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Si sveglia alle sei e trenta. Efino a mezzanotte la sua gior-nata trascorre tra decine diincontri, corse in lungo e inlargo per tutta la diocesi,impegni gestionali e ammini-strativi.Ma non disdegna, quando può,di seguire i trionfi della Ferrario informarsi su chi ha vintol’ultima Milano-Sanremo, clas-sica del ciclismo che, per ungenovese come lui, ha lo stes-so sapore di un piatto di orec-chiette col pesto.Vicenza Abc ha incontrato ilnuovo Vescovo, MonsignorCesare Nosiglia. Una chiac-chierata per conoscere più davicino l’uomo che - comunquela si pensi - rappresenta unpunto cardinale nella vita citta-dina.Tra paure e speranze, certezzepresenti e obiettivi da raggiun-gere, Monsignor Nosiglia rac-conta la sua città, ma soprat-tutto il progetto che ha inmente per i suoi vicentini.Affrontando anche temi delicaticome politica (“I cristiani devo-no essere più presenti anchesotto questo profilo”), immigra-zione (“Dobbiamo imparare avivere in una società più aper-ta”), mass-media (“Devono fareanche formazione”).Quel che ne è uscito è un ritrat-to a tutto campo dove ilVescovo indica la sua via persuperare le contraddizioni diuna città stretta tra un passatodi grandi tradizioni (ancoramolto forti) e un presente dicambiamenti repentini e, spes-so, vorticosi.Alle pagine 4 e 5.
La stazione più piccola del mondo
Ad Anconetta una fermata ferroviaria fantasma: niente biglietti ma... nemmeno multe
Con quell’aria malinconica e unpo’ desolata da Far West, la fermataferroviaria a fianco del passaggio alivello di Anconetta è una stazioneenigmatica per gli sparuti ma fedelipendolari della tratta Vicenza –Schio.Ce n’è davvero bisogno? Provate achiederlo agli automobilisti, chedopo anni di promesse da partedelle Ferrovie si incolonnano rasse-gnati, sigaretta in mano e tubo discappamento fumante, in lunghe filedi traffico.E se invece il servizio è utile erende - ma le stesse Ferrovie hannoavuto dubbi in passato - perché allo-ra non renderlo più accogliente e piùpraticabile?Piacerebbe dare un’occhiata a unacarta delle linee FS per vedere seeffettivamente da qualche parte cisia scritto “Anconetta”. Se ci si trovaad aspettare il treno qui, non sidirebbe.Varcato il cancelletto che da vialeTrieste dà sul binario (unica entrata:sorry, chi viene da viale Anconetta, siabbassa e passa sotto la sbarra) c’èuna pensilina modello fermata pull-man e, attenzione, perfino una pan-china!Bisogna dare merito ai responsa-bili di aver dotato la fermata di unposto a sedere riparato: fino a qual-che tempo fa non c’era neanchequello. Così si potevano ammirarefestosi bivacchi di anziane signore estudenti zaini in spalla sul ciglio delbinario, con la pioggia o con la cani-cola. Col pericolo, ora passato, che iltreno-diligenza sfrecciasse davanti aipoveri utenti senza fermarsi. Perchéquesto accadeva: se il treno era inritardo, a volte il controllore faceva ilgiro dei vagoni chiedendo ai passeg-geri: ”Qualcuno ferma adAnconetta?” E se nessuno fermava,si tirava diritto.Ma questi sono problemi superati,l’efficienza (!) ha vinto e ora si sale esi scende regolarmente. Un gran belproblema è invece munirsi di unbiglietto. Proprio lì a fianco c’è untabaccaio: venderà i biglietti ferrovia-ri, si suppone. Macché: il negoziantevi guarda sconsolato e vi consiglia diandare in stazione centrale (sic).Proviamo allora al bar, non si sa mai,si chiama pure “Alla vecchia ferra-ta”: magari, nel nonsenso generale,la licenza per i ticket l’hanno data albarista. Niente da fare: ride sotto ibaffi e non sa cosa consigliarvi.Ma non bastava una macchinettaautomatica? Figurarsi. Con unamano sul cuore e una sul portafogli,il viaggiatore onesto e scrupolosodovrà adattarsi a salire a bordo ecercare il controllore per pagare ilsovrapprezzo. Ingiustizia! Scandalo!Roba da Mi manda Rai 3. Invece,meraviglie dell’Italia che fa le leggi epoi le interpreta, il controllore (alme-no quelli che abbiamo trovato noi) vidà la buona notizia: “È vero, dovre-ste pagare la multa, ma fa lo stesso,vi faccio il semplice biglietto: 1,10euro per Vicenza, 2 euro per Schio.”Almeno questo, per la gentile clien-tela.
