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NUOVA SOCIETA' PESCHIERA 1984
FESTA DI PRIMAVERA 2009Presenta il Carro:
LA MISURA DELLA SOLITUDINE
 
...perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non hanno una seconda opportunità sulla terra.” 
 
Gabriel Garcia Marquez
 
La luce che il nostro stile di vita proietta sul mondo, anche se un poco appannata in questi tempi di vacchemagre, continua ad attirare a sé creature affamate, come i lampioni richiamano insetti nelle notti d'estate.Non facciamo che vantarci e ostentare questo modello ai quattro venti, cercando però di negarlo a chi, incantatoda tanta buona pubblicità, ne desidera un pezzetto.Ma le barriere e i muri alzati per proteggerlo lasciano passare i veri predatori, i grandi squali in giacca e cravattaquotati in borsa, tenendo ammucchiati alle frontiere quelli di piccola taglia, condannati a muoversi in eterno persopravvivere; premono contro le recinzioni facendole scricchiolare.Questo sistema nega alla gente ciò che non si sognerebbe mai di proibire agli animali: migrare alla ricerca di ciboe di speranza.Incalcolabili capitali si spostano senza dover mostrare il passaporto o le impronte digitali, facendo franare intereeconomie, perdendosi nei meandri dei conti cifrati e delle scatole cinesi finanziarie; i piccoli squali affamati chenon possono permettersi il doppio petto vengono braccati o, se riescono a passare, controllati a vista.Le classi dirigenti coltivano ad arte le nostre paure ed esibiscono il buon esempio dell'impunità: in basso sipunisce ciò che si applaude in alto.Il furto è un reato contro la proprietà, il furto su vasta scala è un rischio dell'iniziativa privata.Il primo è soggetto al codice penale, il secondo è una conseguenza del libero mercato.Giorno dopo giorno, cresce il fastidio per i piccoli squali che si intrufolano nelle nostre acque territoriali,sgattaiolando nei varchi lasciati dalle barriere.Siamo diventati chirurgicamente ipocriti e cinici: il problema non sono tutti gli stranieri, ma quelli che nonservono.Quelli che non si occupano dei lavori che non ci degniamo più di sbrigare, in un sistema che ci obbliga a lavorarefino alla tomba, assorbendo la parte migliore del nostro tempo. Quelli che non accudiscono i nostri vecchi ocrescono i nostri figli, per esempio.Riconosciamo la dignità a questi piccoli squali solo in base alla loro utilità.Spacciamo questo compromesso per buon senso, e non ci rendiamo conto di come la paura ci abbia reso tuttiprigionieri.In ogni città i luoghi pubblici sono circondati da inferriate, tutte le case sono recintate e ogni negozio ha la suabella serranda.Proteggiamo le cose ad ogni costo.Gli unici paradisi disponibili su questo mondo sono quelli fiscali, e spettano al denaro.I sogni e gli incubi sono impastati con la stessa materia prima, ma questo incubo ha la pretesa di essere l'unicosogno a noi concesso; uno stile di vita che disprezza le persone e venera le cose.La misura esatta della nostra ricchezza.
 
 Tutti gli esseri umani nascono liberi, recita la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.Guardandolo dallo spazio, il nostro pianeta sembra perfetto per questo scopo.E' una bellissima sfera verde, marrone e blu, con una spruzzata di bianco a seconda del capriccio dei venti e dellenuvole; il luogo ideale da percorrere in lungo e in largo a perdifiato.Dopo innumerevoli millenni di prove, i quattro elementi che lo compongono, l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco,paiono avere raggiunto un loro equilibrio, e le stagioni si alternano seguendo le cadenze del suo sole e della sualuna.Nell'ultimo secolo, un quinto elemento ha raggiunto la capacità di lasciare il segno su questa palla colorata, forseancor più degli altri quattro.E’ un elemento composto da esseri umani; visti da una certa altezza sembrano quasi trascurabili: per il sole e la
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