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n. 2 - marzo 2009
Qualcuno aiuti la prostituzione!Dopo banche,edilizia e auto,la crisifinanziaria non risparmia più nessunsettore:sulle strade,on line o neibordelli gli affari del settore a lucirosse sono in caduta libera in ogniangolo d'Europa.Su internet il club di spogliarellovirtuale
Big sister
ha lamentato perdi-te per oltre il 15%.Sui marciapiedipiù frequentati di Parigi,i negoziaticon gli avventori del sesso a paga-mento sono sempre più lunghi e in-fruttuosi.«I clienti tirano sul prezzo,senza uno sconto ormsi se ne van-no»,ha lamentato sulle pagine di ungiornale una studentessa inglese chelavora il fine settimana sugli ChampsElysées.Mai successo prima,ma larecessione è in atto dappertutto,persino a Praga e Berlino,storichecapitali a luci più che rosse.A no-vembre,mese in cui storicamente gliaffari vanno a gonfie vele,Artemis,una delle più grandi e frequentatecase chiuse della capitale tedesca,haregistrato un calo del 20%.Tutta colpa della drastica diminu-zione del potere d'acquisto dei turisti stranieri edegli uomini d'affari in trasferta,da sempre i mag-giori finanziatori di case chiuse o locali a luci ros-se.Ma non tutti gli abitanti,ovviamente,si dispera-no,anzi sperano che la crisi avrà almeno il buon-gusto di ripulire alcuni quartieri delle città.Chi cilavora,invece,chiede a gran voce un piano di sal-vataggio e la legalizzazione della prostituzione.Ilgoverno ceco,infatti,starebbe prendendo la cosasul serio e potrebbe regolarizzare circa diecimilaprostitute che lavorano sul territorio,seguendol'esempio di Germania e Olanda,dove il mestierepiù antico del mondo paga tasse e contributi.Ma-gari inizierebbero a proporre tariffe universitarie,carta socio,saldi…
Antonio Billè
“Yes we Can”.Non è solo lo slogan sceltodal neo eletto presidente americano BarackObama per la sua campagna elettorale.È di-ventata una filosofia di vita,rilanciata e valo-rizzata dall’uscita nelle sale dell’ultimo filminterpretato da Jim Carrey,
Y es Man
.Tratta dall’omonimo romanzo di DannyWallace (Mondadori,2006),la pellicola è di-retta da Peyton Reed e prodotta dal premioOscar Richard D.Zanuck e David Heyman.Il film racconta la storia di Carl Allen,un ban-cario abituato a dire sempre no,che rifiutaogni rapporto con il prossimo e cade in unaprofonda depressione dopo essere stato la-sciato dalla compagna.La sua esistenza subirà un forte scossonesolo dopo aver assistito a un seminario te-nuto da un guru (Terence Stamp) che predi-ca la teoria del sì.Questo avvenimento stra-volge il suo rapporto con le persone e con ilmondo che lo circonda;e anche se Carl sirenderà presto conto che i suoi assensi avolte costituiscono motivo di imbarazzo,taleapproccio positivista verso le cose e le per-sone rappresenta per lui l’unica strada per-corribile per raggiungere la felicità.Dietro la storia del banchiere si nascondel’antidodo contro i piccoli e grandi drammidi ogni giorno.«È più facile del dire no» - ha spiegato l’at-tore americano che ha dato il volto a
The Mask
.Tra le prodezze che il protagonista di
Y es Man
mette in atto per rimanere fe-dele al suo nuovo modo di pensare,c’èpersino quella di buttarsi da un ponte efare bungee jumping mentre parla alcellulare.Si dice che questa scena siastata girata tra le ultime per timore chepotesse succedere qualcosa all’attore epare che Carrey abbia accettato di but-tarsi a patto che ciò avvenisse una solavolta.Anche per lui interpretare questofilm è stato un po’ come assumere unantidepressivo,vera terapia d’urto con-tro i malesseri della psiche.Quello gridato in
Y es Man
è soprattutto un sì alla vita,alle emo-zioni forti,alla forza,al coraggio di rischiareper imparare ad apprezzare il sapore dellapaura,del dolore,ma anche dell’allegria,dellaspensieratezza,della gioia.
v.a.
E ora la crisi colpisce anche la prostituzione
In ogni angolo d’Europa sono in forte calo gli affari del settore a luci rosse. Ma, pagando le tasse...
Y es Man
, il film con Jim Carrey, racconta il cambiamento di un bancario abituato a dire sempre no
Volete star bene? Imparate a dire sì
Periodico d’informazione
in attesa di registrazionepresso il Tribunale di Reggio Calabria
Direttore Responsabile
Rino Labate
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Clara Sturiale
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Piano di salvataggioper il porno USA?
Non c’è più nulla che vada per il ver-so giusto ed è tutta colpa della reces-sione! Neanche lo storico e floridomercato del porno riesce a resistere,così i re del settore americano scrivo-no al Congresso appena insediato re-clamando un piano di salvataggio perrilanciare la voglia di sesso dei cittadi-ni Usa,come è accaduto all’industriadell’auto e a Wall Street.La richiesta?Addirittura 5 miliardi didollari! Firmato Joe Francis,produtto-re dei dvd
Girls g one wild
,e Larry Flynt,fondatore della rivista
Hustler
.«A cau-sa della crisi,gli americani sono troppodepressi per essere attivi sessualmen-te – motivano i due – e questo è unmale per la salute del paese:gli ameri-cani possono cavarsela senz’auto,manon senza sesso!»Quindi americani,per favore,passa-tevi una mano sulla coscienza e com-prate un film porno ciascuno.Non co-stano molto e con appena 10-12 dol-lari magari risvegliate vecchi istinti or-mai assopiti.Oltre a fare un’opera dibene a quei poveri produttori che nonriescono più a mettere la benzina nel-le loro Dodge!
a.b.
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