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1.
 A GEOGRAFIA UMANA DELLA GEORGIA
è assai complessa: nel 2002 le minoranze ammontavano al 16% della popolazione(30% nel 1989)
1
. Nell’estate del 2008, l’attenzione della comunità internazionale èstata catalizzata dal drammatico confronto russo-georgiano, che ha portato alla ri-balta le rivendicazioni secessioniste di Ossezia del Sud (Samachablo per i georgia-ni) e Abkhazia, infine riconosciute da Mosca. In un contesto regionale che ha subì-to profonde modifiche nell’arco di pochi giorni e i cui contorni restano in movi-mento, risulta interessante esaminare anche un altro versante della geopoliticageorgiana: quello della regione di Samtskhe-Javakheti, prevalentemente popolatada armeni e considerata da tempo «ad alto rischio etnico»
2
. Si tratta di un’area di6.400 km
2
, difficilmente accessibile e storicamente al centro di profonde linee difrattura: tra l’impero russo e quello ottomano; tra l’Unione Sovietica e la Nato
3
; trala Nato e la Russia.La regione di Samtskhe-Javakheti è stata creata a seguito della riforma territo-riale del 1995, unendo zone a maggioranza armena con altre a prevalenza georgia-na. Secondo un censimento del 2002, ben 124.831 armeni vivrebbero in questoterritorio e nella municipalità di Tsalka, nel vicino Kvemo-Kartli. In particolare, gliarmeni del Javakh (javakhkahayer) rappresenterebbero il 55% della popolazionelocale: è armeno il 98% dei residenti del distretto di Ninotsminda, il 94,3% di quelli Akhalkalaki, il 37% di quelli di Akhaltsikhe e il 17,5% di quelli Aspindza. Gli altri
 La guerra d’agosto ha portato alla ribalta l’Ossezia del Sud,ma nel Sud del paese un’altra regione, a maggioranza armena, si regge su un equilibrio precario. Che il problema dei profughi, gli interessi turco-armeni e le mire russe minacciano di far saltare.
1. Rapporto prodotto dalla Georgia ex articolo 25, paragrafo 1 della Convenzione quadro per la prote-zione delle minoranze nazionali, ACFC/SR (2007) 001, Strasburgo, 16/7/2007, p. 7.2. E. H
OESLI
,
 À la conquête du Caucase: Épopée géopolitique et guerres d’influences 
, Paris 2006, Ed.des Syrtes, p. 589.3. N. L
 ANDRU
, «Landlocked Javakheti: symptoms of difficulties of the nation-state in Georgia?»,
Cau-caz.com
, 4/2/2006.
EURUSSIA, IL NOSTRO FUTURO?
1
SAMTSKHE-JAVAKHETI:LA GEORGIA INSTABILE
di
Roberto
OCELLA
 
due distretti della regione sono Borjomi (famoso per le acque minerali) e Adigeni.Nel suo complesso l’area, che confina sia con l’Armenia che con la Turchia, èestremamente arretrata.Tra il 2005 e il 2006 si è assistito all’organizzazione di numerose manifestazionidi protesta da parte degli armeni, che avanzavano diverse richieste: una maggioreautonomia politica e culturale; la possibilità di utilizzare la lingua armena nellapubblica amministrazione regionale
4
; la fine del trasferimento di georgiani nell’a-rea, che minaccia di alterare gli equilibri demografici; la modifica dei distretti elet-torali; il mantenimento delle truppe russe nelle basi militari di Batumi (in Adjara) edi Akhalkalaki (richiesta frustrata dall’adempimento di Mosca a un accordo stipula-to con la Georgia nel 2005, che prevedeva lo sgombero delle basi entro il 2008)
5
;la salvaguardia del patrimonio religioso armeno dai presunti tentativi di «georgia-nizzazione»; il riconoscimento da parte delle autorità georgiane del genocidio degliarmeni
6
.2. Tbilisi non è certo rimasta insensibile a quanto accade in quest’area. Il 1ºaprile 2006 è entrata in vigore la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa perla protezione delle minoranze nazionali, firmata nel gennaio del 2000 e ratificata il13 ottobre del 2005.In un recente rapporto presentato a Strasburgo, il governo georgiano sottoli-neava l’esistenza di una (sia pur ridotta) offerta formativa in armeno nelle scuole diSamtskhe-Javakheti
7
. Sono stati inoltre varati programmi di assistenza allo studio(come quelli previsti dal d/g 140 del 19 luglio 2006). Sulla base del programma «Ilfuturo inizia oggi», 40 professori sono stati assegnati a Samtskhe-Javakheti e Kve-mo-Kartli per gli anni scolastici 2004-2005 e 2005-2006
8
. Metodologie pedagogicheinnovative sono state promosse dal ministero dell’Educazione in collaborazionecon l’Alto commissario dell’Osce per le minoranze nazionali nel 2005, quando venne varato il programma denominato «Georgian as Second Language in the Mi-nority Schools of Samtskhe-Javakheti». A tal fine, nonché per arginare la diffusione di pubblicazioni stampate in Rus-sia, Armenia e Azerbaigian
9
, è stato realizzato un nuovo libro di testo, il
Tavtavi 
, lacui prima e seconda parte sono state pubblicate tra il 2005 e il 2006
10
. Nel gennaio
SAMTSKHE-JAVAKHETI: LA GEORGIA INSTABILE 
4. I problemi delle minoranze armene e azere sono aggravati dalla loro scarsa conoscenza della lin-gua georgiana, che l’articolo 8 della costituzione del 1995 sancisce come idioma ufficiale del paese.5. Secondo alcune stime, nella 62
a
base militare di Akhalkalaki erano direttamente impiegati 340 geor-giani di etnia armena. I militari russi costituivano i principali acquirenti di quei (pochi) prodotti e ser- vizi reperibili sul mercato locale (T. F
REESE
, «Diversity is our strength: Georgian President MikheilSaakashvili»,
 Eurasianet 
, 22/4/2005).6. L’11 dicembre 2005, nei pressi della postazione doganale vicina al villaggio di Zhdanovakan, si ve-rificarono incidenti tra un gruppo di armeni residenti in Georgia e le guardie di frontiera(«Samtskhe- Javakheti residents raided custom houses at the Armenian-Georgian border»,
 Regnum
, 12/12/2005).7. ACFC/SR (2007) 001, Strasburgo, 16/7/2007, cit., pp. 3, 33-34.8.
