ne torniamo acasa con gli stessi dubbi di prima.Per fortuna abbiamo in tasca il volu-metto sulle rotatorie pubblicato dalComune di Vicenza: “Quando ilpedone vuole attraversare la strada,deve posizionarsi davanti alle stri-scie pedonali e cercare il contattovisivo con il veicolo che sta soprag-giungendo, non lasciando così dub-bio sulle sue intenzioni”.Roba da brivido.
Enrico Soli
L’assessore spiega le rotatorie in Circoscrizione 1: poco pubblico, tanti dubbi
E a Settecà tiene bancoil problema del passaggio a livello:promesso da tempo ma ancora irrealizzato
Fa discutere a San Pio X il pro-getto che vede l’imminente rea-lizzazione di una pista ciclabile.Tutti si schierano a favore dellasicurezza dei ciclisti, ma sonole condizioni ad essere fonte dimalumori. Il Consigliere diCircoscrizione Antonio Lora fapresente che la decisione éstata presa nel 2001, duranteun’assemblea. Ad essa eranopresenti quaranta persone, ilcui parere é stato ritenuto daCicero indicativo del volere diun quartiere di 12.000 abitan-ti. Il progetto (già in fase diattuazione) prevede una restri-zione di carreggiata oltre allacreazione di un dosso per ladiminuzione della velocità inVia Calvi. Peccato che la cosa,così com’é, non funzioni. Gliautobus, di passaggio in queltratto, non riescono a passarecontemporaneamente nei duesensi. In secondo luogo, nes-suno può guidare a filo marcia-piede. Ma, cosa più grave,all’uscita dagli stop si écostretti ad invadere la carreg-giata opposta. E’ pur vero chela circoscrizione aveva delibera-to su quel tratto di pista, maoltre ai problemi già elencati,Cicero – sottolinea Lora – hadeciso di prolungare il progettofino in via Giorgione. Dallo stu-dio eseguito, è questo uno deitratti con meno incidenti dellazona. Vi sono altre strade, inve-ce, che sono molto meno sicu-re. E’ stata fatta richiesta di unsemaforo “intelligente” in viadalla Scola. Nessuno lo ha maivisto. “Ora la nostra strategia équella di ottenere un dibattitoper evidenziare tali punti critici.Se ciò non dovesse portare anulla, siamo pronti ad indireuna manifestazione in loco e,eventualmente, a recarci inConsiglio Comunale.”
Una passerellaper il Paradiso
Recarsi in Chiesa a Bertesinarichiede una grande fede. Tutticoloro che intendono farlo,infatti, sono costretti ad attra-versare i binari. Il quartiere étagliato in due dalla ferrovia e(per un accordo tra le FS e iComuni che prevede la costru-zione di sottopassaggi ove pos-sibile) il passaggio a livello éstato chiuso. Tuttavia non siintravede alcun lavoro per larealizzazione di un sottopas-saggio. Questo poiché pareche in quel tratto debba uscirel’Alta velocità. La propostaalternativa caldeggiata dai citta-dini e dal Consigliere Lora éuna passerella stile quartiereFerrovieri, anche se più sempli-ce e meno onerosa. La richie-sta é stata avanzata ad iniziodicembre. A tutt’oggi non visono riscontri. In alternativa éstata posta una bretella cheserve solamente quattro abita-zioni. Pressoché inutile quindi.C’é da sottolineare che si parladi un problema di prim’ordinedato che l’attraversamento hagià provocato un decesso.
