Dovrà essere riaffermata una netta separazione tra il ruolo di indirizzo e controllo (prerogativa dell’organo di gestionepolitica dell’Ateneo) e quello di gestione tecnico
‐
amministrativa (prerogativa afferente al personale TA e ripartita tra idiversi livelli di responsabilità).Fermo restando che in un’organizzazione come quella dell’Ateneo non si può prescindere dal riconoscimento dicompetenze scientifiche di livello accademico facenti capo alla componente docente, tali competenze non dovrannosovrapporsi, nei momenti gestionali, a quelle analoghe derivanti dai titoli e dall’esperienza professionale dellacomponente tecnico
‐
amministrativa.Una concepibile integrazione, con funzioni di indirizzo e di controllo, non dovrà mai più sconfinare nella sostituzioneche, ove si rendesse necessaria, potrà esserlo soltanto con limiti temporali ben definiti e con una concomitanteapertura di procedure volte ad individuare la parallela competenza tecnico
‐
amministrativa.Un reale coinvolgimento di tutto il personale TA nelle dinamiche organizzative dell’Ateneo non potrà che avere ritornipositivi: il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze, associate ad una maggiore consapevolezza del proprioruolo e correlate alla percezione di un più spiccato senso di appartenenza, apporteranno certamente benefici alfunzionamento delle strutture dell’Ateneo.La realizzazione degli obiettivi di riorganizzazione funzionale, didattica e scientifica del nostro Ateneo è strettamentelegata, oltre che all’impegno delle diverse componenti (docente, tecnico
‐
amministrativa e studentesca), anche alleripercussioni derivanti dalle politiche di governo nel settore dell’alta formazione e della ricerca.Il continuo ricorso a misure che progressivamente riducono le risorse disponibili per il sistema della formazione e dellaricerca non potrà che creare ulteriori criticità in un insieme che ha comunque bisogno di interventi di forte e realeinnovazione.C’è bisogno di investimenti di lungo periodo, di profonde ristrutturazioni, anche di riconversioni, avendo però benpresente che il sistema dell’università e della ricerca pubblica non dovranno in alcun modo essere soggetti a interventiche ne mirino alla privatizzazione, attraverso la trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato.Da un’università pubblica e da una ricerca libera, dall’investimento ragionato in tutti i settori della conoscenza in cui èprimaria la qualità della risorsa umana, potranno derivare occasioni di rilancio dell’economia e di benefici per lacittadinanza e per i territori coinvolti, in termini di innalzamento dei livelli di istruzione, di accesso alla cultura, dinuove e più qualificate occasioni sul mercato del lavoro.
L
A
F
ORMAZIONE
P
ROFESSIONALE
Le attività di formazione professionale dovranno tornare ad essere definite e programmate nell’ambito di un pianocomplessivo pluriennale della formazione del personale tecnico
‐
amministrativo.Sarebbe auspicabile il prevedere due livelli di formazione:
•
Primo Livello definibile strategico, con interventi di formazione diffusa, destinata a gruppi nonnecessariamente omogenei per impegno professionale, con particolare riferimento alle competenze trasversali(es. comunicazione interpersonale, relazioni con l’utenza, gestione dei conflitti, benessere organizzativo, oltre aconcetti generali relativi all’organizzazione generale della P.A. e delle Amministrazioni Universitarie, nonché allaformazione di base nei settori dell’informatica e nell’apprendimento di lingue straniere);
•
Secondo Livello definibile tattico, con interventi di formazione selettiva, destinata a gruppi omogenei perimpegno professionale o a singoli settori, con particolare riferimento alle competenze specifiche (es.amministrazione, contabilità, informatica, biblioteche).Ogni attività formativa dovrà comportare il riconoscimento della stessa con una attestazione finale, collegata ad unaprova scritta di verifica, che dovrà essere pienamente valutabile ai fini delle progressioni di carriera o perl’assegnazione di incarichi interni o esterni all’Amministrazione stessa.Andranno in tutti i modi evitate modalità di erogazione della formazione che possano provocare inutili “rincorse allapartecipazione”, capaci di generare soltanto confusione nel personale e sfiducia verso gli interventi formativi stessi.
Leave a Comment