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Sommario
Caratteri del Centro Storico di Sant’Andrea di Conza –settembre 2003
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CARATTERI DEL CENTRO STORICO DISANT’ANDREA DI CONZA (AVELLINO)
Giuseppe Mazzeo
SOMMARIO 
CAPITOLO 1RELAZIONE STORICO-TECNICA 
 
CAPITOLO 2DOCUMENTAZIONE BIBLIOGRAFICA, ICONOGRAFICA E CARTOGRAFICA 
 
CAPITOLO 3DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA 
 
 
CAP. 1 - Relazione storico-tecnica
CAPITOLO 1RELAZIONE STORICO-TECNICA1.1 Principali dati relativi al Comune di Sant’Andrea di Conza
Superficie territoriale (kmq) 6,44Densità (ab./kmq) 317Densità media nella provincia di Avellino (ab./kmq) 157Centri presenti 1Altri nuclei 0Popolazione residente al Censimento 1991 2.042Popolazione residente nel centro 1.955Popolazione residente in case sparse 47Popolazione residente al 1997 1.990Popolazione residente al 1998 1.951Popolazione residente al Censimento 2001 (risultati provvisori) 1.930Popolazione residente al 2002 1.900Altitudine minima (m) 420Altitudine massima (m) 854
1.2 Le origini del centro
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L’atto di nascita di S.Andrea di Conza nel sec. XII al tempo dei Normanni èstoricamente documentato. Nel febbraio del 1161 il Conte Gionata di Conza conmunifico gesto donò alla Chiesa di S.Maria dell’Episcopato di Conza la Chiesa di S.Andrea con l’annesso Casale e territorio. L’Arcivescovo vi stabilì la sede e vi costruì unpalazzo, l’episcopio, che fin dall’origine ebbe forma di fortezza-castello, munito di torrie protetto dalla conformazione naturale del luogo.L’Università di S.Andrea da quel momento fu regolata, anche sul piano civile, giuridicoe amministrativo oltre che religioso, dagli Arcivescovi-feudatari fino alla soppressionedella feudalità. Nei secoli successivi gli Arcivescovi costruirono a S. Andrea anche ilmonumentale Seminario Metropolitano con l’annessa procattedrale “S.Michele”.Le trascrizioni più antiche del documento di donazione si hanno nel Castellano, autoredell’inedita Cronista Conzana, nell’Ughelli e nel Lupoli. Il Castellano e il Lupolidichiarano di riportare il documento direttamente dall’originale dell’Archiviodiocesano, andato purtroppo perduto. Vito Acocella attesta di averlo trascritto dallacopia conservata nell’Archivio di Stato di Napoli, anch’essa perduta con l’incendio, chenell’ultimo conflitto mondiale distrusse tutto il complesso delle pergamene antiche.Sull’autenticità dell’atto di donazione e del relativo documento gli studiosi oggi sonotutti concordi. Se qualche perplessità fu espressa in passato, la critica moderna, sullascia del Di Meo, è intervenuta a fugare ogni ombra di dubbio.Per ricostruire l’origine remota di S. Andrea bisogna risalire all’alto Medioevo, diversisecoli prima della suddetta data. Personalmente ho compiuto ricerche e studi perindividuare l’arco cronologico dell’insediamento abitativo originario, seguendo unfilone storiografico, d’indiscusso valore critico, che da Paolo Diacono, il famoso storico
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Malanga M., (1993).
 
 
CAP. 1 - Relazione storico-tecnica
 
Caratteri del Centro Storico di Sant’Andrea di Conza –settembre 2003
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dei Longobardi, giunge fino al nostro F. Scandone.Il Castellano, nella Cronista Conzana, scrive: “La terra di S.Andrea ... anticamente eradel Contato (leggi Contea, n.d.r.) di Conza posta dentro il territorio di essa, edificatacome credo da cittadini conzani in occasione d’agricoltura, o per dir meglio in villa seucasale di Conza, che mi persuado fosse stata consistente in un poco rianetto di alcunipochi cittadini in un luogo, nel quale vi era, conforme hoggidì si dice la Chiesa diS.Andrea...”.Il nucleo di agricoltori, riuniti intorno all’antica Chiesa di S.Andrea, ha tutto il saporedell’evento protostorico, che il Castellano registra, dichiarando di recepirlo dalla vivafonte della tradizione locale. Secondo i dati della mia ricerca, questo evento vacollocato nelle vicende storiche della dominazione longobarda in Italia.Occupata l’Italia del nord e parte del centro, i Longobardi iniziarono la penetrazionenel sud. L’una dopo l’altra, le fortezze principali caddero nelle loro mani, tra il VI ed ilVII secolo: Spoleto, Benevento, Salerno. Nel 625 anche Conza dovette soccombere e iLongobardi, riconoscendo il valore strategico dell’antico capoluogo di una coloniaromana, la elessero capitale di un gastaldato insediandovi gli “arimanni”.Le nostre terre, ancora una volta teatro di dure battaglie, subirono le tristi conseguenzedelle devastazioni, dei saccheggi e dello spopolamento. I Longobardi iniziarono ilprocesso di ripopolamento delle terre ed è a questo punto che s’inserisce il particolarestorico che interessa l’origine di S. Andrea. Si tratta dell’insediamento dei Bulgari,registrato nel capitolo V della Historia Langobardorum di P. Diacono. Lo storicomolisano D’Amico ha pubblicato due pregevoli monografie sulla trasmigrazione deiBulgari in Italia, alle dipendenze dei Longobardi ed ha approfondito il lorostanziamento nelle nostre terre, applicando rigorosamente le prove che gli provengonodalle varie scienze ausiliarie della storia: la diplomatica, la toponomastica, la filologia,l’antropologia, l’etnografia.Nel contesto di una ricerca puntuale e minuziosa emerge, tra i criteri fondamentali perl’individuazione dei luoghi popolati dai Bulgari, l’origine antica della devozione aS.Andrea Apostolo, che i Bulgari diffusero nei centri del loro insediamento. Il D’Amicoosserva che i Longobardi occupavano con i propri notabili, gli “arimanni”, le città e iborghi maggiori, nel nostro caso Conza, mentre ai capi dei dipendenti Bulgari, gli“aldioni”, assegnavano i “vichi” e i “casali”. Tra questi ultimi il D’Amico citaespressamente il “Casale di S. Andrea di Conza”.La devozione a S.Andrea Apostolo si rivela, pertanto, quel profondo amalgama delleremote origini storiche, che, unico patrimonio religioso e spirituale in tempi di tristedesolazione, garantì alla comunità santandreana il sostegno e la forza per configurareuna propria identità, distinta dalla metropoli. L’atto di donazione del conte Gionata diConza nel 1161 non fece altro che ratificare questa identità culturale-religiosa anche alivello civile, giuridico, amministrativo.Il toponimo, S. Andrea di Conza, con una sorta di concentrazione semantica estoriografica, trasmette e custodisce fedelmente i due momenti fondamentalidell’origine: la genesi dalla metropoli e la devozione a S. Andrea Apostolo.
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