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Capitolo primo
Una macchia di sole
All'interno della cattedrale di Chartres, nella navata laterale ovest del transetto sud, c'èuna pietra rettangolare, incastrata di sbieco nelle altre lastre, la cui bianchezza risalta netta-mente sulla generale tinta grigia del lastricato. Questa pietra è contrassegnata da un risalto dimetallo brillante, leggermente dorato. Ogni anno, il 21 giugno, quando il sole splende, cosache generalmente avviene in quell'epoca, un raggio, proprio a mezzogiorno, viene a colpirequesta pietra bianca; un raggio che penetra da uno spazio praticato nella vetrata detta diSaint-Apollinaire, la prima del muro ovest di questo transetto. Questa particolarità è segnalatada tutte le guide ed accettata come una bizzarrìa, un divertimento del lastricatore, del vetraio odel costruttore…Trovandomi per caso a Chartres un 21 giugno, ho voluto «vedere il fatto» come una cu-riosità del luogo. Secondo il mio parere il mezzogiorno locale doveva situarsi tra l'una menoun quarto e l'una meno cinque dei nostri orologi… E fu effettivamente in quel momento che ilpunto luminoso venne a colpire la lastra.Un raggio di sole che, filtrato nella penombra, produce una macchia sull'impiantito: chec'è di così sorprendente? Sono cose che si vedono tutti i giorni… Tuttavia non potevo libe-rarmi da uno strano senso di incertezza. Qualcuno una volta si era preso la pena di lasciareuno spazio vuoto, un piccolissimo spazio vuoto, nella vetrata… Qualcun altro, contemporane-amente, si era preso la pena di scegliere una lastra speciale, una lastra diversa da quelle checostituiscono il pavimento di Chartres, più bianca, affinché fosse notata. Si era preso la penadi tagliare di sbieco, nella pavimentazione, un posto pari alla sua dimensione, dove poterla in-serire; si era preso la pena di forarla per fissarvi quel risalto di metallo di tinta leggermentedorata: un risalto che non indicava né il centro della lastra né uno dei suoi assi. Era qualcosadi più di un divertimento di lastricatore: un lastricatore non fa un buco in una vetrata per illu-minare, qualche giorno all'anno, una pietra…Nemmeno un vetraio trasforma un lastricato per mettere in evidenza la dimenticanza diuna particella di vetro nella vetrata che ha appena posto… Una volontà concertata aveva ordi-nato questo insieme. Lastricatore e vetraio avevano obbedito ad un ordine. E quest'ordine erastato dato in funzione di un tempo determinato: il solo periodo dell'anno in cui il raggio delsole può colpire la lastra è il solstizio d'estate, quando il sole raggiunge l'apice della sua corsaverso il Nord. L'ordine era stato dato, perciò, da un astronomo. E quest'ordine era stato dato infunzione di un luogo specifico: la pietra è situata nel prolungamento del muro sud della nava-ta in mezzo alla navata laterale del transetto - ma non esattamente in centro - e l'inclinazionedella pietra, evidentemente, era stata voluta; il luogo era stato scelto da un geometra.Quando questo giochetto del «sole sulla lastra» nel solstizio d'estate si produce in unadelle cattedrali più celebri dell'Occidente, in uno dei luoghi più rinomati di Francia, l'idea del-l'enigma subentra nell'animo di chiunque. Subentrò anche in me. Che cos'era questo fatto ches'allontanava dalla «giusta dottrina» del catechismo, dalla teologia o dalla Leggenda dorata?Qual era questo avvertimento? E improvvisamente tutto mi sembrò pieno di mistero. La cat-tedrale assumeva un aspetto che le era personale e che mi sfuggiva senza tuttavia essermi e-straneo. Tutto mi fu contemporaneamente, improvvisamente, estraneo e familiare. Questa vol-ta che io, in un certo qual modo, sentivo strutturata sulla mia persona, si innalzava più alta diuna casa di dodici piani; questo monumento, all'apparenza così rapidamente esplorabile a-vrebbe potuto contenere uno stadio; per cingere questi pilastri così ben proporzionati da esse-re familiari, sarebbero stati necessari quattro uomini con le braccia aperte… E niente, in tuttoquesto, che sia oltre le possibilità umane, niente che non sia in grado di fare l'uomo… Che co-sa strana! Tutto diventava mistero ma com'era lontana ormai quell'impressione di disagio chemi aveva invaso sulla soglia del tempio di Edfou i cui piloni colossali respingono, come perallontanarvi da un mondo in cui l'uomo non ha posto. Qui, invece… persino la penombra eraincantata da luci splendenti. Ogni cosa portava in sé il suo contrario: l'immensità era ospitale;l'altezza invece di schiacciare, ingrandiva. Sebbene il sole volgesse verso il mezzogiorno, erala rosa del Nord che risplendeva di mille luci. Le alte figure di Sant'Anna dal viso nero, con ilGiglio e la Vergine, di Salomone e di Davide, di Melchisedech e di Aronne, sebbene immobi-