Alessio Mannino
questa settimana
23678
 politica
Hüllweck ritrattala sparata sui sindacie schiva la condanna
sanità
Cura senza scureper l’ospedale
scuola
Ese, l’Universitàfantasmadi Corso Fogazzaro
economia
Cresce il trenddel terzo settore
cultura
Rigoni Sterndalla cacciaalla natura
Un ruoloper lachiesa
Via Piazzon 82/28 - 36051 Olmo di Creazzo (VI)Tel. 0444 349611 - Fax 0444 349510www.svec.it - email: svec@svec.itVia Piazzon 82/28 - 36051 Olmo di Creazzo (VI)Tel. 0444 349611 - Fax 0444 349510www.svec.it - email: svec@svec.it
vicenzaabc
la città a chiare lettere
SETTIMANALEDIINFORMAZIONE, CULTURA, POLITICA, ASSOCIAZIONISMO, SPETTACOLO
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venerdì 9 aprile 2004, numero 4, anno III 
Editore: VicenzaAbc scarl, Corte dei Molini 7, 36100 Vicenza. Partita Iva 03017440243. Telefono 0444.305523. Fax 0444.314669. E mail: info@vicenzaabc.it. Spedizione in abbonamento postale 45% Comma 20/B, legge 662/96 - DCVicenzaR
 
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e:Corte dei Molini 7, Vicenza. Telefono 0444.504012. Fax 0444.314669. E mail: redazione@vicenzaabc.itw
 
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Dalla tagliata ai tagli ilpasso è breve. Per con-vincere i primari del SanBortolo che abbattere laspesa sanitaria è cosabuona e giusta, l’euro-parlamentare Lia Sartorili conquista con la buonacucina. Dieci alla volta, icirca 50 primari dell’Uls6 ricevono in questi gior-ni un invito che non sipuò rifiutare. A racco-gliere le adesioni non èovviamente l’autorevoleforzista in persona, maun primario di buoncuore (ogni riferimento alreparto è quasi casuale):“Giovedì tutti a cenaassieme per una chiac-chierata con Lia Sartori”comunica ai colleghi. Chemagari nel segreto del-l’urna votanoRifondazione, ma cheall’invito non dicono maidi no, stando alle adesio-ni raccolte fin ora.A tavola, quella chedoveva essere una chiac-chierata diventa unmonologo: “Bisogna sal-vare l’ospedale, Perriuscirci, dobbiamo met-tere mano alla situazione.Bisogna tagliare.” comin-cia Lia in zona antipasto.Al momento del caffè, ilmonologo ha raggiuntolivelli che neanche SilvioB. da Bruno Vespa.D’altro canto, è propriodal maestro che Lia haimparato la tattica. Nonè lui quello che si vantadi aver conquistato Bossi& c con il suo famosorisotto di Arcore? E LiaSartori, non a caso l’uni-ca vera politica di rangodi Forza Italia nel Veneto(ci fosse un po’ menomaschilismo, questadonna sarebbe comeminimo al posto diBondi) ha capito la lezio-ne.Al momento di andare instampa, abbiamo notiziadi due cene già consuma-te. Defezioni: nessuna.Improvvisi mal di panciadell’ultimo minuto: nes-suno. Mal di pancia delgiorno dopo: pochi. Eterrorizzati. “A me nep-pure avevano detto chealla cena c’era lei” silamenta un primario alquale la tagliata è andatadi traverso. “Tutte scuse– replica un altro – laseconda cena è stataorganizzata direttamentea casa Sartori”. Che perinciso, non ha alcun inca-rico istituzionale legatoalla sanità. Mah!
m.r.
