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GIOVEDI’ SANTO
Anno 2009
ADORAZIONE COMUNITARIA
 
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…
Gesù entra anche oggi nella nostra esistenza e ci dice con fermezza: “Io sono ilpane della vita “ Noi abbiamo bisogno di questo nutrimento, abbiamo bisognodi assimilare questa presenza d’amore che plasma la nostra vita.:
GESÙ PANE VIVO
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 51-58)
In quel tempo Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questopane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giu-dei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e nonbevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangueha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e ilmio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io inlui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui chemangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangia-rono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Noi ti adoriamo, Signore Gesù, con tutta la nostra vita, con questa adorazionema anche con i gesti di carità e di servizio, con la volontà di stare alla tua seque-la, perseveranti nel tuo amore. Accogli la nostra preghiera edonaci lo Spirito di verità e di contemplazione, perchésappiamo essere ovunque testimoni del tuo Regno,ove contempleremo il tuo volto per i secoli eterni.Insieme:
Noi ti adoriamo, Signore Gesù.
Nel segno del pane consacrato.Nel pane che dà la vita al mondo.Nel pane del servizio e dell’amore donato.
Nel pane del sacrificio più puro e totale.
 
Nel pane della risurrezione e del perdono.
 
Nel pane come presenza di pace sicura.
 Nel pane elevato sul mondo come salvezza.Nel pane di comunione e di fraternità.Nel pane che viene spezzato per la liberazione dell’uomo.
 
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Nel pane che toglie il peccato del mondo.
 
Nel pane che vince il dolore e la morte.
 
Nel pane che santifica e rigenera.
Nel pane esposto per la nostra contemplazione.Nel pane che continua la tua incarnazione.Nel pane che fa della nostra vita una perenne Eucaristia.
Nel pane che sostenne molti cristiani nel martirio.
 
Nel pane che ha dato numerosi santi alla tua Chiesa.
 
Nel pane che ogni sacerdote offre sui tuoi altari.
 
DIO CI HA AMATO PER PRIMO
Eucaristia, iniziativa di Cristo
(da “dono e Mistero” di Giovanni Paolo II)
«Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose aidotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli (...) Nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, nèchi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare »
(Lc 10, 21-22) 
. Questeparole del Vangelo di San Luca, introducendoci nell’intimo del mistero di Cristo, ci consen-tono di accostarci anche al mistero dell’Eucaristia. In essa il Figlio consostanziale al Padre(Colui che soltanto il Padre conosce) Gli offre in sacrificio se stesso per l’umanità e per l’intera creazione. Nell’Eucaristia Cristo restituisce al Padre tutto ciò che da Lui proviene. Si realizza così un profondo mistero di giustizia della creatura verso il Creatore. Bisognache l’uomo renda onore al Creatore offrendo, con atto di ringraziamento e di lode, tuttociò che da Lui ha ricevuto. L’uomo non può smarrire il senso di questo debito, che eglisoltanto, tra tutte le altre realtà terrestri, può riconoscere e saldare come creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio. Nello stesso tempo, dati i suoi limiti di creatura e ilpeccato che lo segna, l’uomo non sarebbe capace di compiere questo atto di giustiziaverso il Creatore, se Cristo stesso, Figlio consostanziale al Padre e vero uomo, non intra-prendesse questa iniziativa eucaristica. Il sacerdozio, fin dalle sue radici, è il sacerdoziodi Cristo. E Lui che offre a Dio Padre il sacrificio di se stesso, della sua carne e del suosangue, e con il suo sacrificio giustifica agli occhi del Padre tutta l'umanità e indiretta-mente tutto il creato. Il sacerdote, celebrando ogni giorno l’Eucaristia, scende nel cuoredi questo mistero. Per questo la celebrazione dell’Eucaristia non può non essere, per lui, ilmomento più importante della giornata, il centro della sua vita.
Tu ci ami per primo
(di Soeren Kierkegaard)
Tu ci ami per primo, o Dio; e noi parliamo di Te come se Tu non ci avessi amato per pri-mo che una volta sola, nel senso storico, mentre invece, incessantemente, molte voltenel corso dei giorni e della vita intera Tu ci ami per primo. Quando al mattino ci sveglia-mo ed eleviamo a Te il nostro pensiero, Tu sei il primo: Tu ci hai amato per primo; se mi alzo all’alba e immediatamente elevo a Te il mio spirito e la mia preghiera, Tu mi prece-di, Tu mi hai amato per primo. E così sempre; invece noi parliamo come degli ingrati,quasi che Tu ci avessi amati per primo una volta sola.
 
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Insieme:
Dal Salmo 116 (114-115)
Come ricambiare il Signore /. per tutto il bene che ci ha fatto?Alzerò il calice per il Signore, / lo ringrazierò perché mi ha salvato.
Dispiace molto al Signore / la morte dei suoi fedeli.Sì, sono tuo servo, Signore, / tuo servo da sempre.
Mi hai liberato dai legami della morte:offrirò un sacrificio per ringraziarti / ti loderò davanti a tutti.

Gesù pane di vita, che i cristiani non lascino deserte le loro chiese dove tu seipresente sotto il segno del pane: e chi sosta davanti a te ricordi la tua obbedienza echieda con insistenza di essere conformato a te.

Gesù pane di vita, i tuoi ministri che celebrano ogni giorno la Santa Cena sappia-no imitare il mistero d’amore che si avvera nelle loro mani.
 
COMUNIONE
 
Comunione, Chiesa, Amore
 
(da “Le parole della spiritualità” di Enzo Bianchi)
Dio nel suo essere è comunione, Comunione è la vita trinitaria divina, vita fatta di ascolto, scambio e donazione reciproci fra le persone divine (…) Essendo costitutiva della vita divina, la comunione è essenziale anche alla chies: (…) E questo è appunto ciò che ogni eucaristia, cuore della comunione, deve manifestare. È sulla comunione che la chiesa gioca l’obbedienza alla propria vocazione ricevuta da Dio e l’adempimento della propria testimonianza e missione nel mondo.
 
Come profondità della vita divina, la comunione viene trasmessa agli uomini in un processo di impoverimento, di svuotamento e di abbassamento di Dio motivato dall’amore, dal suo desiderio di comunione con l’umanità. «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» (Giovanni 3,16); «Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche il Cristo ne è divenuto partecipe» (Ebrei 2,14): fonte della comunione è l’amore, suo mezzo è lo scambio verso il basso per cui colui che era in forma di Dio, svuotò se stesso assumendo forma d’uomo e condividendo la con- dizione umana fino alla morte, anzi,«alla morte di croce» (Filippesi 2,8).Insomma, forma e fondamento della comunione cristiana è la croce come mistero e passione di amore. Dire questo significa affermare che la comunione all’interno della chiesa,tra le chiese, tra la chiesa e gli uomini tutti, è dono di Dio! (…) deve essere accolta come grazia predisponendo l’obbedienza radicale all’Evangelo e mettendosi all’ascolto dell’altro:...

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