• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
 
http://formare.erickson.it/archivio/febbraio_05/3_PRANZETTI.html
I blog e i wiki in ambito didattico
Romolo Pranzetti
Definizioni
Blog e wiki sono due strumenti di editoria personale sul web che possono essere descritti insieme,e hanno visto un enorme sviluppo per la comunicazione in rete e possono essere utilizzati anchenell'ambito della formazione in rete o collaborativa, sia per l'uso nella didattica, per le loro potenticaratteristiche che si richiamano al "social software". Definire un weblog (web+log: diario di bordosul web) è semplice e allo stesso tempo complesso, perché questo strumento, caratterizzato perl'immediatezza e la facilità d'uso si presta a molteplici utilizzi, tutti più o meno legittimi, manessuno esclusivo. Nell'informatica siamo un po' abituati a classificare gli strumenti sia hardwaresia software, in vista del loro utilizzo o della loro funzione, ma non è facile decidere quale sia lafunzione principale di un blog: si è parlato di giornale o di diario, ma spesso nella realtà si èlontano questi generi letterari.Vi sono caratteristiche formali che aiutano ad identificare un blog, le principali sono queste:la facilità d'uso, in quanto basta una registrazione con un nickname ed una password e di solito sipuò già diventare editori in proprio a tutti gli effetti; la richiesta di poche conoscenzetecnologiche: di fatto l'uso del browser è sufficiente per pubblicare online le proprie produzioniletterarie, le proprie poesie, o le proprie considerazioni politiche;la quasi totale gratuità dell'accesso allo strumento, messo a disposizione sempre più spesso damotori di ricerca, piattaforme varie, giornali, portali, ecc.;la scansione dei post (cioè degli interventi) in ordine cronologico inverso, che fa apparire l'ultimomessaggio sempre in cima alla pagina;la presenza di molti collegamenti ad altri blog di argomento affine o congeniale;la possibilità di far inserire ai lettori - di solito non moltissimi, ma affezionati - post di commentoin maniera libera e incontrollata;l'esistenza di un collegamento univoco per ciascun post, chiamato permalink, che identifica ilmessaggio inserito.
Tentativi di classificazione
Quanto al contenuto, invece, i blog possono essere dedicati (oltre a diari e giornali) a qualsiasiesperienza editoriale pensabile: ma sono utilizzabili anche altri contesti da veicolare nella rete intempi molto veloci e con grande facilità: testi, foto, file audio e video: le più recenti piattaformesono in grado di dare ospitalità anche a più di un contenuto contemporaneamente, in un arcoespressivo multimediale, molto variegato.Si è provato a fare delle classificazioni di blog possibili, ma, pur con la loro indubbia utilità,rivestono sempre un carattere di provvisorietà.Un riferimento di partenza può essere la classificazione elaborata da Gino Roncaglia:- Rassegna e segnalazione- Commento- Narrazione e affini- Progettazione- Collaborativi e blogzineAltri hanno individuato più categorie: basti considerare quelle offerte da Wikipedia, o dai varimotori di ricerca specializzati nei blog, che citiamo, in quanto fonti per tematiche di tipo tecnico
 
(servizi, piattaforme, cms, rss, feeder, aggregator, ecc.) che la nostra trattazione forzatamentedovrà tralasciare:- Blogarama.com: http://www.blogarama.com,- Blogexplosion.com: http://www.blogexplosion.com,- Technorati.com: http://www.technorati.com,- Bloguniverse.com: http://www.bloguniverse.com/radlinks/index.php- Bloglines.com: http://www.bloglines.com/- Blogdigger.com: http://www.blogdigger.com/Alcune date fondamentali in anni recenti hanno inciso nello sviluppo e nella visibilità dei blog:l'attacco alle Torri gemelle, la guerra in Iraq, le elezioni americane, lo Tsunami. Sono nati in questeoccasioni blog di giornalisti improvvisati, che in realtà poi hanno avuto una funzione importantenella verifica delle notizie di peso anche internazionale."I am fascinated by the BLOG model", scrisse il 17 aprile 2003 nel primo post del suo blog ElliottMasie , guru internazionale dell'e-learning(http://www.elliottmasie.com/archives/cat_blog_as_a_vehicle.html). Era promuovere il valore dellostrumento anche in un settore complesso come quello della formazione. Parallelamente, anche nelmondo della scuola italiana, il blog è stato svelato in occasione di eventi fondamentali, come peresempio il piano di formazione forTIC, e i piani di formazione informatica per la riforma dellascuola primaria. Il parallelo ha diverse dimensioni e proporzioni, ma di fatto la crescita dellostrumento ha avuto dei salti in diverse tappe più o meno riconoscibili, fino alla recente esplosione(attualmente si calcolano circa 5 milioni di blog).