Il Vescovo ai cattolici“Tornate alla politica”
Dieci primari al colpoa cena da Lia Sartori
Dalla tagliata ai tagli.Un invito che non si può rifiutare
Pasqua con Monsignor Nosiglia.Cosa chiede alla città. E cosa chiedono a lui i vicentini
La venuta di un nuovo vescovo può ben difficilmente venire consi-derato un fatto di ordinaria ammi-nistrazione, un semplice avvicen-damento di una carica ecclesiasti-ca, certamente rilevante, ma limita-to all’ambito strettamente religiosoe al sistema chiesa. La chiesa catto-lica continua invece a svolgere inItalia, ed ancor più in Veneto dovela parrocchia ha sempre avuto unforte radicamento sociale, impor-tanti funzioni sociali oltre che cul-turali e spirituali. Con questo nonsi vuole dire che non sia cambiatonulla rispetto al passato. I muta-menti sono anzi evidenti. La chie-sa, e la parrocchia in ambito loca-le, non rivestono più quella centra-lità culturale che assumevano in un passato anche recente, quando unasocietà ancora contadina trovava lìi propri riferimenti culturali. Nonsi sono eclissate, ma costituisconosolo uno dei soggetti che influenza-no la cultura di una società che èormai definitivamente diventata plurale. Si è andata restringendol’area costituita dalle materie su cuidetti interventi vengono ritenutilegittimi o possono sperare di otte-nere ascolto. Basterebbe pensarealla sfera politica, ma anche a quel-la dell’agire economico, spazi didiscorso su cui ben difficilmente siaccettano oggi prese di posizioneecclesiastiche, anche se il plausounanime per le encicliche papali può far pensare diversamente.Ma tutto ciò non significa che lachiesa in Italia e a Vicenza nonconservi un ruolo primario rispettoa funzioni sociali vitali. Nella for-mazione delle nuove generazioniinnanzitutto. In campo sociale insecondo luogo, dove una serie di problemi non risolti nelle politichedi welfare, le tendenze a tagliarereti che si credevano consolidate di protezione sociale, la ridefinizionedegli equilibri tra intervento pub-blico e del privato sociale, la persi-stenza anche nelle società avanzatedi problemi sociali che i servizi nonriescono ad affrontare, vedono una presenza crescente delle chiesa cat-tolica che non solo ripropone, marilancia di fatto il suo radicamentosociale e contribuisce ad allargarnela credibilità anche presso strati di popolazione che pure dicono dinon appartenervi. La rapidità deicambiamenti che hanno interessatola convivenza civile nel nostroPaese infine, il quadro di crescenteincertezza in cui questa versa, lacarenza di linguaggi condivisi che possano rifondarla, la sensazionediffusa di mancanza di valoricomuni di riferimento, a partire daquello dell’unità nazionale, posso-no infine contribuire a rafforzare il rilievo culturale di un soggettocome la chiesa cattolica che vieneconsiderata dalla gente positiva-mente, spesso anche quando nonviene ascoltata, perché garante diquelle permanenze e di quelle sta-bilità che alla fine devono puresserci se si vuol garantire l’ordina-to svolgersi della vita sociale.
Sandro Castegnaro
 
Settimana di passione all’interno dei partiti vicenti-ni: è scontro per la segreteria cittadina tra i Ds, èscontro tra la base del Carroccio per la presidenzadella provincia. Le tensioni che attraversano Ulivo eCdl riaffiorano proprio mentre gli spettri dell’urba-nistica si riverberano sulla gestione dei partiti.Sul versante della Lega, tutto nasce dalle condizionidi salute di Umberto Bossi: la carenza di leadershipnel partito ha aumentato le fughe in avanti versouna visione barricadera dei colonnelli del partitostesso. Una circostanza che ha avuto la conseguenzadi aumentare in tutto il Paese i mugugni della base.A Vicenza è la consigliere
Franca Equizi
a dar voceal malessere: nell’ultimo mese ha attaccato senzasosta la giunta e in particolare gli assessori del suopartito. A palazzo Trissino si parla di malcontentotra i militanti per l’inadeguatezza delle risposte del-l’amministrazione alle richieste degli elettori leghisti.Richieste che erano state tradotte nel programmaelettorale di
Stefano Stefani,
nella privera del 2003,candidato sindaco per il Carroccio.A pagina 23 del libretto di Stefani si legge:
Dobbiamo rimettere mano ai regolamenti cittadini eai bandi nella assegnazione degli alloggi di proprietà pubblica, stabilendo il principio per cui è prioritariala cittadinanza italiana e la residenza nella provinciadi Vicenza da almeno cinque anni per la assegnazio-ne degli alloggi pubblici e nelle agevolazioni per la prima casa.
