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La Lupa

La Lupa

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La Lupa - Novella di Giovanni Verga
La Lupa - Novella di Giovanni Verga

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1
La novella è suddivisibile in quattro momenti:1) il ritratto iniziale del personaggio pone in primo pia-no la figura di una donna che trasgredisce ogni regola sociale e che,per la determinazione con cui seguei propri appetiti sessuali,viene chiamata “la Lupa(in siciliano “lupoè anche l’amante);2) il vano amo-re della “Lupaper Nanni,che invece,badando all’interesse,mira a sposare la figlia di lei,Maricchia;3)dopo il matrimonio fra Nanni e Maricchia,esplode l’amore incestuoso fra genero e suocera,provocandolo scandalo nel paese,la reazione drammatica di Maricchia e gli scrupoli di Nanni,che più volte tenta disottrarsi al fascino della donna;4) infine Nanni,non riuscendo altrimenti a porre fine alla relazione,uc-cide “la Lupa”.
Era alta,magra,aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna – e pure non era più giovane – erapallida come se avesse sempre addosso la malaria,e su quel pallore due occhi grandi così,e delle lab-bra fresche e rosse,che vi mangiavano.Al villaggio
1
la chiamavano
la Lupa
perché non era sazia giammai – di nulla.
2
Le donne si faceva-no la croce quando la vedevano passare,sola come una cagnaccia,
3
con quell’andare randagio
4
e so-spettoso della lupa affamata;ella si spolpava i loro figliuoli e i loro mariti in un batter d’occhio,con lesue labbra rosse,e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanas-so,fossero stati davanti all’altare di Santa Agrippina.
5
Per fortuna
la Lupa
non veniva mai in chiesa néa Pasqua,né a Natale,né per ascoltar messa,né per confessarsi.– Padre Angiolino di Santa Maria diGesù,
6
un vero servo di Dio,aveva persa l’anima per lei.Maricchia,
7
poveretta,buona e brava ragazza,piangeva di nascosto,perché era figlia della
Lupa
,enessuno l’avrebbe tolta
8
in moglie,sebbene ci avesse la sua bella roba nel cassettone,e la sua buonaterra al sole,
9
come ogni altra ragazza del villaggio.Una volta
la Lupa
si innamorò di un bel giovane che era tornato da soldato,e mieteva il fieno conlei nelle chiuse
10
del notaro,ma proprio quello che si dice innamorarsi,sentirsene ardere le carni sottoal fustagno del corpetto,e provare,fissandolo negli occhi,la sete che si ha nelle ore calde di giugno,infondo alla pianura.
11
Ma lui seguitava a mietere tranquillamente col naso sui manipoli,
12
e le diceva:O che avete,gnà
13
Pina? – Nei campi immensi,dove scoppiettava soltanto il volo dei grilli,quando il so-le batteva a piombo,
la Lupa
affastellava manipoli su manipoli,e covoni su covoni,senza stancarsi mai,senza rizzarsi un momento sulla vita,senza accostare le labbra al fiasco,pur di stare sempre alle calca-gna di Nanni,che mieteva e mieteva,e le domandava di quando in quando:– Che volete,gnà Pina?Una sera ella glielo disse,mentre gli uomini sonnecchiavano nell’aia,stanchi dalla lunga giornata,ed i cani uggiolavano
14
per la vasta campagna nera:–Te voglio! Te che sei bello come il sole,e dolcecome il miele.Voglio te!– Ed io invece voglio vostra figlia,che è zitella,
15
– rispose Nanni ridendo.
La Lupa
si cacciò le mani nei capelli,grattandosi le tempie senza dir parola,e se ne andò,né piùcomparve nell’aia.Ma in ottobre rivide Nanni,al tempo che cavavano
16
l’olio,perché egli lavorava ac-canto alla sua casa,e lo scricchiolìo del torchio non la faceva dormire tutta notte.
17
[
Vita dei campi 
]
Giovanni VergaLa lupa
CD
40
1Al villaggio
: la *focalizzazione della narrazione è internaall’ambiente descritto e dunque non necessita di un’in-dicazione geografica precisa.
2la chiamavano…nulla
: nella cultura popolare
la lupa
simbo-leggia,con la sua voracità,la passione e il desiderio sessuale.
3sola come una cagnaccia
: esattamente come
Malpelo
,
che tutti schivavano come un can rognoso
.