Blog, la parola dell'anno
La crescita esponenziale del numero dei blog, dichiarato a fine 2004 dall'autorevole DizionarioMerrian-Webster la parola dell'anno, trova giustificazione nelle accattivanti caratteristiche soprariportate; tra noi italiani, caratterizzati per la voglia di interessarsi agli altri, e di intervenirefacilmente su tutte le questioni, il fenomeno non poteva sfuggire. Ci sono voluti alcuni anni perchési affermasse nella sua portata attuale; dapprima ha interessato gli esperti di tecnologia, i politici ei giornalisti, che hanno usato lo strumento per riflettere sul proprio ruolo, ora però lo sviluppo si èpotenzialmente allargato ad ogni utente della rete, e quindi sono inevitabilmente coinvolti anchegli studiosi, gli accademici e gli insegnanti.Le tappe principali sono così scandite:1) Il fiorire delle pagine web personali già agli albori del web, in piattaforme offerte da Geocities oda motori di ricerca famosi, pretendeva una grande voglia di scrivere e di apparire, però richiedevaanche un minimo di conoscenze tecnologiche, un uso anche minimo dell'html, e di strumentispecifici. Così furono disegnati anche i primi weblog (si veda la testimonianza di Rebecca Blood);2) successivamente nel 1997, Jorn Barger conia il termine weblog, troncato due anni dopo da PeterMerholz in blog: la parola si usò sia come sostantivo (blog come luogo in cui scrivere), sia comeverbo (to blog: l'azione di gestire o di postare messaggi), e presto fu accessoriata di prefissi esuffissi vari: blogger, audioblog, fotoblog, blogrodeo, blogosfera, ecc.; di recente anche la CiviltàCattolica (articolo molto ben costruito dal fine letterato e bloggista Antonio Spadaro S.I.) dà peraffermata una teoblogia (teologia dei blog): si può accettare il suggerimento di coltivare unapedagogia dei blog con il termine pedablogia?1. l'introduzione del permalink (o link permanente) (1999) e successivamente del trackback(citazione reciproca) rende più facile il reperimento e la citazione dei post e la creazione deiblogroll - cioè di liste di collegamenti, e quindi anche la facile identificazione dei vari blog affiniper qualche motivo di interesse, di argomento, di strutturazione. Si deve aggiungere però che laaleatorietà dei collegamenti è tuttora all'ordine del giorno, non in quanto il software è scadente,ma proprio perché un blog può nascere e morire nel giro di una settimana, come anche puòrapidamente sparire o cambiare settore di attività il gestore della piattaforma. 2. l'avvento dellatecnologia php, e del content managment system, consente l'uso di piattaforme di gestione diblog anche al singolo utente, non soddisfatto dei servizi gratuiti. Tale tecnologia consente - perquanto ci riguarda - una maggiore sicurezza (permessi di accesso, password, controllo sugliinterventi in base alle proprie esigenze...), una maggiore personalizzazione dello strumento eanche la possibilità di gestire più blog dalle caratteristiche omogenee.