Detto fatto: l’assessore al sociale
DavidePiazza
(Lega) sotto il pressing degli alleati haapprontato una delibera che butta nel cassonetto ilprogramma della Lega, cosa che avrebbe fatto pureinfuriare
Manuela Dal Lago
(che è pure capogrup-po in municipio). Quest’ultima appartiene all’alafilogovernativa del Carroccio, ma avrebbe intravistonella delibera Piazza il rischio di un eccessivo scolla-mento dal corpo elettorale.Ma l’altra magagna per il partito di Bossi riguardal’aumento della tassa sulle immondizie. SempreStefani (candidato sindaco e plenipotenziario leghi-sta per Vicenza, in giugno per una alleanza all’ulti-mo momento col Polo) nella campagna per le muni-cipali del 2003 annunciava in pompa magna:
Investire in Aim significa offrire ai cittadini servizi a prezzi competitivi e quindi diminuire l’onere dellebollette
(pagina 22 del programma, Ndr).
Occorreun piano industriale e di sviluppo che sia articolato,di rilancio nei settori della produzione dell’energiaelettrica e di riscaldamento... il vero utile che le Aimdebbono versare alla città sta nella qualità dei servi-zi, nell’abbattimento dei costi delle bollette.
La settimana scorsa il consiglio ha approvato ladelibera redatta da
Linda Favretto
, assessore leghi-sta alle finanze, con la quale si aumenta mediamen-te del 4% il gravame sugli utenti dovuto per losmaltimento dei rifiuti. Poi c’è un altro rompicapo,che da settimane sta mandando in subbuglio labase. A pagina 7 dell’opuscolo di Stefani si legge:
Non è lecito che il comune abusi delle sue capacitàdi indebitamento trasferendo al domani i suoi costiattuali, interventi dispendiosi come il nuovo teatronon hanno alcun senso. Intanto i lavori per il nuovocivico vanno avanti con il silenzio-assenso degliassessori leghisti e della Dal Lago.
Nel centrosinistra le cose non vanno meglio. Gliultimi dieci giorni sono stati segnati dalle diatribeinterne ai Ds (che a molti sono sembrate una guerraper le poltrone più che per i programmi). Gli oppo-sitori del segretario cittadino
Tommaso Rebesani
(quest’ultimo appartiene al correntone diessino)hanno cercato di imporre una gestione collegiale delpartito, ma a palazzo Trissino il malcontento per ilcomportamento dell’opposizione di centrosistra èarrivato al culmine ai primi di aprile. I vertici dellagiunta Quaresimin (1995-1998) hanno infatti sotto-scritto assieme a diversi esponenti della minoranzaun intervento di fuoco contro il comitato anti abusiedilizi, pubblicato il 4 aprile dal Giornale diVicenza: “
Quel comitato ci ha dichiarato una guer-ra folle”
. Una frase sibillina, che messa in relazionealla vicenda giudiziaria dell’Hotel De La Ville, sem-bra puntare l’indice contro i portavoce del comitato
Paolo Crestanello
e soprattutto
Fulvio Rebesani.
