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il Giornale di Licata- Edizione Maggio 2009
Caro Direttore Francesco Pira,sono la mamma di un bambino che frequenta la scuola nella quale si è verificato il caso di Tubercolosi. Lamia lettera nasce dall'indignazione di fronte all'indifferenza rispetto al suddetto caso di malattia, infatti,tranne la breve notizia evasiva ripetuta in varie testate giornalistiche on-line )agrigentoflash, siciliaonline,ecc.( e simili notizie date dai telegiornali dei paesi limitrofi, non ho trovato alcun riscontro nei nostri giornalie telegiornali locali. Mi chiedo: perché? Forse perché è una notizia che scotta e pu? creare facilmenteallarmismo? Questo era un caso su cui doveva essere fatta luce più che mai, non solo per tranquillizzarele persone colpite da vicino, ma anche per chiarirne i dubbi: i dubbi, come sappiamo, si sviluppanoproprio sull'onda di notizie frammentarie e imprecise, se non addirittura assenti.Questa, a mio parere, era proprio una notizia di grande impatto sociale. Devo allora ipotizzare che gliorgani di stampa non godano veramente della libertà che spetta loro? Devo pensare che si è preferitosorvolare su un fatto ritenuto scomodo e portatore di panico? Io sono dell'idea che c'è modo e modo didare le notizie: una notizia pu? essere fatta passare per una catastrofe; diversamente, si pu? dare spazioa una notizia presentandola per quella che è. Invece, il nulla totale; a conferma di ci?, basta leggere laconclusione dell'articolo che gira in rete: “Il focolaio di infezione e' stato individuato e isolato”; anche inmerito a questo ho le mie riserve, perché il soggetto è probabilmente un portatore sano, il quale, inseritoin una comunità di 48000 anime è come un ago in un pagliaio: cosa stiamo aspettando? Che la minavagante esploda? Non solo: ho riscontrato un certo ritardo nella notifica dell'“allarme”. Il bambino inquestione, infatti, ha iniziato ad assentarsi dalle attività scolastiche già nel periodo natalizio, mentre lenotizie, datate 17 e 18 Marzo, affermano che la scoperta del caso risale a solo un mese e mezzo fa. Allorase è passato cos? poco tempo, mi chiedo, i bambini sono ancora a rischio? Bisogna, infatti, considerare,da ci? che ci hanno detto i dottori, che la malattia ha un periodo di incubazione di ben due mesi. E che diredella reputazione del bambino/a colpito/a dalla malattia? L'indifferenza alla notizia ha avuto la funzione disdrammatizzare il caso o forse invece come credo io ha contribuito a velarlo di un alone di misteroinquietante? Scrivo anche per lamentarmi della cattiva gestione da parte degli addetti ai lavori: la scuola,infatti, non è stata disinfestata, perché ritenevano non fosse necessario in questi casi; la disinfestazione,secondo me, sarebbe potuta essere un segno per dare sicurezza alla gente, che cos? si sarebbe sentitatutelata e ascoltata. La disinformazione ha provocato anche il ritiro di alcuni bambini dalle attivitàscolastiche, dovuto proprio alla paura delle mamme per un probabile contagio. Quello che io chiedo inquesta sede per mezzo di questo giornale che apprezzo e per la stima che ripongo in lei è la verità suquesto caso, ossia qualcuno che spieghi esattamente come sono andate le cose e quali sono gli ultimirisvolti )dato che alla fine del mese dovremo sottoporre di nuovo i bambini ad accertamenti(, in modo damettere un punto fermo su questa storia e chiudere questo intricato e triste episodio. Mi scuso per losfogo e la ringrazio per lo spazio concessomi. Lei sa chi sono ma non metta la mia firma per favore.Cordiali saluti.Una mamma licatese
E' morto il marito Elio Guglielmetti
Gravissimo lutto per la nostraGermana Peritore