4andare randagio
: gli
occhi grandi
e il continuo movi-mento sono le due caratteristiche fisiche che definisco-no la psicologia del personaggio e accompagnano la suavicenda per tutto il corso del racconto.
5Santa Agrippina
: la patrona di Mineo,il paese catanesedove era nato Capuana.
6Santa…Gesù
: una chiesa di Mineo ma anche di Vizzini.
7Maricchia
: vezzeggiativo di Maria.
8tolta
:
 presa
.
9la sua bella roba…sole
: il corredo e la dote già pronti.
10chiuse
:
 possedimenti 
.
11ma proprio…pianura
: per descrivere l’episodio l’autoreabbandona il punto di vista del narratore popolare e spo-sta il *fuoco del racconto all’interno della
Lupa
,utiliz-zando *metafore e *similitudini adeguate alla sua natu-ra intensamente erotica (
sentirsene ardere…corpetto
) ealla sua cultura contadina (
la sete che si ha…pianura
).
12manipoli
:
fasci 
[:di grano].
13g
:
signora
; viene riservato alle popolane (le signore dirango più elevato hanno il titolo di “donne”).
14uggiolavano
:
 guaivano lamentosamente.
15zitella
:
non maritata
.
16cavavano
:
spremevano
.
17lo scricchiolìo…notte
: è un esempio di tecnica allusiva:il vero motivo che impedisce alla
Lupa
di dormire è lapassione per Nanni.
PARTE UNDICESIMA 
Dal liberalismo all’imperialismo: Naturalismo e Simbolismo (1861-1903)
CAPITOLO IV 
Giovanni Verga,§ 5Luperini,Cataldi,Marchiani,Marchese
Manuale di letteratura
[G. B. PALUMBO EDITORE]
510152025
da G.Verga,
La lupa
,in Id.,
Lenovelle
,a cura di G.Tellini,Salerno,Roma 1980,vol.I.
 
2
– Prendi il sacco delle olive,– disse alla figliuola,– e vieni con me –.Nanni spingeva colla pala le olive sotto la macina,e gridava – ohi! – alla mula perché non si arre-stasse.La vuoi mia figlia Maricchia?– gli domandò la gnà Pina.Cosa gli date a vostra figlia Ma-ricchia? – rispose Nanni.Essa ha la roba di suo padre,e dippiù io le do la mia casa;a me mi basteràche mi lasciate un cantuccio nella cucina,per stendervi un podi pagliericcio.Se è così se ne puòparlare a Natale,– disse Nanni.Nanni era tutto unto e sudicio dell’olio e delle olive messe a fermen-tare,e Maricchia non lo voleva a nessun patto;ma sua madre l’afferrò pecapelli,davanti al focolare,e le disse codenti stretti:Se non lo pigli ti ammazzo!
La Lupa
era quasi malata,e la gente andava dicendo che il diavolo quando invecchia si fa eremita.Non andava più di qua e di là;non si metteva più sull’uscio,con quegli occhi da spiritata.
18
Suo gene-ro,quando ella glieli piantava in faccia quegli occhi,si metteva a ridere,e cavava fuori l’abitino dellaMadonna
19
per segnarsi.
20
Maricchia stava in casa ad allattare i figliuoli,e sua madre andava nei cam-pi,
21
a lavorare cogli uomini,proprio come un uomo,a sarchiare,
22
a zappare,a governare
23
le bestie,a potare le viti,fosse stato greco e levante di gennaio,oppure scirocco di agosto,allorquando i muli la-sciavano cader la testa penzoloni,e gli uomini dormivano bocconi a ridosso del muro a tramontana.