Quest’ultimo (all’epoca faceva parte della sinistradel Pds) era stato uno degli artefici della cadutadella giunta Quaresimin, accusata di non aver vota-to la delibera anti palazzoni, detta anti Rc-1, ripro-posta poi dai Verdi durante il primo mandatoHüllweck.La grana politica per l’Ulivo sta nel fatto che ildocumento sembra difendere a spada tratta tutti idipendenti municipali coinvolti nella vicenda. Inmunicipio qualcuno ha interpretato la cosa come unfavore anche verso
Lorella Bressanello,
direttrice delTerritorio, oggi moglie del sindaco, entrata inComune con un contratto ad personam. Ironia dellasorte, allora la si dava in quota al centrosinistramentre oggi è iscritta a Forza Italia. Implicata assie-me ad altri dipendenti comunali e esponenti dellagiunta nell’affaire De La Ville, è stata assolta direcente ma è tutt’ora invischiata nella vicenda giudi-ziaria di Ponte Alto, assieme ad altri dipendentimunicipali.A turbare il centrosinistra ci sono poi altri temi: laCircolare Rossetto, il Piano Pomari, il restauro diPalazzo Porto Festa, Ponte Alto, l’hotel De La Ville,aree commerciali in zona industriale, Rc-1; per dipiù in municipio si vocifera di un diktat dellaMargherita, imposto agli alleati, per firmare undocumento che in qualche maniera faccia da con-tropartita alle pubbliche scuse firmate da Hüllweckper le affermazioni infamanti sugli ex sindaci diVicenza.Nella nota pubblicata dal
Giornale di Vicenza
infat-ti c’è pure la firma di
Ciro Asproso,
uno dei piùduri oppositori alla permanenza delle attuali dispo-sizioni del Piano regolatore sulle Rc-1 (norme chedanno zero vincoli ai costruttori). Negli anni passatiil consigliere aveva partecipato alle conferenze delcomitato durante le quali si chiedeva l’abolizione diquello status amministrativo nelle zone di completa-mento Rc-1, salvo poi definire ambiguo, assiemeagli altri rappresentanti ulivisti, l’operato del comi-tato contro l’abusivismo edilizio.
Marco Milioni
Hüllweck si scusa e i sindaciritirano la querela. Il primo cit-tadino aveva dato dei ladri aiprecedenti amministratori iquali lo avevano portato in tri-bunale: prova quello che dicioppure paga le conseguenze.Adesso arriva la marcia indie-tro di Hüllweck: “Riconosconon solo la correttezza e l’one-stà di tutti i miei predecessori,ma anche l’impegno profuso. Avoi Sala, Corazzin, Variati eQuaresimin la mia incondizio-nata stima sul piano personalee professionale. Ben diverso è ilmio giudizio politico in meritoalle scelte da voi operate e suirisultati raggiunti. Se comunquele mie parole vi hanno offesi,me ne scuso con voi, ribadendoche non era assolutamente miaintenzione anche solo dubitaredella vostra correttezza e one-stà. Vi chiedo di rimettere laquerela e abbandonare la causacivile, assumendomi io tutte lespese legali.”I quattro sindaci hanno accetta-to come pienamente soddisfa-cente la lettera di Hüllweck ehanno deciso pertanto di rimet-tere la querela. Accettano lescuse, e sottolineano come lavicenda offra un ulteriore moti-vo di riflessione e un monito aHüllweck e a chi fa politica ingenerale: il dovere di sentiresempre l’alta responsabilità nel-l’esercizio delle pubbliche fun-zioni, nel rispetto delle personee nella valutazione obiettiva eserena dell’impegno di ciascu-no.
sette giorni di politica
I mal di pancia della Legae i mal di testa dell’Ulivo
Un vespaio tra i consiglieri leghisti: la mancanza di Bossi si sente pure qui. Ma anche il centrosinistranaviga in cattive acque: tornano a far discutere le vicende dell’hotel De La Ville e il nuovo Piano regolatore
Allergie di primavera in Consiglio: maggioranza frammentata e opposizione in tilt
Ubaldo Alifuoco, il gentleman che non sa farsi amare