progetto olivettiano della fabbrica dalCon grande dolorevolto umano.ho accolto laSi dedicò di lì in avanti al suo paese,notizia dellaTorre Canavese, comescomparsaamministratore e sindaco per 2improvvisa di unlegislature, facendone un paeseuomo verso cuid'arte. A Germana donna forte enutrivo una stimaintelligente non sappiamo quali paroleincondizionata,riservare per esprimere il nostrol'ingegner Eliocordoglio e per manifestarle tuttoGuglielmetti, exl'affetto in un momento così terribile.Dirigente dellaCi auguriamo che presto trovi la forzaOlivetti, intellettuale prestigioso eper ritornare a scrivere e a regalarestimato, marito della nostraalla nostra città i suoi bellissimiopinionista e concittadina, Germanaarticoli. Elio doveva venire a Licata neiPeritore, che ha iniziato con noiprossimi mesi a tenere unal'avventura con “La Campana” e checonferenza presso la Chiesa di Sanha proseguito la collaborazione con “IlGirolamo della Misericordia. AvevaGiornale di Licata”. Elio era unagià incontrato il Governatore,memoria storica della Olivetti. Vi eraGiovanni Savone ed il Viceentrato da ragazzo ed era stato sceltoGovernatore, Michele Lombardo, edda Adriano Olivetti per frequentareera allo studio come programmarel'Università di Trento, per la laurea inquesto convegno. Ma Elio ci hasociologia, e lavorare contempora-lasciato prima. Noi pensiamo dineamente. Divenne un esperto diricordarlo con un bellissimo articoloorganizzazione del lavoro e fu inviatoche ha pubblicato su La Campana nelpresso stabilimenti americani e2007. Addio Elio.francesi. Rimase in Olivetti 35 anni e
Francesco Pira
si ritirò quando si rese conto che si
Direttore Responsabile
cominciava a smantellare tutto quello
de “il Giornale di Licata”
che aveva rappresentato il grande
Caso di Tubercolosi,perchè tanto silenzio?
di Elio Guglielmetti
Egregio Direttore Pira,Giovanni Verga, Luigi Capuana,vorrei sommariamente esporle un Leonardo Sciascia, la stessaprogetto (e formulare una domanda Germana Peritore, tutti ospiti, anchealla quale non so dare una risposta se in tempi successivi, della casa diesauriente) che ho in mente da tempo Giuseppe Giacosa.e che ritengo possa, se In politica, l'elenco sarebbeopportunamente elaborata e lunghissimo, prima ancora delpresentata ai lettori del Suo giornale, dominio savoiardo sulla Sicilia a“stanare” persone dotate di buona seguito dei trattati di Utrecht e dellepenna, cultura e volontà per aprire un vicende legate all'Unità d'Italia.dibattito letterario sui rapporti fra Nel campo della giustizia, il padre diSicilia e Piemonte; meglio ancora, Giacosa, Guido, è magistrato asulla “voglia di Piemonte” da parte dei Palermo dopo il 1860, per indagare sulsiciliani e di Mediterraneo da parte dei fatto dei Pugnalatori.piemontesi. Credo che potrebbe venir Particolarmente fecondo parrebbe ilfuori qualcosa di interessante sul terreno delle tradizioni popolari e deipiano editoriale e della reciproca dialetti. In un mio libro pubblicato loconoscenza.scorso anno descrivo un Romitorio diPer sostenere questa mia ipotesi di San Nicolao presente in Canavese elavoro, provo a fare un elenco riporto le leggende ad esso collegate;certamente incompleto di “relazioni” analoga situazione la si ritrova nelgià avvenute (FIAT a parte), a volte in volume del ben più autorevolemaniera casuale, altre volte ricercate scrittore siciliano Vincenzo Consolo “Ilcon ostinata determinazione.sorriso dell'ignoto marinaio”.In campo musicale, Sigismondo Ora la domanda: cosa ha determinatod'India, palermitano, è musicista di questa reciproco, sistematico scambiocorte dei Savoia all'inizio del XVII di esperienze?secolo.Per ora una sola ipotetica risposta:In quello architettonico, basti ricordare forse Piemonte e Sicilia sono entrambiFilippo Juvarra ed il suo contributo “Isole” che si attraggono.determinante all'affermazione del Può bastare come stimolo allaBarocco in Piemonte.ricerca?In letteratura, cito in rapida sequenza Voglia gradire i miei più cordiali saluti.