24
In quell’ora fra vespero e nona,in cui non ne va in volta femmina buona
,
25
la gnà Pina era la sola animaviva che si vedesse errare
26
per la campagna,sui sassi infuocati delle viottole,fra le stoppie
27
riarse deicampi immensi,che si perdevano nell’afa,lontan lontano,verso l’Etna nebbioso,dove il cielo si ag-gravava
28
sull’orizzonte.– Svegliati! – disse
la Lupa
a Nanni che dormiva nel fosso,accanto alla siepe polverosa,col capofra le braccia.– Svegliati,ché ti ho portato il vino per rinfrescarti la gola.Nanni spalancò gli occhi imbambolati,fra veglia e sonno,trovandosela dinanzi ritta,pallida,colpetto prepotente,e gli occhi neri come il carbone,e stese brancolando
29
le mani.– No! non ne va in volta femmina buona nell’ora fra vespero e nona! – singhiozzava Nanni,ricac-ciando la faccia contro l’erba secca del fossato,in fondo in fondo,colle unghie nei capelli.– Andate-vene! Andatevene! non ci venite più nell’aia!Ella se ne andava infatti,
la Lupa
,riannodando le trecce superbe,guardando fisso dinanzi ai suoipassi nelle stoppie calde,cogli occhi neri come il carbone.Ma nell’aia ci tornò delle altre volte,e Nanni non le disse nulla.Quando tardava a venire anzi,nel-l’ora fra vespero e nona,egli andava ad aspettarla in cima alla viottola bianca e deserta,col sudore sul-la fronte;– e dopo si cacciava le mani nei capelli,e le ripeteva ogni volta:– Andatevene! andatevene!Non ci tornate più nell’aia! – Maricchia piangeva notte e giorno,e alla madre le piantava in faccia gliocchi ardenti di lagrime e di gelosia,come una lupacchiotta anch’essa,allorché la vedeva tornare dacampi pallida e muta ogni volta.– Scellerata! – le diceva.– Mamma scellerata!– Taci.– Ladra! ladra!– Taci!– Andrò dal brigadiere,andrò!– Vacci!
18
La Lupa…
spiritata
: combattuta tra l’amore per il gene-ro e l’affetto per la figlia,la donna per un momento sem-bra aver rinnegato la propria natura (
era quasi malata
)per rivestire il ruolo di madre e custode del focolare,per questo
non andava più di qua e di là
e non ha più
que-gli occhi da spiritata
;
diavolo…eremita
: è la traduzionedel proverbio siciliano «quannu lu diavulu fu vecchiu si fi-ci rimito».
19l’abitino della Madonna
: spiega Verga a Rod (traduttorefrancese dei
Malavoglia
) «è una specie di
scapolare
o ditalismano religioso,formato di due pezzetti di panno la-no con la immagine o il nome della Madonna attaccatoa due nastri,che le devote [o i devoti] portano da un la-to sul petto,e dall’altro sulle spalle».
20segnarsi
:
farsi il segno della croce
.
21Maricchia…campi
: le due donne incarnano i due diver-si modelli della femminilità.
Maricchia
riveste il ruolo or-ganico alla struttura sociale del villaggio,quello delladonna sottomessa (
stava in casa
) e materna (
ad allattarei figliuoli
).La
Lupa
invece
andava nei campi,a lavorarecogli uomini
e rappresenta perciò la trasgressione.
22sarchiare
: ripulire i terreni dalle erbacce.
23governare
:
badare a
.
24greco…levante…scirocco…tramontana
: sono quattrotipi di vento.Il
greco
soffia da nord-est,il
levante
da est,lo
scirocco
da sud-est e la
tramontana
dal nord.
25
In quell’ora…buona
: adattamento del proverbio siciliano“’nta lu vespru e nona nun nesci nudda persuna bona”;la
 nona
indica circa le tre del pomeriggio; il vespro (
ve- spero
) corrisponde alle sei del pomeriggio;
 ne va in vol-ta
:
se ne va in giro.
26si vedesse errare
: proprio come una
lupa affamata
.
27stoppie
: sono i residui del grano,rimasti sui campi dopola mietitura.
28si aggravava
:
 pesava
[: era più fosco,a causa dell’afa].
29brancolando
: cioè con i gesti incerti di chi vede male.
PARTE UNDICESIMA 
Dal liberalismo all’imperialismo: Naturalismo e Simbolismo (1861-1903)
CAPITOLO IV 
Giovanni Verga,§ 5Luperini,Cataldi,Marchiani,Marchese
Manuale di letteratura
[G. B. PALUMBO EDITORE]
3035404550556065
Giovanni Verga ~
La lupa
CD
40
 
3
E ci andò davvero,
30
coi figli in collo,senza temere di nulla,e senza versare una lagrima,come unapazza,perché adesso l’amava anche lei quel marito che le avevano dato per forza,unto e sudicio dal-le olive messe a fermentare.Il brigadiere fece chiamare Nanni;lo minacciò sin della galera e della forca.Nanni si diede a sin-ghiozzare ed a strapparsi i capelli;non negò nulla,non tentò di scolparsi.– È la tentazione! – diceva;– è la tentazione dell’inferno! – si buttò ai piedi del brigadiere supplicandolo di mandarlo in galera.– Per carità,signor brigadiere,levatemi da questo inferno! fatemi ammazzare,mandatemi in pri-gione;non me la lasciate veder più,mai! mai!– No! – rispose invece
la Lupa
al brigadiere.– Io mi son riserbato un cantuccio della cucina perdormirvi,quando gli ho data la mia casa in dote.La casa è mia.Non voglio andarmene! –Poco dopo,Nanni s’ebbe nel petto un calcio dal mulo e fu per morire;ma il parroco ricusò di por-targli il Signore
31
se
la Lupa
non usciva di casa.
