Da un lato la crisi profonda e diffusa della nostraeconomia, dall'altro i grandi scandali che in Usa,Francia, Italia (Cirio, Banca 121, Parmalat…)hanno mandato in fumo i risparmi di una vita dimigliaia di cittadini, soprattutto pensionati,denunciando non solo una smobilitazione deigrandi gruppi produttivi ma anche problemi ditipo etico, di responsabilità sociale delle aziende.Incidenti di percorso o segnali di un malesserepiù profondo? Insomma, come e quanto è cam-biato o sta cambiando il capitalismo nazional-globalizzato nostrano? Sono le domande chehanno tenuto banco agli incontri di approfondi-mento tenuti ogni primo lunedì del mese aiCarmini, promossi da un gruppo di sedici asso-ciazioni e movimenti volontaristici fra cui Cgil eCisl, e che
Marina Bergamin
della Cgil ha postolunedì scorso a due interlocutori d'eccezione:
Massimo Carraro
, imprenditore padovano acapo di una azienda leader in Europa, già vice-presidente della Confindustria veneta e parlamen-tare europeo eletto come indipendente nella listaDs, e
Riccardo Realfonzo
, docente di economiamonetaria e collaboratore del Manifesto.Una denuncia vera e propria quella di Carraro:ciò che sta accadendo non è altro che il percorsoprevedibile ma non previsto dei processi di globa-lizzazione generati negli anni '90 e di cui racco-gliamo gli effetti negativi. Una logica di globaliz-zazione selvaggia che ha generato una culturaimprenditoriale senza etica, del successo a tutti icosti, e nei casi Enron, Parmalat e delle stessesocietà di calcio anche veri e propri comporta-menti criminali. E la creazione di strutture dimercato monopolistiche difficilmente controllabi-li. Largo di esempi, Carraro ha richiamato ancheil caso Laverda a Breganze, con la Fiat unicheproduttrici di mietitrebbiatrici in Italia. Ora chela Fiat ha scelto di produrre in Polonia, nonpotendo chiudere ma obbligata per la legge anti-trust a vendere l'azienda di Breganze è chiaroche, per non avere concorrenza, sceglierà di met-terla in mani precarie destinandola a morire. E laMarzotto che delocalizza nell'Est europeo è chia-ro che deve farlo perché non può produrre acosto cento quello che in altre parti del mondofanno a costo dieci.Tutto questo spiega perché l'economia italiana vapeggio delle altre economie europee. E d'altraparte, come reagisce il grande capitale a questospostamento delle attività manifatturiere in altrearee del mondo? Ci si ritira, ha spiegato Carraro,nei settori non globalizzati: telefoni, energia elet-trica, autostrade, aeroporti, massmedia, cioè ser-vizi locali collocandosi in aree protette.Berlusconi è l'esempio di questo capitalismo ita-liano, ha detto Carraro; il quale non vede perl'Italia una inversione di tendenza ma ritiene anziche il sistema economico vada aiutato a collocar-si in aree di mercato non globalizzate, e con poli-tiche economiche da affrontare a livello europeo.Sul declino industriale del nostro Paese si è sof-fermato anche Riccardo Realfonzo. La cosa chefa più riflettere è l'andamento della bilancia com-merciale, con un calo delle esportazioni superioreaddirittura a quello delle importazioni. La ricettadi Realfonzo è monetaria: agire nel senso di unacrescita significativa dei salari e della spesa pub-blica ottenendo una svolta anche nell'assetto del-l'unione monetaria europea. Esaminando i salarireali, i dati ci dicono che dal '92-93 in poi c'èstato un sostanziale processo di freno e calo, econsiderando che la produttività è cresciuta vuoldire che c'è stato un processo gigantesco di redi-stribuzione dai salari al profitto, con in più ilfreno alla spesa pubblica per il rispetto dei para-metri di Maastricht. Per Realfonzo il controllodella spesa pubblica e dell'inflazione sono duegambe che non fanno correre l'economia, el'Italia ha in più un problema di declino indu-striale avendo sviluppato un modello di indu-strializzazione su reparti tradizionali senza inve-stire in ricerca e sviluppo. Carraro però non hacondiviso la revisione del patto di stabilità, pernon ricadere nel baratro della spesa pubblica:una strada che non porterebbe beneficio al nostrosistema industriale; ha insistito invece per il soste-gno dei salari reali anche con interventi di welfa-re, come il risparmio su tariffe e consumi energe-tici familiari, esigenza espressa anche dagli inter-venti di un pubblico molto attento e preparato.