Un ponte culturaletra la Sicilia e il Piemonte
E' accaduto a Licata che alcuni cittadini senza nessun preavviso, si sono visti espropriare la loro casa.Il 28- 11- 2007 è stata adottata dal Consiglio Comunale di Licata )Amministrazione Sindaco AngeloBiondi( la delibera n°. 79 avente in oggetto l'approvazione del programma costruttivo per la realizzazionedi n°. 42 alloggi da parte della Cooperativa Vulcano, con proposta n°. 10 del 9-11-2007 del DipartimentoUrbanistica. In tale programma sono stati coinvolti alcuni immobili del centro storico per i quali conprotocollo n.°10815 del 6marzo 2008, il Dipartimento LL.PP. Ufficio Espropri, a firma del responsabile delprocedimento rag. Angelo Incorvaia, ha inviato comunicazione di avvio del procedimento di esproprio,prima di avere informato, tramite regolare notifica, i legittimi proprietari. Gli interessati sono venuti aconoscenza del procedimento di esproprio soltanto dopo l'approvazione del progetto definitivo, in quantol'amministrazione si è avvalsa della facoltà concessa dal Comma 5 dell'art. 11 del DPR 327/01, cheprevede di dare avviso mediante affissione all'albo pretorio.Gli interessati affermano che non risulta, che tale adempimento sia stato effettuato nelle forme e nei terminiprevisti dalla legge in quanto non sono stati da essi riscontrati i necessari principi di democrazia etrasparenza nell'esercizio dell'attività pubblica, ostacolando in questo modo la tutela delle ragioni delcittadino.Le suddette ragioni sono rimaste fino ad oggi volutamente inascoltate e lo dimostra il fatto che i proprietarisono venuti a conoscenza della situazione solo quando il progetto era già stato definito e nei tempi in cuiormai veniva preclusa ogni possibilità di azione.Nell'attuare il procedimento espropriativo, inoltre, non sono state tenute nella debita considerazionealcune circostanze che meritano una più attenta riflessione: lo stabile di Via Cacici, 34, dichiarato inprocedimento espropriativo è abitato con regolare residenza dal Signor Giordano Filippo Marco cheinsieme la moglie e una bambina di pochi mesi, essendo da molto tempo disoccupati e privi di altro redditoconducono una vita dignitosa, ma, economicamente molto precaria. Il primo piano dello stesso stabile è diappartenenza della signora Zarbo Anna in Bulone emigrata in Francia da oltre 40 anni e che, tutti gli annipuntualmente è sempre venuta con la propria famiglia a Licata nei periodi di festività e in alcuni mesi delperiodo estivo abitando nel proprio appartamento. La signora Bulone inoltre, essendo il marito in pensioneda pochi mesi, aveva già programmato il ritorno definitivo a Licata, prova ne è il fatto che al momento dellaricezione del procedimento espropriativo era in procinto di effettuare alcuni lavori per migliorare l'aspettointerno del proprio appartamento e che ha dovuto sospendere per ottemperare al provvedimento emessodal Comune.Oggi, i coniugi Bulone continuano a venire a Licata soprattutto durante i periodi delle festività, ma sonocostretti a vagabondare e chiedere ospitalità presso amici o parenti poiché il loro appartamento èinutilizzabile. Si possono ben immaginare i disagi che sono costretti a subire queste persone dopo anni disacrifici all'estero.C'è da sottolineare inoltre che, con nota del 24-4-2007 prot. n°. 