 
Alcuni possibili usi didattici
Qui diamo per scontati alcuni di tali aspetti, rinviando ai motori sopra citati il desiderio diapprofondire la ragnatela autentica creata dai blog, non per vendere notizie (come i giornali) amilioni di potenziali lettori, ma - per assonanza con quanto detto da R. Blood - consentire ad unadozzina di lettori di scorrere milioni di blog. Per questo intervento, l'armamentario cui si rinvia, delresto appare abbastanza superfluo. Infatti per l'uso scolastico, interessano quei "venticinquelettori" di manzoniana memoria, ed è proprio per questi pochi lettori, che il blog si prestabenissimo.Quanto alle piattaforme, come SPIP, GuppY, Pivot, Wordpress, ecc., per chi volesse vedernequalcuna al lavoro, è possibile consultare facilmente il sito-laboratorio: http://promolo.free.frdove vi è anche un minuscolo esempio pratico di wiki. Il wiki si può apparentare ai blog per lafacilità di compilazione, anche se ha caratteristiche ipertestuali più "intrinseche", per le quali èpossibile giocare sul valore, sul significato, sulla combinazione delle singole parole, delle frasi edel contesto. Se il blog può essere paragonato ad un giornale online, il wiki appare più simile adun muro ove chi passa può scrivere liberamente il proprio pensiero (salvo applicare protezioni epassword per evitare sorprese).Di passaggio noto che la prudenza è sempre d'obbligo in piattaforme che permettonol'inserimento di commenti, in quanto vi è la possibilità e spesso il rischio di finire vittime deglispacciatori di spam, cioè di messaggi non desiderati e a volte offensivi. Non si tratta di evitarel'uso dello strumento, bensì solo di prevenirne gli abusi, sia attraverso la scelta degli strumenti piùsicuri, sia utilizzando le normali misure di sicurezza.Vediamo ora alcune indicazioni per l'applicazione di una pedablogia che non abbia troppe pretesescientifiche, ma che possa radicare l'utilizzo del blog o del wiki in una sana teoria, peraltro ormaidiffusa anche per altri strumenti disponibili sul web, come le piattaforme e-learning, i webquest, iforum, gli e-groups, ecc.Il web con la sua interattività ha abituato ormai a saltare diversi livelli di intermediazione, sia perquanto riguarda la consultazione delle fonti, sia per le capacità espressive. Ciascuno può diventarescrittore, si è detto, e ciascuno può diventare un pittore digitale, senza bisogno di costoseattrezzature, né di certificate attività preparatorie.LAYOUT DI UN E-PORTFOLIO, da http://www.kottke.org/portfolio/portfolio.htmlIl primo aspetto che viene in qualche modo privilegiato dal blog è la voglia di scrivere, che inqualche modo viene incentivata e motivata, in quanto - un po' come con il giornalino scolastico -il piccolo giornalista ha davanti destinatari autentici per il proprio testo. Inoltre il blog si presta sindalla scuola primaria, anche ad esercizi di stile, di cui gli insegnanti sono ben consapevoli, sullafalsariga delle esperienze e diffuse da testi famosi di Gianni Rodari (Grammatica della Fantasia) edi Ersilia Zamponi (I draghi locopei). Anche fra gli stessi utenti "non scolari", l'uso dei weblogfinalizzato alla scrittura creativa è ormai affermato, anche attraverso libri scaturiti da esperienze inrete: da La notte dei blogger, a PerQuenau?, finiti in libreria, ma soprattutto dagli autonomiesperimenti condotti periodicamente in rete con la partecipazione di molti estimatori (giochiincipit ed explicit, giallini, scrittura mutante, drammi in 4 post...) (http://zop.splinder.com), ecc.Oltre alla capacità espressiva, viene incentivata la capacità comunicativa: chi deve far comprenderedei contenuti, ha bisogno di adeguarsi all'interlocutore, all'argomento, ai tempi espressivi, allecondizioni di fruizione, un bell'esercizio di stile, ma anche di concentrazione per trovare non solole parole ma anche le modalità più adatte per far passare un certo contenuto, di cui appunto nonsi ha più solo un'idea approssimativa, ma se ne interiorizzano le motivazioni intrinseche e anchesociali. Il blog in sostanza aiuta ad una migliore organizzazione mentale.Il blog è stato chiamato infatti "scatola delle idee". In effetti, lo strumento, attraverso il confronto ela potenziale revisione, offre alle idee di ciascun soggetto una prima occasione di verifica, indiverse fasi: al momento della scrittura, quando sulla pagina web è possibile osservare l'anteprimae poi quando il post è online e il dibattito (se necessario) diventa inevitabile.Per alcune discipline, come le lingue, il blog è uno strumento di scambio naturale, dove l'uso dellalingua straniera è giustificato dalla necessità di farsi capire e dunque non è un esercizioinnaturale.
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...