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Più volte ho pensato quale poteva essere la frase migliore periniziare questo editoriale.Ma non ho trovato la strada maestra perché è forte edincontrollabile la sensazione di impotenza e di dolore che siprova nel vedere la città che si ama, in cui si è cresciuto, in cuiè nato tuo padre, tuo nonno, il tuo bisnonno, la città in cui seiandato a scuola, dove vivono le persone che ami di più, i tuoicari, i tuoi amici, in una situazione di lento ed inesorabiledegrado.Giorno dopo giorno, ora dopo ora, si assiste ad unospettacolo mortificante per le nostre intelligenze e per lenostre stesse vite. E' come se il tempo si fosse fermato e nulladi positivo potesse più accadere.Tutto si sgretola come nelle immagini del terremotodell'Abruzzo. Ma non cadono le case, cadono i valori, irapporti tra le persone, il rispetto per le istituzioni, i luoghi,quanto ti circonda. Non c'è la minima educazione nel parlaredell'altro. Tutto è diventato un gossip, un mettere indiscussione.E non è più il periodo in cui fioccavano le lettere anonime.Adesso l'aggressione alla città avviene con altri mezzi, in altrimodi.Sembra quasi che lo stato si sia dimenticato della nostraLicata, ai margini geograficamente ma anche ai margini dellaciviltà.Mai abbiamo fatto mancare negli anni le nostre denunce.Sempre abbiamo espresso il nostro disappunto. Coneducazione, con stile, con mestiere, con la consapevolezzache il nostro ruolo, come ci insegnano i testi di giornalismo, èquello di “cane da guardia”, di watch dog.Mai siamo scesi sul piano personale, mai abbiamo attaccatole persone su quella che è la vita, le scelte personali, la storia.Noi abbiamo fatto giornalismo d'assalto, Quando c'era laPrima Repubblica, i poteri erano consilidati, la magistraturadava risposte ora dopo ora. Le pallottole a volta fioccavano,così come le minacce.Oggi il livello si è abbassato. Che clima orrido! Che schifo!Che imbarbarimento! In questa melma qualcuno ci nuotamolto bene. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro, quelloche sappiamo fare, per come lo sappiamo fare. Diamo ilnostro contributo ma aspettiamo che altri, preposti aquesto ruolo ci diano al più presto delle risposte. Come alcontempo ci aspettiamo che le coscienze sopite deicittadini ritrovino la strada dell'orgoglio e della dignità. Nonposso non essere solidale al collega Lillo Carità, Direttorede “La Vedetta”. Abbiamo lavorato insieme, le nostrestrade si sono divise, abbiamo avuto momenti di noncondivisione, di scontro. Ma una cosa è certa sappiamoentrambi cos' è la libertà di stampa, l'articolo 21 dellaCostituzione, la deontologia professionale del giornalista.Sappiamo anche cosa significa fare chilometri e sacrificilontani da Licata per affermarsi e per crescere. E anche se
Editoriale 
Un clima orrendo
È oramai il responso popolare: Licata è alla deriva. Al pari diuna nave obsoleta destinata ad affondare. Il malcontento ègeneralmentecondiviso. Il decadimento è palese. L'attualeamministrazione pare faccia orecchie da mercante agliinnumerevoli reclami e alle proteste dei cittadini, che inermisi ritrovano a vivere una situazione di legittimainsoddisfazione. Molti di loro non si sentono adeguatamenterappresentati e rispettati perché lo scorcio è quello di unacittà ampiamente danneggiata dall'incuria delle forzepolitiche. Tutto risulta squilibrato: rifiuti; strade dissestate;villette pubbliche, un tempo spazi ludici per tanti bambini,abbandonate a sestesse e attualmente paragonabili alle foreste amazzonicheove tutto è selvatico ed incontrollato. Il Primo Cittadinoindagato per il reato di procurato allarme, simulazione direato e favoreggiamento, in seguito a presunte minacce
Un'amministrazione fantasma:Cresce il degrado licatese
06 Aprile 2009L'assessore alle pari opportunità,Felicia Termini, mantiene la parola !!!
Non ci voleva poi tutto questo tempo ad esaudire unasemplice richiesta. Nel numero dello scorso Febbraio de “ IlGiornale Di Licata” ho posto l'accento su alcune delleproblematiche che, nella nostra cara cittadina ( vivo qui equindi parlo del mio paese), affliggono la vita delle personecome me. Grazie al Direttore Francesco Pira, che hasposato la mia causa, abbiamo realizzato un servizio al finedi mettere in evidenza oltre alle barriere architettonichedegli edifici pubblici, anche un “orrore” cioè, le piante che inC/so V. Emanuele impedivano il passaggio in carrozzina ocon i passeggini in quanto poste sugli scivoli deimarciapiedi. Grazie, anche, al direttore di LNTV GiuseppePatti che, dopo aver posto all'attenzione di molti consiglierie assessori comunali il “CONTRATTO SOLIDALE”, laserietà dei disaggi e dei diritti violati dei diversamente abilihanno preso il loro giusto spessore, o quasi. Per circa unmese si sono fatte tante chiacchiere, la mia battaglia è
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di Francesco Pira 
a pagina 10
di Elsa Carlino 
DOVE STIAMO ANDANDO?
di Viviana Giglia 
di Giuseppe Patti 
Gli imprenditori a Licata hanno una gran voglia di fareturismo. Questo è il dato più importante emersolunedì diciannove aprile, quando nell'aula consiliaredi Palazzo di Città si sono trovati di fronte operatorituristici cittadini e rappresentanti di Comune eProvincia. Nonostante l'orario inconsueto per tenereun convegno e il giorno lavorativo, in pochi hannovoluto mancare a quello che si è trasformato in unvero e proprio confronto sulla necessità di fare ( ebene) turismo a Licata. Intanto durante l'incontro si èregistrata una buona notizia, anzi due, l'Assessoreprovinciale al turismo Carmelo Pace ha confermatoche anche Licata avrà i suoi depliant ( quelli diSciacca, Agrigento, le Pelagie e i paesi dellamontagna sono già pronti da settimane), e chepresto in città aprirà un info point turistico gestitodalla Provincia che si andrà ad aggiungere, ma
il Giornale di Licata
Anno I - Numero 1 - Maggio 2009 - Reg. Trib. di Agrigento n° 284 del 24/26-03-2009 - Direttore Responsabile: Francesco Pira
Mensile di Politica, Cultura, Economia e Sport
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