Sguardo austero, voce impo-stata, passo elegante, boccaappena aperta anche quando parla in puro stile Clint Eastwood. È lo standard inconsiglio comunale di UbaldoAlifuoco, vice capogruppodiessino. Dalemiano di ferroun po' troppo destrorso dico-no i suoi oppositori diessiniall'interno del partito.In aula ha quella severità equel british understatement,che farebbero la sua fortuna inqualche municipality o inqualche dicastero inglese, mache forse sono un po' fuoriluogo a Vicenza; nella patriadel "paron mi", lui ex sinda-calista ex funzionario di bancaviene visto spesso dai suoioppositori politici, e non solo,come un altezzoso, anche setutti gli riconoscono una pre- parazione di ferro unita a una grande passione, guarda caso, per la storiografia made inEngland.I suoi amici lo descrivonocome una persona molto pun-tigliosa, estremamente educatae con una volontà d'acciaio,anche se negli ultimi giorninon gli hanno perdonato lacalata di brache nei confrontidella Margherita per la vicen-da dell'Hotel De La Ville.Qualcuno a palazzo Trissinosi è pure lamentato delle sueamicizie con la presidentedella provincia Manuela Dal Lago, de facto sua datrice dilavoro, visto che il consigliereè a capo di una sorta di agen-zia speciale messa in piedi pro- prio per volontà della provin-cia e della camera di commer-cio. Amicizia che gli avrebbesuggerito di non attaccare il Carroccio su alcune questionispinose come la risistemazionedell'area di San Felice.Ma Alifuoco è anche l'uomodell'impegno a tutto campo suAim, azienda che gli sta parti-colarmente a cuore e che negliultimi mesi ha analizzato nonsolo con la passione del politi-co ma con il piglio dell'econo-mista, mettendo in piedi unaserie di studi tanto ricchi dianalisi da fare invidia ad unconsulente industriale. Studiche una volta pubblicatihanno mandato su tutte lefurie il presidente di AimBeppe Rossi che più che con-testare l'evidenza se l'è presacol Giornale di Vicenza reo diaver dato spazio alla minoran-za. Ma il consigliere è impe- gnato anche sul fronte internodel partito; stizzito per unaleadership vicentina che nonlo convince è quasi indispetti-to da quei personaggi chesecondo i suoi fedelissimi nonhanno nemmeno una virgoladella sua intelligenza politica econ i quali si vede costretto acondividere una barca, che simuove nelle acque agitate diuna città allo sbando per lecolpe di centrosinistra e cen-trodestra.
m.m.
Identikit del contro-potere.
Preparatissimo, puntiglioso, altezzoso. E un incredibile feeling con l’insospettabile Manuela Dal Lago
ACQUEMOSSE INLAGUNALABIRINTI DIPALAZZO
 Hüllweck chiede scusa ai vecchi sindaci
Aveva dato loro dei ladri senza motivo: querelato, ha fatto marcia indietro
Doveva essere la missione di Pasqua o,come qualcuno ha detto, il “pellegrinaggioistituzionale”. Decine di amministratoriveneti tra consiglieri regionali e comunaliin Terra Santa durante la settimanasanta. Sfidando i kamikaze di Hamas e isoldati di Sharon che notoriamente nonvanno tanto per il sottile.Doveva, perché la situazione è precipita-ta. L’uccisione dello sceicco AhmedYassin ha definitivamente fatto sfumarel’ipotesi. La delegazione veneta era già pronta: alla guidal’ex patriarca di Venezia Marco Cè. Tra il seguito dei con-siglieri regionali la bassanese Elena Donazzan di An, IlesBraghetto dell’Uc, Amedeo Gerolimetto di Forza Italia.Si erano messi in lista non pochi amministratori vicentini,come il sindaco di Schio Giuseppe Berlato Sella, gliassessori provinciali Luciano Zerbaro e GaldinoZanchetta e l’assessore comunale di Vicenza DavidePiazza.L’obiettivo della missione intitolata ufficialmente “Gliamministratori veneti in cammino per la Terra Santa” eradi portare tra Nazareth (visita dei luoghi, incontro con lacomunità locale e Messa ) Gerusalemme (Via Crucis) eBetlemme (veglia pasquale) un messaggiodi pace.Hanno dovuto rinunciare per ovvi motivi diincolumità anche i consiglieri regionali piùtemerari come Elena Donazzan e IlesBraghetto, che nel marzo dello scorsoanno, alla vigilia dell’attacco di USA eRegno Unito all’Iraq, volarono a Bagdadcon gli ultimi voli prima della chiusura deglispazi aerei.La bandiera con il leone di San Marco èstata, dunque, ammainata e la nuova crociata dellaSerenissima verso il Santo Sepolcro rinviata a tempimigliori. Con gran rimpianto de “Il segno” e “Viaggi e pel-legrinaggi”, con sedi a Asolo e Mestre, che contavanomolto nel tour dei politici per rilanciare il turismo in TerraSanta, oggi un po’ fuori moda.Nel frattempo l’unico consigliere regionale veneto che èriuscito ad andare veramente in Terra Santa (in questocaso, sarebbe meglio dire in Palestina), è Mauro Tosi,capogruppo di Rifondazione. Un viaggio meno “religiosa-mente corretto”: aggregatosi alla “carovana della pace”del social forum dal 13 al 22 marzo scorsi, Tosi ha mani-festato solidarietà con la causa palestinese.