Il sindaco fa ammenda
Hüllweck rispondeal nostro servizio:è vero, non ho tempoper parlare con la città
Giusto il tempo di uscire in edi-cola col numero scorso che ilsindaco Hüllweck è corso airipari. Vicenza Abc aveva appe-na pubblicato un pezzo (
“Unanno per parlare col sindaco”
)in cui si raccontava dell’odis-sea di molti vicentini che nonriuscivano a mettersi in contat-to col primo cittadino.Non solo: mostravamo il“lasciapassare del sindaco”,pezzo forte della prima campa-gna elettorale, con cuiHüllweck prometteva di acco-gliere a Palazzo Trissino chiun-que volesse conferire con lui.Giusto il tempo di arrivare inedicola, si diceva, cheHüllweck promette subito rime-di: chiama TvA e organizza unapuntata speciale di “Zoom”, ilsettimanale dedicato alComune.Martedì 30 marzo alle ore 19,in oltre venti minuti, il sindacoammette i suoi errori. Dopouna breve scheda di presenta-zione con strette di mano,abbracci e sorrisi tra il primocittadino e i passanti di CorsoPalladio, spiega il suo lascia-passare.
“All’epoca qualche aspetto di non conoscenza del problema l’avevo –
commenta–
Infatti non l’ho ripetuto nella seconda campagna elettorale,memore degli equivoci che aveva determinato. Le parole sono come pietre e qualche volta tutti noi le utilizziamo unpo’ così. Sul lasciapassare c’era scritta una frase precisa: ‘venite a trovarmi se avete pro- poste, consigli e critiche’. Per rispondere a queste esigenze c’è una squadra composta dal Sindaco e da tredici assesso- ri”.
Insomma, un bravo al sindaco.Stimolato dal nostro servizio,ha ammesso l’errore e colma-to una lacuna. Peccato chenella sostanza non cambinulla: Hüllweck ha fatto capireche non dedicherà qualchemezz’ora in più del suo tempoal contatto con i cittadini,come sarebbe stato logicoaspettarsi, ma invita calda-mente le persone a rivolgersiai suoi collaboratori. Se vibasta una stretta di mano,basta bazzicare per il Corso inpresenza di telecamere.
LOTTA SENZA QUARTIERE
Che le rotatorie ispirassero simpa-tie e antipatie, lo sapevamo. Che potessero ispirare arte è una novi-tà assoluta. Eppure sono propriole rotatorie di Cicero ad averspinto un gruppo di giovani artistia fondare il Rotatorismo, movi-mento tutto vicentino che canta,in stile futurista, il dominio dellamacchina sul pedone. Con unadifferenza fondamentale dai mae-stri: l’ironia.“A Vicenza, la linea più breve checongiunge due punti è un circolo – spiega Romeo Alfa, fondatoredel movimento – per questo can-tiamo con irriverenza futurista lerotatorie, la velocità febbrile, lamorte del codice della strada,l’audacia e la competizione. Permolti Vicenza è ancora una terradi ingorghi, una piccola Venezialampeggiante di semafori: nellacittà dei neopatentati vanno inve-ce moltiplicandosi i Nuvolari.Abbiamo in cantiere mostre,incontri, parate rotatoriste cheattraversino in lungo e in largo lacittà. Ma il nostro vero obiettivoresta liberare questo paese dallasua fetida cancrena di vigili,uomini in cappello, lavavetri eantiquari.
Movimento
la rotatoria è la nostra giostradel combattimento,è il portento della vitalitàfiammeggiantenel fulcro storico della città.Non è il destino l’arbitro d’essereo Nulla -divino!-questo lo crede il pedone,è l’oppio del ciclista cretino.E’ la potenza del motoreSpecchio del cuore,del furore impavido,che si fa giudicedel darwinismo automobilistico,boia dell’autista inferiore,spappolatore del pilota artistico.
Corteo
Banco di sardine cheAttende d'esser stipatoIn scatole arancio:Dai banchi alle greggi!Pensammo, nel vedervi sfilareDistratti davanti alla vostra fine.Non capite che sarà un servizioConcepito a rete ad avvinghiarviFino a farvi mancare l'aria?Dedicate i vostri eroismi ad opereBen più nobili. Affossate definitiva-menteIl vecchiume municipalizzato.Allora solamente sarete liberi!Liberi di raggiungerci doveLe correnti si fan vortici circolariE da sarde sarete squali.
e il rotatorismo divenne arte
Se quaranta persone fanno la maggioranza
Leave a Comment