Franco Candiollo
Stando alle dichiarazioni uffi-ciali della maggioranza la dis-cussione consiliare sul quartoturno per i vigili è stata bloc-cata, la scorsa settimana, per-ché in corso c'era una trattati-va sindacale. A parte il fattoche non c'è alcuna trattiva incorso - visto che i sindacatisono andati al muro contromuro con la giunta - il miste-ro a palazzo rimane da chiari-re.Certo la trattativa in atto,pure se vera non è una moti-vazione sufficiente; primo per-ché l'aula aveva in oggetto unsemplice approfondimento;secondo perché in mille altreoccasioni dal parlamento alconsiglio comunale si è dibat-tuto su argomenti che sonooggetto di trattativa sindacale.Se fosse veramente così la vitapolitica ed amministrativa delPaese sarebbe paralizzata.Ma allora perché in aula nonsi è potuto parlare? Paura. Laspiegazione starebbe lì, inquella frasetta del capogruppodi An Luca Milani:
«Nonvogliamo che la discussioneassuma una piega demagogi-ca».
Forse perché la giunta e ilvicesindaco di An ValerioSorrentino non erano ingrado di reggere il confrontoverbale. Ma An non era ilpartito, per tradizione anchestorica, di chi ha le palle? Odi chi le racconta?
m.m.
sette giorni di politica
Globalizzati e mazziati
L’industriale ed europarlamentare Massimo Carraro denuncia le logiche economiche italiane“Imprenditori senza etica e senza coraggio. Chiudono le aziende perché non sanno investire”
Incontri.
A colloquio con gli esperti per capire dove ci sta portando l’attuale politica
La salute in fondo alla lista: porta più voti il camionista
Lo scenario politico della setti-mana vicentina pare intera-mente focalizzato sull'inasprirsidella tensione tra i
comitatiantismog
e l'esecutivo cittadi-no. Gazebo all'imbocco dellaPasubio, annunciata occupa-zione pacifica del consigliocomunale, nuovo presidioall'Albera. I cinque comitatihanno scelto questa strategiaanche se il s
indaco Hüllweck
ela sua giunta sembrano esserenon l'avversario o l'interlocu-tore dei comitati, ma piuttostoil segnalatore, la spia ottica, sul quadro di comando degli even-ti.Il vero tavolo di gioco infatti ètra i comitati stessi e la provin-cia. Per di più i comitati sonoora spalleggiati in modo orga-nico da una parte del centrosi-nistra, visto che i consiglieri
Gianni Rolando
(Ds) e
SandroGuaiti
(Margherita) hannocominciato a lavorare al fiancodelle cinque associazioni(Maddalene, Villaggio del Sole,Pecori Giraldi e Motta; que-st'ultima, ricadendo sottoCostabissara, ha dato unadimensione intercomunaleall'intesa). Un lavoro che nel giro di alcune settimane si èconcretizzato in un salto diqualità rispetto alle manifesta-zioni saltuarie organizzate neglianni passati.La presidente della Provincia
Manuela Dal Lago
ha cercatodi spostare l'attenzione sullanecessità della bretella, conten-zioso dormiente da oltre ven-t'anni. A pochi mesi dalle ele-zioni infatti, la leghista puntaad incassare un riscontro d'im-magine. Senza scontentare nes-suno però: contro il rischio diun passaggio obbligato inautostrada o di ticket, la presi-dente cerca anche la benedizio-ne degli autotrasportatori,visto che i padroncini sonotanti e che in vista del voto potrebbero mobilitarsi.Perciò l'iniziativa dei comitatie la proposta di una conven-zione per il passaggio dei tirsulla A31 ha spiazzato la Dal Lago, che non ne vuole saperee che rischia di trovarsi isolata,qualora Hüllweck, per il pres-sing del collega azzurro
Maurizio Franzina
(suo il refe-rato al territorio) sposi la posi-zione dei comitati.Di fronte ad una situazionetanto delicata il centrosinistraha cominciato a macinare ini-ziative. E non ci sono soloRolando e Guaiti, pure il verde
Ciro Asproso
continua il suolavoro nella stessa direzione.Unico problema: in unmomento tanto delicato infatti,quando ci si aspettava un aiutoconcreto dai deputati (la diessi-na
Lalla Trupia
in primis), glistessi onorevoli paiono esserealla finestra.Sul fronte della circolazioneintanto, l'assessore all'ambien-te
Valerio Sorrentino
(An) con-traddice la sua posizione di unanno fa aprendo alle domeni-che ecologiche. Ma i livellialtissimi di Pm10 delle ultimedue settimane rischiano di nondare tregua all'esecutivo ameno di soluzioni radicali.
Marco Milioni
La presidente della provincia Manuela Dal Lago promette di liberare le strade dal traffico. Ma non vuole scontentare i padroncini
ACQUEMOSSE INLAGUNALABIRINTI DIPALAZZO
An cancella la discussione sui vigili
Cosa mettere in valigia per conquistare l’Europa
Scusi, lei concilia?