Rinviata la Crociata dei Serenissimi
Dalla Regione.
L’aggravarsi della situazione politica fa sfumare il tour promozionale in Palestina
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Una veduta notturnadell’hotel De La Ville
foto Corrado Pedron
 
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Sanità, la cura senza scure
Il manager Filippo Marelli: “Gli ospedali vicentini puniti dal centrodestrama la soluzione esiste: ecco come risparmiare senza tagliare i servizi”
La sanità dell’Alto Vicentino spacca Fi e An
Filippo Marelli, 64 anni lom- bardo di nascita ma vicentino di adozione (vive ad Altavilla Vicentina dal 1981), è stato direttore generale dell’Ulss di Bussolengo. Manager di  grande esperienza, ha opera- to sia nel settore privato (era dirigente alla Zambon farmaceutici) sia nel settore pubblico nelle Usl di Ancona e Udine. Alla fine del 2002 è stato anche lui sacrificato sull’altare delle nuove diret- tive regionali in materia di tagli alla sanità. La sua estromissione è avvenuta contemporaneamente a quel- la di Valdo Mellone (ex Ulss Dolo, attualmente alle Ipab) e di Antonio Petrella (ex ULSS 6 Vicenza). E per lui la circostanza non è del tutto casuale, “perché oggi viene considerato bravo solo chi fa spendere meno”.
Secondo Marelli l’Ospedale diVicenza è una struttura moltovalida con settori di eccellen-za e di valore assoluto: inpassato il mantenimento diun buon livello nelle terapieera visto come un obiettivoottimale.“Oggi non più - sostieneMarelli - perché al primoposto di ogni ragionamento cisono i costi da razionalizzare,i bilanci da salvaguardare.Secondo me la posizione delcentro destra sulla sanità pro-durrà risultati inquietanti nelprossimo periodo.
Ovvero?
“Queste cose io le vado asostenere nei vari convegniche tengo sulla sanità; iltrend garantito con gli attualiparametri regionali non puòche essere il seguente: avre-mo un progressivo indeboli-mento della struttura degliospedali pubblici, una mag-gior partecipazione dei cittadi-ni alla spesa per farmaci eservizi, lunghe liste d’attesa.A meno che uno non si rivolgaalle strutture private, e unprogressivo ricorso alle assi-curazioni mediche”.
Da cosa nasce questo sconfi-namento nel deficit di alcuneULSS venete?
“I due esperti incaricati dallaRegione hanno individuatootto aziende che hanno undeficit notevole e hannoespresso il loro giudizio:bisogna intervenire drastica-mente. In realtà il problemadel deficit nasce dalle modal-ità con le quali vengonofinanziati i vari ospedali: è unmeccanismo complesso chepremia, comunque, chi attuail minor numero di interventi edi operazioni. Ecco perché, adesempio, centri regionaliimportanti come quelli diVerona, Vicenza e Padovahanno i bilanci più pesanti. E’sbagliato porre le varieaziende del Veneto in contrap-posizione fra loro o metterepaletti fra una struttura edun’altra. Sarebbe come sealla Fiat venissero posti incontrapposizione fra di loro ivari reparti della fabbrica!
Ma come è possibile inter-venire sui bilanci evitando iltaglio selvaggio che si ipotiz-za per molte strutture?
“In realtà una ricetta esisteed è molto semplice: bastafare come hanno fatto già laToscana e l’Emilia Romagnadove sono stati creati i cosid-detti Ospedali di Comunità.Attraverso queste strutturevengono sostanzialmenteeliminati i ricoveri impropri esi creano delle strutture doveil primo responsabile è ilmedico di base. La spesagiornaliera per un ricovero cheè oggi di 300/400 euro puòessere ridotta di due terzi!Sono molte le patologie chepossono essere seguite inqueste strutture, sotto il dirit-to controllo dei medici condot-ti”.
Ma i medici di base sonod’accordo di assumersiquesto ulteriore impegno?
“Il loro coinvolgimento è asso-lutamente indispensabile, manon dobbiamo dimenticarciche questo sarebbe un modoper loro di recuperare profes-sionalità e competenze.Spesso questi medici, dotatidi grandi capacità, si lamen-tano di essere ridotti ad unruolo di impiegati della san-ità; così potrebbero effettiva-mente svolgere la professioneper la quale hanno studiatoper anni”.
