dell'empatia e del sapere entrare in connessione con gli altri. Essa facilita l'inizio di un'interazione,il riconoscimento dei sentimenti e delle preoccupazioni degli altri e stimola la risposta adeguata - èl'arte stessa della relazione. Le persone che ne sono dotate sono giocatori di squadra, buoni amici opartner d'affari e possono anche rivelarsi eccellenti insegnanti. Capacità d'analisi della situazionesociale - la capacità di riconoscere e di comprendere i sentimenti, le motivazioni e lepreoccupazioni altrui. Questa conoscenza del modo in cui si sentono gli altri può facilitarel'intimità e i rapporti. Nel caso migliore questa abilità porta ad essere terapeuti o consulenticompetenti (Goleman, 2002). A tutte queste capacità va anteposta la necessità di un corpo chemanifesta segnali coerenti con il messaggio da comunicare; nel lavoro dell'interlocutore, infatti, ènaturale analizzare meticolosamente se la semeiotica motoria del soggetto si indirizza e rafforza ilsignificato dell'informazione da trasmettere. Pertanto, quanto e come c'è di connesso, dipendente,causale con il "talento del corpo intelligente" e quali sono le condizioni ed i contesti dove questolegame può, eventualmente, essere alimentato e guidato a buon fine? Per rispondere alle domandesu menzionate, è opportuno fare un veloce accenno a ciò che Gardner definisce intelligenzacorporeo-cinestesica, quella capacità del corpo di esprimersi, governarsi, manipolare le cose,orientarsi in maniera precisa, rispondere costantemente ed efficacemente ai problemi motori che simanifestano nelle forme più diverse (Gardner, 2000). È chiaro, per altro, che la nuovadimensione corporea esula dal mero concetto storico-filosofico del corpo inteso comemortificazione (Le Doux, 2002) o come elemento in idiosincrasia culturale con la mente, con laragione. Il termine stesso "corpo" e, di conseguenza il valore culturale assegnatogli, cambia! Nascela corporeità, un corpo "intelligente", un corpo che non riflette più "l'avere sociale", l'immagineguida, il modello di scultura estetica; ma un corpo che rispecchia "l'essere individuale", spogliodella moda, ricco nell'anima, nel significante soggettivo della vita (valore concettuale che gli siattribuisce), nell'amore con cui si collega sinapticamente al cervello. Ma se la vita, ciò che siamo, èil frutto di modifiche biochimiche delle sinapsi, (Le Doux, 2002) è il risultato della nostraesperienza, quindi, del nostro patrimonio di conoscenze, perché il corpo non dovrebbe esserecultura (input), emotività (elaborazione), intelligenza (output)? È su questo postulato ches'innesta la relazione cognitiva tra intelligenza emotiva e intelligenza corporeo-cinestesica ed ilcorpo non potrebbe essere che il migliore veicolo culturale di cui siamo dotati! Già nel 1974,infatti, uno psicologo americano, Robert Ader, aprì la strada alla studio delle vie biologiche cherendono la mente, le emozioni e il corpo entità non separate, ma intimamente interconnesse(Goleman, 2002). Altre ricerche e studi furono portati avanti da scienziati di tutto il mondo conrisultati rivoluzionari: terminazioni nervose, simili a sinapsi, entrano in contatto diretto con celluleimmunitarie. Questi punti di giunzione neuro-immunitari consentono una trasmissione deimessaggi dal sistema nervoso autonomo al sistema immunitario e sensitivo (dolore, piacere, ecc.)determinando il condizionamento delle difese e delle sensazioni corporee da parte delle emozionidella vita. Ecco come si giustifica oggi la somatizzazione, il riportare cioè, attraversomanifestazioni generali o localizzate del corpo, i sentimenti vissuti in eccesso, positivo o negativoche sia. L'amigdala (LeDoux, 2002) è l'organo propulsore dell'emotività della vita: le sinapsineurali che collegano questa al corpo rappresentano una serie di filtri biochimici atti, attraverso ineurotrasmettitori e i neuromodulatori, al dosaggio dell'impulso e, di conseguenza, responsabilidelle risposte sensitive e motorie del corpo. La consapevolezza del meccanismo di tali processiaiuta l'essere umano a intervenire costruttivamente nel complesso ambito dell'educazione; dovevariabili umani, infatti, eccedono è fondamentale ricercare punti fermi e di riferimento. Lachiarezza e la coscienza dell'interazione emotiva e corporea come elaborazione cognitiva, esprimenuove frontiere nella sfera della didattica ed alimenta le modalità alternative che la collettività oggici richiede (Contini, 2001). La società d'oggi, infatti, offre agli allievi una serie di stimoli che,poiché di breve durata e di esagerata frequenza, sono percepiti troppo in "superficie". Anche se lanostra mente ha modellato il suo sistema di ricezione, analisi, elaborazione e sintesi operativa in
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