In aula consiliare vietato parlare di problemi che disturbano la Giunta
Ci sono voluti quasi due anni (i lavori in commissione sonoiniziati nel giugno 2002) e alla fine il Consiglio regionaleha approvato la legge urbanistica destinata, almeno nelleintenzioni, a sostituire quella attualmente in vigore cherisale al 1985.Ma c'è un ma. Questa legge oggi è solo sulla carta perchéper il momento tutto rimane congelato nel freezer di palaz-zo Balbi sede del governo veneto.Il testo approvato con tutte le sue innovazioni (come quel-la che affida alle Province e non più alla Regione il poteredi approvare i piani urbanistici dei Comuni) sarà operativoa pieno titolo solo quando, entro 180 giorni dalla sua pub-blicazione, la Giunta regionale con proprie delibere avràdefinito le numerose attività di indirizzo:1) verifica di sostenibilità e compatibilità relative alla VAS(Valutazione Ambientale Strategica);2) suddivisione dei territori comunali in zone territorialiomogenee;3) dimensionamento dei piani e degli standard di aree perservizi;4) metodologia per il calcolo del PAT (Piano di Assetto delTerritorio);5) specificazioni sull'edificabilità nelle zone agricole;6) modalità di affidamento esterno degli incarichi pubblici;7) criteri per l'omogenea applicazione della perequazionee dei crediti edilizi e dell'elaborazione del Piano Territorialedi coordinamento Provinciale).Insomma è il caso del famoso proverbio della montagnache partorisce il topolino.Questa legge - hanno fatto sapere in aula nei loro inter-venti i consiglieri Achille Variati e Claudio Rizzato - è unbuon documento di intenti. Traspare un'attenzione neiconfronti dello sviluppo sostenibile e dell'ambiente cheprima era assente. Però è mancato il coraggio di definirefino in fondo la situazione. Troppa confusione tra i diversilivelli di pianificazione.”Si rimedierà, forse, tra sei mesi:1) se il Governo regionale lo vorrà e lo potrà fare2) se non saranno richieste altre proroghe oltre i 180 gior-ni3) se non riprenderanno i veti incrociati all'interno dellamaggioranza.C'è da dire, inoltre, che se una volta scaduti i 180 giornile norme di indirizzo non saranno state approvate da partedella Giunta regionale, le Province si troveranno titolari dipraticamente tutti i poteri in materia urbanistica.Esattamente quello che la Lega ha sempre detto di volerecome dimostrazione di avvenuta devolution.
Metti l’urbanistica in ghiacciaia
Dalla Regione.
Approvata la nuova legge urbanistica per il Veneto. E subito accantonata
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vicenzaabc
Anche se ha deciso di non rican-didarsi alla prossime elezionieuropee ("Non ho più tempo”)Massimo Carraro crede nell’espe-rienza europea".
Cos’è indispensabile nella "vali-gia" di un europarlamentare?
"Almeno la conoscenza di un po'di inglese e francese, non tantonecessaria in aula dove ci sono itraduttori, ma indispensabile peri rapporti interpersonali. E tantaconvinzione ed entusiasmo sul fatto che il processo diintegrazione europea possa andare avanti. Prodi hafatto molto in questo senso".
Quali auspici per la Costituzione europea?
"Vorrei sperare che ci si arrivasse entro l'attuale seme-stre di presidenza irlandese, ma è più probabile che sidovrà aspettare fino al successivo semestre olandese. Ilvoto che ha capovolto la politica della Spagna facomunque ben sperare in un rapido traguardo, ma è ilgoverno di Berlusconi a mettersi ancora di traverso. Equello che l'Italia potrà fare sarà ancora merito diProdi".
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ARRARO
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Padovano, 45 anni,avvocato e docente universitario, ha lasciato nel 1987l'attività accademica e forense per rilevare la Morellatospa di Padova oggi leader europea nel settore dei cintu-rini per orologi. E' stato presidente dei Giovaniimprenditori del Veneto e vicepresidente dellaConfindustria veneta. Dal 1998 al 2002 presidentedell'Interporto di Padova spa è attualmente presidentedella Nord Est Terminal spa, società mista costituitacon FS Cargo per gestire i terminal merci ferroviari delNord Est.Nel 1999 è stato eletto deputato al Parlamento euro-peo (indipendente Ds) e fa parte delle Commissioniindustria, commercio estero, ricerca ed energia;ambiente, sanità pubblica e politica dei consumatori;per la politica regionale, trasporti e turismo.
Lavoro in fabbrica negli anni ‘50
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