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Sanità, la cura senza scure
Il manager Filippo Marelli: “Gli ospedali vicentini puniti dal centrodestrama la soluzione esiste: ecco come risparmiare senza tagliare i servizi”
La sanità dell’Alto Vicentino spacca Fi e An
Filippo Marelli, 64 anni lom- bardo di nascita ma vicentino di adozione (vive ad Altavilla Vicentina dal 1981), è stato direttore generale dell’Ulss di Bussolengo. Manager di grande esperienza, ha opera- to sia nel settore privato (era dirigente alla Zambon farmaceutici) sia nel settore pubblico nelle Usl di Ancona e Udine. Alla fine del 2002 è stato anche lui sacrificato sull’altare delle nuove diret- tive regionali in materia di tagli alla sanità. La sua estromissione è avvenuta contemporaneamente a quel- la di Valdo Mellone (ex Ulss Dolo, attualmente alle Ipab) e di Antonio Petrella (ex ULSS 6 Vicenza). E per lui la circostanza non è del tutto casuale, “perché oggi viene considerato bravo solo chi fa spendere meno”.
Secondo Marelli l’Ospedale diVicenza è una struttura moltovalida con settori di eccellen-za e di valore assoluto: inpassato il mantenimento diun buon livello nelle terapieera visto come un obiettivoottimale.“Oggi non più - sostieneMarelli - perché al primoposto di ogni ragionamento cisono i costi da razionalizzare,i bilanci da salvaguardare.Secondo me la posizione delcentro destra sulla sanità pro-durrà risultati inquietanti nelprossimo periodo.
Ovvero?
“Queste cose io le vado asostenere nei vari convegniche tengo sulla sanità; iltrend garantito con gli attualiparametri regionali non puòche essere il seguente: avre-mo un progressivo indeboli-mento della struttura degliospedali pubblici, una mag-gior partecipazione dei cittadi-ni alla spesa per farmaci eservizi, lunghe liste d’attesa.A meno che uno non si rivolgaalle strutture private, e unprogressivo ricorso alle assi-curazioni mediche”.
Da cosa nasce questo sconfi-namento nel deficit di alcuneULSS venete?
“I due esperti incaricati dallaRegione hanno individuatootto aziende che hanno undeficit notevole e hannoespresso il loro giudizio:bisogna intervenire drastica-mente. In realtà il problemadel deficit nasce dalle modal-ità con le quali vengonofinanziati i vari ospedali: è unmeccanismo complesso chepremia, comunque, chi attuail minor numero di interventi edi operazioni. Ecco perché, adesempio, centri regionaliimportanti come quelli diVerona, Vicenza e Padovahanno i bilanci più pesanti. E’sbagliato porre le varieaziende del Veneto in contrap-posizione fra loro o metterepaletti fra una struttura edun’altra. Sarebbe come sealla Fiat venissero posti incontrapposizione fra di loro ivari reparti della fabbrica!
Ma come è possibile inter-venire sui bilanci evitando iltaglio selvaggio che si ipotiz-za per molte strutture?
“In realtà una ricetta esisteed è molto semplice: bastafare come hanno fatto già laToscana e l’Emilia Romagnadove sono stati creati i cosid-detti Ospedali di Comunità.Attraverso queste strutturevengono sostanzialmenteeliminati i ricoveri impropri esi creano delle strutture doveil primo responsabile è ilmedico di base. La spesagiornaliera per un ricovero cheè oggi di 300/400 euro puòessere ridotta di due terzi!Sono molte le patologie chepossono essere seguite inqueste strutture, sotto il dirit-to controllo dei medici condot-ti”.
Ma i medici di base sonod’accordo di assumersiquesto ulteriore impegno?
“Il loro coinvolgimento è asso-lutamente indispensabile, manon dobbiamo dimenticarciche questo sarebbe un modoper loro di recuperare profes-sionalità e competenze.Spesso questi medici, dotatidi grandi capacità, si lamen-tano di essere ridotti ad unruolo di impiegati della san-ità; così potrebbero effettiva-mente svolgere la professioneper la quale hanno studiatoper anni”.