La Lupa
se ne andò,e suo genero allora si poté prepa-rare ad andarsene anche lui da buon cristiano;si confessò e comunicò con tali segni di pentimento edi contrizione che tutti i vicini e i curiosi piangevano davanti al letto del moribondo.E meglio sareb-be stato per lui che fosse morto in quel tempo,prima che il diavolo tornasse a tentarlo e a ficcarglisinell’anima e nel corpo quando fu guarito.– Lasciatemi stare! – diceva alla
Lupa
;– per carità,lasciate-mi in pace! Io ho visto la morte cogli occhi! La povera Maricchia non fa che disperarsi.Ora tutto ilpaese lo sa! Quando non vi vedo è meglio per voi e per me...Ed avrebbe voluto strapparsi gli occhi per non vedere quelli della
Lupa,
che quando gli si ficcava-no ne’suoi gli facevano perdere l’anima ed il corpo.Non sapeva più che fare per svincolarsi dall’in-cantesimo.Pagò delle messe alle anime del Purgatorio e andò a chiedere aiuto al parroco e al briga-diere.A Pasqua andò a confessarsi,e fece pubblicamente sei palmi di lingua a strasciconi sui ciottolidel sacrato innanzi alla chiesa,in penitenza,
32
e poi,come
la Lupa
tornava a tentarlo:Sentite! – le disse,– non ci venite più nell’aia,perché se tornate a cercarmi,com’è vero Iddio,viammazzo!Ammazzami,– rispose
la Lupa,
che non me ne importa;ma senza di te non voglio starci –.Ei come la scorse da lontano,in mezzo aseminati verdi,lasciò di zappare la vigna,e andò a stac-care la scure dall’olmo.
La Lupa
lo vide venire,pallido e stralunato,colla scure che luccicava al sole,enon si arretrò di un sol passo,non chinò gli occhi,seguitò ad andargli incontro,
33
con le mani pienedi manipoli di papaveri rossi,e mangiandoselo con gli occhi neri.
34
– Ah! malanno all’anima vostra!– balbettò Nanni.
30E ci andò davvero
: l’amore (
adesso l’amava anche leiquel marito
si legge più sotto) ha trasformato anche Ma-ricchia in una
lupacchiotta
,ossia in una figura combat-tiva (
le piantava in faccia gli occhi
) e pronta all’azione (
ciandò davvero
).
31ricusò…Signore
:
si rifiutò di impartirgli il sacramentodell’estrema unzione
.
32sei palmi…in penitenza
: questa forma arcaica di peni-tenza pubblica consiste per Nanni nel percorrere in gi-nocchio,strusciando la lingua per terra,
sei palmi
[…]sui
ciotoli del sacrato innanzi alla chiesa
.
33seguitò ad andargli incontro
: secondo un modulo tipi-camente romantico la morte rappresenta il momento dimassima affermazione del personaggio,pronto a sacrifi-carsi per i propri ideali.
34con le mani…neri
: come nel caso di
Rosso Malpelo
,idettagli cromatici (
papaveri rossi…occhi neri
) hannouna forte pregnanza simbolica.Il dualismo
rosso
 /
nero
corrisponde al dualismo amore/morte espresso dallaprotagonista.Il
nero
infatti è il colore del male (degli
oc-chi da satanasso
),del caos,della morte,mentre il
rosso
è il colore del fuoco,delle
labbra
della
Lupa
e,soprat-tutto,è il colore della passione e anche del sangue e delsacrificio che sta per consumarsi.
PARTE UNDICESIMA 
Dal liberalismo all’imperialismo: Naturalismo e Simbolismo (1861-1903)
CAPITOLO IV 
Giovanni Verga,§ 5Luperini,Cataldi,Marchiani,Marchese
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Giovanni Verga ~
La lupa
CD
40

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