 Ivi 
, p. 45.9.
 Ivi 
, p. 44.10.
 Ivi 
, p. 46.
 
del 2006 è stata inoltre inaugurata l’università Zurab Zhvania a Kutaisi (secondacittà della Georgia dopo Tbilisi), che dovrebbe facilitare l’ingresso nell’amministra-zione pubblica dei membri delle minoranze georgiane
11
.Un aiuto viene anche da Washington: prima ancora dello scoppio della guerrarusso-georgiana, gli Stati Uniti avevano previsto l’esborso di 295,3 milioni di dollaria favore della Georgia, che rientra nel novero degli Stati beneficiari del MillenniumChallenge Account. Lo scorso 20 novembre, dopo la guerra, gli americani hannomesso a disposizione altri 100 milioni di dollari, portando la cifra complessiva a395,3 milioni. Di questi, 183,6 milioni sono destinati al rifacimento di 224 km distrade nella regione di Samtskhe-Javakheti e in Kvemo-Kartli.Quanto alla collaborazione interregionale, vanno segnalati i lavori di costru-zione della ferrovia Kars (Turchia)-Akhalkalaki, a sua volta connessa con Tbilisi(da cui parte la linea per Baku). Il 7 febbraio del 2007, nella capitale georgiana èstato firmato un accordo per la realizzazione di questa importante infrastruttura, ilcui segmento dal confine con la Turchia alla capitale georgiana sarà lungo 220 km(190 da riabilitare e 30 da costruire). Il progetto è avversato da Erevan, in quantocompetitivo rispetto al tragitto Kars-Gyumri-Tbilisi, già esistente ma al momentoinutilizzato a causa della chiusura della frontiera terrestre tra Turchia e Armenia.L’Azerbaigian si è impegnato a finanziare i lavori della Kars-Akhalkalaki-Tbilisi, del valore complessivo di 600 milioni di dollari, con un prestito alla Georgia pari a 200milioni, da restituire in 25 anni
12
. Va detto che la Georgia ha esitato a lungo di fronte a un progetto che, unendoil Mar Caspio all’Anatolia via terra, minacciava di causare ingenti perdite economi-che ai porti di Batumi e Poti, sul Mar Nero. Decisiva per indurre Tbilisi ad accanto-nare le proprie riserve sarebbe stata, secondo alcuni osservatori, la chiusura delconfine terrestre tra la Russia e la Georgia, nel luglio 2006.3. Il fatto che la regione di Samtskhe-Javakheti confini con la Turchia introdu-ce ulteriori elementi di complessità. Il 12 ottobre del 2005, ad esempio, vennero di-stribuiti ad Akhalkhalaki numerosi volantini antiarmeni in lingua russa, firmati dauna sconosciuta organizzazione di nome «Brigata dei liberatori di Akhaltsikhe», conin evidenza i colori della bandiera turca
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. Va tuttavia sgomberato il campo dalleipotesi di complotto: Ankara è contraria alla balcanizzazione della Georgia ed epi-sodi del genere, sia pure oscuri, vanno circoscritti a una dimensione locale, in cuile strumentalizzazioni sono frequenti.Negli ultimi anni, in realtà, le paure della popolazione armena sono state ri- volte soprattutto alla questione del ritorno in Georgia dei turchi meshketi, gli
EURUSSIA, IL NOSTRO FUTURO?
11. Nell’estate del 2007, l’allora ministro dell’Educazione Alexander Lomaia negava l’intenzione delgoverno di aprire un’università in lingua armena ad Akhalkalaki («No plans for university in Akhalka-laki – Minister says»,
Civil Georgia
, 22/8/2007).12. R. I
SMAVILOV 
, «Azerbaijan, Georgia and Turkey: Building a Transportation Triumvirate?»,
 Eurasianet 
,7/2/2007.13. A. G
IAN
, «Javakheti: an overview of Armeno-Georgian tensions»,
Caucaz.com
, 20/2/2006.
3
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