18358, il responsabile A.U.S.L.1 dell'igienepubblica del distretto di Licata dott. Vincenzo Pezzino, ha comunicato al Dipartimento Urbanistica e alSindaco del Comune di Licata, che non è stato possibile valutare lo stato degli edifici indicati quali fatiscentiin quanto privi di rilievi tecnici degli ambienti interni e che pertanto si sarebbero resi necessari ulteriorisopralluoghi per la valutazione obiettiva. Dopo18 mesi di assoluto silenzio da parte dell'AmministrazioneComunale, non risulta tutt'oggi che sia stato effettuato alcun adempimento in proposito.Non solo non è stata tenuta in debita considerazione la posizione precaria del Signor Giordano FilippoMarco, ma non è stata considerata neanche la circostanza che la Signora Zarbo Anna in Bulone risiedeall'estero e quindi non sarebbe potuto venire a conoscenza del procedimento espropriativo alla stessastregua di un cittadino residente a Licata. Sarebbe stato necessario pertanto l'invio di una comunicazionepersonale in modo che la signora avrebbe potuto provvedere ai necessari adempimenti del caso.Tutto ci? non pu? essere imputato all'operato dell'attuale Amministrazione Graci, anche se buona partedei consiglieri oggi in carica sono gli stessi che risultano firmatari del provvedimento.I cittadini esproprianti chiedono per? a questa Amministrazione ed in prima persona al Sindaco AngeloGraci di intervenire con urgenza per disporre la sospensione di tutti gli atti relativi ai suddetti espropri e ilrilascio di una liberatoria o quantomeno di concordare qualche alternativa e soddisfacente trattativa con laCooperativa Vulcano. I cittadini chiedono ancora a questa Amministrazione di esternare ) non soloverbalmente come di solito hanno fatto fino ad oggi( il proprio appoggio agli esproprianti e di affrontare conrisoluta concretezza il problema allo scopo di volgere ad un'immediata soluzione anche per mantenerefede alle numerose e allettanti promesse fatte durante il periodo elettorale.
SONO TRASCORSI 18 MESI DI ASSOLUTO SILENZIODOPO LA NOTIFICA DEL PROCEDIMENTODI ESPROPRIO DI APPARTAMENTI NEL CENTRO STORICOA CINQUANTA CITTADINI LICATESI
L’intervento
di Gioacchino Florio
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA “UN CLIMA ORRENDO”
non siamo partiti con le valigie di cartone come i nostri nonni lo abbiamo fattoconvinti che ovunque nel mondo avremmo portato l'orgoglio di essere licatesi,la dignità delle nostre origini, la nostra educazione, il nostro attaccamento allavoro, al rispetto per gli altri, che siano essi persone o istituzioni.Mi vergogno di questo clima orrido. Mi vergogno che il porto turistico non c'è.Mi vergogno che l'aeroporto non ci sarà mai. Sono orgoglioso del fatto che sela centrale a carbone, l'inceneritore di rifiuti speciali prima versione e secondaversione, non ci sono a Licata è anche merito di chi rischiando la propriaincolumità ha fatto delle battaglie. I giornali sono lì in biblioteca comunale, chequalcuno li vada a rileggere. E non è un caso se ancora a Licata i più anzianichiamano tutte le tv locali nate negli ultimi 10 anni Video Faro. Perchè è stata laprima a fare un telegiornale. Licata come è oggi, abbandonata a se stessa,vilipesa, offesa, denigrata, non è più la nostra Licata. Ci vuole uno scattod'orgoglio. Diversamente sarà anche difficile per noi giornalisti raccontarla.
Francesco Pira
subìte. Una situazione divenuta insostenibile per queste ed altre contingenze.Una città dove di limpida e trasparente rimane, forse, solo l'acqua del mare...Laddove possa apparire lesa ogni aspirazione al miglioramento e al progresso,bisognerebbe guardare indietro e riflettere su quelli che furono gli anni d'oro perLicata, chiedendosi il perché dell'odierna disapprovazione pubblica.
Elsa Carlino
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA “UN’AMMINISTRAZIONE...”