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Questo è un libro che deve essere letto. Al di là della simpatia che si può provare o meno per l’esperienza dei Bambini di Satana, e al di là della considerazione e della sti- ma per la magistratura bolognese – da me personalmente conser- vata anche nei confronti dei magistrati citati qui dentro – credo che dalla lettura di questo libro emergano due cose molto impor- tanti e anche di estrema attualità.La prima è un contributo di chiarezza su quella nebulosa com- plessa e confusa che è il concetto di
Satanismo
. Naturalmente, fisio- logicamente complessa, visto che contiene in sé esperienze e rifles- sioni che vanno dal neopaganesimo all’umanesimo, all’illumini- smo, all’anticlericalismo, all’esoterismo e a tanto altro che ha e dovrebbe avere pieno diritto di cittadinanza nell’universo del libe- ro pensiero. Ma anche artificialmente
confusa
, visto che sempre più spesso, soprattutto nei media, viene utilizzato come un sem- plice aggettivo, un’etichetta
aggravante
applicata a qualunque inspiegabile nefandezza finisca sulle pagine di cronaca nera (c’è anche una proposta di legge in questo senso, con lo scopo di sanci- re questa aggravante anche nell’ambito giudiziario e non solo in quello mediatico). Così, sotto la cappa del cosiddetto Satanismo finiscono le inquietudini
acide
di alcuni adolescenti e le suggestioni culturali di musica, cinema e letteratura, ma allo stesso tempo anche la follia criminale di serial killer e sedicenti adepti, efferati omicidi che rientrerebbero soltanto nella patologia criminale e a
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