Federico Formisano
Lunedì scorso si è tenuto a Schio“Ospedali e Territorio”, un convegnosulla sanità. L’invito era partito daAlleanza Nazionale che schierava inprima fila i suoi big: da
Giorgio Conte
all’onorevole Martini, più un nutritocorollario di consiglieri regionali ecomunali.Nel cartoncino di presentazione veni-vano annunciati, tra gli altri, i nomi dialcuni pezzi forti, a partire da
GiorgioCarollo,
coordinatore regionale diForza Italia, e così via fino all’asses-sore regionale
Raffaele Grazia
(Fi)
,Iles Braghetto
della CommissioneSanità della Regione,
Remo Andreoli,
responsabile Consulta Salute NordEst (An) e
Francesco Campanile,
responsabile Consulta Salute Vicenza(An)
.
In realtà nessuno di costoro si èpresentato.I soliti bene informati sostengonoche le assenze, e quelle dei forzistiin modo particolare, siano da ricolle-gare al netto taglio del Convegno,non in linea con la posizione dell’eu-roparlamentare
Lia Sartori
sulla que-stione del
nuovo ospedale dell’AltoVicentino
.Su questo argomento il parlamenta-re eletto nel collegio,
Giorgio Conte
aveva già avuto modo di esprimersidichiarandosi apertamente contrario:
“Niente ospedale nuovo, bisogna raf- forzare Schio” 
ha più volte ripetuto,non ultimo al
Giornale di Vicenza
,loscorso 23 gennaio.E certamente non era un caso che alposto degli Azzurri fosse presenti il
Comitato per la salvaguardia dell’o-spedale di Schio,
con tanto di cartel-li poco lusinghieri nei confronti del-l’ex presidente del ConsiglioRegionale, la thienese
Lia Sartori
.Nei cartelli si faceva riferimento inparticolare ad una cena tenutasi acasa
della consigliera regionaleNadia Qualarsa,
presenti alcuniimprenditori (si fanno i nomi di
Valentino Ziche
e di
FrancoGemmo
,ecc.) e i responsabili dello
studiod’Ingegneria Altieri
che stanno giàlavorando alla predisposizione delprogetto ambizioso che prevede larealizzazione di
un mega centrocommerciale
in cambio della costru-zione di un nuovo ospedale. Il nuovocomplesso, posto vicino a
MaranoVicentino
e ai confini con Schio,comporterebbe la chiusura dei dueOspedali di Thiene e di Schio.Per il Sindaco di Schio
Berlato Sella
è “
Un’operazione molto strana che prevede la predisposizione di proget- ti e la discesa in campo di promoter,prima che la stessa Giunta Regionale si pronunci e prima che la Quinta Commissione Regionale, pre- sieduta da Padrin, abbia deciso a favore dell’una o dell’altra tesi.Eppure vi sono situazioni nel Veneto,riguardanti la chiusura di Ospedali che hanno una ben diversa priorità rispetto a Schio.” 
Nella foto, due amici-litiganti storici:Stan Laurel e Oliver Hardy
La consigliera regionalevicentina Nadia Qualarsa èpresidente della SestaCommissione consiliare chesi occupa delle problematichelegate all’Istruzione, alleAttività culturali, alla Ricercascientifica e allo Sport.Come tutti i consiglieri region-ali ha incrociato, tuttavia, iproblemi inerenti la sanitàvicentina.“Noi non possiamo che ricon-fermare la nostra piena fidu-cia nell’operato del direttoregenerale Antonio Alessandri.D’altra parte, sta semplice-mente seguendo un precisopiano concordato a livelloregionale”.
Ma se questo disegnodovesse comportare dei taglinei servizi?
“Non sarebbe assolutamenteaccettabile. I servizi cheattualmente l’Ospedale offreai nostri cittadini non devonoessere toccati. Da parte mianon sono disponibile adaccettare nessuna riduzioneai servizi e alle funzioni dieccellenza conquistate dalSan Bortolo”.
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vicenzaabc
Nadia Qualarsa bacchettaAlessandri, non esagerare
Fiducia al manager, ma senza sconti
Sgarbi e sgambetti. Alleati ai ferri corti a causa del discusso progetto del nuovo complesso a Marano
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