Federico Formisano
Lunedì scorso si è tenuto a Schio“Ospedali e Territorio”, un convegnosulla sanità. L’invito era partito daAlleanza Nazionale che schierava inprima fila i suoi big: da
Giorgio Conte
all’onorevole Martini, più un nutritocorollario di consiglieri regionali ecomunali.Nel cartoncino di presentazione veni-vano annunciati, tra gli altri, i nomi dialcuni pezzi forti, a partire da
GiorgioCarollo,
coordinatore regionale diForza Italia, e così via fino all’asses-sore regionale
Raffaele Grazia
(Fi)
,Iles Braghetto
della CommissioneSanità della Regione,
Remo Andreoli,
responsabile Consulta Salute NordEst (An) e
Francesco Campanile,
responsabile Consulta Salute Vicenza(An)
.
In realtà nessuno di costoro si èpresentato.I soliti bene informati sostengonoche le assenze, e quelle dei forzistiin modo particolare, siano da ricolle-gare al netto taglio del Convegno,non in linea con la posizione dell’eu-roparlamentare
Lia Sartori
sulla que-stione del
nuovo ospedale dell’AltoVicentino
.Su questo argomento il parlamenta-re eletto nel collegio,
Giorgio Conte
aveva già avuto modo di esprimersidichiarandosi apertamente contrario:
“Niente ospedale nuovo, bisogna raf- forzare Schio”
ha più volte ripetuto,non ultimo al
Giornale di Vicenza
,loscorso 23 gennaio.E certamente non era un caso che alposto degli Azzurri fosse presenti il
Comitato per la salvaguardia dell’o-spedale di Schio,
con tanto di cartel-li poco lusinghieri nei confronti del-l’ex presidente del ConsiglioRegionale, la thienese
Lia Sartori
.Nei cartelli si faceva riferimento inparticolare ad una cena tenutasi acasa
della consigliera regionaleNadia Qualarsa,
presenti alcuniimprenditori (si fanno i nomi di
Valentino Ziche
e di
FrancoGemmo
,ecc.) e i responsabili dello
studiod’Ingegneria Altieri
che stanno giàlavorando alla predisposizione delprogetto ambizioso che prevede larealizzazione di
un mega centrocommerciale
in cambio della costru-zione di un nuovo ospedale. Il nuovocomplesso, posto vicino a
MaranoVicentino
e ai confini con Schio,comporterebbe la chiusura dei dueOspedali di Thiene e di Schio.Per il Sindaco di Schio
Berlato Sella
è “
Un’operazione molto strana che prevede la predisposizione di proget- ti e la discesa in campo di promoter,prima che la stessa Giunta Regionale si pronunci e prima che la Quinta Commissione Regionale, pre- sieduta da Padrin, abbia deciso a favore dell’una o dell’altra tesi.Eppure vi sono situazioni nel Veneto,riguardanti la chiusura di Ospedali che hanno una ben diversa priorità rispetto a Schio.”
Nella foto, due amici-litiganti storici:Stan Laurel e Oliver Hardy
La consigliera regionalevicentina Nadia Qualarsa èpresidente della SestaCommissione consiliare chesi occupa delle problematichelegate all’Istruzione, alleAttività culturali, alla Ricercascientifica e allo Sport.Come tutti i consiglieri region-ali ha incrociato, tuttavia, iproblemi inerenti la sanitàvicentina.“Noi non possiamo che ricon-fermare la nostra piena fidu-cia nell’operato del direttoregenerale Antonio Alessandri.D’altra parte, sta semplice-mente seguendo un precisopiano concordato a livelloregionale”.
Ma se questo disegnodovesse comportare dei taglinei servizi?
“Non sarebbe assolutamenteaccettabile. I servizi cheattualmente l’Ospedale offreai nostri cittadini non devonoessere toccati. Da parte mianon sono disponibile adaccettare nessuna riduzioneai servizi e alle funzioni dieccellenza conquistate dalSan Bortolo”.
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vicenzaabc
Nadia Qualarsa bacchettaAlessandri, non esagerare
Fiducia al manager, ma senza sconti
Sgarbi e sgambetti. Alleati ai ferri corti a causa del discusso progetto del nuovo complesso a Marano
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