CAP. 1 - Relazione storico-tecnica
Caratteri del Centro Storico di Sant’Andrea di Conza –settembre 2003
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dei Longobardi, giunge fino al nostro F. Scandone.Il Castellano, nella Cronista Conzana, scrive: “La terra di S.Andrea ... anticamente eradel Contato (leggi Contea, n.d.r.) di Conza posta dentro il territorio di essa, edificatacome credo da cittadini conzani in occasione d’agricoltura, o per dir meglio in villa seucasale di Conza, che mi persuado fosse stata consistente in un poco rianetto di alcunipochi cittadini in un luogo, nel quale vi era, conforme hoggidì si dice la Chiesa diS.Andrea...”.Il nucleo di agricoltori, riuniti intorno all’antica Chiesa di S.Andrea, ha tutto il saporedell’evento protostorico, che il Castellano registra, dichiarando di recepirlo dalla vivafonte della tradizione locale. Secondo i dati della mia ricerca, questo evento vacollocato nelle vicende storiche della dominazione longobarda in Italia.Occupata l’Italia del nord e parte del centro, i Longobardi iniziarono la penetrazionenel sud. L’una dopo l’altra, le fortezze principali caddero nelle loro mani, tra il VI ed ilVII secolo: Spoleto, Benevento, Salerno. Nel 625 anche Conza dovette soccombere e iLongobardi, riconoscendo il valore strategico dell’antico capoluogo di una coloniaromana, la elessero capitale di un gastaldato insediandovi gli “arimanni”.Le nostre terre, ancora una volta teatro di dure battaglie, subirono le tristi conseguenzedelle devastazioni, dei saccheggi e dello spopolamento. I Longobardi iniziarono ilprocesso di ripopolamento delle terre ed è a questo punto che s’inserisce il particolarestorico che interessa l’origine di S. Andrea. Si tratta dell’insediamento dei Bulgari,registrato nel capitolo V della Historia Langobardorum di P. Diacono. Lo storicomolisano D’Amico ha pubblicato due pregevoli monografie sulla trasmigrazione deiBulgari in Italia, alle dipendenze dei Longobardi ed ha approfondito il lorostanziamento nelle nostre terre, applicando rigorosamente le prove che gli provengonodalle varie scienze ausiliarie della storia: la diplomatica, la toponomastica, la filologia,l’antropologia, l’etnografia.Nel contesto di una ricerca puntuale e minuziosa emerge, tra i criteri fondamentali perl’individuazione dei luoghi popolati dai Bulgari, l’origine antica della devozione aS.Andrea Apostolo, che i Bulgari diffusero nei centri del loro insediamento. Il D’Amicoosserva che i Longobardi occupavano con i propri notabili, gli “arimanni”, le città e iborghi maggiori, nel nostro caso Conza, mentre ai capi dei dipendenti Bulgari, gli“aldioni”, assegnavano i “vichi” e i “casali”. Tra questi ultimi il D’Amico citaespressamente il “Casale di S. Andrea di Conza”.La devozione a S.Andrea Apostolo si rivela, pertanto, quel profondo amalgama delleremote origini storiche, che, unico patrimonio religioso e spirituale in tempi di tristedesolazione, garantì alla comunità santandreana il sostegno e la forza per configurareuna propria identità, distinta dalla metropoli. L’atto di donazione del conte Gionata diConza nel 1161 non fece altro che ratificare questa identità culturale-religiosa anche alivello civile, giuridico, amministrativo.Il toponimo, S. Andrea di Conza, con una sorta di concentrazione semantica estoriografica, trasmette e custodisce fedelmente i due momenti fondamentalidell’origine: la genesi dalla metropoli e la devozione a S. Andrea Apostolo.
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